5Rinuncia a Satana



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23.05.2018
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QUARTA SERA
5 Rinuncia a Satana e professione di fede

In questo momento si capisce chiaramente che I veri protagonisti sono i genitori, sono loro che parlano ,prendono l’ impegno di crescere il figlio nella fede.

In molti c’è sempre il dubbio che battezzando il bambino non lo si lasci libero di scegliere il proprio credo e ciò provoca l’inganno di aspettare che il figlio diventi grande per lasciare a lui la scelta di volersi battezzare oppure no.

Dire che il Battesimo sia una violenza vuol dire non comprendere cosa sia il battesimo.

Con il battesimo ai bambini gli viene data un grazia, un’opportunità come un seme che può diventare una pianta . Un seme che comunque per crescere è affidato alla cura dei genitori, ma se il seme non lo si cura resta lì.. e non diventa pianta.

E’ per questo che è molto importante chiedere ai genitori di professare la fede ,è per questo che i veri protagonisti sono loro e non il bambino , perché a loro è affidato questo seme.

I genitori impongono molte cose ai figli: cultura, igiene, educazione, sport , ..ognuno sceglie per i propri figli ciò che considera sia il meglio.!.

Ai figli si offre la cosa più importante in cui si crede e per i genitori cristiani è l’incontro con Dio.

Quindi con questa scelta viene fuori cosa sia veramente il meglio per i genitori!!!

Anche nel rito del matrimonio si chiede ai genitori di crescere i figli nella fede.

Quindi si capisce chiaramente che il battesimo non impone niente.
Perché ci deve essere la rinuncia a Satana?
Bisogna pensare al cammino dei catecumeni , l’ultimo atto che ancora oggi viene fatto con il battesimo degli adulti è la rinuncia a Satana e la professione di fede.

Un tempo questo rito veniva fatto fuori dal battistero e con il dito puntato verso occidente si faceva questo atto.

Verso occidente perché in senso simbolico l’occidenteè il luogo delle tenebre,della morte della giornata ,della fine della luce e quindi indicando con il dito per sottolineare che questo atto era rivolto ad un essere ben distinto :Satana e non verso qualcosa di vago ad un’ entità astratta.

Nel rito, poi si ruotava verso, Oriente cioè verso il battistero dove all’interno professava il credo .

Più specificatamente il credo veniva professato proprio nel momento dell’immersione.

Si professava una parte del credo a cui seguiva la prima immersione , poi una seconda e poi una terza.

Nel rinunciare alle opere e alle seduzioni di Satana quello che si vuole sottolineare è l’importanza di questa rotazione da occidente a oriente, quel gesto concreto dimostrava il desiderio di passare dalle tenebre alla luce.

Rinunciare vuol dire “non professare più qualcosa che si è professato” è qualcosa che prima si trovava buono e adesso si trova cattivo quindi vuol dire abbandonare , rifiutare avere disgusto dei propri peccati, dei propri vizi, delle strade tortuose, delle proprie tenebre.

Significa riconoscere di aver fatto nella propria vita dei patti dannosi e di voler fare una rottura chiara, netta.

Se uno non odia veramente il vizio che ha distrutto la propria vita non rompe il patto con quel peccato e prima o poi ci torna “ a braccetto”

Bisogna sentire “ il tanfo del male” per avere il desiderio di “aprire la finestra”.

Questo rito è un taglio netto come un chirurgo che deve fare un taglio netto per estirpare il male perché se ne lascia un po’ non serve niente.


In questo modo si vive qualcosa di molto importante : si confessa il peccato come morte è per questo che tutto ciò è molto correlato al sacramento della riconciliazione.

E’ il Falsario per eccellenza perchè ci dice il falso su noi stessi e sugli altri

La sua prima tattica è far credere che non esista,che l’inferno non esiste e quindi si diverte a far passare alle persone da un peccato ad una altro come se non fosse importante, come se tutto fosse lecito e giustificato dalla logica del “carpe diem” del godersela perché la vita è breve!

