+ Dal Vangelo secondo Matteo 3,1-12 In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!»



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05.12.2017
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2. Omelia della II Domenica d'Avvento A - 4 dicembre 2016

Parrocchia Santuario del Sacro Cuore - Bologna - 0re 8

+ Dal Vangelo secondo Matteo 3,1-12
In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».

E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Parola del Signore

Le tre letture che abbiamo proclamato e che con fede e con dono di Spirito Santo abbiamo accolto nel nostro cuore sono tre visioni ideali, il termine esatto sarebbe tre utopie.


Nella prima lettura l'utopia della pace universale.

Avete sentito il profeta Isaia che invoca davvero un rapporto talmente bello che anche le bestie feroci stanno con le bestie mansuete, che tutte le cose create diventano segno dell'amore di questo Dio che vuole la pace di tutti noi.


Nella seconda lettura San Paolo scrive ai cristiani di Roma e sottolinea come il dono dello Spirito Santo che parla attraverso le scritture di tutto l'Antico Testamento, ci aiuta a capire il senso della nostra vita e l'utopia, la visione ideale è che tutti ci comportiamo da fratelli, volendoci bene, eliminando tutte le guerre, tutte le divisioni.
E poi abbiamo letto questo terribile Vangelo di Giovanni Battista direi piuttosto arrabbiato ma nel senso forte, di parlare a nome di Dio e di chiedere che la gente si converta. Ecco anche questa è una visione ideale, l'utopia di un mondo convertito, di un mondo che torna al Giordano. Il Giordano è il fiume dell'ingresso nella Terra promessa, è il fiume dove - leggeremo - che anche Gesù è stato battezzato.

Allora l'ideale di un popolo di tutta la terra che finalmente converge e riconosce il suo peccato e quindi entra nella lode di Dio.


Ecco queste tre letture vogliono aiutarci a entrare in un cammino di conversione.

Domenica scorsa, - chi era presente a questa prima celebrazione delle 8, - ricorda che la Parola di Dio ci poneva tre domande fondamentali a cui cerca di rispondere ovviamente con la luce dello Spirito Santo.

L'uomo da sempre si è domandato il senso della vita umana, con tutto quello che succede nella vita di una persona e allora la grande domanda: "Ma Dio esiste? C'è un Dio? C'è qualcuno da cui proveniamo che ha in mano la nostra vita?"
E la seconda domanda: "Ma questa vita, allora, dobbiamo viverla amandoci o cercando di sopraffare gli uni gli altri per imporre la nostra personalità?"
E di riflesso la terza domanda: Chi sono io? Qual'è la mia identità?"
A queste tre domande tutta la Bibbia risponde costantemente.

Voi leggete i fatti di Mosè e Mosè risponde che c'è questo Dio e con Lui stabilisce un'alleanza al monte Sinai, dice che la vita umana serve veramente per costruire una comunità che si ama e l'identità della persona è che questo Dio ha dei figli, e siamo noi.


Poi si sviluppano tutti gli episodi di quello che noi chiamiamo il Vecchio Testamento cioè un cammino di maturazione dell'umanità che progressivamente, aiutata dai profeti, aiutata dagli avvenimenti, comincia a approfondire tutto questo.

Ma manca ancora la parola definitiva che è Gesù.


La risposta che Dio stesso dà alle domande che ci sono nel nostro cuore è la persona di Gesù.

E quando il Verbo eterno di Dio decide di prendere una natura umana nel grembo di Maria - e lo sottolineo perché giovedì festeggeremo Maria Immacolata Concezione, colei che è stata scelta fin dal momento del suo concepimento per aprire la porta da cui è entrato nella storia umana, nientemeno che Dio stesso, nella natura umana di una creatura che lei ha concepito, partorito, allattato e aiutato a crescere -.


Ecco allora in Gesù finalmente, Dio dà la risposta esplicita, definitiva.

Questo Dio non solo esiste ma è un Dio innamorato delle sue creature e per farsi riconoscere, per mostrare il volto di questo Dio decide di farsi uomo e di diventare creatura come noi, perché non è una risposta astratta, di parole, teorica, quella che Dio dà ai nostri problemi umani.

Ma è una persona concreta che vive la nostra esperienza fino alla morte e alla morte di croce, per farci capire che la vita umana ha senso quando noi la doniamo totalmente per amore come ha fatto Cristo.

E come Gesù, Figlio di Dio, Verbo eterno del Padre è anche però creatura umana Figlio del Padre.

Così come Lui è Figlio, chiunque si unisce a Cristo mediante i sacramenti, è Figlio di questo unico Padre e nasce davvero quella fraternità che dovrebbe essere anche vissuta nelle nostre comunità umane.
Allora a questo punto quando Gesù ha vissuto la sua esperienza e ha dato origine alla prima comunità cristiana, avviene un fenomeno molto bello: che i cristiani cominciano a raccogliere tutte insieme queste parole che Dio ha detto, da Mosè, dalla creazione, da tutti i profeti, da tutto quello che è avvenuto nell'Antico Testamento e poi soprattutto quello che Gesù ha vissuto, quello che Gesù ha detto e l'hanno raccolto fino a diventare un libro e noi lo chiamiamo la Bibbia.

È nata dopo che la comunità cristiana si è sentita raccolta attorno agli avvenimenti di Cristo e ha capito che a partire da Gesù, dalla sua vita, da quello che Lui ci ha insegnato, anche tutto il Vecchio Testamento, prendeva una luce nuova, diventava finalmente comprensibile.

E la Bibbia è diventata il libro base da cui prendere in preghiera, in meditazione, in ricerca, la luce che deve dare le risposte alle varie problematiche umane.
Ma poi c'è un secondo passaggio. molto bello, quando la comunità cristiana ricordando quello che ha fatto Gesù nell'ultima cena.

Ne abbiamo testimonianza soprattutto nel Vangelo di Giovanni che racconta, cominciando con la lavanda dei piedi, racconta che Gesù si è trattenuto molto a lungo con i suoi apostoli dicendo direi le pagine più belle del Vangelo di Giovanni che è fatto di 21 capitoli, 5 capitoli sono tutti i discorsi che Gesù ha fatto nell'ultima cena e dopo i discorsi Gesù ha preso il pane, ha preso il vino, li ha consacrati, li ha spezzati, li ha distribuiti, anticipando nel segno della liturgia quello che Lui avrebbe poi vissuto il giorno dopo nella passione e morte sulla croce.


Allora i cristiani hanno detto: - Se Gesù ha dato così importanza alla parola e l'ha legata al segno sacramentale dell'Eucarestia, noi vogliamo ripetere lo stesso gesto. -

E nasce la celebrazione eucaristica che anche noi stamattina stiamo vivendo con gioia e che viene vissuta in tutto il mondo in questo modo.

Un primo momento in cui noi ascoltiamo la Parola del Signore ed è Dio che parla, ecco il passaggio è legato alla presenza dello Spirito Santo che agisce nei nostri cuori.
Vedete questo è un libro come tanti altri, è carta stampata, non ha un valore in più ma quando questo libro viene letto da un cuore pieno di Spirito Santo - come è ciascuno di noi dal giorno del nostro Battesimo, - a quel punto è come se noi facessimo rivivere Gesù e lo facciamo diventare parola viva del Dio Padre che parla per ciascuno di noi.

Quindi libro+fede+Spirito Santo ci ridona la presenza del Cristo che parla.


Ma se poi c'è una comunità che celebra, - ecco qui potete capire la parola liturgia -, azione sacra vuol dire, è una parola greca, - un'azione sacra in cui molti cuori pieni di fede, illuminati dallo Spirito Santo ascoltano solennemente la parola che viene proclamata e la Chiesa anche nell'ultimo Concilio Vaticano II ha proclamato con molta precisione: "Quando la Parola di Dio viene proclamata nella liturgia eucaristica, Gesù è vivo, presente, efficace come quando viveva nella sua vita terrena".
Quindi abbiamo una presenza che noi chiamiamo sacramentale, perché la parola sacramento vuol dire che io rivivo una situazione già vissuta da Gesù e per la forza dello Spirito Santo questa situazione diventa efficace.

Vi faccio un esempio concreto: prendiamo un bel bambino o una bella bambina appena nati, li portiamo al fonte battesimale, l'acqua è acqua, non è magica non contiene cose speciali, è il cuore del papà e della mamma e di colui che battezza che da quell'acqua, rinnovando il gesto di Cristo battezzato al Giordano, operano la trasformazione di cui è protagonista Dio Padre-Dio Figlio-Dio Spirito Santo, non è il prete che ha dei poteri magici, è il Signore che si rende presente in quel segno visibile, controllabile e lo rende una di quelle tappe indispensabili per la salvezza della persona.


Vi faccio un altro esempio: un uomo e una donna si conoscono, si intendono, si amano, decidono di formare una realtà unica, rinnovando quella bellissima pagina della Genesi dove quando Dio crea l'uomo e la donna li invita a lasciare la propria famiglia e a unirsi per formare una sola carne. Quando queste due persone questo gesto lo fanno all'interno della liturgia, di quest'azione sacra in nome di Cristo, quel segno visibile di lui che dice – io prendo te, io accolgo te – e lei dice – anch'io accolgo te – questo segno visibile, sensibile per la presenza dello Spirito Santo diventa quest'azione sacra che segna in eterno la vita di quelle due persone.
Questo noi lo chiamiamo sacramento, sono sette quelli che di solito noi sottolineiamo, ma tutta l'eucarestia è un sacramento, la Parola di Dio che vi è stata proclamata è sacramento, cioè è tappa indispensabile per il nostro cammino che va verso l'abbraccio finale quando saremo tutti riuniti nell'amore.
Vorrei fare un'applicazione concreta finale delle tre letture che abbiamo letto stamattina.

Allora vi dicevo la prima lettura ha come utopia come grande speranza, come visione, lo shalom.

Shalom è la parola ebraica che dice pace, salam nella lingua araba, ecco il grande sogno, vivere tutti in pace: marito e moglie, genitori e figli, la società, le nazioni, capitemi è veramente un sogno, il sogno di Dio, noi lo abbiamo proclamato perché ostinatamente vogliamo camminare in questa direzione.
Poi la Seconda lettura, quella della Lettera ai Romani, che ci dice che con la forza dello Spirito possiamo costruire una comunità cristiana.

Saremo fragili, saremo deboli, però pensate tutte le domeniche nella nostra Chiesa vengono celebrate cinque messe e sono sempre piene di gente che crede che valga la pena di camminare verso un'utopia di una comunità cristiana che testimonia l'amore nella società di oggi.


E poi il Vangelo così forte, vi dicevo, in cui Giovanni Battista, direi un po' da persona profetica e anche piena di una certa rabbia davanti al peccato, grida dicendo: “Razza di vipere, convertitevi!”

È importante anche prendere sul serio questa parola, cioè che qualcuno ci dica che ci sono delle scelte fra il bene e il male che vanno assolutamente chiamate con il loro nome per camminare tutti insieme verso il fiume Giordano, cioè verso la sorgente della vita che è Cristo Gesù.


Allora continuiamo la nostra Eucarestia, valorizziamo molto la prima parte della Messa e quando sentiamo leggere la Parola di Dio apriamo il nostro cuore, lasciamola penetrare, rendiamoci docili perché lì è il Signore che parla ed è lo Spirito Santo che ci sta trasformando dal profondo e ci fa diventare, - ecco la nostra vera identità, - ci fa diventare figli di Dio sempre di più di domenica in domenica, di giorno in giorno, mediante la Parola che ci nutre.




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