Alessandra Della Guardia



Scaricare 0.68 Mb.
Pagina11/13
14.11.2018
Dimensione del file0.68 Mb.
1   ...   5   6   7   8   9   10   11   12   13



76. Pubblicità delle sedute


  1. Le adunanze del Consiglio comunale sono di norma pubbliche.

2. Nell'apposito spazio riservato al pubblico, chiunque può assistere alle adunanze.

3. Il pubblico deve rimanere in silenzio e astenersi dal manifestare approvazione o disapprovazione. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) provvede a dettare disposizioni generali per l'accesso del pubblico alle sedute del Consiglio.117





77. Sedute segrete

1. L'adunanza del Consiglio comunale si tiene in forma segreta quando sono trattati argomenti che comportano apprezzamento della capacità, moralità, correttezza o sono esaminati fatti e circostanze che richiedono valutazioni delle qualità morali e delle capacità professionali di persone.

  1. Gli argomenti da esaminare in seduta segreta sono precisati nell'ordine del giorno dell'adunanza, ove possibile.

  2. Quando nella discussione di un argomento in seduta pubblica siano introdotte valutazioni sulla moralità, correttezza, capacità e comportamenti di persone il Sindaco (Presidente del Consiglio) invita gli amministratori a chiuderla, senza ulteriori interventi. Il Consiglio, su richiesta motivata del Sindaco ( Presidente del Consiglio) o di un amministratore (oppure: di almeno _________ amministratori) può deliberare, a maggioranza di voti, il passaggio in seduta segreta per continuare il dibattito. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) prima di autorizzare la ripresa dei lavori, dispone che le persone estranee al Consiglio escano dall'aula.

  3. Durante le adunanze segrete possono restare in aula, oltre ai componenti del Consiglio, all'Assessore non consigliere ed al segretario comunale, il personale eventualmente ritenuto necessario.



78. Sedute aperte

  1. Quando si verificano particolari condizioni o rilevanti motivi d’interesse per la comunità lo facciano ritenere necessario, il Sindaco (Presidente del Consiglio), sentita la Conferenza dei Capigruppo, può convocare l'adunanza aperta del Consiglio comunale, nella sua sede abituale od anche nei luoghi ove si verificano situazioni particolari, esigenze ed avvenimenti che richiedono l'impegno e la solidarietà generale della comunità118.

  2. Tali adunanze hanno carattere straordinario ed alle stesse, con gli amministratori comunali, possono essere invitati parlamentari, rappresentanti della Regione, della Comunità Montana, di altri comuni, degli organismi di partecipazione popolare e delle associazioni sociali, politiche e sindacali, o singoli soggetti interessati ai temi da discutere.

  3. Durante le sedute aperte il Sindaco (Presidente del Consiglio), garantendo la piena libertà di espressione dei membri del Consiglio comunale, consente anche interventi dei rappresentanti invitati, che portano il loro contributo di opinioni, di conoscenze, di sostegno e illustrano al Consiglio comunale gli orientamenti degli enti e delle parti sociali rappresentate.

  4. Durante le adunanze aperte del Consiglio comunale non possono essere adottati atti, anche di massima, a carico del bilancio comunale o che modifichino norme di funzionamento dei servizi ed attività del Comune.



TITOLO V

CAPO II

SEZIONE III

FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

ORGANIZZAZIONE DELLE SEDUTE

DISCIPLINA DELLE SEDUTE



79. Comportamento degli amministratori

1. Nella discussione degli argomenti deve essere escluso qualsiasi riferimento alla vita privata e alle qualità personali di alcuno e gli interventi devono in ogni caso essere contenuti entro i limiti dell'educazione, della prudenza e del civile rispetto.



80. Partecipazione e ammissione in aula di altri soggetti

1. Il Sindaco (Presidente del Consiglio), per esigenze proprie o su richiesta di uno o più amministratori, può convocare i funzionari interessati agli argomenti iscritti all'ordine del giorno anche per fornire i pareri tecnici obbligatori nonché per effettuare relazioni o dare informazioni e quant'altro risulti necessario.

2. Su decisione del Sindaco (Presidente del Consiglio) o su richiesta di singoli amministratori approvata dalla Conferenza dei Capigruppo, possono essere ammessi a illustrare oggetti iscritti all'ordine del giorno per fornire illustrazioni e chiarimenti consulenti, esperti, professionisti incaricati di progettazioni e studi per conto dell'Amministrazione, rappresentanti del Comune in altri organismi.

3. Effettuate le comunicazioni e risposto ad eventuali quesiti rivolti dal Sindaco (Presidente del Consiglio) o dagli amministratori, i predetti funzionari e consulenti sono congedati e lasciano il settore dell'aula consiliare riservata agli amministratori, restando a disposizione se in tal senso richiesti.



81. Comportamento del pubblico119

  1. Il pubblico che assiste alle adunanze del Consiglio deve restare nell'apposito spazio allo stesso riservato, tenere un comportamento corretto, astenersi da ogni manifestazione che mediante parole, gesti, scritti o altro, si riferisca alle opinioni espresse dagli amministratori o alle decisioni adottate dal Consiglio.

  2. Non è consentita l'esposizione di cartelli, striscioni e l'uso di qualsiasi altro mezzo che interferisca con l'esercizio delle funzioni del Consiglio o rechi disturbo allo stesso.

  3. I poteri per il mantenimento dell'ordine nella parte della sala destinata al pubblico spettano discrezionalmente al Sindaco (Presidente del Consiglio), che li esercita avvalendosi, ove occorra, dell'opera della polizia municipale.

1204. La forza pubblica non può intervenire nell’aula se non per ordine del Sindaco (Presidente del Consiglio) e dopo che sia stata sospesa o tolta la seduta.

5. Quando da parte di persone che assistono all'adunanza è arrecato turbamento ai lavori della stessa od al pubblico presente, il Sindaco (Presidente del Consiglio) dopo averle verbalmente diffidate a tenere un comportamento conforme a quanto stabilito dal regolamento, può ordinarne l'allontanamento dalla sala fino al termine dell'adunanza. Qualora non individui la persona o le persone da cui è cagionato il disordine, od il pubblico non si attenga ai richiami, il Sindaco (Presidente del Consiglio) può sospendere la seduta, o proseguire la seduta senza la presenza del pubblico che sarà quindi fatto uscire anche per mezzo della forza pubblica.



