Alcune domande per approfondire IL progetto di ricerca e formazione su dialogo & scrittura elaborato da



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Alcune domande per approfondire il progetto di ricerca e formazione su dialogo & scrittura elaborato da Rete Dialogues e Face to Faith con il coordinamento scientifico di Piero Boscolo

Risposte (novembre 2014)


DOMANDE
A. Ti sembra che l'esperienza del blog possa integrarsi efficacemente con la tua programmazione curricolare? Per esempio: come pensi che i blog che si faranno possano contare nella tua valutazione della competenza in lingua scritta?
B. Il progetto di ricerca è centrato sull'interesse a verificare se e in che misura e come la scrittura interattiva del blog etero-coordinato contribuisce ad arricchire le capacità nella competenza scritta e offre opportunità di approfondimento dei concetti.

B.1. La struttura del progetto ti sembra chiara?

B.2. Il progetto ti interessa e ti coinvolge?

B.3. Quanto potrebbe incidere sulla tua didattica?
C.Come vedi il lavoro dei ragazzi in un blog “di scuola”?

C.1. Quali aspettative hai nei confronti del miglioramento delle loro competenze linguistiche e dialogiche?
D. Quali ostacoli e opportunità vedi pensando all'esperienza del team-blogging che ci accingiamo a fare?
E. Quali aspettative e/o preoccupazioni suscita in te questo percorso di ricerca-formazione nel suo complesso?

…...............................................



DOMANDA A

Ti sembra che l'esperienza del blog possa integrarsi efficacemente con la tua programmazione curricolare? Per esempio: come pensi che i blog che si faranno possano contare nella tua valutazione della competenza in lingua scritta?
Risposta 1

Credo che, come insegnante di inglese, l'esperienza del blog possa principalmente stimolare i ragazzi a scrivere sul web con un linguaggio fresco e accattivante, facendo acquisire capacità comunicative in lingua scritta italiana da trasferire successivamente nell'utilizzo della lingua straniera.



(Silena Faralli, docente di Lingua Inglese, I.C. statale “Città di Castiglion Fiorentino”, Castiglion Fiorentino, AR)
Risposta 2

Sebbene una forma di scrittura più veloce, immediata e fuori dai canoni tradizionali in ambito scolastico, il blog si può tranquillamente valutare per la correttezza ortografica, morfosintattica, per i contenuti, i valori manifestati, la criticità del pensiero nell'eloquio, ecc…come qualsiasi altra forma di comunicazione scritta. Come tale è perfettamente integrabile nella quotidianità dell'azione scolastica in aula. Bisogna abituarsi però alla scrittura digitale che ancora non è diffusa nella scuola italiana.



(Anna Maria Massaro, docente di Lettere, Secondaria statale di Primo grado “Michelangelo”, Bari)
Risposta 3

Sì, penso che l'esperienza del blog possa integrarsi efficacemente nella mia programmazione perché ci sono molti obiettivi di apprendimento in comune come: a) cogliere l'argomento principale delle comunicazioni altrui (saper ascoltare); b) comprendere le informazioni essenziali di un'esposizione; c) produrre brevi esposizioni adatte a circostanze diverse, per dare informazioni o per esporre conoscenze, esperienze o opinioni; d) intervenire in una conversazione in modo adeguato; e) riferire in modo organico le proprie esperienze, ecc…; con questo sistema del blog gli alunni possono interagire e condividere i propri pensieri e ottenere un confronto. Per la lingua scritta posso valutare questa esperienza come testo argomentativo perché il blog presenta un'opinione scritta o tesi e l'alunno la sostiene proponendo le ragioni a favore e confutando le opinioni contrarie, con lo scopo di convincere i suoi interlocutori della validità di quanto dice.



(Luciana Tripponcini, docente di Lettere, Istituto comprensivo statale di Monte San Savino, AR)
Risposta 4

Questa esperienza di team-blogging sarà in italiano, che non è la disciplina da me insegnata. Pertanto non credo di potere utilizzare gli interventi degli alunni a scopi valutativi, diversamente da quanto accaduto nella prima esperienza di team-blogging della nostra scuola svoltasi in inglese. Senz'altro l'insegnante d'italiano della classe, che tra l'altro coordina questa esperienza, potrà utilizzarla a tali fini.



(Loredana Fisichella, docente di Lingua Inglese, LLS G. Galilei, Catania)
Risposta 5

Scrivere sui muri, un messaggio sul cellulare, un post su un blog o un tema in colonna in un compito in classe sono cose diversissime eppure identiche fra loro. Cosa distingue questi (e molti altri) tipi di scrittura? E cosa invece li accomuna? È una domanda fondamentale che come insegnante affronto ogni giorno (implicitamente o meno) con i miei studenti. Loro su questo hanno le loro risposte, io naturalmente le mie. È educazione alla diversità e alla multiformità. Dunque le attività proposte si integrano perfettamente con la mia programmazione curricolare e incideranno significativamente sulla mia valutazione. Chi sa scrivere un tema ma non sa scrivere su un muro (reale o virtuale che sia, non ha nessuna importanza), per me non sa scrivere! Naturalmente vale anche viceversa, anche se è meglio la seconda cosa piuttosto che la prima. Le scritte sui muri a volte hanno cambiato la storia, i temi in classe, che io sappia, mai!

