Alessandra Della Guardia



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1. Il regolamento è pubblicato all'albo comunale per quindici giorni. Analoga pubblicazione è disposta per ogni successiva modifica del presente regolamento.

2. Copia del regolamento e delle successive modifiche è inviata agli amministratori comunali e ai amministratori neo-eletti, dopo la proclamazione dell'elezione.

3. Copia del regolamento è depositata nella sala delle adunanze del Consiglio comunale, durante le riunioni, a disposizione degli amministratori.

4. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) dispone l'invio di copia del regolamento a:



  1. ………………….173.;

  2. …………………..;

  3. ……………...

5. Dopo l’entrata in vigore del presente regolamento, il Sindaco (Presidente del Consiglio) fa esporre nella sala delle adunanze, nello spazio ad esso riservato, le norme di comportamento del pubblico in esso previste.



ALLEGATO A AL REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO174
MATERIE DI COMPETENZA DELLE COMMISSIONI PERMANENTI
ART. 35 DEL REGOLAMENTO

COMMISSIONE


MATERIE DI COMPETENZA

Prima Commissione

(nome della commissione: es: affari generali)




Seconda commissione

(nome della commissione)




Terza commissione

(nome della commissione)




















ALLEGATO B AL REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO175

ATTI ASSEGNATI ALLE COMMISSIONI PERMANENTI COMPETENTI PER MATERIA
ART. 44 DEL REGOLAMENTO



1 Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. L'art.6 dello statuto CELVA prevede :"in casi eccezionali o per particolari esigenze, previa deliberazione della giunta comunale, gli organi collegiali e le commissioni possono riunirsi anche in luoghi diversi.”

2 Vedi anche n.78 ( sedute aperte)

3 Le formulazioni alternative sono contraddistinte da un punto di vista grafico con un carattere diverso (Arial)

4 Le disposizioni facoltative sono contraddistinte dal carattere corsivo. Disposizione facoltativa: infatti il comma 10 dell’art.19 della l.r. 54/1998 aggiunto dalla recente legge regionale 31 marzo 2003, n. 8 (Modificazioni alle leggi regionali 7 dicembre 1998, n. 54 (Sistema delle autonomie in Valle d'Aosta) e 9 febbraio 1995, n. 4 (Elezione diretta del sindaco, del vice sindaco e del consiglio comunale), da ultimo modificate dalla legge regionale 21 gennaio 2003, n. 3 (Soppressione della Commissione regionale di controllo sugli atti degli enti locali. Disposizioni in materia di controllo preventivo di legittimità sugli atti di enti pubblici non economici dipendenti dalla Regione)) prevede: “In occasione delle riunioni del Consiglio sono esposte all’esterno degli edifici , ove si tengono, la bandiera della Repubblica italiana, quella della regione autonoma Valle d’Aosta e quella dell’Unione europea per il tempo in cui questi esercita le rispettive funzioni e attività. Sono comunque fatte salve le disposizioni emanate sulla base della legge 5 febbraio 1998, n. 22 ( disposizioni generali sull’uso della bandiera della Repubblica italiana e di quella dell’Unione europea)”.


5 Nel presente regolamento è usata l’espressione “amministratore” per comprendere Sindaco, Vicesindaco, assessori comunali e consiglieri comunali.

6 Nel regolamento è sempre indicato prima come Presidente dell’assemblea il Sindaco e fra parentesi, in carattere diverso (arial) l’espressione alternativa “Presidente del Consiglio”, da adottarsi solo nei casi in cui lo statuto comunale abbia previsto tale figura.

7 L'attività di indirizzo è prevista dall’art.21 della l.r. 54/1998, come modificato dalla legge regionale 31 marzo 2003, n. 8: “. Il Consiglio comunale è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo”.


8 In relazione all’istituto della mozione, di cui ai numeri 6/9, si rileva che è possibile adottare una disciplina semplificata e più sintetica

9 Questa definizione più ampia di mozione può essere scelta nel caso in cui non si intenda prevedere anche lo strumento della risoluzione, di cui al successivo n. 10

10 termine liberamente modificabile, evidenziato con la sottolineatura.

11 numero liberamente modificabile, evidenziato con la sottolineatura

12 disposizioni da inserire solo nel caso in cui si sia prevista la risoluzione di cui al successivo n. 10

13 Disposizione facoltativa da adottarsi solo nel caso in cui sia prevista la figura del Presidente del Consiglio

14.La definizione di risoluzione deve essere coordinata con quella di mozione che si intende adottare. Se si prevede in altra parte del regolamento il ricorso alla risoluzione, queste disposizioni diventano obbligatorie: si vedano ad esempio i nn. 9, 64, 85.

15 Per la presentazione di risoluzioni e ordini del giorno durante la discussione vedi n. 85

16 L'attività di controllo è prevista dall’art.21 della l.r. 54/1998, come modificato dalla legge regionale 31 marzo 2003, n. 8: “. Il Consiglio comunale è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo”.


17  In relazione all’istituto dell’interrogazione, di cui ai numeri 13/16, si rileva che è possibile adottare una disciplina semplificata e più sintetica.


18 Disposizione facoltativa collegata alla previsione della autonoma carica di Presidente del Consiglio

19  In relazione all’istituto dell’interpellanza, di cui ai numeri 17/20, si rileva che è possibile adottare una disciplina semplificata e più sintetica


20 per la collocazione delle interrogazioni e interpellanze nell’ordine del giorno del Consiglio vedi n.70 (contenuti dell’ordine del giorno)

21 Solo se è prevista la figura del Presidente del Consiglio

22 Solo se è prevista la figura del Presidente del Consiglio


23 L’art.19 quater della l.r. 54/1998,introdotto dalla legge regionale 31 marzo 2003, n. 8 disciplina la convocazione e gli adempimenti della prima seduta del Consiglio comunale, fra cui la verifica della condizione degli eletti.


24 Indicare liberamente, tenendo presente che l’art.26, comma 8 bis della l.r. 54/1998, come modificato dalla legge regionale 31 marzo 2003, n. 8 stabilisce: “ Il Sindaco può delegare in via temporanea funzioni proprie agli assessori.”

25 Questa formulazione va adottata solo nel caso in cui il Presidente non sia il Sindaco. L'art.26, comma 3 della l.r. 54/1998 stabilisce che "qualora non diversamente stabilito dallo statuto comunale, il Sindaco presiede il Consiglio comunale". Vedi anche n. 66 (organo competente a convocare).

26 Indicare la figura prevista dallo statuto o in assenza di previsione altra figura, ad esempio il Sindaco

27 Nel caso in cui il Presidente sia il Sindaco, le competenze ad esso attribuite in qualità di presidente dell'assemblea possono essere ridotte.

28 Esempio di formulazione più sintetica nel caso in cui il Presidente sia il Sindaco.

29 Infatti l'art. 19, comma 8 della l.r. 54/1998, come modificato dalla legge regionale 31 marzo 2003, n. 8, stabilisce che " lo statuto comunale può prevedere che il Consiglio comunale si avvalga .. di un ufficio di presidenza, costituito con criterio proporzionale"


30 l’art.9 della l.r. 46/1998 prevede: “ Il segretario comunale svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti, ed in particolare:

a) partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio comunale e della Giunta comunale e ne cura la verbalizzazione;”




31  In relazione ai gruppi consiliari, di cui al presente capo III, si rileva che è possibile adottare una disciplina semplificata e più sintetica


32 Vedi anche titolo V, Capo V (uffici del Consiglio e risorse finanziarie)

33 Questa disposizione è necessaria solo nel caso in cui il Presidente del Consiglio non sia il Sindaco.

34 Vedi anche n. 65 (Adunanze ordinarie e straordinarie)

35 in alternativa vedi sub n.43 un altro caso di parere sfavorevole del segretario affidato invece obbligatoriamente alle commissioni. Se si ritiene di affidare questa funzione alla conferenza dei Capigruppo, occorre sopprimere la previsione di cui al punto 2 del n.43.

36 Questo capo deve essere trattato solo se lo statuto comunale ha espressamente previsto l'istituzione di commissioni. Infatti l'art. 19, comma 8 della l.r. 54/1998, come modificato dalla legge regionale 31 marzo 2003, n. 8 stabilisce che " lo statuto comunale può prevedere che il Consiglio comunale si avvalga .. di commissioni consiliari, costituite con criterio proporzionale". Può essere comunque adottata una disciplina semplificata e più sintetica di quella proposta nel testo.

37 In queste lettere devono essere indicate le materie di competenza delle commissioni.

38 In queste lettere devono essere indicate le materie di competenza delle commissioni.

39Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. L'art.18, c.4 dello statuto CELVA prevede: " le commissioni temporanee possono essere costituite per svolgere indagini conoscitive ed inchieste nonché per lo studio e l’elaborazione di statuti e regolamenti. Nel loro atto costitutivo devono essere definiti la durata, l'ambito di operatività, gli obiettivi e le modalità di scioglimento"

40 Si indica il numero fisso di commissioni permanenti.

41 Nel caso in cui si adotti questa formulazione è obbligatorio prevedere l’Allegato A.

42 Si indica il numero fisso di componenti delle commissioni permanenti

43 Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. L'art.14, comma 5 dello statuto CELVA prevede la votazione separata dei rispettivi candidati designati da parte della maggioranza e della minoranza. Vedi anche n.105 (Modalità delle elezioni: la votazione).