TITOLO V

CAPO II

SEZIONE IV

FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

ORGANIZZAZIONE DELLE SEDUTE

IL VERBALE



82.Forma e contenuti del verbale

  1. Il verbale delle adunanze è l'atto pubblico che documenta la volontà espressa dal Consiglio comunale.

  2. Il segretario comunale sovrintende alla redazione del verbale.

  3. Il verbale costituisce il fedele resoconto dell'andamento della seduta consiliare e riporta:

  1. il giorno, il mese, l'anno, l'ora e il luogo dell'adunanza;

  2. gli amministratori presenti e quelli assenti;

  3. l'oggetto della proposta di deliberazione;

  4. il testo integrale della deliberazione;

  5. gli amministratori intervenuti nella discussione sulla proposta con sintesi degli interventi, ovvero il loro intervento integrale quando gli interessati ne facciano esplicita richiesta ed il relativo testo scritto sia fatto pervenire, in tempo utile, al segretario;

oppure

e) Gli interventi e le dichiarazioni effettuate dagli amministratori nel corso delle discussioni riportati esprimendo in forma sintetica e con la massima chiarezza e completezza possibile i concetti espressi da ciascun oratore, anche con l’ausilio delle registrazioni della seduta su nastri magnetici; quando gli interessati ne facciano richiesta al Sindaco (Presidente del Consiglio), i loro interventi sono riportati integralmente a verbale, purché il relativo testo scritto sia fatto pervenire al segretario oppure sia dettato dal consigliere durante l'intervento.




  1. il sistema di votazione;

  2. il numero dei votanti ed il numero dei voti favorevoli, contrari ed astenuti su ogni proposta, i nominativi di coloro che si sono astenuti e hanno votato contro121;

  3. i nominativi degli amministratori scrutatori.

  1. Ogni amministratore può chiedere che nel verbale della seduta si faccia constare di una sua dichiarazione o del suo voto o dei motivi del medesimo.

  2. Dal verbale deve risultare quando la seduta abbia avuto luogo in forma segreta.

  3. Il verbale della seduta segreta contiene una sintesi della discussione, evitando di scendere in particolari che possano recare danno alle persone, salvo i casi nei quali si debbano esprimere necessariamente giudizi sul loro operato.

Oppure

In caso di seduta segreta il consiglio può deliberare che non si rediga la sintesi della discussione nel processo verbale.




  1. Quando siano discussi problemi che riguardano interessi patrimoniali del Comune, il verbale deve essere compilato in modo da non compromettere gli interessi stessi rispetto ai terzi.

  2. Il verbale delle adunanze è firmato dal Presidente dell'adunanza e dal segretario comunale .



83. Approvazione e rettifiche al verbale

  1. Il verbale è depositato a disposizione degli amministratori cinque giorni prima dell'adunanza in cui è sottoposto ad approvazione.

Oppure

Il verbale è trasmesso in copia agli amministratori unitamente all’ordine del giorno della seduta122.



  1. All'inizio dell’adunanza il Sindaco (Presidente del Consiglio) dà comunicazione dell'avvenuto deposito dei verbali della seduta e chiede al Consiglio se vi siano osservazioni sul verbale depositato. Se nessuno si pronuncia, il verbale si intende approvato all'unanimità.

Oppure

All’inizio dell’adunanza si procede all'approvazione dei processi verbali dell'adunanza o di adunanze precedenti, previa lettura dei medesimi, oppure senza lettura qualora gli amministratori non abbiano alcuna obiezione da muovere in merito al processo verbale. Qualora non siano fatte osservazioni i processi verbali si intendono approvati senza votazione.


Oppure


Il testo del verbale è distribuito a tutti gli amministratori e si intende approvato se all'inizio della seduta successiva alla distribuzione nessuno chiede di fare osservazioni.



  1. Quando un amministratore lo richiede, il segretario comunale provvede alla lettura della parte del verbale per la quale lo stesso intende richiedere modifiche o integrazioni. Tali richieste devono essere effettuate proponendo, per scritto, quanto si intende che sia cancellato o inserito nel verbale. Nel formulare le proposte di rettifica non è ammesso rientrare in alcun modo nella discussione del merito dell'argomento o sull’oggetto della deliberazione. 123

  2. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) interpella il Consiglio per conoscere se vi siano opposizioni alla rettifica proposta. Se nessuno chiede di intervenire, la proposta si intende approvata. Se sono manifestate contrarietà possono parlare un consigliere a favore ed uno contro la proposta, ciascuno per non più di cinque minuti. Dopo tali interventi il Sindaco (Presidente del Consiglio) pone in votazione, per alzata di mano, la proposta di rettifica.

Oppure

Se vi sono osservazioni, il Sindaco (Presidente del Consiglio), dopo aver concesso la parola per non più di cinque minuti esclusivamente agli amministratori che richiedono rettifiche, sottopone ad approvazione, per alzata di mano e senza dichiarazioni di voto, il processo verbale.



  1. Delle proposte di rettifica approvate si prende atto nel verbale della adunanza in corso e della modifica si fa richiamo, mediante annotazione a margine od in calce, nel verbale della adunanza cui si riferisce la rettifica. Tali annotazioni sono autenticate dalla firma del segretario comunale e portano l'indicazione della data della adunanza nella quale le rettifiche sono state approvate.

  2. I registri dei processi verbali delle sedute e la raccolta delle deliberazioni del Consiglio comunale sono depositati nell'archivio comunale a cura del segretario comunale.124

  3. Il rilascio di copie, estratti e certificazioni desunti dai predetti registri è disposto dal segretario comunale.

  4. I processi verbali dell’ultima seduta del consiglio non più in carica e quelli delle sedute precedenti eventualmente rimasti da approvare sono comunicati ai componenti il Consiglio mediante deposito nella segreteria e avviso dell’avvenuto deposito comunicato a ciascun componente. Decorsi trenta giorni da questa comunicazione, periodo durante il quale ciascun amministratore intervenuto può depositare eventuali richieste di rettifiche, essi sono approvati dalla Conferenza dei Capigruppo inserendo nel verbale di approvazione le rettifiche eventualmente richieste.

oppure

I processi verbali rimasti da approvare al termine di ogni legislatura sono approvati dalla Conferenza dei capigruppo o dall'Ufficio di presidenza del Consiglio.125





84. Resoconto

1. Di ogni seduta del Consiglio può essere effettuata una registrazione magnetica che è trascritta integralmente. La trascrizione integrale costituisce il resoconto della seduta. Le trascrizioni sono conservate, unitamente alle relative registrazioni magnetiche, presso gli uffici del Consiglio.126

2. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) può provvedere alla pubblicazione integrale o alla diffusione del dibattito delle sedute consiliari o di parti di esse.

3. Gli amministratori possono richiedere al Sindaco (Presidente del Consiglio) di ottenere in tempi urgenti e per casi particolari la trascrizione integrale o parziale di sedute del Consiglio.


