Aforismi e pensieri di Sigmund Freud



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Quando uno scrittore crea i caratteri secondo il suo sogno di fantasia, egli segue l'esperienza quotidiana per cui i pensieri ed i sentimenti della gente continuano nel sogno, e non ha altro scopo che quello di raffigurare gli stati d'animo dei suoi eroi attraverso i loro sogni. I poeti sono dei preziosi alleati e la loro testimonianza deve essere altamente stimata, poiché essi sono in grado di conoscere una gran quantità di cose tra il cielo e la terra, di cui la nostra scienza neppure sospetta. Nella loro conoscenza della mente sono molto più avanti di noi gente comune, poiché attingono da fonti che non sono ancora state aperte alla scienza.
C'è molto meno libertà ed arbitrarietà nella vita psichica di quanto siamo propensi a credere, forse non ce n'è affatto. Ciò che chiamiamo caso nel mondo esterno può, come è noto, risolversi in leggi; così anche ciò che chiamiamo arbitrarietà nella mente si basa su leggi che solo ora cominciamo oscuramente a sospettare.
La matematica gode della massima reputazione come distrazione dalla sessualità. Questo fu proprio il consiglio che Jean-Jacques Rousseau dovette sentire da una signora che non era soddisfatta di lui: "Lascia le donne e studia la matematica!".
Tutto ciò che è rimosso è inconscio, ma non possiamo sostenere che tutto ciò che è inconscio sia rimosso.
La caratteristica di qualcosa che è rimosso consiste proprio nel fatto che nonostante la sua intensità non riesce ad entrare nella coscienza.
Nessuna forza psichica è importante se non possiede la caratteristica di destare sentimenti.
C'è un granello di verità che si nasconde in ogni delirio.
Ogni trattamento psicoanalitico è un tentativo di liberare l'amore rimosso che ha trovato un misero sfogo nel compromesso di un sintomo.
Il dottore è stato uno sconosciuto e deve cercare di tornare ad essere uno sconosciuto dopo la guarigione; egli si trova spesso in imbarazzo quando deve consigliare i pazienti che ha guarito sul modo di usare nella vita reale la riacquistata capacità di amare.
Il senso di colpa dei nevrotici ossessivi trova una corrispondenza nelle proteste delle persone devote che si sentono nel loro intimo miserabili peccatori, e le pie pratiche (preghiere, invocazioni, ecc.) che tali persone fanno precedere ad ogni azione quotidiana, e più ancora ogni impresa fuori dell'usato, e che sembrano possedere il valore di provvedimenti difensivi o protettivi.
La formazione di una religione sembra poggiare sulla repressione e sulla rinuncia a certi impulsi istintuali. Questi, però, non sono soltanto componenti della pulsione sessuale, come nelle nevrosi: si tratta di pulsioni egoistiche, socialmente dannose, che pure, di solito, non sono esenti da elementi sessuali. In fin dei conti, un senso di colpa conseguente a una continua tentazione, e un'aspettativa angosciosa sotto la forma di timore della punizione divina ci erano noti nel campo religioso ben prima che in quello delle nevrosi.
Se la curiosità del bambino troverà adeguata soddisfazione a ciascun livello di apprendimento, non diventerà mai eccessiva. Dunque, il fanciullo dovrebbe ricevere una istruzione sui fatti specifici della sessualità umana, con un cenno al suo significato sociale, al termine delle scuole elementari, prima di cominciare le medie, vale a dire prima del compimento del decimo anno di età. Il periodo più adatto per l'istruzione del fanciullo sugli obblighi morali connessi alla soddisfazione materiale dell'istinto, è il tempo della cresima, quando ormai egli ha raggiunto una piena comprensione di tutti i fatti fisici. Secondo il mio modo di vedere, l'unico metodo che tiene conto dello sviluppo del fanciullo, e quindi riesce a evitare eventuali pericoli, è rappresentato da un'istruzione sulla vita sessuale condotta secondo queste direttive, cioè che proceda gradualmente senza alcuna vera interruzione, e la cui iniziativa sia presa dalla scuola.
Il gioco è l'occupazione più intensa e prediletta del bambino. Non possiamo dire che ogni bambino giocando si comporta come un poeta, nel momento in cui si crea un mondo proprio, o piuttosto mentre riordina in un nuovo modo di suo gradimento le cose del suo mondo?
L'opposto del gioco non è ciò che è serio, ma ciò che è reale.
Il poeta si comporta come il bambino che gioca. Egli crea un mondo di fantasia che prende molto sul serio - in cui, cioè, investe una grande carica emotiva - e lo separa nettamente dalla realtà.
Crescendo gli uomini smettono [...] di giocare e sembra che rinuncino al piacere che ottenevano dal gioco. Ma chi conosce la psiche umana sa che nulla è più difficile per un uomo della rinuncia ad un piacere già provato una volta. In realtà, non possiamo mai rinunciare a qualcosa, possiamo solo sostituire una cosa ad un'altra.
È più difficile osservare le fantasie degli adulti che i giochi dei bambini. È vero che il bambino gioca da solo o forma un sistema psichico chiuso con gli altri bambini ai fini del gioco; ma anche se non gioca di fronte agli adulti tuttavia non nasconde loro il suo gioco. L'adulto invece si vergogna delle sue fantasie e le nasconde alle altre persone.
Il gioco del bambino è determinato dai desideri, anzi da un unico desiderio (che contribuisce alla sua educazione), il desiderio di essere grande e adulto.
Le persone felici non fantasticano mai; lo fanno solo gli insoddisfatti. Le forze motrici delle fantasie sono desideri insoddisfatti, ed ogni singola fantasia è la realizzazione di un desiderio, una correzione della realtà insoddisfacente. Questi desideri provocatori variano a seconda del sesso, del carattere e delle circostanze della persona che crea la fantasia, ma ricadono naturalmente in due gruppi principali: o sono desideri ambiziosi, che servono ad elevare la personalità del soggetto, o sono desideri erotici. Nelle giovani donne predominano quasi esclusivamente i desideri erotici, poiché la loro ambizione è in genere assorbita dalle correnti erotiche. Negli uomini giovani affiorano abbastanza chiaramente desideri egoistici ed ambiziosi parallelamente a quelli erotici.
Le fantasie sono gli immediati predecessori psichici dei sintomi penosi lamentati dai nostri pazienti.
Le connessioni fra il complesso di interesse per il denaro e quello della defecazione, che sembrano completamente dissimili, appaiono essere le più estese di tutte.
L'influenza nociva della civiltà si riduce principalmente alla dannosa repressione della vita sessuale degli individui o di classi civili attraverso la moralità sessuale "civile" prevalente.
Si possono distinguere tre stadi di civiltà se si pone mente a questa evoluzione della pulsione sessuale; il primo in cui la pulsione sessuale può essere esercitata liberamente senza considerare gli scopi della riproduzione; il secondo, in cui tutta la pulsione sessuale è repressa ad eccezione di quella che serve agli scopi della riproduzione; e il terzo in cui soltanto la riproduzione legittima è concessa come scopo sessuale. Questo terzo stadio è riflesso nella moralità sessuale "civile" d'oggigiorno.
La costituzione delle persone invertite - gli omosessuali -

è, in verità, spesso distinta da una particolare attitudine della loro pulsione sessuale alla sublimazione culturale.


Tutti quelli che desiderano avere una mente più elevata di quanto a loro costituzione permetta cadono vittime della nevrosi; sarebbero stati più sani se fosse stato loro possibile essere meno buoni.
Il numero delle nature forti, che apertamente si oppongono alle richieste della civiltà crescerà enormemente, e così pure il numero dei più deboli, i quali di fronte al conflitto tra la pressione degli influssi civili e la resistenza della loro costituzione, precipiteranno nelle malattie nervose.
Il compito di dominare una pulsione così potente come quella sessuale con mezzi diversi da quello della soddisfazione è cosa che può richiedere tutte le forze dell'uomo. Dominarlo con la sublimazione, sviando le forze sessuali istintive dal loro scopo sessuale per indirizzarle verso mete civili più elevate, è possibile solo a una minoranza di individui ed anche allora solo in modo intermittente, e meno facilmente durante il periodo della giovinezza ardente e vigorosa. La maggior parte invece diventa nevrotica o danneggiata in un modo o nell'altro.
Più una persona è disposta alla nevrosi, meno può tollerare l'astinenza.
Chiunque sia in grado di penetrare le cause determinanti delle malattie nervose si convincerà presto che il loro aumento nella nostra società deriva dall'intensificazione delle restrizioni sessuali.
Soddisfacenti rapporti sessuali nella vita matrimoniale possono aversi soltanto per pochi anni; e da questo periodo dobbiamo sottrarre naturalmente gli intervalli di astensione resi necessari dalla salute della moglie. Dopo questi tre, quattro, cinque anni, il matrimonio può considerarsi un fallimento per quel che riguarda la soddisfazione dei bisogni sessuali. Perché tutti gli espedienti fin qui inventati per impedire la concezione diminuiscono il godimento sessuale, feriscono la suscettibilità di ambedue i partners e possono perfino causare delle malattie. La paura delle conseguenze del rapporto sessuale porta anzitutto alla fine l'affetto fisico della coppia sposata; e inoltre, come risultato più remoto, pone termine anche di solito alla comprensione spirituale che legava i due, e che avrebbe dovuto sostituire l'amore appassionato dell'inizio quando questo si fosse esaurito. La disillusione spirituale e la privazione corporale a cui la maggior parte dei matrimoni sono così destinati, riporta entrambi i partners allo stato in cui erano prima del matrimonio, solo che adesso sono più poveri, avendo perduto un'illusione, e devono ancora una volta far ricorso alla loro forza per dominare e volgere ad altro la pulsione sessuale.
Le donne quando hanno subito le disillusioni del matrimonio, si ammalano di gravi nevrosi le quali oscurano permanentemente la loro vita. Nelle condizioni di civiltà odierne, il matrimonio ha da tempo cessato di essere una panacea per i disturbi nervosi delle donne, e se noi medici consigliamo ancora il matrimonio in tali casi, noi siamo tuttavia consapevoli che, al contrario, una ragazza deve godere di ottima salute se dovrà sopportarlo, e consigliamo vivamente i pazienti di non sposare una ragazza che abbia avuto disturbi prima del matrimonio. La cura delle malattie nervose che sorgono dal matrimonio sarebbe piuttosto l'infedeltà coniugale. Ma più rigidamente una donna è stata educata e più austeramente si è sottomessa alle richieste della civiltà, più ha paura di imboccare questa via di uscita; e nel conflitto tra i suoi desideri e il suo senso del dovere, cerca ancora una volta rifugio nella nevrosi. Niente protegge la sua virtù meglio di una malattia. Così lo stato matrimoniale, offerto come consolazione in gioventù alla pulsione sessuale della persona civile, si dimostra inadeguato persino alle richieste del periodo coperto da esso.
Il ritardo dello sviluppo dell'attività sessuale a cui la nostra educazione e la nostra civiltà tendono, al principio non è certamente dannoso. Si è visto che è una necessità quando si consideri l'età tarda in cui i giovani delle classi istruite raggiungono l'indipendenza e sono capaci di guadagnarsi la vita. (Questo mi ricorda, incidentalmente, l'intima interconnessione che corre tra tutte le istituzioni della nostra civiltà e la difficoltà di alterarne una qualsiasi parte senza considerare il tutto.) Ma non si possono non muovere obiezioni all'astinenza di un giovane prolungata parecchio dopo i vent'anni; ed essa arreca altri danni anche quando non porta alla nevrosi.
Difficilmente si può concepire un artista astinente; ma non è certo una rarità un giovane savant astinente. Quest'ultimo, col dominio di sé può liberare le forze per i suoi studi; mentre il primo probabilmente trova le sue realizzazioni artistiche potentemente stimolate dall'esperienza sessuale.
In generale non ho avuto l'impressione che l'astinenza sessuale aiuti a creare uomini d'azione energici e fiduciosi in sé, o pensatori originali o emancipatori e riformatori audaci. Molto più spesso produce dei deboli ben educati che in seguito si perdono nella gran massa delle persone che tende a seguire, malvolentieri, gli indirizzi dati dagli individui forti.
L'astinenza completa nel giovane spesso non è la migliore preparazione al matrimonio. Le donne sentono questo, e tra i loro corteggiatori preferiscono coloro che hanno già dato prova della loro virilità con altre donne.
Le donne che concepiscono senza piacere mostrano in seguito poca volontà di affrontare i dolori dei parti frequenti. In questo modo la preparazione al matrimonio frustra gli scopi del matrimonio stesso. Quando poi il ritardo nello sviluppo della moglie è superato e la sua capacità di amare si sveglia al culmine della sua vita di donna, i rapporti col marito sono stati già da gran tempo compromessi, e, come ricompensa per la sua precedente docilità, a lei resta la scelta tra il desiderio inappagato, l'infedeltà o la nevrosi.
Il comportamento sessuale di un essere umano spesso imposta il modello per tutti gli altri modi di affrontare la vita. Se un uomo mostra energia nel conquistare l'oggetto del suo amore, siamo fiduciosi che egli perseguirà gli altri scopi con energia altrettanto ferma; ma se, per una qualsiasi ragione, egli si trattiene dal soddisfare le sue forti pulsioni sessuali, allora il suo comportamento sarà conciliante e rassegnato più che vigoroso anche negli altri campi della vita.
Non credo che la "deficienza mentale fisiologica" delle donne si possa spiegare con la contrapposizione biologica tra lavoro intellettuale e attività sessuale, come asserisce Moebius in un'opera su cui si è ampiamente disputato. Penso che l'indubbia inferiorità intellettuale di tante donne possa piuttosto farsi risalire all'inibizione di pensare resa necessaria dalla repressione sessuale.
Molte persone che si vantano di riuscire a vivere nell'astinenza, in verità vi sono riuscite soltanto con l'aiuto della masturbazione e con soddisfazioni similari legate alle attività sessuali autoerotiche della prima infanzia.
Ogni uomo la cui libido, come risultato di pratiche sessuali masturbatorie o perverse, si sia abituata alle situazioni e alle condizioni di soddisfazione anormali, sviluppa nel matrimonio minore potenza.

Anche le donne che sono riuscite a preservare la verginità con l'aiuto di misure analoghe, si mostrano nel matrimonio meno sensibili al rapporto normale. Un matrimonio cominciato con una ridotta capacità di amare da entrambe le parti soccombe al processo di dissoluzione anche più rapidamente degli altri. A causa della minore potenza dell'uomo, la donna non è soddisfatta e resta insensibile anche nei casi in cui la disposizione alla frigidità derivata dall'educazione avrebbe potuto essere superata con un'esperienza sessuale soddisfacente.


Una moglie nevrotica insoddisfatta dei marito, è, come madre, tenerissima e preoccupatissima verso il suo bambino sul quale trasferisce il suo bisogno d'amore; e sveglia in lui la precocità sessuale.
In una comunità una restrizione all'attività sessuale è accompagnata abbastanza generalmente da un aumento della preoccupazione per la vita e della paura della morte che interferiscono con la capacità di godere dell'individuo, ed eliminano la sua prontezza ad affrontare la morte per un qualsiasi fine.
La sopravvalutazione da parte del bambino dei propri genitori sopravvive anche nei sogni degli adulti normali.
Una nevrosi, come del resto un sogno, non dice mai assurdità.
Quando non riusciamo a capire una cosa, cerchiamo sempre una soluzione di comodo, magnifico sistema per rendere più facile un'impresa.
Ogni processo di conoscenza è come un mosaico e ciascun gradino successivo lascia sempre dietro di sé qualcosa di irrisolto.
Non condivido l'opinione, attualmente diffusa, che le affermazioni dei bambini siano sempre cervellotiche e inattendibili. Nella vita psichica non c'è posto per l'arbitrarietà. L'inattendibilità delle dichiarazioni dei bambini è dovuta al predominio dell'immaginazione, così come quella degli adulti dipende dal pregiudizio. Del resto, neppure i bambini mentono senza ragione e, in linea di massima, il loro amore per la verità è maggiore che negli adulti.