Con altri la sua tattica è incastrare le persone nella Paura di lui , del male , e di pietrificarle nella Tristezza, nel cinismo facendo dimenticare che con Cristo non dobbiamo tenere nulla perché Lui ha vinto la morte, il peccato , il demonio).

Il demonio è come un cane rabbioso,ma , davanti a Cristo, è un cane al guinzaglio.

Ma soprattutto egli agisce sui nostri vizi.

L’astuta serpe nei suoi capolavori di falsità presenta agli uomini il male sotto forma di bene.

Uno non sceglie il male perché è convinto che sia male…il problema però è che quel male poi ti induce in schiavitù.

Quante volte non vediamo i nostri peccati perché abbiamo gli occhi accecati e prendiamo nostri peccati come predisposizioni caratteriali che non necessitano di essere confessate.

Il vizio peggiore e principio del peccato è la superbia .fare cioè di te stesso il principio e la fine; il superbo si rifiuta di obbedire a Dio e di mettersi in discussione, per lui è molto più facile guardare soprattutto il peccato dell’altro. Ma quante volte questo peccato è visto come una virtù,come un pregio e questo sentirsi superiori e visto in tanti come l’obiettivo della vita.

Dalla superbia delusa nasce L’Invidia…il bene altrui è ingiusto!Ce la si prende con tutti coloro che non riconoscono le nostre qualità.

Così come l’Ira nasce anche lei dalla tristezza,è una difesa primitiva che si scatena e ci si sente giustificati perché l’altro ci ha fatto un’ingiustizia …

Oppure c’è l’accidia ,quando ci si sente troppo affaticati per migliorarsi e ci si arrende a ricercare il bene per sé e per gli altri..e quante volte si risponde :sono fatto così e punto!l’unico obbiettivo è star bene!

E’ incredibile come il demonio sfrutti la nostra tristezza per i suoi piani…

Come si combatte?

1,Innanzitutto diamo ai nostri peccati un nome senza nasconderci.

2 Non restiamo soli , chiediamo aiuto alla chiesa

Non trascuriamo il sacramento della confessione! Anche questo Battesimo ci invita a farlo!Approfittiamo!

3 facciamo come Gesù:

Preghiera, Digiuno, e Parola di Dio cioè non allontaniamoci dall’ascoltare la Parola di Dio.


Professione di fede
Dopo la rinuncia a satana c’è la professione di fede

Normalmente si risponde tranquillamente “credo” perchè si pensa superficialmente che bisogna affermare se si crede o no all’esistenza di Dio.

Nella professione di fede , però, non si chiede se si riconosce l’esistenza di Dio ma se si crede in Dio. Cioè vuol dire se si è abbandonati a Dio, se ci si appoggia pienamente a Dio e a niente altro credendo che Lui è nostro Padre, credere che solo Lui ci salva attraverso la Chiesa.

IL problema e affidarsi cioè fare atti di fede

Il problema però è qual è l’ultima volta che ti sei fidato di Dio ?

Quand’è l’ultima volta che ti sei sbilanciato dalla parte di Dio?

I genitori si devono appoggiare alla propria fede per poterla trasmettere al proprio bambino…

Quindi, tornando all’ inizio, quando una persona scopre l’importanza di appoggiarsi a Dio non si pone la domanda se sia giusto o no battezzare i bambini.



6 UNZIONE POSTBATTESIMALE
Unzione con il Sacro Crisma.

Subito dopo la immersione o l’infusione si è unti con lo stesso olio della Cresima .Si dice che il Battesimo doni l’essere e la Cresima l’agire.


All’inizio abbiamo visto l’unzione prebattesimale che è sul torace perché esprime il combattimento, invece qui il senso è di consacrazione per questo è sul capo.

Nella formula si dice “Dio Onnipotente… ti consacra con il Crisma della salvezza perché inserito in Cristo Sacerdote Re e Profeta tu sia sempre membro del suo corpo per la vita eterna”.