44 Gli Assessori e gli assessori tecnici in particolare, in quanto non sono consiglieri non possono essere designati a far parte delle commissioni: vedi in particolare n.39, punto 2

45 Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale.

46 Per l’ipotesi di ballottaggio vedi n.105 (modalità delle elezioni: la votazione)

47 Se invece si ritiene di affidare questa competenza alla Conferenza dei Capigruppo, di cui al n. 34, punto n.2, occorre sopprimere questa parte della disposizione.

48 Vedi anche n.85 ( inizio della discussione).

49Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. L'art.18, comma 3 dello statuto CELVA stabilisce che le commissioni esaminano le proposte di deliberazione loro assegnate "dal consiglio, dalla giunta, dal sindaco (dal presidente del consiglio) o dall'assessore competente per materia esprimendo su di esse un parere preliminare non vincolante"

50 Questa funzione può essere attribuita alle commissioni qualora non sia stata prevista come competenza della Conferenza dei Capigruppo ( vedi n.34 )

51 Si può fare un elenco degli atti di competenza del Consiglio comunale che si ritiene di dover assegnare obbligatoriamente all'esame preventivo delle commissioni

52 Nel caso si adotti questa formulazione è obbligatorio prevedere l’Allegato B al regolamento.

53 Nella sede consultiva la Commissione esprime parere, ma non ha il potere di apportare modifiche all'atto: la sede consultiva in genere è prevista nei confronti di atti emanati da altri organi (es. Sindaco o Giunta comunale) e non dello stesso Consiglio.

54 Nella sede referente, la commissione compie una vera istruttoria sull'atto di competenza del Consiglio comunale, con il potere di proporre all'assemblea anche modifiche su cui si pronuncia in modo definitivo il Consiglio comunale con apposita votazione. Vedi più sotto n.46.

55. Questa formulazione semplificata è opportuna nel caso in cui si preveda solo la sede referente.

56 Il testo del parere dovrebbe essere allegato all’atto cui si riferisce e trasmesso con l’ordine del giorno.

57. Nella sede redigente il testo proposto dalla commissione è vincolante per l'assemblea che non ha il potere di modificarlo, ma solo di votarlo nel suo insieme.

58 Per la parte obbligatoria ( commissioni di inchiesta ) può essere adottata una disciplina semplificata e più sintetica di quella proposta nel testo.

59 Formulazione alternativa dell’intero argomento.

60 Per un’ipotesi di commissione speciale d’inchiesta vedi n. 61 (Procedura di accertamento)

61 Possono essere liberamente inseriti altri soggetti nell’elencazione

62 Fino alla nomina del Presidente della Commissione

63 Solo se è prevista la carica del Presidente del Consiglio

64 Secondo l'art. 19, comma 9 della l.r. 54/1998, come modificato dalla legge regionale 31 marzo 2003, n. 8 " le sedute delle commissioni sono pubbliche, salvo i casi previsti nel regolamento".

65 Queste disposizioni prevalgono sulle disposizioni del regolamento comunale in materia di diritto di accesso, per quanto riguarda il diritto di accesso dei consiglieri comunali.

66 Secondo l'art.37, comma 3 della l.r. 54/1998 " tutti gli atti dell'amministrazione comunale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge…"

67 E’ possibile integrare liberamente tale elencazione

68 Secondo l'art. 19, comma 6 della l.r. 54/1998, come modificato dalla legge regionale 31 marzo 2003, n. 8 "I consiglieri comunali hanno libero accesso agli uffici del comune ed hanno diritto di ottenere gli atti e le notizie utili all'espletamento del loro mandato"

69 solo nel caso che siano previste le commissioni.

70Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. L'art.16, comma 3 dello statuto CELVA prevede: "Ciascun consigliere è tenuto ad eleggere domicilio nel territorio comunale"


71 l'art.26, comma 4 della l.r. 4 settembre 2001, n. 23 prevede che "le modalità per la tenuta dell'anagrafe e per l'accertamento della veridicità di quanto dichiarato dall'amministratore sono disciplinate dal regolamento per il funzionamento del Consiglio dell'ente locale, che deve altresì prevedere idonee forme di pubblicità dell'avvenuta istituzione dell'anagrafe".

72 Per i Comuni che possiedono un bollettino di informazioni è possibile prevedere ulteriori forme di pubblicità ( ad es. sito internet del bollettino)

73 Può essere prevista una diversa maggioranza, ma sempre qualificata.

74 Per la disciplina delle commissioni speciali d’inchiesta vedi n. 51

75 In alternativa può essere previsto, ad esempio, il gettone di presenza stabilito dal Comune per i consiglieri comunali.