Nel corso dell'analisi il medico dà al malato (ora in maggiore, ora in minor grado) delle rappresentazioni coscienti anticipate, grazie alle quali egli riuscirà ad affermare e comprendere il significato dei materiali inconsci. Taluni pazienti hanno maggior bisogno di questa assistenza, altri meno; nessuno, però, può farne del tutto senza. Può anche essere che disturbi nervosi di grado leggero siano superati dal paziente senza aiuti esterni, ma questo non potrà mai accadere con una nevrosi, elemento estraneo all'Io che si impone ad esso con la violenza. Per vincerla si rende necessario l'intervento di un'altra persona, così che una nevrosi è curabile entro i limiti in cui tale intervento è possibile.
Nei soggetti che, più tardi, diverranno omosessuali, osserviamo, durante l'infanzia, quella stessa preponderanza della regione genitale (e del pene in particolar modo) che si osserva anche nei normali.

Anzi il destino dell'omosessuale è proprio segnato dall'elevato apprezzamento che ha per l'organo maschile. Nella fanciullezza egli sceglie le donne quale oggetto sessuale, in quanto presume che anch'esse possiedano quella che, per lui, è una parte indispensabile del corpo. Allorché si convince che le donne lo hanno ingannato sotto questo aspetto, non può più accettarle come oggetto sessuale. Chiunque lo attragga al rapporto sessuale non può essere sprovvisto di pene, per cui, se le circostanze sono favorevoli, fisserà la sua libido sulla "donna col pene", vale a dire su un giovane uomo dall'aspetto femminile.


La vita emotiva di un uomo si compone di coppie di opposti. Infatti, se così non fosse, forse le rimozioni e le nevrosi non esisterebbero. Nell'adulto i contrasti affettivi non sono mai coscienti contemporaneamente, tranne che nell'impeto della passione.
Abitualmente gli opposti continuano a reprimersi a vicenda alternativamente, finché uno dei due non riesce a nascondere definitivamente l'altro. Invece nei bambini possono coesistere pacificamente l'uno a fianco dell'altro per molto tempo.
Il medico si trova un passo avanti al malato. I due si inseguono lungo il medesimo sentiero, finché non si incontreranno alla meta prefissata.
L'analista si trova nella condizione, strana per un medico, di dover venire in aiuto della malattia richiamando su di essa l'attenzione che le è dovuta. Però solo chi travisa interamente la natura dell'analisi potrà ritenere che essa possa, per una simile ragione, risultare nociva. Costoro si soffermano troppo su questa fase, trascurando il fatto che non si può impiccare il ladro se prima non lo si è catturato, mentre occorre una certa fatica per afferrare saldamente le strutture patologiche il cui annientamento costituisce appunto lo scopo della terapia.
Quando l'analisi è ancora in via di sviluppo non è possibile farsi un'idea precisa della struttura e dell'andamento della nevrosi.
Nell'educazione dei figli il nostro scopo principale è quello di essere lasciati in pace e di non dover combattere con difficoltà. In poche parole, vogliamo tirar su un bambino modello e ci curiamo ben poco di vedere se questo genere di sviluppo sia anche giovevole al fanciullo.
Vi sono sempre molti individui che passano dalla classe delle persone sane a quella dei nevrotici, mentre molto meno numerosi sono coloro che compiono il percorso in senso inverso.
Fino ad oggi l'educazione ha avuto il compito esclusivo di controllare o, sarebbe meglio dire, di rimuovere gli istinti. I risultati non sono stati affatto remunerativi e nei casi in cui il procedimento abbia avuto successo si è ottenuto un vantaggio solo per quei pochissimi individui ai quali non era stato richiesto di rimuovere gli istinti. Nessuno, poi, si è dato la pena di vedere con che mezzi e a qual prezzo è stata realizzata la rimozione degli istinti sconvenienti. Supponiamo ora di modificare i nostri compiti e di cercare di mettere in grado i bambini di diventare membri produttivi e civili in seno alla società, ma esercitando il minimo di coercizione ai danni della loro attività. In tal caso, le conoscenze acquisite tramite la psicoanalisi sull'origine dei complessi patogeni e sull'essenza delle malattie nervose, potranno a buon diritto pretendere di essere riconosciute dagli educatori quali validissime guide al modo di trattare i fanciulli.
La genuina tecnica della psicoanalisi impone che il medico soffochi la propria curiosità e lasci al paziente assoluta libertà di scegliere l'ordine secondo il quale gli argomenti si dovranno succedere durante la cura.
Tutto ciò che è cosciente va soggetto a un processo di erosione, mentre ciò che è inconscio è relativamente immutabile.
È ben noto che le idee ossessive sono in apparenza, come i sogni, prive di motivo e di significato. Il primo problema è come dar loro un senso e una collocazione nella vita mentale del soggetto, sì da renderle comprensibili e addirittura naturali.
Nella nevrosi ossessiva vi sono due tipi di conoscenza per cui è ragionevole sostenere sia che il paziente "conosce" i suoi traumi, sia che non li "conosce". Infatti, li conosce perché non li ha dimenticati e non li conosce perché non è consapevole del loro significato. Lo stesso avviene molte volte anche nella vita ordinaria. I camerieri, che servivano Schopenhauer nel suo solito ristorante, in un certo senso lo "conoscevano" in un periodo in cui egli, salvo che per questo fatto, non era noto né a Francoforte né fuori. Essi però non lo "conoscevano" nel senso in cui si intenderebbe oggi dicendo di "conoscere" Schopenhauer.
Durante i progressi dell'analisi non solo il paziente si fa coraggio, ma anche la sua malattia, la quale diventa abbastanza ardita da parlare più chiara di prima. Uscendo di metafora, succede che il paziente, che fino ad ora torceva terrorizzato lo sguardo dalle proprie produzioni patologiche, comincia ad osservarle e ottiene una rappresentazione di esse più chiara e ricca di particolari.
Sarebbe una cosa quanto mai auspicabile che filosofi e psicologi, che architettano brillanti teorie sull'Inconscio basate su una conoscenza per sentito dire o sulle proprie opinioni personali, accettassero prima le convincenti impressioni che possono ottenersi da uno studio diretto dei fenomeni del pensiero ossessivo. Potremmo quasi arrivare a pretenderlo se l'impresa non fosse tanto più faticosa dei metodi di lavoro cui sono abituati.
La predilezione dei nevrotici ossessivi per l'incertezza e il dubbio li porta a rivolgere i propri pensieri di preferenza verso quegli argomenti sui quali tutta l'umanità è incerta e sui quali la nostra conoscenza e i nostri giudizi lasciano di necessità scoperto il fianco al dubbio. Gli argomenti principali di questo tipo sono la paternità, la durata della vita, dopo la morte, e la memoria, nella quale ultima siamo tutti abituati a credere, pur non avendo la più piccola garanzia della sua attendibilità.
Secondo quanto dice Lichtenberg "un astronomo sa se la luna è o no abitata, con la stessa certezza con cui sa chi era suo padre, ma non con la stessa certezza con cui sa chi era sua madre". Un gran passo in avanti nella civiltà è stato fatto quando gli uomini decisero di porre le illazioni allo stesso livello della testimonianza dei loro sensi passando dal matriarcato al patriarcato. Le figurazioni preistoriche che presentano un essere umano più piccolo seduto sulla testa di uno più grande sono rappresentazioni della discendenza patrilineare.
Un uomo che dubita del proprio amore, può, anzi deve, dubitare di ogni più piccola cosa.
Non è sempre facile dire la verità, specialmente quando si deve essere brevi.
Avere pregiudizi spesso si dimostra cosa molto utile.
L'interpretazione dei sogni è la "via regia" per l'interpretazione dell'inconscio, il terreno più solido della psicoanalisi e un campo in cui ogni operatore deve raggiungere certe convinzioni e formarsi una preparazione. E se mi si chiedesse come si fa a diventare psicoanalisti, risponderei: con lo studio dei propri sogni.


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