TITOLO V

CAPO III

SEZIONE I

FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

SVOLGIMENTO DELLE SEDUTE

LA DISCUSSIONE


85. Inizio della discussione

1. La discussione può avere inizio in due modi:

a) con la lettura di una proposta iscritta all'ordine del giorno per iniziativa del Sindaco, della Giunta comunale o di un amministratore;

b) con l'intervento del proponente o del relatore127 nominato dalla commissione .

2. Quando la proposta o la relazione siano state tempestivamente distribuite in copia agli amministratori, non si procede alla lettura.

3. La lettura degli oggetti e degli atti posti in discussione è fatta dal segretario comunale.

4. Il testo della proposta in discussione è quello presentato dal proponente. Eventuali emendamenti proposti dalla commissione consiliare in sede di parere formano oggetto di esame e di approvazione direttamente da parte del Consiglio. Se gli emendamenti sono accolti dal proponente dell’atto, il provvedimento è posto in discussione e votazione con le proposte di modifica accolte.

5. Per le proposte di iniziativa del Sindaco o della Giunta comunale relatore è il Sindaco o l’Assessore da lui incaricato; per le proposte di iniziativa degli amministratori è il proponente.

6. Durante la discussione o prima del suo inizio ciascun amministratore può presentare risoluzioni o ordini del giorno concernenti il contenuto della proposta in esame.128



86. Interruzione della discussione

1. La discussione può essere interrotta soltanto:

a) per domandare il rinvio della proposta all'esame di una Commissione129 o della Giunta comunale;

b) per proporre la questione pregiudiziale o sospensiva130 o il richiamo all'osservanza del regolamento131;

c) per domandare la chiusura della discussione132;



  1. per brevi sospensioni della seduta, su proposta degli amministratori approvata dal Consiglio e per l'aggiornamento dei lavori del Consiglio.




87. Facoltà di parlare e durata degli interventi

1. Terminata l'illustrazione di un argomento da parte del relatore o del proponente, il Sindaco ( Presidente del Consiglio) dà facoltà di parlare secondo l'ordine delle richieste, salva l'opportunità di alternare, per quanto possibile, oratori di gruppi diversi.

2. Gli amministratori che intendono prendere la parola su di un argomento debbono farne richiesta al Sindaco (Presidente del Consiglio) prima dell’inizio della discussione e comunque non oltre il termine fissato dal Sindaco (Presidente del Consiglio).

3. Nessuno può parlare più di due volte nella discussione generale di uno stesso argomento, tranne che per un richiamo al regolamento o per fatto personale, per la durata di trenta minuti nel primo intervento e di dieci minuti nel secondo.


  1. I limiti di tempo concessi per gli interventi sono raddoppiati per le discussioni generali relative a:

  1. statuto;

  2. bilancio preventivo;

  3. rendiconto;

  4. regolamenti;

  5. piani regolatori e loro varianti.133

5. In ogni altra occasione limiti di tempo più ampi possono essere fissati dalla Conferenza dei Capigruppo, dandone avviso al Consiglio all'inizio della seduta o prima che si proceda all'esame dell'argomento.

6. Nessun intervento, quando sia contenuto nei limiti di tempo fissati dal regolamento, può essere interrotto o rimandato, per la sua continuazione, da una seduta all'altra.

7. Quando, dopo che il Sindaco (Presidente del Consiglio) ha invitato gli amministratori alla discussione, nessuno domanda la parola, la proposta è messa in votazione.





88. Gli emendamenti

1. L'emendamento consiste nella proposta di parziale modificazione da apportare al testo di un determinato atto.



89. Presentazione degli emendamenti

1. Gli emendamenti possono essere proposti dal Sindaco, dagli Assessori, dai Consiglieri o dalle Commissioni consiliari 134.

2. Le commissioni formulano gli emendamenti in sede di esame dell'atto.

3. Gli emendamenti sono presentati per iscritto al Sindaco ( Presidente del Consiglio) entro il secondo giorno precedente quello dell'adunanza. Le proposte di emendamenti pervenute prima dell'adunanza sono subito trasmesse dal Sindaco (Presidente del Consiglio) al segretario comunale che ne cura con procedura d'urgenza l'istruttoria e l’acquisizione dei pareri prescritti o ritenuti opportuni

4. Nel corso dell'adunanza gli emendamenti debbono essere presentati per iscritto al Sindaco (Presidente del Consiglio) prima della chiusura della discussione generale dei provvedimenti a cui si riferiscono. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) ne trasmette copia a ciascun amministratore. Il segretario comunale, su richiesta del Sindaco (Presidente del Consiglio), esprime parere su di essi nell'ambito delle sue competenze. Su richiesta effettuata dal segretario comunale per acquisire i necessari elementi di valutazione, l'ulteriore trattazione della delibera è rinviata dopo l'ultimo punto all'ordine del giorno. Quando tali elementi non sono acquisibili nel corso della riunione, la deliberazione può essere rinviata all'adunanza successiva.

5. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) può dichiarare inammissibili gli emendamenti che siano formulati con frasi sconvenienti o che siano relativi ad argomenti estranei all'oggetto della discussione o contrastanti con precedenti deliberazioni già adottate nella stessa seduta in cui sono discussi, o con altri emendamenti o subemendamenti precedentemente approvati e può rifiutarsi di metterli in votazione.



90. Discussione degli emendamenti

1. Su tutti gli emendamenti presentati ad uno stesso articolo o a uno stesso oggetto se non è redatto in articoli si svolge un'unica discussione.

2. Quando il documento proposto non sia redatto in articoli, il Sindaco (Presidente del Consiglio) può dividerlo in sezioni omogenee per dare ordine alla discussione degli emendamenti.

3. Nessun consigliere, anche se presentatore di più emendamenti, può parlare più di una volta in relazione allo stesso articolo o alla stessa sezione e per non più di cinque minuti. Esaurita la discussione, il relatore e il Sindaco si pronunciano in merito agli emendamenti.

4. Tutti gli amministratori proponenti possono comunicare al Sindaco (Presidente del Consiglio), prima dell'inizio della discussione degli emendamenti, l'intento di ritirare gli emendamenti proposti .


91. Chiusura della discussione

1. Quando non vi siano più amministratori iscritti a parlare, il Sindaco ( Presidente del Consiglio) dichiara chiusa la discussione generale e dà la parola a se stesso, al relatore, al proponente, agli amministratori competenti .

