1. Le relazioni significative



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28.11.2017
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1. Le relazioni significative

  • 1. Le relazioni significative

  • Lo studio delle relazioni sociali ha origine nell’eredità di Kurt Lewin secondo cui le relazioni non possono essere studiate a partire dagli individui, ma dall’interazione fra:

    • le proprietà dei partner
    • le proprietà della situazione ( fisica e sociale)
  • Due prospettive caratterizzano lo studio delle relazioni sociali

  • teoria della interdipendenza (Kelley e Thibaut, 1959) e successivi sviluppi

  • approccio cognitivo (Baldwin, 1992)


a) La teoria della interdipendenza (di chiara matrice Lewiniana):

  • a) La teoria della interdipendenza (di chiara matrice Lewiniana):

  • Considera l’ interdipendenza come influenza reciproca tra i partner dell’interazione:

    • influenza estesa a molti contesti e non limitata nel tempo
  • Studia i processi e i fattori causali che spiegano l’interazione come:

    • caratteristiche peculiari dei partner (es. personalità)
    • caratteristiche comuni dei partner (es. somiglianza di atteggiamenti)
    • caratteristiche dell’ambiente sociale (es. reti di rapporti in cui si inserisce la relazione
    • caratteristiche dell’ambiente fisico (es. elementi di facilitazione)
  • Metodo di studio più adeguato ricerca longitudinale



b) Approccio cognitivo

  • b) Approccio cognitivo

  • Si focalizza sui tre componenti della struttura cognitiva dello schema di relazione:

    • il sé in relazione
    • le credenze riguardanti il partner
    • lo script interpersonale (sequenza attesa delle interazioni)
  • Oggetti di studio:

    • Somiglianze e differenze tra le rappresentazioni di sé e degli altri significativi
    • Componenti automatiche degli script di relazione


1.1 Tipologie di relazioni: che cosa è una relazione significativa?

  • 1.1 Tipologie di relazioni: che cosa è una relazione significativa?

  • Elaborazione di tassonomie per classificare le tipologie di relazioni.

  • Tassonomie di tipo descrittivo: non individuano le cause o le conseguenze associate ai diversi tipi di relazioni

  • Elaborazione di scale per quantificare i diversi tipi di sentimenti

  • Rubin (1973) elaborazione della:

  • Liking scale (grado di piacevolezza attribuito al partner)

  • Love scale:

    • Attaccamento (presenza fisica)
    • Prendersi cura (interesse e desiderio di aiutare il partner)
    • Intimità (contatto stretto e confidenziale in un clima di fiducia)


Le ricerche hanno evidenziato:

  • Le ricerche hanno evidenziato:

  • Differenze di genere: le donne ottengono punteggi superiori agli uomini sulle dimensioni relative all’attaccamento e al prendersi cura

  • Correlazione positiva tra i punteggi della Love Scale e indicatori di comunicazione non verbale (es. durata contatto visivo)

  • Sternberg e Barnes (1988) “Il Triangolo dell’Amore” :

  • L’amore ha tre componenti :

    • Componente emotiva: intimità (comprensione, complicità)
    • Componente motivazionale: passione (attrazione, desiderio sessuale, sensazione di essere innamorati)
    • Componente cognitiva: livello di impegno/decisione verso il partner


Le tre componenti entrano in diversa misura:

  • Le tre componenti entrano in diversa misura:

    • nei diversi tipi di relazione
    • nelle diverse fasi della relazione


Aspetti innovativi:

  • Aspetti innovativi:

  • Esce dalla dicotomia amore/amicizia, dando una visione più completa delle relazioni umane

  • Strumento in grado di valutare le diverse componenti

  • Potenzialità applicativa: è possibile confrontare i giudizi dei membri di una coppia

  • Hazan e Shaver (1987; 1990):

  • Gli stili di relazione degli adulti sono connessi con il legame di attaccamento che i soggetti hanno stabilito con le figure adulte (genitori)

    • bambini che hanno sviluppato un attaccamento sicuro = adulti fiduciosi, in grado di stabilire rapporti significativi, pronti all’impegno, alla accettazione della dipendenza reciproca e non preoccupati per il futuro


bambini che hanno sviluppato un attaccamento avoidant = distaccati, insofferenti rispetto alle relazioni troppo strette e alla possibilità di dipendenza

  • bambini che hanno sviluppato un attaccamento avoidant = distaccati, insofferenti rispetto alle relazioni troppo strette e alla possibilità di dipendenza

  • bambini che hanno sviluppato un attaccamento ambivalente (ansioso, insicuro) = preoccupati di non essere amati, incerti, ansiosi e desiderosi di fondersi con il partner

  • Critiche al modello di Hazan e Shaver (1987; 1990)

  • Davvero questi stili sono stabili nel corso della vita?



