01 Di Rienzo 001-038. qxd



Scaricare 342.91 Kb.
Pdf recensione
Pagina1/31
17.09.2019
Dimensione del file342.91 Kb.
  1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   31


INTELLETTUALI ITALIANI E ANTISEMITISMO, 1938-1948

A PROPOSITO DI UN LIBRO RECENTE

1. Soprattutto grazie ai lavori di Paolo Simoncelli, sappiamo che Giovanni

Gentile, subito dopo la promulgazione della legislazione sulla razza del set-

tembre-novembre 1938, spese tutto il suo prestigio intellettuale e quel che restava

della sua influenza politica in un’opera di sistematica protezione di molti intel-

lettuali ebrei (Rodolfo e Ugo Guido Mondolfo, Giorgio Levi Della Vida,

Arnaldo Momigliano, Isacco Sciaky, Gino Arias, Alberto Pincherle, Giorgio

Falco, Mario Fubini) (

1

). Lo scudo interposto dal Direttore della Scuola



Normale di Pisa riuscì a tutelare dalle misure discriminatorie decise da Palazzo

Venezia anche studiosi tedeschi, di etnia giudaica, emigrati nel nostro Paese

tra 1933 e 1935: Paul Oskar Kristeller, Karl Löwith, Nicolai Rubinstein,

Richard Walzer (

2

). Quanto documentato da Simoncelli, con un’approfondita



(

1

) P.  S



IMONCELLI

,  Gentile, Cantimori e la Scuola Normale di Pisa. Profili e documenti,

Milano, Franco Angeli, 1994, passim; I

D

.,  Gentile e il Vaticano. 1943 e dintorni, Firenze, Le



Lettere, 1997, pp. 28 ss.; I

D

., La Normale di Pisa. Tensioni e consenso (1928-1938), Milano, Franco



Angeli, 1998, 155-157; 192-193; Id., Giovanni Gentile (pubblicamente) antirazzista, in «Rivista

di storia della filosofia», LXII, 2007, 3, pp. 747-751. Sul punto si veda anche A. J. G

REGOR

,

Giovanni Gentile: Philosopher of Fascism, New York, Transaction, 2001, al capitolo VIII; R.



F

ARAONE


,  Giovanni Gentile e la “questione ebraica”, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2003.

L’opposizione di Gentile all’antisemitismo di regime (ricordata, con molte riserve, anche da G.

T

URI


,  Giovanni Gentile. Una biografia, Firenze, Giunti, 1995, pp. 474 ss.) è stata invece netta-

mente ridimensionata da G. S

ASSO

La fedeltà e l’esperimento, Bologna, il Mulino, 1993, pp. 102-

107. Per un giudizio più equanime si veda S. R

OMANO

,  Giovanni Gentile. Un filosofo al potere



negli anni del regime, Milano, Rizzoli, 2004

2

, pp. 381 ss.



(

2

) A norma del Regio Decreto del 15 novembre 1938, che prevedeva l’impossibilità per



«persone di razza ebraica» di far parte delle «Accademie, degli Istituti e delle Associazioni di

scienze, lettere ed arti», il ministro dell’Educazione Nazionale, Giuseppe Bottai, procedeva a

un’«arianizzazione» sistematica di tutti i centri di cultura. La «discriminazione» voluta da Bottai

aveva condotto a una nuova, odiosa misura nel settembre del 1938. Allora era iniziata, infatti,

una capillare «bonifica libraria», che prevedeva il censimento etnico di editori e dipendenti delle

1

STORIA PRESENTE




Eugenio Di Rienzo

2

ricerca archivistica, è stato tuttavia non negato, ma almeno messo in discus-



sione, per quello che riguarda lo specifico significato ideologico e politico del-

l’azione di Gentile, nel saggio di Giovanni Rota comparso nel 2007 sulle

pagine della «Rivista di storia della filosofia».

Equivocando una testimonianza dello stesso Gentile che, il 15 agosto

1938, confidava a Gaetano Chiavacci di non voler prendere la parola contro

la montante «turpe marea antisemita», essendo convinto di potere dare mag-

giore efficacia alla sua azione «senza sollevare ora questioni» (

3

), Rota ha



sostenuto erroneamente che gli interventi del filosofo si erano limitati all’en-

clave della Normale. Inoltre la sua posizione sull’antiebraismo fascista, analiz-

zata unicamente nello specchio dei rapporti epistolari con colleghi e allievi,

comporterebbe il rischio «di far scivolare nell’ombra la produzione pubblica

del personaggio, ciò che disse apertamente (e anche ciò su cui fu reticente)»

e conseguentemente di perdere di vista «il Gentile che di mestiere scriveva

libri e articoli; l’educatore che pronunciava discorsi; teneva conferenze lezioni

all’università». 

Tutto quello che Gentile fece in concreto per contrastare il dispositivo

anti-giudaico del 1938 non dovrebbe essere rubricato, quindi, secondo Rota,

come «protesta nei confronti della legislazione razziale». Se è vero, infatti, che

«la persona di Giovanni Gentile non era razzista» e che «il filosofo Gentile

non si cimentò mai in una teoria della razza», questo giudizio perde di valore

se riferito al «personaggio pubblico Gentile la cui mancanza di pronunciamenti

pubblici dopo il 1938 era stata preceduta da un analogo mutismo prima di

questa data» (

4

). Contro questa interpretazione, disinformata e superficiale,



eppure in grado di dar vita a una nuova vulgata (

5

), Simoncelli è ora inter-



case librarie nazionali (autori e traduttori), per provvedere all’allontanamento dei non ariani, e

che preludeva all’«ordine totale», poi reso esecutivo, alla metà del 1939, di togliere dalla cir-

colazione i libri di autori ebrei stampati dopo il 1850. Sul punto si veda, rispettivamente, A.

C

APRISTO



,  L’espulsione degli ebrei dalle accademie italiane, Torino, Zamorani, 2003; G. F

ABRE


,



Condividi con i tuoi amici:
  1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   31


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale