Affaires civiles



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DIFESA E SICUREZZA
048 DSCFC 10

Originale :inglese

Traduzione italiana non ufficiale



Assemblea parlamentare della NATO

SOTTOCOMMISSIONE SULLE CAPACITA’ FUTURE DI SICUREZZA E DIFESA

ARMI NUCLEARI NON STRATEGICHE STATUNITENSI IN EUROPA: un dibattito fondamentale IN AMBITO nato

PROGETTO DI RELAZIONE




Raymond KNOPS (paesi bassi)

Relatore*
Segretariato Internazionale 8 aprile 2010

* Fino all’approvazione della Commissione difesa e sicurezza, il presente documento esprime unicamente le opinioni del relatore.


I documenti dell’Assemblea sono disponibili all’indirizzo http://www.nato-pa.int
INDICE




I. INTRODUZIONE 1

a. LA NATURA DELLA PRESENTE RELAZIONE 2



II. LE OriginI E L’EVOLUZIONE DELLE ATTUALI POLITICHE NUCLEARI DELLA 3

NATO 3

A. LA Politica nucleare DELLA NATO DOPO LA GUERRA FREDDA 5

b. LA NATO E LE Armi nucleari OGGI 6



III. OPZIONI PER LA FUTURA POSTURA NuclearE DELLA NATO 6

A. ARGOMENTAZIONI A FAVORE DEL MANTENIMENTO DELLO Status Quo 7

b. LE ARGOMENTAZIONI A FAVORE DI UN RITIRO TOTALE DALLE BASI EUROPEE 9

c. SCENARI AlternativI E CONSIDERAZIONI AGGIUNTIVE 12



IV. CONCLUSIONI PreliminarI 15

APPENDICE 1. Status DELLE Armi nucleari usa in Europa 2010 17



I.INTRODUZIONE


    1. Il ruolo delle armi nucleari nella strategia dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO) è sempre più spesso oggetto di analisi da parte di numerosi Paesi alleati. L’attenzione è incentrata sull’importanza del mantenimento delle armi nucleari statunitensi in diversi siti europei e sugli accordi concernenti il ruolo degli Alleati nell’eventualità dell’utilizzo di tali armi.

    2. Questa maggiore attenzione alle politiche nucleari della NATO è un riflesso di molteplici fattori che, nel loro insieme, hanno rimesso sul tappeto la questione del disarmo nucleare in generale e hanno creato quella che molti osservatori definiscono una “finestra di opportunità” per il riesame delle teorie e delle politiche attuali. L’aspetto più pregnante è il nuovo approccio dell’Amministrazione statunitense evidenziato dal discorso pronunciato da Obama il 5 aprile 2009 a Praga che prospettava la possibilità di un mondo senza armi nucleari.

    3. All’invito di Obama a “perseguire la pace e la sicurezza in un mondo senza armi nucleari” hanno fatto eco le dichiarazioni pubbliche delle cosiddette ‘bande dei quattro”, innanzitutto negli Stati Uniti dove gli ex Segretari di stato George Shultz e Henry Kissinger, l’ex Segretario alla difesa William Perry e l’ex Senatore Sam Nunn, hanno presentato una visione analoga in un controeditoriale pubblicato dal Wall Street Journal nel gennaio 2007.1 Dichiarazioni simili sono state rese successivamente anche da ex politici di spicco nel Regno Unito, in Germania, in Italia, in Norvegia, nei Paesi Bassi, in Belgio e in Polonia.





4. In una dichiarazione che riassume il tono del discorso di tutti i “gruppi dei quattro“, il gruppo olandese, guidato dall’ex Premier Ruud Lubbers ha affermato che
per contenere le superpotenze, non è più necessario un arsenale nucleare. La deterrenza attraverso le armi di distruzione di massa non ha alcuna utilità nella lotta contro il terrorismo. Occorre affermarlo con chiarezza: non soltanto le armi nucleari hanno dato l’impronta alla Guerra fredda, ma la Guerra fredda ha determinato il controllo delle armi nucleari. Quella realtà è definitivamente superata. Soprattutto per questo motivo, l’esistenza delle armi nucleari è ormai molto più pericolosa che in passato.” 2

    5. A livello NATO, questa rinnovata attenzione al disarmo nucleare ha portato ad alcuni appelli affinché vengano riesaminate le politiche nucleari dell’Alleanza, e, in modo specifico e diretto, il mantenimento delle armi nucleari tattiche statunitensi sul suolo europeo. Le iniziative in corso per l’elaborazione di un Nuovo Concetto Strategico della NATO, inteso a definire l’attuale raison d’être dell’Alleanza e le priorità future, non potrà evitare di considerare la questione nucleare ma, al tempo stesso, avrà l’opportunità di riesaminare le politiche consolidate. Inoltre, il dibattito su tali questioni è stato iscritto con determinazione sull’agenda della NATO dall’attuale governo tedesco, impegnato a perseguire il ritiro delle armi nucleari dal territorio tedesco, una prospettiva che il Ministro degli esteri Guido Westerwelle ha propugnato energicamente in diverse occasioni.

    6. La politica nucleare della NATO suscita una crescente attenzione anche nel contesto della Conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione che si terrà a maggio del 2010 presso le Nazioni Unite. Inoltre, diversi Stati membri devono confrontarsi con pressanti scadenze di bilancio e saranno costretti ad adottare importanti decisioni sulle armi nucleari, quali la modernizzazione o la sostituzione dei vettori.

    7 Tutti questi fattori hanno indotto cinque Paesi membri della NATO (Olanda, Belgio, Norvegia, Germania e Lussemburgo) a invitare, con successo, il Segretario Generale della NATO a sollevare la questione del programma NATO in materia di controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione e ad avviare un dibattito approfondito sulla politica nucleare della NATO nel corso della riunione di tutti i ministri degli esteri dell’Alleanza che si terrà in Estonia nell’aprile 2010.

    8. La presente relazione, preparata per la Sottocommissione sul futuro della sicurezza e delle capacità di difesa, intende presentare una discussione fattuale sulle argomentazioni fondamentali, al fine di alimentare il dibattito dei membri dell’Assemblea Parlamentare della NATO (AP NATO) sulla politica nucleare dell’Alleanza, e di fornire elementi aggiuntivi per le decisioni dei Parlamenti nazionali su questa e su altre questioni correlate. La Relazione sarà aggiornata durante tutto il 2010 per tenere conto degli sviluppi in corso e dei suggerimenti dei membri dell’Assemblea e sarà redatta in veste definitiva durante la sessione di autunno dell’Assemblea che si terrà a Varsavia, Polonia, nel novembre 2010.

    9 La Relazione inizia con una breve storia dello spiegamento delle armi nucleari statunitensi sul suolo europeo, illustra le informazioni di pubblico dominio sugli accordi vigenti e sui siti di stoccaggio e, infine, passa in rassegna le principali argomentazioni concernenti il ruolo e lo stazionamento futuro di tali armi e pone il quesito se un cambiamento della politica degli Alleati sia giustificato. Seguono alcune brevi conclusioni del Relatore.







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