1.2 La formazione delle relazioni

  • 1.2 La formazione delle relazioni

  • La formazione delle relazioni è influenzata da condizioni fisiche e sociali:

  • Prossimità: la vicinanza crea occasioni di contatto che aumentano la familiarità tra le persone

  • Somiglianza: la percezione di somiglianza aumenta l’attrazione tra le persone

    • Esempio : Legge di attrazione di Byrne (1971):
    • più il partner è percepito come avente opinioni simili, maggiore è l’attrazione verso di esso. La condivisione delle opinioni rende gli altri attraenti
    • la percezione di somiglianza di personalità rende gli altri minacciosi e non è associata all’attrazione


Critiche:

  • Critiche:

  • Newcomb (1961): la prossimità fisica prevale rispetto alla percezione di somiglianza

  • Rosembaum “La Legge della Repulsione” (1986): più che attrazione verso le persone simili si tratta di repulsione verso le persone diverse

  • La bellezza fisica: secondo alcuni studi le persone attraenti sono meno sole, più popolari e posseggono più abilità sociali.

  • Perché? Stereotipo condiviso che associa alla bellezza qualità positive (bello e buono):

  • Profezia che si autoavvera : Le persone attraenti ricevendo feedback positivi sviluppando maggiori e migliori competenze sociali



Apertura agli altri (self disclosure):

  • Apertura agli altri (self disclosure):

  • Secondo Collins e Miller (1994): esiste una relazione tra tendenza ad aprirsi agli altri e l’attrazione:

    • Le persone che si aprono agli altri sono più apprezzate
    • L’apertura genera un comportamento di reciprocità: le persone si aprono maggiormente verso coloro da cui sono attratte


1.3 Stabilità e soddisfazione nelle relazioni

  • 1.3 Stabilità e soddisfazione nelle relazioni

  • Principali oggetti di studio sono le relazioni tra le coppie di sposi: perché?

    • Esigenza sociale = aumento di divorzi nelle società moderne
    • Esigenza metodologica = inizio e fine della relazione sanciti da atti formali
  • Due approcci di studio relativi alla soddisfazione delle relazioni:

  • I. Teoria dello scambio

  • II. Teoria dell’equità



I. Teoria dello Scambio (Homans, 1961): un individuo rimane in una relazione finché i benefici ricevuti superano i costi

  • I. Teoria dello Scambio (Homans, 1961): un individuo rimane in una relazione finché i benefici ricevuti superano i costi

  • La soddisfazione è influenzata da:

    • Profitti (materiali o simbolici) = valutazione dei costi – benefici (sulla base delle norme sociali o delle aspettative personali)
    • Valutazione delle alternative = altri partner o rimanere soli (influenzata dalla autostima dei soggetti)
    • Investimento = tempo, sforzo e risorse poste nella relazione
  • Aspetti innovativi:

  • Le ricerche evidenziano che questi fattori sono associati alla durata delle relazioni



  • Critiche:

  • Non considera le differenze individuali nell’impegnarsi in una relazione o nella capacità di tollerare la solitudine

  • Modello economico di difficile applicazione ad un fenomeno complesso come le relazioni umane

  • Le emozioni e i comportamenti impulsivi quale posizione occupano?

  • II. Teoria dell’Equità (Walster, Walster e Berscheid, 1978):

  • In una relazione soddisfacente un individuo e il proprio partner ricevono benefici commisurati ai costi

  • Rischi possono verificarsi quando un individuo percepisce uno squilibrio (un partner riceve di più e uno di meno)



Le ricerche evidenziano differenze legate al genere:

  • Le ricerche evidenziano differenze legate al genere:

  • Le donne sono più a disagio quando sono il partner più beneficiato

  • Gli uomini sono più a disagio quando sono il partner meno beneficiato

  • Aspetti innovativi:

  • È applicabile soprattutto alle prime fasi della relazione e al mantenimento delle relazioni di lavoro o di amicizia

  • Critiche:

  • Difficile applicazione alle coppie che hanno una lunga storia

  • Secondo Clark e Mills (1982) si applica alle relazioni di scambio (es. relazioni di lavoro fra estranei) più che alle relazioni di condivisione (es. relazioni tra genitori e figli)



Critiche alla teoria di scambio e alla teoria dell’equità:

  • Critiche alla teoria di scambio e alla teoria dell’equità:

  • Si fondano su un ragionamento di tipo “problem solving”

  • Sottovalutano il ruolo degli obiettivi, delle aspettative e dell’evolve di essi nel tempo

  • Sottovalutano il ruolo di pressioni sociali, resistenza al cambiamento e delle abitudini

  • Non sono in grado di elaborare un quadro teorico generale che spieghi le cause

  • Si riferiscono a culture individualistiche (occidentali)



1.4 Influenze culturali

  • 1.4 Influenze culturali

  • Influenze culturali nello sviluppo delle relazioni

  • Individualismo (soprattutto culture occidentali)

  • Importanza della realizzazione dei singoli: gli scopi, gli obiettivi dell’individuo sono più importanti di quelli della collettività

  • La scelta del partner viene fatta sulla base delle esigenze personali

  • Collettivismo (soprattutto culture orientali)

  • Interdipendenza tra le persone: gli scopi e gli obiettivi del gruppo più importanti di quelli individuali

  • La scelta del partner viene fatta dalla famiglia per soddisfare le esigenze della collettività



2. La comunicazione

  • 2. La comunicazione

  • Perché è importante studiare la comunicazione?

  • Molti dei fenomeni sociali ( stereotipi, pregiudizi) si originano nel corso di interazioni comunicative fra le persone nei gruppi

  • Comunicazione:

  • processo dinamico e circolare

  • richiede la condivisione di codici astratti (il linguaggio) e di segnali non verbali



La comunicazione è un fenomeno intenzionale?

  • La comunicazione è un fenomeno intenzionale?

  • Due scuole di pensiero:

  • 1) La comunicazione è sempre un fenomeno intenzionale con scopi strumentali: indurre una risposta negli altri

    • Esempio: Miller e Steinberg (1975): intenzione di comunicare e influenzare sono sinonimi
  • 2) La comunicazione va oltre l’intenzionalità di chi lo attua

  • Modello pragmatico della comunicazione (Watzlavick et al. 1976): ogni comportamento in una interazione fornisce informazione sull’ambiente e sulla relazione fra gli attori

  • Shannon e Weaver: comunicazione = tutti i processi attraverso i quali una mente ne influenza un’altra (linguaggio scritto, parlato, teatro..)



Burgoon e coll. (1994): propongono una posizione intermedia tra le due scuole di pensiero che considera sia l’intenzionalità degli interlocutori sia la percezione di tale intenzionalità

  • Burgoon e coll. (1994): propongono una posizione intermedia tra le due scuole di pensiero che considera sia l’intenzionalità degli interlocutori sia la percezione di tale intenzionalità



2.1 La struttura e le funzioni della comunicazione

  • 2.1 La struttura e le funzioni della comunicazione

  • Shannon e Weaver (1949)

  • Una fonte traduce un pensiero in un codice che lo rende messaggio

  • Il messaggio viene veicolato da un canale

  • Il ricevente retrotraduce il codice in pensiero (decodifica)

  • Rumore fisico (interferenze) o rumore psicologico (stati mentali)



Due sistemi di comunicazione:

  • Due sistemi di comunicazione:

  • Sistema verbale

  • Sistema non verbale

  • Sistema verbale

  • Il linguaggio è un codice simbolico:

    • Accomuna tutte le società umane
    • Le differenzia da quelle non umane
    • È un codice governato da regole (grammatica, sintassi, semantica)


Il modello delle categorie linguistiche (Semin 2000):

  • Il modello delle categorie linguistiche (Semin 2000):

  • Linguaggio è un mediatore tra cognizione e realtà

  • Oltre al contenuto, il linguaggio ha proprietà strutturali in grado di influenzare gli altri

  • Gli autori rilevano 4 categorie linguistiche

  • I) Verbi descrittivi di azione (DAV): A bacia B



II) Verbi interpretativi di azione (IAV): A aiuta B

  • II) Verbi interpretativi di azione (IAV): A aiuta B



III) Verbi di stato (SV): ad A piace B

  • III) Verbi di stato (SV): ad A piace B



Comunicazione non verbale

  • Comunicazione non verbale

    • Segnali paralinguistici
    • Espressioni del volto
    • Comportamento spaziale
  • Segnali paralinguistici