(Sauro Tavarnesi, docente di Letteratura, Istituto Omnicomprensivo statale “Guido Marcelli”, Foiano della Chiana, AR)
Risposta 6

L'esperienza di team-blogging in Italiano per la classe 1F coinvolta sarà per il mio programma curricolare un primo banco di prova sia per me sia per i ragazzi. Io, Kirsten Gelsomini, collaboro con Face to Faith e la Rete Dialogues interamente in inglese, ma essendo quasi tutti i ragazzi della classe madrelingua italiani, questo è un primo step 'facilitato' di introduzione al mondo del blogging e VC. Per questo la scuola A. Spinelli ha coinvolto anche i docenti statali Italiani, e quindi saranno loro a valutare la validità delle competenze linguistiche del progetto. Io invece avrò una prima esperienza di valutazione sul grado di partecipazione attivo dei ragazzi sia singolarmente sia come teamwork. E spero che da qui i ragazzi poi troverranno più facile il lavoro futuro di blogging in inglese. Sarà molto interessante anche confrontare il grado di 'apprendimento' del blogging tra la classe 1F con le altre 4 classi che gestisco nel progetto generale F2F. Ipotizzo anche la possibilità di sfruttare questa prima esperienza nella 1F per poi aiutare i ragazzi delle altre classi quando affronteranno loro per la prima volta le attività di videoconferenza e team-blogging.



(Kirsten Gelsomini, collaboratrice al progetto Face to Faith per la Scuola Internazionale Europea statale “Altiero Spinelli”, Torino)
Risposta 7

Consente ai ragazzi di migliorare la capacità di ascolto attivo e di facilitare la comunicazione sia scritta che orale. I blog, saranno oggetto di valutazione come tutte le altre prove previste dalla programmazione curricolare.



(Maria Bernardini, docente di Lettere, I.C. “Città di Castiglion Fiorentino”, Castiglion Fiorentino, AR)
Risposta 8

Sicuramente sì. Nella classe è stato avviato un programma di sviluppo delle abilità di scrittura già dalla classe prima che ho organizzato, suddividendolo per anni, in questo modo (ispirandomi alle Lezioni Americane di Calvino). Nella classe prima: completezza e chiarezza. Nella classe seconda: suggestione ed efficacia (il racconto del sé, l'autobiografia e il diario) - come raccontare sentimenti e sensazioni “impalpabili” (es. ricordi non chiari, sogni, speranze, ecc.), come trasferire emozioni in un testo. Questo lavoro che svolgo in classe è organizzato per temi e prevede la lettura di testi letterari “esemplari” e la scrittura di un capitolo della propria autobiografia ispirandosi ad essi. Nella classe terza svilupperemo il testo argomentativo. In tal senso il lavoro di scrittura del blog si cala perfettamente a completamento e integrazione del programma di seconda e di terza media.



(Federica Peressotti, docente di Lettere, Istituto Onnicomprensivo Musicale di Milano)
Risposta 9

Penso che l'esperienza del team-blogging possa essere utile per i ragazzi in quanto stimolati a scrivere su un argomento di loro interesse e con una forma di comunicazione a loro più famigliare. Per i docenti, è l'opportunità di mediare le “regole e le forme” della grammatica, della sintassi e della corretta comunicazione di tipo “tradizionale” con le nuove espressioni dei nativi digitali. Oltretutto, l'esperienza in team spinge e “costringe” al cooperative learning che sappiamo essere strumento utile e fondamentale, specie in casi particolari.



(Maria Gusman, docente di Lettere, I.C. statale “Santomauro”, Bari)
Risposta 10

Da insegnante di Inglese qualunque produzione scritta , indipendentemente dalla sua natura, può essere oggetto di valutazione della competenza linguistica. Un team-blogging presuppone un approfondimento di temi e quindi la produzione non si limita solo a temi di uso quotidiano, come i parametri di valutazione in L2 presuppongono, quindi se il blog è in inglese (cosa auspicabile per quanto mi riguarda) denoterà una ben apprezzabile competenza linguistica. Non scoraggerò comunque anche produzioni “basic”.



(Patrizia Bianchi, docente di Lingua Inglese, I.C. Luigi Settembrini, Roma)
Risposta 11

Penso che i blog possano aiutarmi a valutare negli alunni le competenze fondamentali legate alla didattica della lingua italiana presenti nel curricolo: sia quelle relative alla sfera della comprensione come saper ascoltare o riconoscere lo scopo di un messaggio, sia quelle legate alla sfera espressiva e riflessiva, come saper usare un lessico appropriato al contesto, saper commentare testi e sviluppare la capacità di sintesi.



(Chiara Savini, docente di Lettere, scuola media “Martiri di Civitella”, Civitella, AR)
Risposta 12

Certamente i blog favoriscono l'insegnamento delle literacy competences in quanto inducono gli studenti a superare la lettura passiva per entrare in un ambiente di apprendimento che consenta loro di sperimentare diversi ruoli (lettore, autore, co-autore, redattore...) e di scoprire l'autovalutazione. Il linguaggio verbale e non verbale è centrale per l'esperienza di se stessi e del mondo e trasversale a tutte le discipline, pertanto, se l'insegnamento dell'italiano deve rispondere ai bisogni linguistici personali, sociali e curricolari dell'allievo e deve, quindi, far crescere autonomamente ed in modo

interdipendente le abilità dell'ascoltare, del parlare, del leggere e dello scrivere, il blog è un ambiente di apprendimento tecno-sociale, comunicativo-relazionale che entra nel sistema cognitivo e lo ristruttura coniugando la logica lineare e sequenziale della scrittura con la logica reticolare di internet in una circolarità di stimoli culturali, sociali ed emotivi.