2. Il Consiglio, su proposta del Sindaco (Presidente del Consiglio) o di almeno tre amministratori, può dichiarare, a maggioranza, la chiusura della discussione quando, pur essendovi altre richieste di intervento, ritenga che esse abbiano carattere pretestuoso o dilatorio, dato che l'argomento è stato sufficientemente dibattuto. Ciò può avvenire solo quando sia intervenuto almeno un Consigliere per ciascun gruppo, in modo che sia stato possibile conoscere l'opinione di tutti i gruppi, salvo che alcuni di essi dichiarino di rinunciare.

3. Dichiarata chiusa la discussione, la parola può essere concessa, per la dichiarazione di voto, ad un solo consigliere per ogni gruppo e per la durata non superiore, per ciascuno, a cinque minuti. Qualora uno o più amministratori di un gruppo dissentano dalla posizione dichiarata dal Capogruppo, hanno diritto anch'essi di intervenire, precisando la loro posizione nel richiedere la parola. I loro interventi devono essere contenuti entro il limite di tempo sopra stabilito.




92. Fatto personale

  1. Costituisce fatto personale l'essere attaccato sulla propria condotta o sentirsi attribuire fatti ritenuti non veri od opinioni e dichiarazioni diverse da quelle espresse.

  2. L’amministratore che domanda la parola per fatto personale deve precisarne i motivi. Il Sindaco (Presidente del Consiglio), sentita immediatamente la Conferenza dei Capigruppo, decide se il fatto sussiste o meno. Se l’amministratore insiste anche dopo la pronuncia negativa del Sindaco (Presidente del Consiglio) decide il Consiglio, senza discussione, con votazione palese.

  3. Possono rispondere a chi ha preso la parola per fatto personale unicamente l’amministratore o gli amministratori che lo hanno provocato. L’intervento sul fatto personale non può durare più di dieci minuti.



93. Richiami del Presidente

1. Gli amministratori, durante i propri interventi, devono attenersi all'oggetto in discussione ed usare un linguaggio corretto e non offensivo nei confronti degli altri.

2. Se un amministratore turba l'ordine o pronuncia parole sconvenienti, il Sindaco (Presidente del Consiglio) lo richiama, nominandolo.

3. Dopo un secondo richiamo all'ordine, fatto ad uno stesso amministratore nella medesima seduta senza che questo tenga conto delle osservazioni rivoltegli, il Sindaco (Presidente del Consiglio) gli interdice la parola fino alla conclusione dell'affare in discussione. Se l’amministratore contesta la decisione, il Consiglio, su sua richiesta, senza ulteriore discussione, decide con votazione in forma palese.

4. Se un amministratore richiamato per due volte persiste ulteriormente nel suo comportamento, oppure ricorre ad ingiurie contro i membri del Consiglio od offende il prestigio delle pubbliche istituzioni, il Sindaco (Presidente del Consiglio) può sospendere la seduta e procedere all’espulsione dell’amministratore dall’aula per il resto della seduta.

5. Qualora un oratore ecceda la durata prevista o stabilita per gli interventi, il Sindaco (Presidente del Consiglio) gli toglie la parola.



94. Richiami al regolamento

  1. Il richiamo al regolamento interno del consiglio è formulato indicando la norma regolamentare che si assume essere violata ed il contenuto della violazione.

2. Il richiamo al regolamento ha la precedenza sulla questione principale e ne fa sospendere la discussione.

3. Su di esso decide il Sindaco (Presidente del Consiglio). Il Sindaco (Presidente del Consiglio) può richiedere il voto del Consiglio, dando la parola al proponente e a un oratore contro, per non più di due minuti ciascuno.

4. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) ha tuttavia facoltà, valutata l'importanza della discussione, di raddoppiare il tempo a disposizione degli oratori o di dare la parola sul richiamo a un oratore per ciascun gruppo.



95. Questione pregiudiziale e sospensiva

1. La questione pregiudiziale con cui si propone che un dato argomento non sia discusso, e la questione sospensiva, con cui si propone il rinvio della discussione o della deliberazione, possono essere proposte da un amministratore, con richiesta scritta, prima che abbia inizio la discussione. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) ha tuttavia facoltà di ammetterle anche nel corso della discussione qualora la presentazione sia giustificata da nuovi elementi emersi dopo l'inizio del dibattito.

2. Entrambe le questioni hanno carattere incidentale e la discussione non può cominciare o proseguire prima che il Consiglio si sia pronunciato su di esse. Su tali questioni, introdotte dal proponente per non più di tre minuti, può parlare soltanto un oratore per gruppo e per non più di tre minuti ciascuno.135





96. Dichiarazioni di voto

1. Ciascun consigliere può annunciare prima di ogni votazione il proprio voto con una breve esposizione dei motivi e per non più di due minuti. Il consigliere che annuncia il voto a nome del proprio gruppo può parlare per non più di cinque minuti.


TITOLO V

CAPO III

SEZIONE II


FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

SVOLGIMENTO DELLE SEDUTE

LE DELIBERAZIONI



97. Contenuto delle deliberazioni

1. L'atto deliberativo adottato dal Consiglio comunale deve contenere tutti gli elementi essenziali, necessari affinché sia valido ed efficace.

  1. La parte narrativa dell'atto deve riportare le conclusioni e gli estremi dei pareri di altri enti ed uffici, ove siano obbligatori.

  2. Nel caso di revoca, modifica, integrazione e sostituzione di deliberazioni precedenti, il dispositivo deve riportare in modo esplicito la dichiarazione dell’organo di revocare, modificare, integrare o sostituire la deliberazione già adottata, indicandone gli estremi.



98. Comprensibilità degli atti per il cittadino

1. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) per gli atti più importanti e a più forte impatto sul cittadino può disporre un esame sul testo degli atti presentati al Consiglio comunale al fine di verificare se sono redatti in forma comprensibile per il cittadino.

2. In particolare tale verifica è diretta:

  1. garantire la semplicità del testo, ossia se risulta di immediata comprensione, con l'uso di espressioni chiare e non affollate di dati e riferimenti, controllando che:

  1. siano usate frasi brevi;

  2. siano usate parole del linguaggio comune;

  3. il ricorso a termini tecnici sia limitato a quanto strettamente necessario e ne sia in questo caso spiegato il significato;

  4. siano evitate abbreviazioni o sigle e, se usate, siano scritte per esteso la prima volta nel testo;

  5. i verbi siano usati nella forma attiva;

  6. siano evitati neologismi, parole straniere, latinismi e citazioni di atti normativi non necessari;

  1. controllare che le informazioni di natura tecnica siano inserite in allegati o tabelle.

3. La verifica sulla semplificazione del linguaggio può essere richiesta dalla Commissione che esamina l'atto, o da un singolo amministratore, prima che l'atto sia iscritto all'ordine del giorno del Consiglio comunale.

4. La verifica è affidata dal Sindaco (Presidente del Consiglio) al segretario o altro funzionario comunale competente e deve essere espletata, se richiesta, prima che l'atto sia iscritto all'ordine del giorno del Consiglio.

  1. Qualora tale verifica comporti l'intera riscrittura del testo, l'atto contiene in allegato il testo semplificato; il Consiglio decide con propria deliberazione su quale testo discutere e votare.



99. Fattibilità delle proposte

  1. Le proposte aventi oggetto piani, programmi generali e settoriali possono essere accompagnate da una o più relazioni tecniche predisposte dall'ufficio competente per il controllo economico della gestione che illustrino la fattibilità dei piani stessi, in ordine agli obiettivi, alle risorse finanziarie previste e ai tempi necessari per la realizzazione.


100. Coordinamento formale e tecnico




  1. Prima della votazione finale, il Sindaco (Presidente del Consiglio), o un amministratore possono richiamare l'attenzione del Consiglio sulle correzioni di forma ritenute opportune, nonché sopra quelle disposizioni già approvate che appaiono in contrasto tra loro o inconciliabili con le finalità dei provvedimenti, proponendo le rettifiche ritenute opportune.

2. Il coordinamento formale del testo di una deliberazione consiste:

  1. nella riformulazione dei rinvii interni;

  2. nella numerazione degli articoli e dei commi quando l’atto sia diviso in articoli;

  3. nella correzione di errori materiali e sintattici, che scaturiscono dall'approvazione di emendamenti al testo originario.

3. Il coordinamento tecnico del testo di una deliberazione consiste nell'operazione con cui si procede:

  1. alla riformulazione dei rinvii esterni;

  2. alla riformulazione della sequenza delle disposizioni;

  3. alla riformulazione delle rubriche delle parti di cui si compone il testo medesimo;

  4. all'eventuale correzione di errori logici nei quali sia incorso il Consiglio nell'approvazione degli emendamenti.

4. Il Sindaco (Presidente del Consiglio )può procedere al coordinamento formale del testo:

  1. prima del voto finale sulla proposta, sottoponendo al voto del Consiglio senza discussione il testo finale come risulta dal coordinamento medesimo;

  2. dopo il voto finale, se il Consiglio lo autorizza; in tal caso il testo definitivo è quello che risulta dall'operazione di coordinamento formale.

5. Il Sindaco(Presidente del Consiglio) può procedere al coordinamento tecnico del testo prima del voto finale o può affidarne il compito alla commissione. A tal fine il Sindaco (Presidente del Consiglio) può rinviare il voto finale alla successiva seduta; in ogni caso il testo finale è sottoposto al voto del Consiglio senza discussione.

6. Il coordinamento tecnico dell'atto ha luogo nel corso del procedimento deliberativo. In sede di verbalizzazione possono essere effettuati, a cura del segretario comunale, soltanto perfezionamenti di carattere meramente letterale.136





TITOLO V

CAPO III

SEZIONE III


FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

SVOLGIMENTO DELLE SEDUTE

LE VOTAZIONI


101. Modi di votazione

1. Gli amministratori comunali votano, normalmente, in forma palese.

  1. Le votazioni in forma segreta sono effettuate quando siano prescritte espressamente dallo statuto137 o dal presente regolamento e nei casi in cui il Consiglio deve esprimere, con il voto, l'apprezzamento e la valutazione delle qualità e dei comportamenti di persone.



102. Votazioni in forma palese

1. Nelle votazioni in forma palese gli amministratori votano per alzata di mano o per appello nominale.

  1. Spetta al Sindaco (Presidente del Consiglio) indicare, prima dell'inizio della votazione, la modalità con la quale la stessa sarà effettuata.

  2. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) pone ai voti il provvedimento proposto, invitando prima a votare coloro che sono favorevoli, dopo i contrari ed infine gli astenuti per indicare la loro posizione.

  3. Gli amministratori che si astengono dal votare si computano nel numero dei presenti ai fini della verifica del numero legale, ma non fra i votanti.138

5. Controllato l'esito della votazione con la collaborazione del segretario comunale, il Sindaco ( Presidente del Consiglio) ne proclama il risultato.

6. La votazione è soggetta a controprova, se questa è richiesta anche da un solo amministratore, purché immediatamente dopo la sua effettuazione.

7. Alla votazione per appello nominale si procede su proposta del Sindaco (Presidente del Consiglio) o di almeno un quinto degli amministratori.

8. Il segretario comunale effettua l'appello, al quale gli amministratori rispondono votando ad alta voce. Il risultato della votazione è riscontrato e riconosciuto dal Sindaco (Presidente del Consiglio), con l'assistenza del segretario comunale.

9. Il voto espresso da ciascun amministratore nelle votazioni per appello nominale è annotato a verbale.



103. Votazioni a scrutinio segreto

  1. La votazione mediante scrutinio segreto è effettuata, a seconda dei casi, a mezzo di schede139 o di palline.

  2. Le votazioni con palline sono effettuate, di regola, quando è proposto al Consiglio di pronunciarsi esprimendo voto favorevole o contrario su una proposta.

  3. Gli amministratori che si astengono dalla votazione sono tenuti a comunicarlo al Sindaco (Presidente del Consiglio) , affinché ne sia preso atto a verbale: si computano nel numero necessario a rendere legale l’adunanza ma non nel numero dei votanti.

  4. Nelle votazioni con palline il Sindaco (Presidente del Consiglio) ricorda al Consiglio, prima di procedere, il colore di quelle con le quali si esprime voto favorevole e di quelle con le quali si manifesta il voto contrario.

  5. Terminata la votazione il Sindaco (Presidente del Consiglio), con l'assistenza degli scrutatori e del segretario, procede al computo dei voti e comunica al Consiglio il risultato.

  6. Il numero delle schede e delle palline votate deve corrispondere al numero degli amministratori votanti costituito dagli amministratori presenti meno quelli astenuti.

  7. Nel caso di irregolarità e quando il numero dei voti validi risulti diverso da quello dei votanti, il Sindaco (Presidente del Consiglio) annulla la votazione e ne dispone l'immediata ripetizione.

  8. Il carattere segreto della votazione deve risultare dal verbale nel quale deve darsi atto che le operazioni di scrutinio sono state effettuate con l'assistenza degli amministratori scrutatori.



104. Modalità delle elezioni: le schede

1. Le elezioni per la nomina di persone sono effettuate mediante scrutinio a schede segrete.140

2. Le schede sono predisposte dalla segreteria comunale, in bianco, uguali di colore e formato, prive di segni di riconoscimento.