  • Tono, intensità, sottolineature = informazioni su sesso, età

  • Vocalizzi, colpi di tosse, riso, pianto = informazioni su stati d’animo regolano i turni di parola



  • Esistono regole culturali per il controllo delle espressioni

  • Esempio : Regole che sanciscono la durata del contatto visivo: più il partner è intimo maggiore è la durata dello sguardo

  • Comportamento spaziale

  • posizione del corpo, contatto fisico, gesti

  • comunicazione più primitiva e precede l’apprendimento del linguaggio



I comportamenti spaziali sono influenzati da:

  • I comportamenti spaziali sono influenzati da:

    • Fattori culturali
    • Differenze di status
    • Differenze di genere
  • Fattori culturali (Hall, 1964)

    • Culture di contatto = stile di comunicazione tattile e olfattive
    • Culture non di contatto = stile di comunicazione visiva
  • Differenze di status

    • È più probabile che persone di status superiore sfiorino quelle di status inferiore
  • Differenze di genere

    • È più probabile che un uomo sfiori una donna del contrario


Importante elemento nel comportamento spaziale: distanza tra gli interlocutori

  • Importante elemento nel comportamento spaziale: distanza tra gli interlocutori

    • Regola il grado di intimità tra le persone
    • Secondo Hall (1966) ci sono 4 zone di distanza progressiva a seconda del livello di intimità:
      • zona intima: occupata tra persone in relazione molto stretta
      • zona personale: distanza tra due interlocutori
      • zona sociale: occupata da un gruppo di persone che comunicano
      • zona pubblica: separa un interlocutore dal suo pubblico
  • Anche la distanza interpersonale varia in funzione di:

    • fattori culturali
    • età
    • genere


Gesti: simboli che si esprimono nello spazio discorsivo comune agl interlocutori.

  • Gesti: simboli che si esprimono nello spazio discorsivo comune agl interlocutori.

  • Argyle (1975) distingue tra:

  • Gesti illusori e altri segnali correlati al linguaggio (indice che indica la direzione)

  • Segni convenzionali e linguaggio dei segni (pollice verso l’alto)

  • Movimenti che esprimono stati emotivi e atteggiamenti interpersonali (sfregarsi le mani)

  • Movimenti che esprimono la personalità e lo stile personale

  • Movimenti usati come rituali e nelle cerimonie (stingersi la mano destra quando ci si presenta)



Conclusioni: a che cosa serve il comportamento non verbale?

  • Conclusioni: a che cosa serve il comportamento non verbale?

    • Funzione chiarificatrice: riduce l’ambiguità del linguaggio
    • Fornisce informazioni sugli stati d’animo e sugli atteggiamenti degli interlocutori
    • Definisce il tipo di relazione che intercorre fra i parlanti: grado di intimità
    • Regola l’avvicendarsi dei turni di parola
    • Permette agli individui di presentare se stessi


3. La comunicazione cooperativa

  • 3. La comunicazione cooperativa

  • Conversazione come azione cooperativa nella quale gli attori sociali riconoscono almeno uno scopo comune o insieme di scopi comuni

  • La comunicazione è coordinata da regole implicitamente riconosciute dai partecipanti che se ne servono per interpretare l’interazione e il contenuto della comunicazione





Approccio psico-socio-pragmatico della comunicazione (Ghiglione, 2000)

  • Approccio psico-socio-pragmatico della comunicazione (Ghiglione, 2000)

  • Modello della comunicazione si basa su due principi fondamentali:

  • Interazione comunicativa come una situazione in cui gli interlocutori stabiliscono un contratto fondato su regole

  • Il contratto si stabilisce sulla base di una posta in gioco: non esiste una comunicazione senza scopi





Conclusioni:

  • Conclusioni:

  • La comunicazione presuppone la presenza di una certa competenza comunicativa perché:

  • È un’attività sociale congiunta e coordinata

  • Implica sia l’acquisizione del linguaggio sia le competenze necessarie per usarlo:

  • Implica la gestione del controllo

  • Implica l’uso di risorse disponibili

  • Implica il mantenimento dell’equilibrio fra i vari sistemi coinvolti






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