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AlberoTecnologiaPagina 1454Muri viventi, giardini verticaliDal vaso per i fiori ai sistemi verdi di facciata Frank KaltenbachLe facciate verdi sono di moda. Gli effetti positivi delle facciate vegetali sono parago­nabili a quelli delle coperture. • capacità di trattenere l’acqua piovana.• miglioramento del microclima, con conse­guente riduzione dell’effetto di concentra­zione di isole di calore con locale abbas­samento della temperatura esterna• risparmio energetico per il potere di isola­mento termico e di barriera di protezione al vento o per la capacità di dissolvere il freddo• assorbimento acustico• miglioramento della qualità dell’aria, dato che talune piante hanno presa sulle polve­ri sottili• miglioramento dell’aspetto visivo, diminu­zione dello stress negli utenti• superfici inattaccabili dai graffitari• biotopo per uccelli, insetti, ecc.Al contrario dei tetti verdi, la maggior parte delle facciate vengono irrigate artificialmen­te. Anche in caso di superfici di grande estensione, la superficie occupata è poca. Gli effetti provocati possono essere conteg­giati come crediti nella certificazione dell’eco sigillo di qualità LEED. Le facciate verdi sono parte integrante del progetto di sviluppo di metropoli americane come Seattle. Le facciate inverdite tradizionaliIn linea di principio, la realizzazione di pareti esterne di edifici con involucro rivestito in essenze vegetali non è una novità. Nelle re­gioni caratterizzate da climi rigidi e battute dal vento, da sempre si piantuma davanti al­le facciate per ridurre il raffrescamento in­dotto. Negli ambienti mediterranei caldi, al contrario, sin dall’antichità le facciate inver­dite appartengono al repertorio degli ele­menti usati per una naturale climatizzazione e per ombreggiare. Gli edifici rivestiti da ve­getazione sono simboli di un costruito in ar­monia con la natura. La prima reazione anti­tetica all’implementazione della concentrazione metropolitana conseguente all’industrializzazione è stata formulata dal movimento delle Città Giardino alla fine del XIX secolo e ripresa poi, negli anni ’80 dai movimenti ecologici. “Casa con pelle verde” è un recente progetto di ricerca in cui si so­stiene che le facciate vegetali supportano il raffrescamento adiabatico dell’aria. Il pro­getto è promosso dall’Istituto di Fisica Teni­ca di Berlino-Adlersdorf e coordina il lavoro di diverse scuole superiori (www.gebau­dekuelung.de) Nuovi campi d’applicazioneNuovo è anche il contesto in cui le pareti verdi vengono inserite: il settore d’applica­zione non è più la casa unifamiliare ai margi­ni delle periferie urbane ma strutture musea­li, quartieri generali di gruppi assicurativi, hotel di lusso, ristoranti o boutique di marchi prestigiosi nei centri delle maggiori metropo­li del mondo. Verde è chic e per i clienti che acquisiscono una crescente consapevolez­za ambientale diventa motivo promozionale. Nuova è anche la diffusione a livello interna­zionale. Le facciate verdi impazzano soprat­tutto in America, in Asia e in Australia. E la motivazione di tanto successo è alquanto semplice: in questi paesi, rispetto all’Europa le problematiche della formazione di isole di surriscaldamento e di contesti di scarso in­teresse sono maggiori. Degrado architettonico causato da vegetali in facciataLa crescita diretta di un manto vegetale sull’involucro di un edificio non di rado ha come conseguenza lo sviluppo di deteriora­menti. Le radici dei vegetali possono dan­neggiare le impermeabilizzazioni infiltrando­si nelle più minute fessure di un muro, lasciando che i germogli si insinuino dietro gli infissi e le foglie intasino i canali di scolo. Un altro aspetto è la sollecitazione statica sulla struttura dei perimetrali. Il carico che incrementa con la crescita dei vegetali è un fattore da prendere in considerazione in fase progettuale. Nel regolamento della FLL (For­schungsgesellschaft Landschaftentwicklung Landschaftsbau o Società di Ricerca e Svi­luppo del paesaggio) si trovano tutte le indi­cazioni per la progettazione, la realizzazione e la manutenzione delle facciate verdi tradi­zionali con piante rampicanti. Un recente esempio per l’inverdimento con essenze tipo la vite canadese è l’Archivio di Stato a Lie­stal del gruppo di progettazione EM2N, che crea un effetto di particolare impatto senza richiedere peculiarità costruttive. Se le pian­te si arrampicano tramite cirri spiralizzati o direttamente al sostegno, i tutori possono ri­manere completamente nascosti come nel caso della rete metallica usata da Fink & Jo­cher nella Casa per Studenti a Garching op­pure diventare elementi architettonici. Nuove tecnologie: il muro viventeLe piante che nascono dalla terra possiedo­no un’altezza di crescita limitata. Dunque, prima di avere una superficie vegetale omo­genea in facciata potrebbero trascorrere an­ni interi. Per controllare la problematica del deterioramento ottenendo sin dall’inizio un tappeto vegetale senza soluzione di continu­ità, pur avendo a disposizione le più varie ti­pologie botaniche, si sono affermati sul mer­cato sistemi di pareti sospese ventilate che possono essere integrate in interni o come rivestimento di facciata. Si distinguono due diversi principi costruttivi:sistemi modulari a cassettoni con substrato in lastre di materiale espanso o terra sistemi piani con substrato tessile senza im­piego di terra (coltivazione idroponica)Coltivazione di piante senza terraI muri vegetali idroponici di Patrick BlancNello sviluppo di facciate completamente vegetali emergono alcuni svantaggi: il peso elevato e lo spessore della struttura. Oltre a ciò, un altro svantaggio è il fabbisogno rela­tivamente elevato di acqua per riuscire ad inumidire l’intero volume di terra. L’artista e botanico francese Patrick Blanc, osservando per anni cascate e cavità naturali scopre che le piante, per il trasporto alle radici delle sostanze nutritive, non necessitano di terra ma di acqua. Dalle sue osservazioni nelle fo­reste pluviali emerge il concetto di giardino verticale che si basa sul principio della colti­vazione idroponica cioè dell’impianto senza terra. Nella coltivazione in vaso, il principio è conosciuto come idrocultura ed è ampia­mente applicato in serra. Nelle strutture ver­ticali, i requisiti del substrato sono comples­si; l’esatta quantificazione di acqua d’irrigazione può essere difficilmente deter­minabile anche con l’aiuto del computer. Requisiti del substratoPer substrato si intende uno strato base su cui si innestano i vegetali, che offre appiglio meccanico alle radici e provvede all’approv­vigionamento nutritivo distribuendo e accu­mulando uniformemente l’umidità. Le faccia­te vegetali verticali devono essere irrigate artificialmente. Nelle coltivazioni idroponi­che, la soluzione nutritiva viene introdotta orizzontalmente a distanze regolari nelle fac­ciate verdi; il substrato, irrigato con un siste­ma a goccia deve necessariamente avere questi requisiti:• permettere una distribuzione uniforme dell’umidità• permettere un accumulo di acqua, in parti­colar modo nelle giornate più calde• essere stabile ai raggi UV• essere inorganico• essere sufficientemente compatto per trat­tenere la vegetazione• avere un peso limitatoIl substrato ideale è un tessuto a più strati di feltro e di pannelli in materiale espanso. I tentativi sperimentati con la lana minerale sono per lo più falliti dato che il materiale nel tempo si comprime in modo irregolare: nei punti che rimangono morbidi si concentra eccessiva umidità. “Mur vegetal”, l’originalePatrick Blanc si considera artista e botanico al contempo, ma non progettista tecnico. Nel progetto, Blanc definisce a schizzo la “sequenza vegetale”, la ripartizione dei colo­ri e delle texture scelti come una tappezzeria intrecciata. La realizzazione viene affidata a progettisti tecnici e ad aziende specializza­te. Le fasi di realizzazione di un muro vege­tale procedono dall’interno verso l’esterno:• parete esterna con impermeabilizzazione• struttura non a vista protetta da corrosione per retro ventilazione 80 mm• pannello portante idrofugo e stabile a radi­ci in PVC 10 mm• substrato in feltro di poliammide: 3+3 mm• vegetali inseriti in tasche di feltro• rete di irrigazione orizzontaleNel Museo del Quai Branly sono state inseri­te 15.000 piantine. Le radici si espandono radialmente con una certa velocità nel feltro arrivando sino a 6 metri in pochi anni. D’in­verno, l’irrigatore a goccia si accende due o tre volte al minuto, in estate arriva a 5 o 6. Se la temperatura scende al di sotto di 1 °C, una valvola a regolazione elettronica spegne l’alimentazione dei liquidi.Ulteriori sviluppiIl successo mondiale riscontrato dal “mur vegetal” ha indotto diversi architetti, paesag­gisti e aziende a sviluppare sistemi simili. Non esiste ad oggi, un brevetto mondiale che protegga il principio funzionale mentre le peculiarità del feltro impiegato sono un segreto aziendale. Ad Amsterdam, nel pro­getto del Palazzetto dello sport Mercator, gli architetti Venhoeven CS progettano una struttura in acciaio continua che consente di rivestire superfici verticali e copertura incli­nata con 50.000 piante. L’ex studente Philiph Mannaerst e Martijn de geus nel padiglione temporaneo Blackbox-Pavillon, presso il Politecnico di Delf, usano una struttura low-tech. Le lastre di parete vegetali del centro per bambini Paradise Park a Londra, realizzato su progetto di DSDHA, funge da elemento d’integrazione nel contesto. Sistema idroponico con pellicola-substrato su parete massicciaMusée du Quai Branly, ParigiFacciata vegetale: Patrick BlancNome prodotto “Vertical Garden”www.verticalgardenpatrickblanc.coma Sistema d’irrigazioneb Vertical Garden: piantine in tasche di feltro feltro 3+3 mm lastra portante idrofuga stabile a radici PVC 10 mmc Struttura non a vista retro ventilataSistema idroponico con pellicola-substrato su parete in legnoBlack Box Pavillon, Politecnico DelftFacciata vegetale: Philip Mannaerts, Antwerpen, Martijn de Geus, RotterdamMartijn@martijndegeus.coma Piantine feltro con taglio con funzione di tasca pellicola traforatab Sistema di irrigazionec strato interno feltro astra idrofuga stabile a radici camera d’aria per ventilazioned drenaggioSistema idroponico con pellicola-substrato su struttura di acciaioSport Plaza Mercator, AmsterdamFacciata vegetale: Copijn, UtrechtNome prodotto “Wonderwall”www.copijn.nl a Drenaggiob Wonderwall: (100 kg / m2) piante feltro 10 mm con tagli con funzione di tasche pannello portante in materiale sintetico 10 mm lamiera grecata 50 mmc Pilastro in acciaio HEB 180Sistema idroponico con substrato in lana mi­nerale su struttura massicciaCentro per bambini Paradise Park,Londra Islington
Facciata vegetale: Marie ClarkArchitetti DSDHA, Londrawww.dsdha.co.uk a Drenaggiob Facciata vegetale: piante rete metallica substrato in lana minerale lamiera d’acciaioc Retroventilazione 60 mmd Impermeabilizzazione Muro 100 mme DrenaggioFacciata modulare con substrato in terraNei Living Walls modulari viene a mancare la texture tipicamente pittorica dei sistemi precedentemente descritti e si trasforma in elemento grafico o a scacchi. Ogni elemen­to a cassetta per vegetali viene disposto sin­golarmente a comporre il “BioLunge” una parete lunga 150 metri e alta 12 realizzata nella città Giapponese di Aichi in occasione dell’Expo 2005. Le piante possono rimanere in serra sino alla dimensione finale desidera­ta oppure essere trapiantate e lasciate cre­scere.I Living Walls tuttavia, sopravvivono solo se sottoposti a regolare manutenzione. Lenta­mente le piante crescono e solo dopo mesi l’insieme assume un aspetto compatto; ma ci vogliono anni prima che il sistema vegeta­tivo richieda di essere potato. Se non ci so­no giardinieri a disposizione per la manuten­zione, è necessario stipulare un contratto con una ditta che possa controllare in Inter­net tutti i dati per l’irrigazione.Facciata modulare con substrato in schiuma ed elementi a cassetta di propilene G-Sky, Ridley Place, British ColumbiaNome prodotto: »Green Wall Panels«www.g-sky.comLa parete vegetale del Aquest Learning Center nell’area dell’Acquario di Stanley Park a Vancouver ha fondamentalmente una funzione didattica, ovvero la funzione di av­vicinare il milione di visitatori che annual­mente passano di qui alle pareti verticali ve­getali e ai relativi vantaggi, di mostrare la flora della foresta pluviale nord-pacifica, diffondendo al contempo un approccio re­sponsabile con la natura.