4 sintesi del testo: G. Mormino, per una teoria dell’imitazione, Cortina 2016


SI POSSONO TRARRE CONSEGUENZE IN AMBITO MORALE?



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SI POSSONO TRARRE CONSEGUENZE IN AMBITO MORALE?

  • La nozione autocentrata e atomistica di individuo non conduce affatto a esiti solipsistici: proprio in quanto egoista, il vivente sceglie di affidarsi a modelli preferenziali, le cui reazioni divengono per lui più importanti della propria valutazione immediata di ciò che è utile.

  • Proprio la tesi della primarietà dell'autoimitazione ci consente dunque di spiegare con un meccanismo unico la sconcertante varietà dei comportamenti animali, senza introdurre una duplicità di principi (bene-male, aggressività-simpatia ecc.) in contrasto con la semplicità della logica della vita.

  • La soluzione di un problema o il soddisfacimento di un bisogno possono prendere la forma sia di un comportamento (leggibile come) altruistico, sia di un'azione (definibile come) aggressiva; non esiste un'unica strategia vincente, valida per ogni situazione.

  • Se ciò che ci serve è il nutrimento materno, la via migliore per ottenerlo può essere tener lontani i fratelli; viceversa, se il bisogno prevalente è quello di giocare, coinvolgerli può essere la soluzione più appropriata. Noi leggiamo tali comportamenti in modo opposto ma la logica sottesa è la medesima.

  • Non esistono, propriamente parlando, una "tendenza all'aggressività" o una "predisposizione all'altruismo" ma solo movimenti più o meno adeguati alle varie necessità della vita.

  • I comportamenti da noi messi in atto suscitano reazioni assai varie negli individui e nell'ambiente nel quale ci troviamo: alcuni sono premiati altri puniti, alcuni sono efficaci, altri non portano a nulla. E' a queste reazioni, specie nelle prime fasi della vita, che necessariamente improntiamo i nostri comportamenti: è per esempio assai improbabile che un comportamento costantemente aggressivo sia spesso efficace, altrettanto improbabile è che funzioni sempre un comportamento remissivo.

  • Ogni animale dovrà modulare i propri comportamenti in modi sempre diversi ripetendo le azioni che hanno condotto a risultati positivi e ricorrendo a nuovi tentativi esplorativi ogni volta che gli si presenti una situazione nuova e di difficile lettura.

  • Cioè nelle modalità di rapporto con gli altri varranno le stesse regole che abbiamo già visto applicarsi a qualsiasi altro aspetto della vita, il metodo per prova ed errore, la cui efficacia è spiegabile solo se ammettiamo un'innata tendenza a imitare le proprie azioni vantaggiose e a ritornare al moto esplorativo quando gli esiti sono stati dannosi.

  • Pensare che l'intersoggettività umana sia regolata da leggi differenti è un antico errore dei filosofi, sempre alla ricerca di un'eccezionalità della nostra specie.



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