(Paola Spinelli, docente di Lettere, I.C. statale “Luigi Settembrini”, Roma)
Risposta 13

Ho già sperimentato nel recente passato che, lasciando i ragazzi di 3° media liberi di creare piccoli blog per il sito F2F in L2 senza il mio controllo, essi erano maggiormente motivati a produrre, per il solo fatto di dover rivolgersi ad un pubblico più ampio, rispetto a quello della classe, testi più lunghi di quelli che solitamente sono desiderosi di produrre per una produzione assegnata per casa. (Nella programmazione curriculare dei 3 anni della Sec. di Primo Grado è prevista, ma nello specifico in 3° media, la produzione creativa guidata: letters, mails, open dialogues, guided dialogues, summaries…; quando posso io aggiungo film and book reports, short literary appreciations of poems and songs). Ciò ha condizionato la mia stessa valutazione della scrittura, solitamente rivolta all'accuracy grammaticale, in quanto, di fronte a tanta abbondanza di scrittura creativa dovevo in qualche modo premiare l'impegno e non scoraggiare il tentativo.



(Rita Paola Toro, docente di Lingua Inglese, I.C. statale Montessori-Mascagni, Catania)
DOMANDA B

Il progetto di ricerca è centrato sull'interesse a verificare se e in che misura e come la scrittura interattiva del blog etero-coordinato contribuisce ad arricchire le capacità nella competenza scritta e offre opportunità di approfondimento dei concetti.

B.1. La struttura del progetto ti sembra chiara?

B.2. Il progetto ti interessa e ti coinvolge?

B.3. Quanto potrebbe incidere sulla tua didattica?
Risposta 1

Sì, anche se naturalmente i contenuti saranno specificati meglio al momento del lavoro con le classi – di qui si intuisce che i partecipanti dovranno mostrare capacità di attento ascolto e capacità di dialogo, il che comporta sempre delle incognite rispetto ai risultati attesi. Credo si tratti di una sfida, come in tutte le attività innovative. Richiederà, comunque, ad alunni ed insegnanti di mettersi in gioco e di partecipare in modo attivo ed originale. Il fatto che gli alunni debbano lavorare in team, porterà ad una condivisione maggiore e ad un apprendimento collaborativo basato sulla ricerca, sull'inchiesta e sul dialogo che in teoria dovrebbero condurre ad una scoperta di un "qualcosa" di nuovo (sintesi o soluzione al problema) che nasce dal confronto tra più punti di vista.



(Silena Faralli, docente di Lingua Inglese, I.C. statale “Città di Castiglion Fiorentino, AR)
Risposta 2

Sì, anche perché una classe terza della squadra F2F, nello scorso anno scolastico, ha già sperimentato il team-blogging in lingua inglese sulla piattaforma Face to Faith.Un bilancio si potrà fare al termine della sperimentazione, per il momento si può solo ipotizzare una positiva apertura a livello didattico, che utilizza una nuova forma di scrittura, non ancora canonizzata, tra le tipologie testuali da insegnare ai nostri allievi.



(Anna Maria Massaro, docente di Lettere, Secondaria statale di I° grado “Michelangelo”, Bari)
Risposta 3

La struttura del progetto mi sembra abbastanza chiara, ma quello che mi preoccupa sono gli strumenti tecnologici che al momento non sono così tanto funzionali. Al mattino le più volte non riusciamo a collegarci con internet e ancora non sono molto abituata a dialogare per mezzo dei blog. Nella mia didattica potrebbe incidere, perché questo progetto abitua ad esprimere la propria opinione e a sviluppare il senso critico.



(Luciana Tripponcini, docente di Lettere, I.C. statale di Monte San Savino, AR)
Risposta 4

Le modalità “in divenire” non mi sono ancora del tutto chiare, ma credo che il progetto abbia enormi potenzialità. I ragazzi spesso vedono solo i test formali in classe come esperienze significative valutabili e i loro scritti in altri contesti sono spesso svincolati da ogni preoccupazione stilistica e formale, con risultati a volte dubbi. Tuttavia essendo spesso il web la vetrina di questi giovani, sarebbe opportuno esporre materiale meno rozzo. Il progetto mi interessa, ma al momento vorrei avere l'opportunità di osservare quelle persone più ferrate in campo tecnologico.



(Loredana Fisichella, docente di Lingua Inglese, LLS “Galileo Galilei”, Catania)
Risposta 5

Offre opportunità di approfondimento delle forme della lingua, degli stili comunicativi e delle sfumature espressive. Dei concetti, non saprei; probabilmente sì. Approfondimento però forse non è il termine migliore. Io direi che offre possibilità di immersione nel mare della lingua, che a mio avviso è molto più vasto e misterioso del mare di Dirac. La struttura del progetto mi sembra chiara, il progetto è molto interessante e sarà parte integrante della mia didattica.

(Sauro Tavarnesi, docente di Letteratura, Istituto omnicomprensivo statale “Guido Marcelli”, Foiano della Chiana, AR)
Risposta 6

In generale il progetto mi sembra chiaro e più che motivating, senza regole fisse, così da renderlo flessibile agli sviluppi spontanei dei ragazzi. Inoltre mi interessa molto e mi coinvolge direttamente, essendo la referente del liceo per F2F. L'intero progetto F2F ha già inciso parecchio sulla mia didattica, permettendomi di sperimentare metodi di insegnamento nuovi o diversi dal solito. Ad esempio in questi primi due mesi nelle varie classi ho fatto molta attività di team-building, cercando di creare quindi uno spirito collaborativo e attivo verso un vero dialogo costruttivo.

Dal punto di vista specifico delle competenze linguistiche concordo con tutto quello esposto da Piero Boscolo e sono molto curiosa di vedere gli sviluppi del progetto ed anche di sentire le opinioni delle varie colleghe coinvolte.