3. Su appello nominale, le schede vengono compilate al tavolo di votazione e introdotte, a cura degli amministratori, nell'apposita urna..

4. Ciascun amministratore scrive nella scheda i nomi di coloro che intende eleggere, nel numero indicato nello schema di deliberazione sottoposto al Consiglio.

5. Nelle elezioni nelle quali si debba segnare nella scheda più di un nominativo, le schede recanti un numero di nominativi inferiore al previsto sono valide. I nominativi iscritti nella scheda oltre il numero previsto si considerano come non scritti, iniziando, nell'ordine, dal primo in eccedenza.

6. Ad evitare designazioni dubbie, qualora vi siano più candidati che abbiano lo stesso cognome, il Sindaco (Presidente del Consiglio) deve invitare gli amministratori a procedere alla designazione mediante precisazione del cognome e nome dei candidati. Le designazioni dubbie sono annullate.





105. Modalità delle elezioni: la votazione

  1. Quando la legge, lo statuto, i regolamenti stabiliscono che fra i nominandi deve esservi una rappresentanza predeterminata della maggioranza e della minoranza141 e non siano precisate espressamente le norme che disciplinano l'elezione, il Sindaco (Presidente del Consiglio) stabilisce le modalità della votazione in modo da assicurare tali rappresentanze. Ciascun amministratore può essere invitato a votare un solo nome od un numero limitato di nominativi, restando eletti coloro che riportano il maggior numero dei voti.142

Oppure

Per la nomina di rappresentanti del consiglio presso enti, organismi e commissioni, riservata alla maggioranza o minoranza consiliari, queste votano separatamente i propri rispettivi candidati, designati in precedenza.143



  1. Terminata la votazione il Sindaco (Presidente del Consiglio), con l’assistenza degli scrutatori e del segretario, procede allo spoglio delle schede, al computo dei voti e comunica al Consiglio il risultato, proclamando coloro che sono stati eletti.

3. Gli astenuti, le schede bianche e le schede nulle si computano agli effetti della determinazione del numero legale e dell’accertamento della prescritta maggioranza dei voti.144

4. Non si può procedere a votazioni di ballottaggio, salvo che la legge, lo statuto comunale o il presente regolamento dispongano diversamente.145

5. Se il numero delle schede immesse nell'urna non è corrispondente al numero delle schede distribuite, la votazione è dichiarata nulla e si procede a nuova votazione.

6. Sono nulle le designazioni attribuite a persone ineleggibili. Se uno stesso nominativo è ripetuto due o più volte nella medesima scheda, la scheda è valida, ma il nominativo è conteggiato una sola volta.


106. Maggioranza e minoranza consiliare

1. Quando le disposizioni del regolamento si riferiscono alla maggioranza, per maggioranza si intendono gli amministratori eletti in liste che hanno sottoscritto il programma del Sindaco o gli amministratori che abbiano dichiarato in seguito di aderire alla maggioranza e al programma.

2. Per minoranze si intendono gli altri amministratori, nonché quelli già appartenenti alla maggioranza quando dichiarino di ritirare la loro adesione.



107. Nomina e compiti degli scrutatori

1. Il Sindaco (Presidente del Consiglio), nei casi di votazione a scrutinio segreto, nomina due scrutatori, uno di maggioranza e uno di minoranza.

2. Gli scrutatori assistono il Sindaco (Presidente del Consiglio) nella verifica della validità' delle schede e nel conteggio dei voti.



  1. Nel verbale delle adunanze deve risultare per quali deliberazioni l'esito della votazione è stato verificato con l'intervento degli scrutatori.

  2. La regolarità delle votazioni palesi ed il loro esito sono accertate dal Sindaco (Presidente del Consiglio). Nel caso di contestazioni sui voti espressi o di non corrispondenza fra il numero dei presenti rispetto ai votanti ed agli astenuti, il Sindaco (Presidente del Consiglio) dispone che la votazione sia ripetuta e che il risultato sia verificato con l'assistenza degli scrutatori.


108. Facoltà di parlare durante la votazione

  1. Iniziatasi la votazione, non è più concessa la parola fino alla proclamazione del risultato della votazione, salvo che per un richiamo alle disposizioni del regolamento relative allo svolgimento della votazione in corso.



109. Votazione degli emendamenti

1. Gli emendamenti si votano nell'ordine prima della proposta in esame.

2. Le proposte di emendamento si votano secondo questo ordine:



  1. emendamenti soppressivi;

b) emendamenti modificativi;

c) emendamenti aggiuntivi.



3. Il Sindaco ( Presidente del Consiglio) ha facoltà di variare l'ordine di votazione quando lo reputi opportuno ai fini dell'economia e della chiarezza della votazione stessa.


110. Ordine delle votazioni

  1. Su ogni proposta l'ordine delle votazioni è il seguente:

  1. la votazione sulla questione pregiudiziale146 e sospensiva si effettua prima di iniziare la trattazione dell'argomento o di adottare la deliberazione allo stesso relativa, a seconda del momento in cui la questione stessa è sollevata;

  2. per i provvedimenti composti di varie parti, commi od articoli, quando almeno un terzo degli amministratori ha richiesto che siano votati per divisione, la votazione avviene su ciascuna parte della quale sia stata domandata la suddivisione, nell'ordine in cui le parti stesse costituiscono lo schema dell'atto deliberativo;

  3. la votazione sugli emendamenti alla proposta in esame precede la votazione della proposta stessa;

  4. i provvedimenti per i quali siano stati approvati emendamenti sono conclusivamente votati nel testo definitivo, risultante dallo schema originario modificato in conformità a quanto in precedenza deciso.

  1. Ogni proposta di deliberazione comporta distinta votazione.



111. Validità delle votazioni

  1. La votazione non può aver luogo se al momento della stessa gli amministratori non sono presenti nel numero necessario per rendere legale l'adunanza.

  2. Qualora in sede di votazione o in virtù del suo esito, emerga la mancanza del numero legale, il Sindaco (Presidente del Consiglio) dichiara nulla l'eventuale votazione e può procedere alla sospensione della seduta per non più di cinque minuti, trascorsi i quali e persistendo la mancanza del numero legale la votazione è rinviata ad altra seduta. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) trascorsi ulteriori dieci minuti, ove sia accertata la presenza del numero legale, può procedere allo svolgimento ulteriore dell'ordine del giorno. In caso contrario dichiara conclusa la seduta.

  3. Il mancato conseguimento nella votazione di speciali maggioranze previste dalla legge o dallo statuto comporta soltanto l'obbligo di rinviare la deliberazione ad altra seduta.

