4 sintesi del testo: G. Mormino, per una teoria dell’imitazione, Cortina 2016


L'animale si muove spinto da un disagio e



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07.11.2019
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L'animale si muove spinto da un disagio e il comando di muoversi può senz'altro definirsi come un'istruzione innata, selezionata in tempi lontanissimi.

  • Esattamente come le variazioni genetiche, che possono essere neutre, dannose o vantaggiose, anche i movimenti tentati dal singolo animale obbediscono a una logica assai semplice: la vita può mantenersi solo se qualche meccanismo consente di preservare ciò che è vantaggioso e di scartare il resto.

  • Il moto esplorativo funziona essenzialmente per prova ed errore. Nel caso degli animali dotati di cervello essa è con ogni probabilità accompagnata da una sensazione di piacere o di dolore; ciò che è fondamentale è il suo effetto sul corpo: il moto esplorativo si interrompe appena raggiunge uno stato dal quale sta traendo qualche vantaggio.

  • Eccetto la costituzione fisiologica, che stabilisce un range di azioni possibili, nulla determina all'inizio il vivente a questo o quel movimento; esse sono esplorate in modo casuale fino a quando una non si rivela favorevole. Un moto esplorativo è del tutto random: non persegue un fine ma, piuttosto, è mosso da una causa, ossia il bisogno/dolore.

  • Come si è ipotizzato che i geni impartiscano l'ordine di muoversi in una situazione di bisogno o di dolore, possiamo agevolmente ammettere che, quando l'ambiente fornisce uno stimolo positivo, sia proprio da una loro diretta istruzione che proviene il comando di fermarsi.

  • Dire che l'animale si muove per cercare la sopravvivenza è già andare oltre una logica evoluzionistica; si muove e basta.

  • Vi è una seconda fondamentale peculiarità nel moto esplorativo degli animali che punta in direzione della imitazione: essi possiedono infatti la capacità di modulare i successivi movimenti secondo gli esiti di quelli precedenti.

  • Requisito di quest'attività non è più quindi solo la risposta di arresto di fronte a una situazione favorevole, ma anche la capacità di ripetere un movimento già compiuto in circostanze analoghe, del cui successo è rimasta una traccia nel corpo.



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