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02.12.2017
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Da un punto di vista grafico, se le due linee non sono parallele è possibile che via sia un’interazione tra le due variabili.

  • Da un punto di vista grafico, se le due linee non sono parallele è possibile che via sia un’interazione tra le due variabili.

  • In questo caso, entrambi i fattori e l’interazione sono significativi.



Da un punto di vista grafico, se le due linee sono parallele o sovrapposte, non ci sono effetti dell’interazione.

  • Da un punto di vista grafico, se le due linee sono parallele o sovrapposte, non ci sono effetti dell’interazione.

  • In questo caso, gli effetti principali di entrambi i fattori sono significativi, ma non l’interazione.





















































La ricerca di Corsaro

  • La ricerca di Corsaro

  • Un esempio di osservazione etnografica è lo studio condotto da Corsaro sulle relazioni tra bambini in età prescolare e la cultura infantile, in una scola materna americana.

  • Nel definire il proprio ruolo di osservatore, Corsaro utilizza una strategia di accesso reattiva, che lascia ai bambini il tempo e la voglia di accettare l’osservatore e di lasciarlo entrare lentamente nel loro mondo, con il ruolo che essi decidono di assegnargli.

  • Questo permette di partecipare alle attività dei bambini senza alterarle e, inoltre, di accedere al loro mondo interno.

  • L’osservazione è stata condotta con una routine tipica, che si può riassumere con le parole dello stesso autore.



Entravo a scuola ogni mattina poco dopo l’ingresso dei bambini, guardavo l’eventuale emergere di un episodio e poi mi andavo a mettere dove l’episodio si stava svolgendo. Il termine migliore per qualificare la mia partecipazione alle attività dei bambini può essere quello di “periferica”. Entravo nell’area ecologica, mi spostavo quando era necessario, rispondevo quando ero interpellato e occasionalmente davo il mio contributo verbale quando mi sembrava appropriato. La mia attività era periferica, nel senso che non ho mai tentato: a) di iniziare o terminare un episodio, b) di ricostruire un’attività quando veniva interrotta, c) di comporre le dispute o d) di coordinare o dirigere l’attività. Ciò che ho fatto è stato tentare di giocare, diventare una parte dell’attività senza influenzare la natura o l’andamento degli episodi.

  • Entravo a scuola ogni mattina poco dopo l’ingresso dei bambini, guardavo l’eventuale emergere di un episodio e poi mi andavo a mettere dove l’episodio si stava svolgendo. Il termine migliore per qualificare la mia partecipazione alle attività dei bambini può essere quello di “periferica”. Entravo nell’area ecologica, mi spostavo quando era necessario, rispondevo quando ero interpellato e occasionalmente davo il mio contributo verbale quando mi sembrava appropriato. La mia attività era periferica, nel senso che non ho mai tentato: a) di iniziare o terminare un episodio, b) di ricostruire un’attività quando veniva interrotta, c) di comporre le dispute o d) di coordinare o dirigere l’attività. Ciò che ho fatto è stato tentare di giocare, diventare una parte dell’attività senza influenzare la natura o l’andamento degli episodi.



Il processo di accettazione risultò piuttosto lento e graduale. All’osservatore furono poste una serie di domande, in seguito fu invitato a prendere parte ad alcuni giochi e gli venne attribuito un soprannome. Egli evitò accuratamente di assumere qualunque ruolo adulto; ciò nonostante, nelle rare occasioni in cui gli capitò di raccomandare i bambini di stare attenti, essi gli ricordarono che non era il loro insegnante e non poteva dire loro cosa dovevano o non dovevano fare.

  • Il processo di accettazione risultò piuttosto lento e graduale. All’osservatore furono poste una serie di domande, in seguito fu invitato a prendere parte ad alcuni giochi e gli venne attribuito un soprannome. Egli evitò accuratamente di assumere qualunque ruolo adulto; ciò nonostante, nelle rare occasioni in cui gli capitò di raccomandare i bambini di stare attenti, essi gli ricordarono che non era il loro insegnante e non poteva dire loro cosa dovevano o non dovevano fare.

  • La strategia utilizzata da Corsaro non è l’unica possibile, ma una delle migliori, poiché è a metà strada tra quella di comportarsi come un bambino, assumendo il ruolo meno adulto possibile, e quella di farsi accettare come un adulto familiare, ma non interessato a partecipare, alla cui presenza i bambini tendono con l’abituarsi come a un pezzo di arredo.



Le note di campo (Nc) registrano ciò che avviene in modo letterale, dettagliato e senza interpretazioni.

  • Le note di campo (Nc) registrano ciò che avviene in modo letterale, dettagliato e senza interpretazioni.

  • Le note personali (Np) registrano le reazioni dell’osservatore alle caratteristiche specifiche degli eventi osservati, incluse le sue risposte ai sentimenti e ai comportamenti dei bambini.

  • Le note metodologiche (Nm) precisano gli aspetti dell’osservazione da modificare.

  • Le note teoretiche (Nt) colgono gli aspetti del comportamento dei bambini interessanti per l’interpretazione.



Data: 29 ottobre

  • Data: 29 ottobre

  • Scena: Sabbiera all’aperto

  • Partecipanti: Rita (R), Barbara (B), Bill (Bi), Linda (L), Richard (Ri), Jack (J).

  • Nc: Cinque bambini (R, B, L, Ri, J) giocano intorno alla sabbiera che si trova in giardino. I bambini fanno finta di preparare dolci, torte, ecc., mettendo la sabbia dentro le scodelle e altri utensili da cucina. Vicino alla sabbiera si trovano anche un lavandino giocattolo con un rubinetto e un forno giocattolo. Per la maggior parte del tempo i bambini sembrano coinvolti nel gioco in parallelo, ma ci sono anche scambi verbali quando hanno bisogno di condividere gli utensili o altri oggetti necessari per il gioco.



B-Bi: Ho bisogno di un po’ d’acqua (Bi sta in piedi davanti al lavandino e si sposta al lato non appena B si avvicina).

  • B-Bi: Ho bisogno di un po’ d’acqua (Bi sta in piedi davanti al lavandino e si sposta al lato non appena B si avvicina).

  • Bi-B: Non c’è acqua qui (riferendosi al fatto che il rubinetto non è quello vero).

  • B-Bi: Certo, è un acqua per finta.

  • Bi-B: OK.

  • B-Bi: Tutti quanti dobbiamo condividerne uno soltanto.

  • Successivamente si verifica un altro episodio di cooperazione e condivisione.

  • B-J: Jack?

  • J-B: Che cosa c’è?

  • B-J: Sto mettendo questo nel forno.

  • J-B: OK (B mette la scodella nel forno).

  • B-J: Ecco qua, questa è la mia, Jack (J ora tiene in mano una scodella e B la riempie di sabbia).



(J ora afferra un cucchiaio che sta nella sabbiera)

  • (J ora afferra un cucchiaio che sta nella sabbiera)

  • J-B: Mio.

  • B-J: No, puoi prendere questo (B allunga a J un cucchiaino).

  • (Poco dopo questo scambio B lascia l’area del gioco senza annunciarlo ed entra in classe)

  • Ora soltanto R, J e L restano a giocare introno alla sabbiera. Ri si avvicina e guarda gli altri bambini per qualche minuto. Ri va poi da J e dice:

  • Ri-J: È ora di lavarsi!

  • Poi Ri afferra la scodella di J piena di sabbia e cerca di rovesciarla. J fa resistenza e la rovescia per suo conto. Poi entra in classe. Ri resta lì per pochi minuti, gioca nella sabbiera e poi se ne va. R e L giocano (ci sono diversi scambi verbali) fino a che un educare non annuncia che è ora di lavarsi.



Np: Mi ero reso già conto che qualunque tentativo di registrare ogni cosa che i bambini dicevano era infruttuoso. Pertanto, qui mi sono basato soltanto su un riassunto. Mi era sembrato che Richard avesse detto che era ora di lavarsi e per questa ragione avesse cercato di svuotare la sabbia di Jack, ma era chiaro che Jack non era caduto nella sua trappola.

  • Np: Mi ero reso già conto che qualunque tentativo di registrare ogni cosa che i bambini dicevano era infruttuoso. Pertanto, qui mi sono basato soltanto su un riassunto. Mi era sembrato che Richard avesse detto che era ora di lavarsi e per questa ragione avesse cercato di svuotare la sabbia di Jack, ma era chiaro che Jack non era caduto nella sua trappola.

  • Nm: Farò in modo di osservare l’interazione soprattutto intorno alla sabbiera. Non dovrebbe essere difficile, perché potrei sedermi sotto la sabbiera ed essere alla stessa altezza dei bambini. L’intrusione potrebbe essere minore intorno alla sabbiera che nell’area del “gioco della casa”.



Nt: 1. Il fatto che i bambini passassero da un gioco apparentemente parallelo all’interazione, per negoziare la condivisione di oggetti, è interessante e dovrebbe essere esaminato ulteriormente. Questo fatto suggerisce che i fattori contestuali sono importanti nell’uso che i bambini fanno del linguaggio sociale ed egocentrico.

  • Nt: 1. Il fatto che i bambini passassero da un gioco apparentemente parallelo all’interazione, per negoziare la condivisione di oggetti, è interessante e dovrebbe essere esaminato ulteriormente. Questo fatto suggerisce che i fattori contestuali sono importanti nell’uso che i bambini fanno del linguaggio sociale ed egocentrico.

  • 2. Così come era avvenuto in episodi precedenti, i bambini non hanno usato marcatori linguistici per annunciare che lasciavano l’area e dopo che se ne erano andati non sembravano essere fraintesi dagli altri bambini.

  • 3. Il gioco introno alla sabbiera è simile a quello nell’area del “gioco della casa” nel senso che i bambini allestiscono le routine domestiche (ad es., cuocere, lavare ecc.). Tuttavia, nel gioco intorno alla sabbiera, non vengono assegnati specifici ruoli (ad es., madre, padre, bambino, ecc.) come spesso avviene nel gioco di ruoli che viene fatto nell’altra area.













































































































































































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