  4. Salvo i casi particolari espressamente previsti dalla legge o dallo statuto, una deliberazione respinta alla prima votazione non può, nella stessa adunanza, essere ulteriormente oggetto di discussione e di votazione. Può essere riproposta al Consiglio solo in una adunanza successiva.

  5. L'atto oggetto della votazione è approvato quando il numero dei voti favorevoli superi il numero dei voti contrari147, salvo i casi per i quali sia richiesta una maggioranza speciale.
Oppure

Salvo che per i provvedimenti, espressamente previsti dalle leggi o dallo statuto, per i quali si richiede un quorum speciale di maggioranza di voti, ogni deliberazione del Consiglio comunale s'intende approvata quando abbia ottenuto il voto favorevole della maggioranza dei presenti, ossia un numero di voti a favore pari ad almeno la metà più uno dei presenti. Se il numero dei presenti è dispari, la maggioranza assoluta è data da un numero di voti favorevoli che, raddoppiato, dà un numero superiore di una unità al totale dei presenti.

  1. In caso di parità di voti la proposta non è approvata e può essere ripresentata per la votazione nell’adunanza successiva.

oppure

In caso di parità di voti la proposta non è approvata. La votazione infruttuosa per parità di voti non esaurisce l'argomento posto all'ordine del giorno e pertanto non preclude la rinnovazione del voto nella stessa adunanza.




112. Proclamazione del risultato

  1. La proclamazione del risultato del voto è fatta dal Sindaco (Presidente del Consiglio) con le formule "il Consiglio comunale approva" e "il Consiglio comunale non approva".




TITOLO V

CAPO IV

SEZIONE


FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

NOMINE ED ELEZIONI







113. Nomina di rappresentati del Comune

  1. Quando è stabilito che la nomina avviene per elezione da parte del Consiglio comunale, la stessa è effettuata in seduta pubblica, con votazione palese.148

Oppure

Quando è stabilito che la nomina avviene per elezione da parte del Consiglio comunale, la stessa è effettuata in seduta pubblica, con voto espresso con scheda segreta.



2. Nei casi in cui è previsto espressamente che la nomina avvenga per designazione dei Gruppi consiliari, compete a ciascun Capogruppo comunicare al Consiglio, in seduta pubblica ed in forma palese, il nominativo dell’amministratore designato. Il Consiglio approva, con voto palese, la costituzione dell'organo o della rappresentanza comunale.

3. L'ufficio del Consiglio149 provvede con congruo anticipo a pubblicizzare gli incarichi da rinnovare per consentire anche a singoli cittadini e ad associazioni di presentare candidature. Per ogni proposta devono essere prodotti e acquisiti agli atti:

  1. il curriculum vitae del candidato;

b) una dichiarazione del candidato da cui risulti:

1) l'assenza di possibili situazioni di attinenza di interessi fra attività esercitate e competenze istituzionali dell'ente, aziende, istituzioni e società cui l'incarico eventuale si riferisce;

2) l'elenco delle condanne penali eventualmente subite e quello degli eventuali carichi pendenti.

4. Il Consiglio comunale può affidare l'esame dei curriculum e delle dichiarazioni a un'apposita Commissione consiliare.150



114. Doveri dei rappresentanti eletti

  1. I cittadini eletti dal Consiglio a rappresentarlo sono tenuti a presentare al Sindaco (Presidente del Consiglio), ogni anno, in occasione dell'esame del conto consuntivo, individualmente o collettivamente, una relazione sull'attività svolta.

  2. Le modalità e i termini per l'eventuale dibattito consiliare cui tali relazioni possono dar luogo sono decisi dal Sindaco (Presidente del Consiglio) sentita la Conferenza dei Capigruppo. La mancata presentazione di questi documenti può essere motivo di revoca. Tali disposizioni si applicano anche ai rappresentanti nominati direttamente dal Sindaco o dalla Giunta comunale.


TITOLO V

CAPO V

SEZIONE


FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

UFFICI DEL CONSIGLIO E RISORSE FINANZIARIE151







115. Ufficio del Consiglio comunale

  1. L’ufficio del Consiglio comunale è costituito dalle segreterie che svolgono attività di supporto al Presidente del Consiglio, alle Commissioni, ai gruppi consiliari, agli organismi di partecipazione.

  2. L'ufficio del Consiglio comunale:

  1. cura la programmazione e lo sviluppo delle funzioni di supporto organizzativo, informativo, giuridico e amministrativo per le attività del Consiglio, delle Commissioni e dei Gruppi consiliari;

  2. organizza le sedute del Consiglio comunale;

  3. provvede alla gestione degli atti d'iniziativa degli amministratori;

  4. cura l'organizzazione delle iniziative del Presidente e delle Commissioni consiliari e assiste il Presidente del Consiglio nello svolgimento delle funzioni relative alla rappresentanza del Consiglio comunale;

  5. svolge attività di supporto amministrativo al Collegio dei Revisori;

  6. gestisce i rapporti con gli organismi di partecipazione.152

  1. All'ufficio del Consiglio comunale sovrintende il Presidente del Consiglio.

  2. Gli atti di organizzazione, in particolare per quanto attiene la dotazione organica della struttura, sono assunti dal Sindaco d’intesa con il Presidente del Consiglio.




116. Archivio del Consiglio comunale

1. Debbono essere conservati nell'Archivio del Consiglio comunale:

  1. gli originali dei verbali e dei resoconti delle sedute consiliari;153

  2. gli originali delle deliberazioni e dei regolamenti comunali;

  3. il registro cronologico delle deliberazioni e dei regolamenti comunali;

d) gli atti e la corrispondenza della Presidenza e degli organi interni del Consiglio comunale ed i relativi registri di protocollo.



117. Risorse finanziarie del Consiglio comunale

  1. Il bilancio comunale garantisce le risorse necessarie per il buon funzionamento del Consiglio comunale, per le ordinarie attività dei suoi organismi e per l'efficienza dei suoi uffici. Al Presidente del Consiglio è attribuito nell’ambito del bilancio comunale un apposito fondo annuo per il finanziamento delle spese riconducibili al funzionamento del consiglio comunale, dei suoi organi interni e dei suoi uffici.154

  2. Gli atti autorizzativi necessari per le spese di funzionamento, da imputarsi al fondo, sono assunti da _________________________.155 Qualora siano necessarie deliberazioni della Giunta, esse sono proposte dal Sindaco sulla base di richiesta scritta del Presidente del Consiglio.



