… Si mise ad insegnare loro molte cose



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Scuola di Pensiero 2013

Uno sport per l’uomo aperto all’assoluto
“ … Si mise ad insegnare loro molte cose” (Mc 6,34)
Premessa

Nella missione di Gesù l’evangelista Marco attribuisce molta importanza all’insegnamento, tanto è vero che il verbo insegnare è usato ben 15 volte e 5 volte il sostantivo insegnamento. In genere non sono precisati i contenuti dell’insegnamento: l’evangelista vuole dirci che il primato non va dato ai singoli contenuti, alle dottrine o ai dogmi, ma il contenuto è la persona stessa di Gesù, la vita con lui, la sua sequela, visto che il terzo vangelo è scritto dalla prospettiva del discepolo. Il contenuto si precisa lievemente nella seconda parte del Vangelo: diventa il mistero pasquale di Gesù di Nazareth (8,31; 9,31; 12,32-33), il matrimonio cristiano (10,1-12), le esigenze della vocazione apostolica (10,17-31),il nuovo significato del tempio e la persona di Gesù e del credente che divengono il nuovo tempio (11,15-17; 12,14-17.35-37). In fondo l’evangelista presenta il cuore della vita e del ministero di Gesù di Nazareth, la sua sofferenza, morte e risurrezione, e ci presenta il modo in cui ogni suo discepolo può immergersi nel mistero della sua Pasqua (il battesimo che ci rende nuovo tempio o casa di preghiera, la vocazione al matrimonio o alla vita apostolica). Sono anche interessanti i diversi luoghi in cui Gesù insegna: nelle sinagoghe (1,21; 6,2, passi in cui si riflette anche la metodologia seguita inizialmente dagli apostoli e dai primi credenti di partire dalle sinagoghe dei giudei) a dire che la Parola ivi proclamata trova compimento nella sua persona, lungo il mare (2,13; 4,1) a significare una Parola che non è confinata nei soli luoghi del culto ma che è proclamata nei luoghi dove le persone lavorano e vivono e ha il coraggio di arrivare in quegli ambiti di vita e di realtà in cui il trionfo del bene sul male non è così evidente (cfr. simbolismo del mare, è anche vero che a Cafarnao, in una sinagoga, luogo “sacro” uno degli ascoltatori di Gesù era un indemoniato 1,23-26), lungo la strada come nel caso dei tre insegnamenti legati alla Pasqua, a dire che l’accoglienza di questo annuncio non può essere immediata e data per scontata una volta per tutte ma è metabolizzata gradualmente in un cammino fatto anche di resistenze, nel tempio a Gerusalemme perché Gesù è l’unico che con la sua parola e la sua persona può darci il vero e nuovo senso del tempio (11,15-17; 12,14-17.35-37).






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