(Kirsten Gelsomini, collaboratrice al progetto Face to Faith per la Scuola Internazionale Europea statale “Altiero Spinelli”, Torino)
Risposta 7

Le linee guida del progetto sono chiare ed esaurienti; ci appare interessante perché innovativo sul piano educativo-didattico, allo stesso tempo coinvolgente per gli alunni in quanto costituisce un rinforzo positivo dal momento che vedono pubblicati i loro lavori. Potrebbe poi essere utilizzato per approfondire alcune tematiche più vicine al mondo degli adolescenti ai quali potrà aprire nuovi spazi per confrontarsi con culture e contesti sociali diversi.



(Maria Bernardini, docente di Lettere, I.C. “Città di Castiglion Fiorentino”, Castiglion Fiorentino, AR)
Risposta 8

Complessivamente sì, anche se temo che nella realizzazione la compresenza di così tanti scrittori di blog e di commentatori rischi di essere dispersiva. Penso che potrebbe essere più efficace strutturare il lavoro in gruppi per classe (ciascun gruppo scrive un blog) in modo da ridurre il numero di stimoli su cui lavorare e dare ai ragazzi la possibilità di una riflessione e quindi di una scrittura condivisa. L'esperienza potrebbe incidere molto, e in positivo. La motivazione alla scrittura è il primo motore dello scrivere (e quindi pensare) bene.



(Federica Peressotti, docente di Lettere, Istituto Onnicomprensivo Musicale di Milano)
Risposta 9

Mi interessa molto; il blog, inoltre, darebbe la possibilità di affrontare il percorso di ideazione-progettazione-stesura-revisione di un testo in una veste più accattivante.



(Maria Gusman, docente di Lettere, I.C. statale “Santomauro”, Bari)
Risposta 10

Come educatrice mi interessa e mi coinvolge perché offre ai ragazzi la possibilità di una riflessione in itinere con coetanei su temi che li interessano in prima persona e quindi li abitua a riflettere, a ragionare seriamente, in profondità e quindi li fa crescere. Come docente di Inglese è comunque un'opportunità, ma trattandosi di una lingua “altra” dalla propria sarà difficile si possa arrivare in profondità come in Italiano. Sicuramente per alcuni ci sarà un arricchimento delle competenze linguistico-lessicali.



(Patrizia Bianchi, docente di Lingua Inglese, I.C. “Luigi Settembrini”, Roma)
Risposta 11

È la prima volta che sperimento tale pratica in classe e devo confessare che non ho le idee molto chiare su quanto l'attività potrà essere incisiva: molto dipenderà da quanto io poi riuscirò a legarla al resto della programmazione e a fare in modo che non resti un unicum slegato dalle altre attività; la struttura del progetto mi sembra impostata in modo chiaro e coinvolgente, sono molto interessata a sperimentare questa pratica in quanto devo confessare che personalmente sono stata fin ora un po' prevenuta sull'uso di queste tecnologie; forse potrebbe risultare più efficace in una classe 2.0 dove l'utilizzo dei mezzi informatici e di certe modalità comunicative è più strutturato e continuo.



(Chiara Savini, docente di Lettere, scuola media “Martiri di Civitella”, Civitella, AR)
Risposta 12

La implementa. Nel team-blogging, mediante una metodologia laboratoriale, il sapere si costruisce progressivamente nascendo dall'azione data da situazioni concrete e praticabili, nelle quali i singoli trovano risposte alle proprie curiosità e, esercitandosi concretamente, diventano progettatori e ricercatori del proprio sapere. Il percorso si costruisce in itinere mediante un'organizzazione dei contenuti che non è determinata a priori, ma si struttura da sé implementando la riflessività soggettiva per acquisire in forma condivisa e partecipata una competenza comunicativa critica.



(Paola Spinelli, docente di Lettere, I.C. statale “Luigi Settembrini”, Roma)
Risposta 13

Non del tutto chiaro. Personalmente, preferisco le presentazioni schematiche, a quelle discorsive! Se la si potesse convertire in una scheda di presentazione tecnica, forse risulterebbe più chiara a tutti. Poi, mi spieghi perché nel suo programma Boscolo parla solo di blog, mentre nelle tue Considerations on FtF Italy parli anche di “chats and online messages as a taught school writing”? Mi interessa e mi coinvolge, anche se non nego che un po' mi spaventa: i miei alunni possiedono una strumentazione di base alquanto modesta e bagaglio linguistico minimo. Voglio sempre sperare nella nostra capacità di docenti di saper puntare sulla loro ricchezza di emozioni sapendogliela tirar fuori. A parte quanto già sperimentato e testimoniato al punto 1, voglio aggiungere che mentre operavo per la costruzione di blog per la F2F, in passato ho dovuto accettare l'utilizzo dei traduttori on line da parte dei miei alunni. Che senso avrebbe avuto in un contesto in cui spingevo all'utilizzo delle tecnologie demonizzare i traduttori e i dizionari on line a favore dei dizionari cartacei? Tanto valeva darlo per scontato e guidare i ragazzi all'utilizzo corretto di Google Translator e affini! Quello dunque che per molti miei colleghi di Lingua Straniera resta un tabù, è diventato per me uno strumento di ricerca-azione coi miei allievi: io docente perdo il ruolo di depositaria del sapere, mi colloco accanto a loro nella posizione di chi, in modo critico, ricerca, confronta le fonti, non si accontenta del primo significato etc. Ciò ho voluto raccontare come esempio di come, pur essendo digitali nativi, i nostri studenti hanno ancora bisogno di essere guidati all' utilizzo delle nuove tecnologie informatiche e di come noi docenti, collocandoci in una posizione di apertura, non solo possiamo sperare in una modalità cooperativa tra docenti, ma anche con gli studenti stessi, rendendoli, ancora una volta, protagonisti del loro stesso percorso.



(Rita Paola Toro, docente di Lingua Inglese, I.C. statale Montessori-Mascagni, Catania)

DOMANDA C

Come vedi il lavoro dei ragazzi in un blog “di scuola”?