TITOLO VI

CAPO I

SEZIONE


DECENTRAMENTO E PARTECIPAZIONE

PROMOZIONE E RAPPORTI







118. Assemblee della popolazione156

  1. Possono indirsi assemblee generali del comune in occasione dell’approvazione dei seguenti atti:

a)…………;

b)………….;


c)………….;157
2. La richiesta di convocazione dell’assemblea può essere presentata da un terzo degli amministratori, dal venti per cento degli elettori, 158 dal Sindaco almeno trenta giorni prima che abbia luogo l’adunanza del Consiglio comunale che deve discutere l’atto per cui è richiesta l’assemblea.

3. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) provvede, entro dieci giorni dalla richiesta, alla convocazione stabilendo con congruo anticipo, con propria deliberazione, le modalità di effettuazione dell'assemblea e, in particolare:



  1. la data, con l'indicazione dell'ora e della sede;

  2. l'ordine del giorno.

4. Al fine di favorire la partecipazione della popolazione il Sindaco (Presidente del Consiglio) assicura la più ampia pubblicità all'avviso di convocazione dell'assemblea.

  1. I lavori dell'assemblea sono presieduti e coordinati dal Sindaco (Presidente del Consiglio). Ad essa partecipano rappresentanti del Consiglio comunale e della Giunta. Nelle assemblee i cittadini esprimono, nelle forme più idonee, le loro opinioni e proposte e la delegazione del Comune fornisce indicazioni sulla posizione dell'amministrazione, sui suoi intendimenti, provvedendo a riferire agli organi collegiali rappresentati le conclusioni dell'assemblea.159

  2. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) assicura, attraverso il segretario, una sintetica verbalizzazione delle questioni discusse. Copia di tale verbale è allegato all'atto per la cui discussione è stata indetta l'assemblea della popolazione e distribuito in copia a ogni amministratore.

  3. Delle decisioni adottate dall’assemblea il Sindaco (Presidente del Consiglio) provvede a dare la più ampia informazione alla popolazione.



119. Assemblee limitate della popolazione160

  1. Possono essere indette assemblee limitate agli interessati qualora le questioni riguardano una parte specifica del territorio comunale.

  2. La richiesta di convocazione dell’assemblea limitata deve essere presentata da almeno il venti per cento degli elettori residenti nella parte di territorio interessata.

Oppure

La richiesta di convocazione dell’assemblea limitata deve essere presentata da almeno ______ elettori residenti nella parte di territorio interessata.

3. Per lo svolgimento delle assemblee limitate si applicano le disposizioni previste per le assemblee generali.


TITOLO VI

CAPO II

SEZIONE


DECENTRAMENTO E PARTECIPAZIONE

CONSULTAZIONE DEI CITTADINI






120. Consultazione dei cittadini

1. In conformità a quanto stabilito dallo statuto161 il Consiglio comunale, di propria iniziativa o su proposta della Giunta, può deliberare la consultazione preventiva di particolari categorie di cittadini, individuabili attraverso le risultanze degli uffici comunali, di albi pubblici o di associazioni di categoria, su proposte e scelte che rivestono per gli stessi diretto e rilevante interesse.

2. La consultazione può aver luogo:

a) mediante l’indizione di assemblee di cittadini;

b) con l'invio a ciascun interessato di questionari162 nei quali è richiesta, con semplicità e chiarezza, l'espressione di opinioni, pareri e proposte, da restituire con le modalità e nel termine negli stessi indicato;

c) mediante il ricorso al referendum consultivo163, con il quale tutti i cittadini del comune sono chiamati a pronunciarsi in merito a temi con lo stesso proposti.

3. La segreteria comunale dispone lo scrutinio delle risposte pervenute e riassume i risultati della consultazione che trasmette al Sindaco, il quale li comunica al Consiglio comunale ed alla Giunta per le valutazioni conseguenti e provvede a darne informazione, con pubblici avvisi, ai cittadini.


TITOLO VII

CAPO I

SEZIONE


NORME TRANSITORIE E FINALI

NORME TRANSITORIE







121. Norme transitorie164

1. Il presente regolamento entra in vigore _________________________________________________.165 Da tale data sono abrogati il regolamento (………..166) approvato con deliberazione del Consiglio comunale n._________, in data______________________ e ogni altra disposizione incompatibile con il presente regolamento.

Oppure
Il presente regolamento entra in vigore _______________________________________________.167

Oppure

Il presente regolamento entra in vigore a decorrere dalla legislatura successiva alla sua approvazione ( oppure indicare altra data). Da tale data sono abrogati il regolamento (………..168) approvato con deliberazione del Consiglio comunale n._________, in data______________________. e ogni altra disposizione incompatibile con il presente regolamento.



Oppure

Il presente regolamento entra in vigore dopo la pubblicazione all’albo pretorio, fatte salve le disposizioni del regolamento relative a (…………169 ) che si applicano a decorrere dalla legislatura successiva all'entrata in vigore del regolamento. Fino a tale data continuano ad applicarsi le disposizioni del regolamento approvato con deliberazione del Consiglio comunale n.________ in data _______________________________. Sono abrogati il regolamento (………..170) approvato con deliberazione del Consiglio comunale n._________, in data______________________ e ogni altra disposizione incompatibile con il presente regolamento..





TITOLO VII

CAPO II

SEZIONE


NORME TRANSITORIE E FINALI

NORME FINALI






122. Integrazione del regolamento

1. Su tutti i casi che si verificano durante lo svolgimento delle sedute e non disciplinati dal presente regolamento decide il Consiglio.



123. Interpretazione del regolamento

1. Le eccezioni relative all’interpretazione di norme del presente regolamento da applicare per la trattazione di argomenti iscritti all’ordine del giorno, sollevate dagli amministratori durante l’adunanza, sono sottoposte al Sindaco (Presidente del Consiglio).

2. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) sospende brevemente la seduta e riunisce i Capigruppo171 presenti in aula e il segretario comunale per esaminare e risolvere le eccezioni sollevate.



  1. Quando non si riesca a concordare una soluzione, il Sindaco (Presidente del Consiglio), ripresi i lavori, rinvia l’argomento oggetto dell’eccezione a una successiva adunanza per l’esame da parte del Consiglio comunale.

  2. L’interpretazione della norma ha validità permanente ed in merito alla stessa non sono ammesse ad esame ulteriori eccezioni.


124. Modificazione del regolamento

  1. Ciascun amministratore può proporre modificazioni al regolamento.

  2. Ogni proposta di modifica deve essere sottoposta all'esame preventivo della Conferenza dei Capigruppo172, che riferisce al Consiglio con relazione scritta.



125. Pubblicazione e diffusione del regolamento


Capo i - iniziativa dei consiglieri e della giunta



1   ...   5   6   7   8   9   10   11   12   13


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale