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23.05.2018
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Sig. Presidente,

L'ascolto e l'accurata lettura della sua relazione mi ha riportato alla mente la storiella della cicala e della formica, la prima impegnata, tutta l'estate a cantare, mangiare e bere, la seconda, invece, a lavorare sodo ed a prepararsi per l'inverno, per i tempi di magra. Mi sono chiesto, ma chi è la cicala e chi, al contrario, la formica, chi l'allegro cantante, chi, invece, il triste lavoratore.

La sua relazione, Presidente, di 25 cartelle, due pagine bianche, non l'elenco telefonico, e due tabelle, nelle prime 14 pagine contiene la lunga cronistoria, a partire dal 1997 ( governo Prodi ) quando nel Consiglio europeo di Amsterdam fu approvata la prima stesura del Patto di stabilità e crescita e via via narra l'evoluzione dello stesso sino ad arrivare ai giorni nostri. Nelle rimanenti pagine, riporta le sanzioni previste per le Regioni inadempienti e per i loro amministratori, poi riferisce sull'istituzione del Coordinamento interistituzionale del patto di stabilità del 30.12.2011 con i compiti attribuiti, per approdare infine agli interventi eseguiti a favore del comune di Lauria nell'anno 2010, e di altri 9 comuni nell'anno 2011. Nelle due ultime pagine di relazione riporta i contenuti della delibera di giunta n.222 del 2 marzo 2012 riferiti alla rimodulazione di alcune voci di spesa del bilancio regionale.

Caro Presidente, sono passati ben 14 anni dalla nascita del patto di stabilità, ed oggi ho l'impressione che la Basilicata, dopo un lungo periodo dedicato al cantare, a mangiare e bere, dopo 14 anni di cicaleccio, si ritrovi in brache di tela con un governo praticamente incapace di affrontare la situazione.

Mi sembra di capire, dalla sua relazione, che non riesce a trovare il bandolo della matassa ed uscire dal labirinto nel quale si è avventurato convinto, evidentemente, che prima o poi avrebbe trovato, alla stessa stregua di Teseo, la sua salvifica Arianna. Ma, purtroppo, per la Basilicata, la bella Arianna ha preferito andar via con Teseo piuttosto che attenderLa. E noi, poveri lucani, ci siamo persi nel labirinto e rischiamo di essere sbranati dal Minotauro Europa. Bella fine.

Guardi, Presidente, lei ha detto ( pag. 22 decimo rigo ) che il meccanismo, per il regime sanzionatorio, pretende grande responsabilità e lealtà fra gli attori istituzionali. Bene, lealtà e responsabilità. Ma lealtà e responsabilità nei confronti di chi? Del Presidente De Filippo o dei lucani?

Di certo , noi del PDL, siamo leali con lei e con il popolo lucano così come responsabilmente agiamo per la Basilicata.

Ma di certo, la sua delibera la 222, non mi sembra prevedere contenuti di lealtà e responsabilità nei confronti dei lucani, anzi persevera nell'adottare provvedimenti che tutelano la sua corte a danno, soprattutto, dei più deboli e, addirittura, della cura dei non autosufficienti.

Ma scherziamo Presidente, avete sospeso i contributi ai dializzati, soppresso il servizio bus navetta dei pazienti oncologici da Matera al Crob, non avete ancora pagato i contributi per i libri di testo scolastici.

Non un minimo intervento sugli sprechi della regione. Se la vuol prendere con gli agricoltori, gli allevatori, con le vittime delle calamità naturali ( quelli della pessima gestione dell'ambiente), insomma una sorta di Robin Hood alla rovescia. Niente contro le tante sacche di sperpero.

Mi sovviene quanto affermato recentemente dall'ex direttore generale della ASM, dott. Gaudiano, il quale testualmente ha detto che i soldi ci sono ma vengono spesi male e,addirittura, auspica un impiego etico delle risorse. Parole pesanti dette da chi ha conosciuto, nell'intimo, la politica di governo regionale.

E allora, i soldi si spendono male ed in maniera non rispettosa dell'etica, evidentemente un'astrazione per chi governa, in malo modo, la nostra regione.

Sa Presidente, e le sono sincero, secondo me, si è accorto che sta per perdere il controllo della situazione, spero che non l'abbia già perso, ed in sintonia, evidentemente, con il suo gruppo, ha deciso di far svolgere questo dibattito, cercando di malcelare la verità, di mantenere lo status quo, cioè il sistema del privilegio e della clientela, e tentare di salvare la baracca Basilicata con un po' di populismo, qualche intervento di taglio sui soliti sfortunati di questa dannata regione e ardite acrobazie istituzionali. Sazia il popolo avanzando l'ipotesi di dilazione degli stipendi dei consiglieri regionali, panem et circenses, e colpisce, approfittando del boato generale, i soliti sfortunati. E intanto, rinviando l'incontro del pettine con il nodo, ha salvato la faccia al suo governo, l'integrità delle tasche di qualcuno ( inteligenti pauca) e continua a sostenere il privilegio che le garantirà, ancora una volta, il consenso. Ma attenzione, quando, arriveranno i nodi saranno guai per tutti noi.

Non può pensare di fare dei giochi di prestigio per ingannare l'opinione pubblica. Non è con proclami populisti che, magari riescono ad esaltare qualche sprovveduto giornalista, si risolvono i problemi strutturali della Basilicata o si raggiungono gli obiettivi del patto di stabilità.

Presidente, fuori dai denti. Basta a prenderci in giro.

Il patto di stabilità è chiaro. Bisogna intervenire sulla cassa e sulla competenza in maniera chiara, forte e responsabile, esclusivamente nei confronti del popolo lucano.

Quante volte, dal mio piccolo, l'ho sollecitata a cambiare marcia, ad invertire la rotta, a guardare negli occhi la Basilicata. Non ci ha mai dato ascolto. I comuni sono bloccati e le due provincie in condizioni critiche.

Lei dice, a pagina 14, che la regione negli anni ha sempre applicato norme in materia di contenimento e monitoraggio della spesa dei propri enti strumentali. Niente di più falso.

L'Arbea, in cinque anni, ha speso 1.398.872,00 € per consulenze esterne. L'Arbea l'agenzia emblematica del fallimento lucano, già declassata dal governo nazionale, invece di erogare contributi in agricoltura si è dilettata nel rimpinguare le tasche dei tanti consulenti esterni. Ma l'esercito di dipendenti come viene impiegato?

La Comunità Montana Alto Basento in un solo anno, sempre per consulenze esterne, ha dilapidato ben 501.153,00 € .

L'ASP, nel solo 2011, ha sperperato 757.869,00 €, il San Carlo di Potenza 520.699,00 €, il Crob di Rionero, 2011-2016, 1.506.741€. Non ho i dati dell'ARPAB, Dei Consorzi di Bonifica, dell'ASM, SVILUPPO BASILICATA, AATO, ALSIA, APT, ARDSU, ATER MT e PZ, DEI PARCHI ecc.ecc. Milioni di euro gran parte dei quali utilizzati in maniera non etica come dice Gaudiano.

Vede, Presidente, si rende obbligatorio una riforma strutturale del sistema Basilicata.

Se vogliamo essere seri e responsabili, dobbiamo intervenire pesantemente nel taglio totale delle consulenze esterne, non dobbiamo accontentarci solo di quel 15% che lei ha tagliato riconoscendolo come spreco.

Che dire degli stipendi dei direttori generali delle aziende sanitarie, dei dipartimenti e degli enti regionali.

Direttore generale ARPAB 125.100,04€, direttore ATER MT 110.264,00€ per fare solo due esempi, stipendi che superano di gran lunga le indennità del Presidente della regione, praticamente il datore di lavoro.

In occasione della discussione sulla finanziaria 2012, le proposi di ridurre il numero dei componenti CDA e dei collegi dei revisori. Il risparmio sarebbe stato considerevole. Lei e la sua maggioranza ebbero l'irresponsabilità di bocciare i miei emendamenti. Capisco che esigenze di equilibri interni alla maggioranza imponevano di mantenere disponibili le poltrone nonostante tutto.

Io, Presidente, le lancio delle proposte ed una sfida, sicuramente responsabili.

Imponiamo a tutti gli enti regionali e sub regionali il blocco totale alle consulenze esterne, si utilizzino i dipendenti e si prevedano, per gli stessi, incentivi di risultato per un biennio;

Blocchiamo, per un biennio, le premialità per i direttori generali e dirigenti;

Riduciamo i Componenti i CDA, quelli con 5 li riduciamo a tre, quelli con tre li portiamo ad uno e prevediamo un solo componente per i collegi dei revisori dei conti. Si può fare! Io l'ho fatto da sindaco.

Riduciamo del 50% le spese per il personale comandato da altri enti. Oggi la regione spende 2.830.000,00€ in competenza.

La sfida? Con tutto il rispetto per le persone. Eliminiamo gli assessori esterni. 508.000,00€ l'anno in competenza e cassa!

Accoglie Presidente la proposta? Sia responsabile. Lasci da parte i miseri interessi di bottega e pensi che lei gestisce pubblico danaro e del quale è tenuto a render conto. Mi spieghi le reali motivazioni che impongono, ai lucani, un sacrificio di oltre 500.000€. Non credo che tra i banchi di questo consiglio non vi siano tre eletti, democraticamente dal popolo, degni di avere incarico assessorile.

A completamento di quanto detto, dopo aver accolto le precedenti proposte che già determinerebbero un considerevole risparmio di diversi milioni di euro, tutte e nessuna esclusa, propongo di istituire oggi stesso una commissione consiliare che in sette giorni riveda tutto il bilancio regionale e quello degli enti collegati per operare ulteriori azioni di risanamento.

Caro Presidente, credo che con un minimo di volontà si possano fare cose sensate e responsabili.

La situazione sociale ed economica della Basilicata è seria. In Piemonte, la giunta regionale ha destinato il 20% dell'IRPEF regionale a favore della cultura. Il nostro sistema imprenditoriale è in seria difficoltà. Molte aziende chiudono per mancanza di liquidità e per l'impossibilità nell'accesso al credito. Il risultato è devastante per gli imprenditori, stritolati da un sistema creditizio cinico e dalla indifferenza della politica, per le migliaia di operai licenziati o posti in cassintegrazione e pre la tenuta della coesione sociale.

Dobbiamo intervenire con urgenza ed efficacia.

Riduciamo la spesa e guardiamo anche oltre i vincoli del patto di stabilità. Il gettito derivante dall'IRAP e dall'IRPEF regionale è pari a 400 mln di euro. Destiniamo il 20% di queste entrate per istituire un Fondo di cogaranzia regionale, in associazione ai COFIDI, per sostenere le aziende lucane in difficoltà. Una simile iniziativa è stata adottata in Emilia Romagna. È chiaro che le attese del mondo imprenditoriale verso sviluppo Basilicata sono andate deluse, considerati gli irrilevanti risultati nonostante l'impegno di spesa.

La Basilicata non ha più bisogno di carrozzoni politici e clientelari ma di iniziative forti per riaccendere la speranza di ripresa economica.

Guardi Presidente, la misura è colma, la sopportazione dei lucani è allo stremo. Assistere ogni giorno all'aumento continuo e costante della lunga lista di disperati è veramente penoso.

Al di la della stretta discussione inerente il patto di stabilità, è doveroso aprire una breve parentesi circa lo stato di profonda crisi in cui versa la nostra regione, una regione che potrebbe aspirare a condizioni di vita sociale ed economica ben diverse.

Ho partecipato, la scorsa settimana, all’incontro tra regione, provincia di Matera e la Ghizzoni S.P.A., un’azienda che da oltre 40 anni rappresenta un’opportunità occupazionale per 400 operai lucani. Ebbene, questa azinda è stata messa in ginocchio dalla Grecia, dalla Spagna e, udite udite dalla maestrina Germania, quella che detta l’agenda all’UE. Grazie a questi Stati la Ghizzoni, per mancanza di liquidità, è in condzione prefallimentare e 600 operaio sono in cassa integrazione. Quale la risposta della regione alla richiesta di aiuto dell’Azienda come di tante altre lucane? Una buona stretta nelle spalle al cospetto del Titolare che, dopo anni di duro lavoro, prendendo atto della situazione si è abbandonato ad un momento di drammatica commozione.

Caro Presidente, il papa Pio VII ai francesi che gli imponevano di cedere i territori dello Stato Pontificio rispose: Non debemus, Non possumus, non volemus.

Noi che abbiamo la responsabilità, non dobbiamo, non possiamo, non vogliamo cedere la nostra regione alla disperazione.

Qualche anno fa, un suo predecessore, ma non voglio entrare nelle questioni discutibili della vicenda, si pose a capo della rivolta popolare lucana. Facciamo oggi altrettanto. Andiamo a bloccare le estrazioni petrolifere e pretendiamo dallo Stato il giusto riconoscimento per il valore della Basilicata.

Memorandum, Bonus carburanti sono degli atti importanti ma, a mio avviso, travolti dalla profonda crisi.

Si metta a capo della rivolta, Presidente, di una rivolta gentile.

Abbandoni Versailles e scenda tra il popolo, ascolti le sue richieste ed avvii, finalmente, una nuova stagione che dia speranza alla Basilicata.

Solo in questo caso, le assicuro, il mio sostegno.



Grazie.

Mario Venezia



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