• otto tipi diversi di piante selezionate per biodiversità• 7000 piante che modificano il loro aspetto durante le stagioni dell’anno• 508 mq di cassette in polipropilene con elementi modulari di 302 mm di larghezza e 85 mm di profondità• struttura non a vista in acciaio zincato con passo 300/900 mm ancorata a parete in calcestruzzoCosto: 50.000 Dollari canadesiRealizzazione: settembre 2006Facciata modulare con substrato in terra ed elementi a cassetta in polipropileneELT, Brantford OntarioNome prodotto: »Easy Green« Living Wallwww.eltlivingwalls.comLa facciata è composta di elementi a cas­setta realizzati in materiale riciclato ad alta densità (HDPE) stabile agli UV, resistente al­le sostanze chimiche contenute nei fertiliz­zanti, garantito 15 anni. • dimensioni pannelli standard 500/500 mm con profondità di 64 mm• applicabile sia in interno che in esterno• realizzabili pareti di piccole o grandi di­mensioni• coltivazione tradizionale con terra• irrigazione dall’alto con impianto da giardi­no tradizionale o a gocciaFacciata modulare con substrato in terra ed elementi a cassetta in lamiera di zincoArchitetti: Mass Studies, SeoulPaesaggisti: Garden in Forestwww.massstudies.comIn una città ad alta densità come Seul, l’invo­lucro vegetale utilizzato a rivestimento dello store di moda dalla designer Ann Demeule­meester è come un’oasi e al tempo stesso possiede il carattere di una tappezzeria arti­ficiale implementato dal contrasto con gli in­terni bianchi.• elemento a cassetta in zinco 400/400/80 mm con cuscino di terra spesso 80 mm• struttura in alluminio spessa 70 mm non a vista, che lascia spazio sufficiente per una coibentazione davanti ai muri in calce­struzzo armato• impianto di irrigazione computerizzatoFacciata modulare con inverdimento di Se­dum in elementi a cassetta di acciaioKlaus-Dieter Braun, SpeyerNome prodotto: »Pflanzenfassade«www.kdb-fassaden.deLa tecnologia di questa facciata è diretta­mente connessa con l’inverdimento da tetto con Sedum. • composizione di tre resistenti specie di Sedum• substrato lavico• accumulo di umidità in materiale espanso• elemento a cassetta in acciaio• aspetto che cambia durante il cambio di stagioniFacciata in calcestruzzo a vista con nicchie per l’inserimento di vegetali e impianto a neb­biaArchitetti: triptyque, Sao Paolo, ParigiPaesaggisti: Peter Webbwww.triptyque.comNell’edificio per appartamenti Harmonia 57 con sei unità d’abitazione a San Paolo, l’im­pianto di irrigazione non è a vista come in al­tri sistemi. Le piante crescono in asole tonde colmate di terra.Facciata di muschio su pietre tufacee con im­pianto a nebbia non a vistaArchitetti: Baumschlager EberleVogt Landschaftsarchitektenwww.vogt-la.chOlafur Eliasson ha scelto per il progetto d’ar­te di un istituto assicurativo di Monaco una facciata in tufo.• composizione di blocchi spessi 70 mm, 795x535 mmPareti vegetali in internoAnche negli interni si usano pareti vegetali per trasmettere agli utenti sensazioni psico­logiche e fisiologiche positive. Riducono lo stress e migliorano l’aria. La domanda della clientela e il potenziale di sviluppo da parte di ingegneri dell’ecologia implementa la so­stituzione di impianti di condizionamento con pareti vegetali. Sistema di umidificazione dell’aria senza ger­mogliazione con substrato a base di materiale espansoindoorlandscaping, Monaco di BavieraNome prodotto: »GrüneWand«www.indoorlandscaping.comQuesto sistema di basa sul principio dell’evaporazione passiva da cui è derivato un raffrescamento adiabatico. Il sistema si può usare solo in interno.• coltivazione idroponica• substrato: materiale espanso inorganico privo di funzioni d’accumulo d’acqua ma con funzione drenante per riuscire a resti­tuire all’ambiente più acqua possibile• essenze: Ficus pulima e Philodendron; al­Inserto ampliato in italiano Quali ripercussioni avrà la crisi finanziaria internazionale sull’architettura e sull’economia edilizia? Mentre tutto il mondo specula ancora sull’entità e sull’effetto del fenomeno, è chiaro che il tempo dell’esuberanza e dell’eccesso sta finendo. Di questa opinione è anche l’architetto britannico David Chipperfield che in un’intervista prevede la fine dell’ar­chitettura con un “effetto wow”. Il dibattito architettonico dei più recenti anni è contrasse­gnato soprattutto da prodighe icone dell’architettura dove spesso si colloca come priorità il segno inconfondibile della contestualizzazione, della funzione e della sostenibilità. Si delinea un’altra possibilità: “Green Building” un trend da tempo sulla cresta dell’onda per tornare al centro del dibattito. Il prossimo anno Detail proporrà due numeri DETAIL Green di piu che tratteranno tutti gli aspetti del costruire sostenibile. Christian Schittich

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