C.1. Quali aspettative hai nei confronti del miglioramento delle loro competenze linguistiche e dialogiche?
Risposta 1

Affinamento della capacità di interpretazione e analisi di un testo scritto, mettendosi "nei panni dell'altro"; miglioramento della capacità di comunicazione scritta per qualcuno che è in ascolto interessato ed attivo.



(Silena Faralli, docente di Lingua Inglese, I.C. statale “Città di Castiglion Fiorentino”, AR)
Risposta 2

Certamente la scrittura obbligando l'alunno alla raccolta d'informazioni, alla riflessione su di esse, all'organizzazione del pensiero da tradurre in testi, attiva il pensiero divergente creativo e, di conseguenza, nutriamo buone aspettative in ordine alla concettualizzazione e alla traduzione delle proprie riflessioni, opinioni e approfondimenti nei testi scritti del blog. Il lavoro collaborativo del Wiki favorisce, inoltre, lo spirito di appartenza a un gruppo e il desiderio di raggiungere insieme la meta prefissata, cosa che non sempre, tra gli alunni, si realizza a causa della competitività alimentata dalle alte, a volte troppo, aspettative familiari.



(Anna Maria Massaro, docente di Lettere, Secondaria statale di Primo grado “Michelangelo”, Bari)
Risposta 3

Le aspettative che ho nei confronti del miglioramento degli alunni nelle loro competenze linguistiche e dialogiche è che non abbiano più il timore della pagina bianca, ma allo stesso tempo che scrivano quello che è frutto di un profondo ragionamento.



(Luciana Tripponcini, docente di Lettere, I.C. statale di Monte San Savino, AR)
Risposta 4

Credo che un lavoro del genere possa sviluppare una consapevolezza essenziale per gestire ed elaborare la lingua in contesti informali in maniera appropriata. Il blog potrebbe aiutarli a sviluppare le competenze dialogiche, spesso carenti. I giovani sono abituati a “mostrare” e “condividere” nei social network, ma in assenza di dialogo vero, di scambio. Amano esprimersi con frasi sensazionali e illustri citazioni, ma questo non da inizio a veri scambi dialettici sul web, bensì unicamente a messaggi unidirezionali. I blog, utilizzati nella prassi quotidiana solo da pochi di loro, potrebbero farli muovere in un ambiente virtuale a loro congeniale ma spingendoli ad ascoltare, a reagire a stimoli altrui, a confrontarsi…cose che spesso non fanno.



(Loredana Fisichella, docente di Lingua Inglese, LLS “Galileo Galilei”, Catania)
Risposta 5

La mia scuola aveva fino a quest'anno un blog, abbondonato per mancanza di collaborazione e di risorse. Da soli (con i propri studenti) si può fare un progetto ma la gestione di un blog richiede una comunità collaborante più vasta, estesa quantomeno a tutta la scuola, meglio se a più scuole. Quanto alle mie aspettative relativamente al miglioramento delle competenze ricordo un aneddoto di mia nonna. Se butti una persona in mare, magari non imparerà lo stile a farfalla, ma forse impara a galleggiare. Se non la butti, nessuna delle due. Ogni occasione di scrittura condivisa perciò è positiva.

(Sauro Tavarnesi, docente di Letteratura, Istituto omnicomprensivo statale “Guido Marcelli”, Foiano della Chiana, AR)
Risposta 6

Blog di scuola...è inteso come la scuola crea un blog su cui i ragazzi all'interno della propria scuola comunicano? Se è così non so, non avendo ancora sviluppato sufficienti competenze in merito; ma ho molte aspettative rispetto al progetto F2F/ReteDialogues, convinta che sia un'ottimo modo di creare delle vere e proprie palestre per il dialogo, così da creare delle future generazioni con competenze linguistiche scritte ed orali che portino ad una civiltà sempre più pacifica, collaborativa ed aperta alle diversità.



(Kirsten Gelsomini, collaboratrice al progetto Face to Faith per la Scuola Internazionale Europea statale “Altiero Spinelli”, Torino)
Risposta 7

Considerando che i ragazzi usano con abilità le nuove tecnologie e ne sono attratti, riteniamo che questo strumento di lavoro possa influire positivamente sulla loro motivazione. Riteniamo che l'uso delle tecnologie digitali consenta di comunicare le proprie idee e migliorare la capacità di scrittura in un contesto globale molto attuale. (Maria Bernardini, docente di Lettere, I.C. “Città di Castiglion Fiorentino”, Castiglion Fiorentino, AR)


Risposta 8

Sicuramente le aspettative sono elevate. Credo che il “dialogo scritto”, così come si verifica nel team-blogging, sia un'occasione particolarmente favorevole per lo sviluppo di competenze dialogiche: i ragazzi hanno tempo di riflettere, rileggere, verificare lo sviluppo della conversazione. Credo anche sia una bella opportunità in termini di sviluppo di responsabilità – in rete generalmente è imperante lo stile impulsivo, senza filtri, che facilmente trascende nello scarso rispetto (complici l'anonimità, la distanza). Questa sarebbe l'occasione di sviluppare il senso appunto di responsabilità rispetto a ciò che scriviamo/diciamo, anche in rete, anche con interlocutori che forse non incontreremo mai nella realtà.



(Federica Peressotti, docente di Lettere, Istituto Onnicomprensivo Musicale di Milano)
Risposta 9

Spero che l'esperienza consenta ai ragazzi di essere, innanzitutto, più aperti e attenti all'ascolto e alle opinioni dell'altro. Questo tipo di attenzione li porterebbe anche a riflettere su ragioni e corrette modalità di dissenso.