Ogni bambino viene quindi rivestito delle caratteristiche di Sacerdote Re e Profeta…

L’olio è usato nella chiesa con 3 sensi c’è l’olio degli infermi che cura, l’olio dei catecumeni che esprime il combattimento e l’olio del crisma che ha il senso di profumo, di bellezza .


La parola Cristo vuol dire Unto , il Profumato.

Il bambino viene unto perché profumi di Vita.

Nel vecchio testamento venivano unti Re e Sacerdoti e Profeti.

Vediamo come in Aronne (sacerdote) o Re come in Samuele che unge Davide per ungere si usa un corno cioè chi viene unto è completamente rivestito di olio. Il bambino viene unto sul capo con il sacro Crisma , l'olio profumato che significa il dono dello Spirito santo. E' olio misto a balsamo, consacrato nella Messa del Giovedì Santo dal Vescovo. Oltre al Battesimo esso viene usato nella Confermazione, nell'Ordinazione dei Presbiteri e dei Vescovi, nella consacrazione dell'altare e della chiesa. E' ricco di tanti significati.

Anzitutto il profumo . Esso fa avvertire la presenza dell'Invisibile e impalpabile.

Ungere significa impregnare.: è lo Spirito che penetra in profondità. Questa unzione richiama quella messianica: il Messia è l'unto di Dio. Perciò il battezzato è partecipe dell'unzione regale, sacerdotale e profetica di Cristo. E' diventato membro di una grande e nobile famiglia.


Siamo un popolo di sacerdoti perché offriamo a Dio l'unico e perfetto sacrificio, quello del suo Figlio, a cui uniamo tutta la nostra vita, come oblazione santa a Dio gradita.

I Sacerdoti erano ponte tra Dio e gli uomini, solo loro potevano entrare nel Santo dei Santi.

Il sacerdote faceva da legame tra Dio e gli uomini e doveva quindi ricevere una potenza dall’alto per questo compito,
Il bambino sarà Sacerdote nel senso che avrà il compito di parlare con Dio nella preghiera cioè riceve il ministero della preghiera… può entrare nel Santo dei Santi cioè può entrare nell’intimità con Dio.

Sarà Re nel senso che farà parte di un popolo regale , sarà cittadino di un regno non terreno, e sarà Re anche se non esercita alcun potere o dominio. Infatti chi vuol essere il primo si metta all'ultimo posto e si faccia servo di tutti, come Gesù.


Può essere un Re, nel senso che ogni bimbo è chiamato ad essere un Principe o un a Principessa senza essere schiavi nella vita delle proprie passioni e degli idoli di questo mondo.

Dovrà scoprire che gli altri ci possono anche trattare da schiavi ma ha la possibilità di essere libero dentro come Cristo Re in Croce.

Scoprirà che il vero combattimento è dentro di noi e che se uno è libero dentro sarà sempre un Re.
Siamo un popolo di profeti cioè chiamati ad annunciare al mondo l'unica parola che salva, che giudica e rimane per sempre.
Può essere un Profeta perché sarà chiamato a dire la verità .

Un profeta , infatti, non è un indovino ma uno che sa cogliere il piano nascosto di Dio nelle cose che sa riconoscere il male, che sa distinguere la volontà di Dio e la sa indicare.

E’ un dono di saggezza.

NOI SIAMO IL BUON PROFUMO DI CRISTO (2COR.2,15)


Dio onnipotente Padre del nostro Signore Gesù Cristo ti ha liberato dal peccato e ti ha fatto rinascere dall'acqua e dallo spirito santo, unendoti al suo popolo egli stesso ti consacra con il crisma di salvezza perché inserito in Cristo sacerdote re e profeta sia sempre membro del suo corpo per la vita eterna. Amen

7 La consegna della veste bianca


I catecumeni venivano vestiti di bianco durante la domenica “ in albis “ prima di essere accolti nell’assemblea. La "veste" è il segno della dignità
L’abito esprime molto di ciò che siamo…

Chi sono io? Anche il mio abito me lo dice…se sono trasandato dimostro poca cura per me e per gli altri così come … se ho troppa cura nel mostrarmi dimostro un indole narcisista etc etc…

L’abito esprime molto sul nostro rapporto con noi e con gli altri.
Vediamo come nella Bibbia l’abito, le vesti hanno un significato molto importante… Nella storia dell’uomo ci sono 2 persone: Adamo ed Eva che non hanno bisogno di indossare un abito perché non c’è vergogna del proprio essere.

E’ la perdita della fiducia in Dio che fa nascere l’esigenza di un abito perché è pericoloso mostrarsi all’altro così come si è e si crea una cortina di protezione con l’altro anche con l’abito.

In Adamo ed Eva vediamo la nostra esperienza : dal momento in cui io penso che Dio non è buono , mi vergogno della mia nudità.

Questa è una condizione in cui possiamo trovarci tutti… ed è proprio qui che dobbiamo crearci un ruolo…che , come loro, dobbiamo intrecciarci la nostre “ foglie di fico”.


. Dopo il peccato originale l'uomo e la donna si accorsero di essere nudi. Chi ti ha fatto capire di essere nudo? Dice il Signore. E il Signore fece loro delle vesti di pelli da mettersi attorno.

Il peccato è lo spogliamento totale, la perdita della dignità filiale. Si genera una alterazione nel rapporto uomo-donna, determinato dall'egoismo e dalla sopraffazione dell'uno sull'altra.

Nell'AT ci sono diversi passi che ricordano il simbolismo della veste. Nella storia di Giuseppe, l'ebreo, ha un ruolo importante la "tunica dalle lunghe maniche" fatta dal padre Giacobbe per il proprio figlio (Gen.37,3) che rappresenta il segno dell'affetto paterno per il figlio, nato dalla donna amata. Quel vestito diventerà motivo dell'invidia dei fratelli, i quali lo strapperanno e lo sporcheranno con il sangue di un animale per far credere che Giuseppe era stato sbranato da una belva feroce.

Uno spazio particolare viene dato dalla tradizione sacerdotale per gli abiti dei sacerdoti (Es.28 e Lev.8-10). La loro investitura comporta anche l'unzione (Es.29,4s.). Anche nell'epoca della monarchia il vestito del re, figura del Messia, è cantato nei salmi: le tue vesti sono tutte mirra aloè e cassia (Sal.45,9)

Ma l'elemento di maggior spicco è certamente il Figlio di Dio, Verbo incarnato, che ha rivestito la nostra natura umana, per renderci partecipi della natura divina.

Rivestire Cristo significa che l'uomo viene profondamente rinnovato e rigenerato. Questa novità si chiama "grazia" . E' il dono dell'amicizia divina, come il tralcio unito alla vite , che può venire rotta col peccato, commesso successivamente al Battesimo, ma a sua volta recuperabile con la seconda tavola di salvezza , ossia il sacramento della Penitenza.

Elargita la grazia della vita nuova alla creatura, si attende solo che cresca. Ecco perché ancora una volta sono chiamati in causa i genitori, i padrini e madrine.

Vivere da cristiani è conservare intatta la veste battesimale, fuggendo il peccato, per essere ammessi al banchetto di nozze del Figlio di Dio(Mt.22,11-14)


Che abito vestiamo noi?

Abbiamo l’abito dell’infanzia , il ruolo dentro la famiglia,nell’ambiente lavorativo, tra gli amici, nella società e per ogni ruolo prendiamo una veste..

Ma “intrecciarsi foglie di fico”, crearsi da soli una veste, un ruolo è molto diverso che ricevere una “veste” da Dio come un Dono.

Perché con la veste ricevuta in dono, Dio ti investe, appunto, di una missione che sarà la strada che ti porterà alla felicità, alla pienezza.

Così la veste del battesimo è una veste donata da Dio e non è il ruolo che ci siamo creati noi…

La veste candita è donata perché è stata abbandonata un’ antica veste.


Qual è il significato del gesto della veste bianca?

Vuol dire appunto cambiare ruolo.

San Paolo dice “Quanti siete stati battezzati vi siete rivestiti di Cristo”…

Così ciò vuol dire smettere di sceglierci il vestito ma accettare il ruolo, la missione che Dio ci da.

Pieni di nobiltà siamo chiamati ad avere abitudini belle, luminose…perché si segue il piano di Dio.

Finalmente il mio abito esprime ciò che sono sono: il Figlio di Dio

La veste candida ci insegna il linguaggio giusto: cioè il linguaggio della luce.

"VI SIETE RIVESTITI DI CRISTO" (GAL.3,17)
Dopo l'unzione sul capo, segue la consegna della veste bianca , con queste parole:

.sei diventato nuova creatura e ti sei rivestito di Cristo . Questa veste bianca sia segno della tua nuova dignità: aiutato dalle parole e dall'esempio dei tuoi cari portala senza macchia per la vita eterna. Amen

9 L’EFFETA e catechesi guarigione sordomuto
Effeta è una parola aramaica che fa riferimento a quando Gesù ad un sordomuto dice “ Effeta” che vuol dire apriti…

Si fa una croce sulla bocca e sulle orecchie.

Questa formula differisce tra il battesimo dei bambini e adulti perché per nel battesimo degli adulti questo fa parte dei riti prebattesimali perché per un adulto questa cosa deve essere già acquisita..e si fa in concomitanza della professione di fede.

Si consacra il suo parlare e il suo ascoltare …perché solo questo porta ad una comunicazione felice con il prossimo e fa uscire dalla solitudine.


Il sacerdote imita Gesù quando guarì il sordomuto (Mc.7.31-37).

Di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano. E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: «Effatà» cioè: «Apriti!».  E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

Il racconto riferito dall'evangelista Marco si svolge nella regione di Sidone, in territorio pagano. Gli ebrei chiamavano i pagani "incirconcisi" a motivo dell'assenza della "circoncisione" praticata come segno dell'appartenenza al popolo di Dio e del privilegio di potere celebrare il culto divino nel tempio. Nell'AT essa non era solo un segno nella carne, ma aveva un significato spirituale più profondo. La vera circoncisione è quella del cuore, cioè l'obbedienza della fede, tramite l'ascolto alla parola di Dio.

Il profeta Geremia chiama gli Israeliti disobbedienti alla legge incirconcisi di cuore , ormai incapaci di prestare attenzione. A tale situazione di ostinazione e chiusura solo Dio può far breccia, cioè aprire (circoncidere) gli orecchi rendendoli in grado di accogliere la Parola.

Anche il "servo di Dio", per compiere bene la sua missione profetica, deve prima di tutto essere un bravo ascoltatore (Is.50,4).

Il peccato è indurimento del cuore e della mente e porta a fare affidamento solo su se stessi.

Gesù guarisce il sordomuto dal suo difetto fisico, come segno del peccato di orgoglio e lo rende docile ascoltatore e interlocutore di Dio, in grado di aprirsi alla rivelazione della salvezza nella croce di Cristo. Di conseguenza si genera anche la disponibilità del discepolo ad accettare la stessa sorte del maestro, contro ogni logica umana.

C’è un cambiamento dell’essere…perché c’è qualcosa che buca il muro della sordità

…qualcosa deve rompere la sordità dell’uomo … qualcosa che colpisca il cuore.

Il seme della parola, infatti, deve arrivare nel Cuore del bambino, non basta semplicemente ascoltarlo,ci deve essere un “SI” interiore a quella parola, come qualcosa che si stava cercando..solo con questa Parola ci si può veramente sentirsi amati da Dio… perché l’uomo da solo non può saperlo fino in fondo..forse può intuirlo

Ascoltare e fare proprio che c’è qualcuno che per te è morto e risorto…solo questo ti libera dalla paura della solitudine, dell’abbandono..e proprio questo ti aiuta nel rapporto con gli altri.

Ad ogni uomo spetta il compito di scoprire di essere UN FIGLIO PREDILETTO per scoprire quanto Amore c’è in questo mondo.










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