(Maria Gusman, docente di Lettere, I.C. statale “Santomauro”, Bari)
Risposta 10

In Inglese tra Italiani non credo sia fattibile. In Italiano sicuramente, se opportunamente guidati, possono migliorare.



(Patrizia Bianchi, docente di Lingua Inglese, I.C. statale “Luigi Settembrini”, Roma)
Risposta 11

Lavorare per la scuola ma attraverso linguaggi diversi da quelli scolastici offre un'opportunità formativa per tutti ma soprattutto per gli alunni che si trovano in una qualche forma di svantaggio linguistico o culturale, che potranno trovare nell'uso delle tecnologie digitali e delle forme linguistiche del blog una migliore possibilità di espressione e di inserimento. Per quanto riguarda il dialogo credo che l'esperienza in un contesto allargato consentirà agli studenti di sperimentare una vera forma di dialogo, fondato sull'ascolto e sulla collaborazione, che spesso nel contesto classe rimane un po' sacrificato e forzato. Credo che si accosteranno all'esperienza in modo più spontaneo di quanto non siano abituati nelle normali attività e che saranno più motivati a mettere in gioco (in campo) le loro competenze.



(Chiara Savini, docente di Lettere, scuola media “Martiri di Civitella”, Civitella, AR)

Risposta 12

Come un'occasione per sperimentare relazioni diverse ed affinarne il controllo mediante un percorso auto-diretto mai definito e chiuso, capace di coinvolgere la dimensione cognitiva, affettiva e sociale su temi di interesse comune. Potendo osservare le azioni dei pari grazie alla tracciabilità degli interventi, i ragazzi acquisiscono consapevolezza delle attività svolte da soli, e insieme, in vista di un compito specifico per obiettivi condivisi e secondo esplicite modalità di lavoro. Attraverso il processo di riflessione dialogica continuo e il riconoscimento di tutte le esperienze, producono valori e nuove conoscenze.



(Paola Spinelli, docente di Lettere, I.C. statale “Luigi Settembrini”, Roma)
Risposta 13

Visti i risultati positivi nel passato, e nonostante i miei timori sulla povertà della strumentazione di base degli attuali alunni coinvolti, mi sembra convincente il punto del programma in cui Boscolo afferma che “sembra consigliabile partire dalle esperienze e difficoltà di dialogo tra pari, dentro e fuori la scuola. L'argomento, se realmente motivante, dovrebbe consentire agli studenti di esprimere e rivedere, attraverso il confronto con coetanei vicini e lontani, le loro convinzioni sui rapporti con gli altri”.



(Rita Paola Toro, docente di Lingua Inglese, I.C. statale Montessori-Mascagni, Catania)
DOMANDA D

Quali ostacoli e opportunità vedi pensando all'esperienza del team-blogging che ci accingiamo a fare?
Risposta 1

Ostacoli: la mancanza di tempo e la routine delle regolari attività scolastiche. Opportunità: la possibilità di veder agire gli alunni in situazioni diverse, per far emergere capacità e competenze in contesti più simili a quelli della vita reale.



(Silena Faralli, docente di Lingua Inglese, I.C. “Città di Castiglion Fiorentino”, AR)
Risposta 2

Che resti solo una sperimentazione realizzata da pochi pionieri e fautori della rete. Tra i colleghi docenti non c'è sempre disponibilità a 360° verso la multimedialità “agita”; è preferita, ancora e purtroppo, quella teorica e retorica “da manuale”. Le opportunità sono implicite nella comunicazione dialogica allargata che dà la possibilità di spaziare, quasi in diretta e i forma spontanea e sincera, con le differenti “ diversità” del mondo odierno alla cui complessa gestione occorre, con urgenza, prepararsi. Il dialogo sociale di classe, tramite lo strumento della multimedialità, con realtà “altre” è intrigante e molto motivante per i nostri alunni curiosi di conoscenza e di relazioni che oltrepassino i confini delle anguste pareti dell'aula per allargare i propri riferimenti culturali e padroneggiare l'oggi.



(Anna Maria Massaro, docente di Lettere, Secondaria statale di Primo grado “Michelangelo”, Bari)
Risposta 3

L'ostacolo più grosso è quello del mal funzionamento degli strumenti tecnologici. L'opportunità più grossa è quella di entrare in contatto con scuole e ambienti lontani dai nostri.



(Luciana Tripponcini, docente di Lettere, I.C. statale di Monte San Savino, AR)

Risposta 4

Non vedo ostacoli all'esperienza.



(Loredana Fisichella, docente di Lingua Inglese, LLS “Galileo Galilei”, Catania)
Risposta 5

Ogni attività richiede tre cose: tempo, energia ed entusiasmo. Io a scuola ho troppe cose da fare e ultimamente scarseggio in quella di mezzo. Quanto all'opportunità la migliore di tutte: leggere i blog dei ragazzi e commentarli insieme a loro.

(Sauro Tavarnesi, docente di Letteratura, Istituto omnicomprensivo statale “Guido Marcelli”, Foiano della Chiana, AR)
Risposta 6

Gli ostacoli più grossi che vedo sono di tipo tecnologico, ma questo è un mio limite personale penso, in quanto non sono molto brava nel gestire le varie tecnologie multimediali. Ho già riscontrato difficoltà semplicemente nel creare i documenti necessari per gli account degli studenti! Mentre come già detto al punto 1 le opportunità sono molteplici.



(Kirsten Gelsomini, collaboratrice al progetto Face to Faith per la Scuola Internazionale Europea statale “Altiero Spinelli”, Torino)
Risposta 7

Pensiamo che l'ostacolo maggiore sia presentato dalla difficoltà a controllare ragazzi nel momento in cui utilizzano questa modalità di comunicazione. Il blog consente la formazione di abilità quali l'espressione, la comunicazione, la condivisione, la rappresentazione delle conoscenze relative ai vari ambiti disciplinari e l'assunzione di responsabilità individuali.



(Maria Bernardini, docente di Lettere, I.C. “Città di Castiglion Fiorentino”, Castiglion Fiorentino, AR)
Risposta 8

Le opportunità – oltre a quelle riferite agli studenti di cui ho già detto – sono anche degli insegnanti. Rappresenta un'occasione di confronto con il lavoro di altre classi che personalmente trovo sempre stimolante. Intravedo degli ostacoli in merito all'organizzazione in classe, considerato che il progetto F2F è vissuto ancora come progetto di classe e non di scuola. Mi piacerebbe avesse visibilità più ampia nella scuola, presso tutti i genitori e tutti i colleghi.



(Federica Peressotti, docente di Lettere, Istituto Omnicomprensivo Musicale di Milano)
Risposta 9

Spesso l'ostacolo più grande è rappresentato sulla mancanza di strumenti digitali e relativi spazi per operare.



(Maria Gusman, docente di Lettere, I.C. statale “Santomauro”, Bari)
Risposta 10

Come già detto, il limite linguistico è un ostacolo: se non si ha una notevole padronanza linguistica in L2 non si riesce, come accade in VC a meno che il docente di supporto non traduca, ad esprimere sentimenti e riflessioni profonde. Si rischia di restare sul banale non perché non si sappia cosa dire, ma perché non lo si sa dire. (Patrizia Bianchi, docente di Lingua Inglese, I.C. statale “Luigi Settembrini” Roma)


Risposta 11

Gli unici ostacoli che vedo sono di natura tecnica e informatica, avendo personalmente poca dimestichezza con questi canali comunicativi; le opportunità mi sembrano tante. Offrire agli studenti la possibilità di formarsi uscendo dal contesto chiuso della classe mi sembra importantissimo e pensando ai miei allievi credo che sarà di grosso impatto. I ragazzi sono desiderosi di confrontarsi, di conoscere e credo che abbiano bisogno di essere guidati nell'utilizzo di questi strumenti comunicativi che di regola si trovano ad usare da soli con poca consapevolezza anche delle possibilità che essi offrono.



(Chiara Savini, docente di Lettere, scuola media “Martiri di Civitella”, Civitella, AR)
Risposta 12

Ostacoli:



  • pedagogia tradizionale lineare, sequenziale e astratta

  • invalsa visione passiva e nozionistica di insegnamento

  • rigida separazione disciplinare

  • inadeguata competenza multimediale da parte dei docenti

  • pregiudizio sulle tecnologie che depauperano, disperdono i saperi e compromettono la scrittura

  • difficoltà del docente di essere inferiore ai suoi alunni

  • i tempi lunghi e dilatati confliggono con l'unità oraria del tempo scuola e con la realizzazione del Curricolo d'Istituto in orizzontale e verticale secondo una tempistica uniforme e annuale piuttosto che triennale come prevedono le indicazioni nazionali

  • interazione funzionale tra colleghi

  • organizzazione e gestione dei tempi e degli spazi

Opportunità:



  • pedagogico-didattiche adeguate alle nuove generazioni

  • perseguimento della cittadinanza mondiale attraverso la cittadinanza

attiva

  • focalizzazione sulla dimensione riflessiva, meta-cognitiva, emotiva e sociale della comunicazione

  • moltiplicazione dell'esperienza dell'altro

  • promozione dello sviluppo di un pensiero e di una scrittura reticolare

(Paola Spinelli, docente di Lettere, I.C. statale “Luigi Settembrini”, Roma)
DOMANDA E

Quali aspettative e/o preoccupazioni suscita in te questo percorso di ricerca- formazione nel suo complesso?
Risposta 1

Aspettative: dare nuove modalità e spazi comunicativi in cui gli alunni "escano" dalla classe e siano messi in comunicazione con realtà diverse. Preoccupazioni: il timore che, essendo la prima esperienza, non tutti gli alunni riescano a "spiccare il volo" ed esprimersi con disinvoltura.



(Silena Faralli, docente di Lingua Inglese, I.C. statale “Città di Castiglion Fiorentino, AR)
Risposta 2

Aspettative tante, preoccupazioni nessuna, allo stato attuale, perché sperimentare, mettendo sé e i propri alunni in gioco, è solo momento apripista. È il “dopo”, che si dovrà costruire in base ai risultati ottenuti, a destare qualche preoccupazione.



(Anna Maria Massaro, docente di Lettere, Secondaria statale di Primo grado “Michelangelo”, Bari)

Risposta 3

Il corso di formazione con la presenza di alcuni esperti, secondo me, risulta più efficace e soddisfacente, perché i formatori nell'immediato possono rispondere ad alcuni tuoi dubbi. Ancora credo poco ai corsi di formazione online.



(Luciana Tripponcini, docente di Lettere, I.C. statale di Monte San Savino, AR)
Risposta 4

Aspettative: vedere cosa porta di buono in ambito didattico e quali competenze può contribuire a sviluppare. Preoccupazioni non proprio, ma credo che questo progetto possa portare frutti solo in classi nelle quali i docenti d'italiano siano disposti a mettersi in gioco, ad uscire dai confini entro cui sono abituati a muoversi, a sperimentare nuovi orizzonti e a esplorare nuove forme dialogiche…e non so se siano la totalità del dipartimento.



(Loredana Fisichella, docente di Lingua Inglese, LLS “Galileo Galilei”, Catania)
Risposta 5

Nessuna preoccupazione. Ho fatto in passato attività simili seppur in contesti diversi meno strutturati. Aspettative: riuscire a fare tutto, possibilmente bene.

(Sauro Tavarnesi, docente di Letteratura, Istituto omnicomprensivo statale “Guido Marcelli”, Foiano della Chiana, AR)
Risposta 6

Sinceramente questa domanda non mi è chiara.



(Kirsten Gelsomini, collaboratrice al progetto Face to Faith per la Scuola Internazionale Europea statale “Altiero Spinelli”, Torino)
Risposta 7

Questo percorso di ricerca-formazione crea in noi docenti aspettative relative a una crescita degli alunni sul piano personale, relazionale, culturale e delle competenze. La preoccupazione principale è quella di riuscire ad utilizzare adeguatamente le risorse che questo nuovo strumento ci offre per integrare l'attività didattica.



(Maria Bernardini, docente di Lettere, I.C. “Città di Castiglion Fiorentino”, Cast. Fiorentino, AR)
Risposta 8

Mi stimola molto svolgere un lavoro che so sarà supervisionato da altri e rispetto al quale avrò un feed-back non solo in termini di automonitoraggio, ma anche di confronto con altri. La preoccupazione – ma non è il termine adatto – sta nell'assetto “liquido” del progetto, che credo prenderà forma con la progressione del lavoro e aprirà a delle sorprese. Ma appunto si tratta di una preoccupazione da intendere nel suo significato etimologico, credo dovremo essere attrezzati e vigili.



(Federica Peressotti, docente di Lettere, Istituto Omnicomprensivo Musicale di Milano)
Risposta 9

Aspettative tante, preoccupazioni…anche!!! Ciò che mi preoccupa di più è il tempo: siamo perennemente in affanno per qualunque cosa, siamo oberati di troppi adempimenti burocratici che ci tarpano le ali!



(Maria Gusman, docente di Lettere, I.C. statale “Santomauro”, Bari)
Risposta 10

Ritengo che un docente abbia in primis il ruolo di educatore e, in questa veste, ritengo che aiutare i ragazzi a conoscere se stessi, a riflettere sul proprio vissuto, sulle proprie esperienze, su temi importanti sia fondamentale. In una società che va sempre di corsa e che “stordisce” i nostri ragazzi

con i nonsense dei media, superare il piano della superficialità è obbligatorio.

(Patrizia Bianchi, docente di Lingua Inglese, I.C. statale Luigi Settembrini, Roma)

Risposta 11

Poche preoccupazioni e tante aspettative, soprattutto quella di aprire la mia impostazione didattica a queste modalità.

(Chiara Savini, docente di Lettere, scuola media “Martiri di Civitella”, Civitella, AR)
Risposta 12

Le principali aspettative e/o preoccupazioni discendono dalle precedenti

risposte e sono tra loro speculari ovvero:


  • indispensabile condivisione di uno nuovo modello di scuola e della sua mission educativa

  • reale riconoscimento ed apprezzamento dell'impegno in un contesto educativo poco incline ad accogliere il cambiamento

(Paola Spinelli, docente di Lettere, I.C. statale “Luigi Settembrini”, Roma)
Risposta 13

Sono certa di ricevere un'alta formazione da parte di Boscolo e degli altri esperti e di potermi arricchire tramite l'esperienza portata avanti da tutti i colleghi coinvolti. La preoccupazione al momento è di non avere ancora del tutto chiaro l'obiettivo del percorso e di non saperlo adeguatamente esplicitare ai colleghi finora mai coinvolti nel programma F2F. So che a Roma ci chiariremo molte cose, ma ad es. come potranno questi ultimi garantire il loro impegno laboratoriale se la loro scuola non è accreditata dalla F2F all'accesso alla piattaforma on line? O siamo già entrati in quella fase, prospettata un anno fa a Roma, e mai del tutto esplicitata, in cui qualunque scuola può accreditarsi in piattaforma senza necessariamente passare per il MOU e l'accreditamento alla Rete Dialogues?



(Rita Paola Toro, docente di Lingua Inglese, I.C. statale Montessori-Mascagni, Catania)
ALTRE OSSERVAZIONI

Pronte a voler comprendere bene il meccanismo. Desidereremmo ricevere informazioni dettagliate sul come mettere in campo la formazione con i colleghi del territorio di appartenenza. Pronte a metterci in gioco e a fare squadra!



(Anna Maria Massaro, docente di Lettere, Secondaria statale di Primo grado “Michelangelo”, Bari)
Il mare di Dirac è un concetto di fisica quantistica di cui sono un appassionato.

(Sauro Tavarnesi, docente di Letteratura, Istituto omnicomprensivo statale “Guido Marcelli”, Foiano della Chiana, AR)


Grazie mille della splendida opportunità!

(Kirsten Gelsomini, collaboratrice al progetto Face to Faith per la Scuola Internazionale Europea statale “Altiero Spinelli”, Torino)
Nel marzo 2013, mi è capitato di partecipare al Convegno “Il Corpo e la Rete” organizzato dalla Fondazione Intercultura a Firenze. Durante uno dei Seminari scelti, ho scoperto, grazie a Geoff Lawrence, ricercatore canadese che ce ne diede testimonianza, l'interessante sfida didattica e nello stesso tempo interculturale della modalità wiki. In fondo, per come la vedo io, il Team Blogging stesso che ci accingiamo a fare, dopo una prima fase, in cui viene impostato, secondo i canoni F2F, in modo che si mantenga l'individualità di coloro che intervengono, potrebbe essere riproposto, in una seconda fase, in modalità wiki: lo stesso testo (Il Manifesto del Dialogo, ad es.) potrebbe essere scritto e riscritto, maneggiato e rimaneggiato da ciascuno…fino a raggiungere il soddisfacimento generale.

(Rita Paola Toro, docente di Lingua Inglese, I.C. statale Montessori-Mascagni, Catania)





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