76 Nelle proposte di deliberazione sono ricompresi i regolamenti. Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. Si segnala che l'art. 59, comma 3 dello statuto CELVA prevede che "l'iniziativa dei regolamenti spetta alla Giunta, a ciascun consigliere (per i regolamenti di competenza del Consiglio) ed ai cittadini ai sensi dell'art.51"

77 solo nel caso che tale figura sia prevista dallo statuto comunale e, comunque, è facoltativo attribuirle l'iniziativa di proposta.

78 Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. Secondo l'art.21, comma 4, lettera b) dello statuto CELVA la Giunta "propone gli atti di competenza del Consiglio"

79 solo nel caso in cui lo statuto comunale ha espressamente previsto l'istituzione di commissioni.

80 L’art.19, comma 7 della l.r. 54/1998, come modificato dalla legge regionale 31 marzo 2003, n. 8 prevede:” I consiglieri comunali hanno diritto di iniziativa su ogni questione sottoposta alla deliberazione del Consiglio”

81 Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. L'art.51 dello statuto CELVA stabilisce " ________ cittadini possono presentare proposte per l'adozione degli atti amministrativi che vengono trasmesse entro trenta giorni dalla presentazione della stessa a cura del Sindaco all'organo competente….."

82Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. L'art. 51, comma 2 dello statuto CELVA prevede che " l'organo competente sente i proponenti entro sessanta giorni dalla presentazione"

83Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. L'art. 51, comma 4 dello statuto CELVA prevede che "l'organo competente provvede a comunicare le decisioni assunte ai soggetti proponenti"

84 L'art.41, comma 2 della l.r. 54/1998 prevede che " il regolamento stabilisce le modalità di esame delle petizioni da parte degli organi competenti, i soggetti idonei a fornire risposte ed i termini per le stesse, i casi di irricevibilità delle petizioni". Se è previsto l’Ufficio di presidenza, tale competenza può essere attribuita a quest’organo.

85Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. L'art.50, commi 2 e 3 dello statuto CELVA prevede:" L'organo competente esamina la questione e, entro sessanta giorni dalla presentazione, predispone gli interventi necessari o l'archiviazione del procedimento con provvedimento motivato. In difetto ciascun consigliere può chiedere la discussione della questione in consiglio. Il Sindaco pone la petizione all'ordine del giorno della prima seduta del consiglio successiva alla richiesta."

86 Disposizioni facoltative da adottarsi solo nel caso in cui sia stata prevista la risoluzione ( vedi n. 10)

87 L'art.41, comma 3 della l.r. 54/1998 prevede che " i cittadini e le associazioni che hanno presentato petizioni hanno diritto di essere informati sull'esito delle iniziative intraprese dal Comune a seguito delle petizioni stesse".L'art.50, comma 4 dello statuto CELVA prevede:" I cittadini , gli organismi e le associazioni che hanno presentato la petizione hanno diritto ad essere informati sull'esito delle iniziative e delle procedure intraprese dal comune a seguito delle petizioni stesse entro centoventi giorni dalla presentazione dell'istanza." Se lo statuto comunale non ha invece previsto alcun termine, quello indicato nel testo è liberamente modificabile.

88 Vedi nota 87

89 Per il calendario vedi n.34 (Competenze della Conferenza dei Capigruppo)

90 Questa seconda formulazione si collega a quanto previsto dall'art. 13, comma 2 dello statuto CELVA, che considera adunanze ordinarie solo quelle previste nel mese di giugno e dicembre.

91 Disposizione valida solo per i Comuni che hanno previsto la figura del Presidente del Consiglio.

92 Il numero di consiglieri e di elettori in genere è già determinato dallo statuto, secondo quanto stabilito dall’art. 20, comma 1, lettera a) della l.r. 54/1998 come modificato dalla l.r. 31 marzo 2003, n. 8 (cfr statuto CELVA, art. 13, comma 5): il numero non può comunque essere inferiore a quello previsto per le adunanze ordinarie

93 Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. Secondo l'art.13, comma 6 dello statuto CELVA il Consiglio deve essere riunito " entro venti giorni dal deposito dell'istanza nella segreteria comunale, inserendo nell'ordine del giorno l'argomento di cui all'istanza"

94 Questa formulazione deve essere adottata solo nel caso in cui lo statuto abbia previsto la figura del Presidente del Consiglio: se lo statuto ha disciplinato la sua sostituzione, si rinvia allo statuto. Nel caso in cui lo statuto non avesse disciplinato la sostituzione del Presidente del Consiglio si può stabilire che sia il Sindaco ad effettuare la convocazione. Per la sostituzione del Presidente vedi n. 23.

95 Vedi nota 96

96 Si propone come facoltativo l’invio degli allegati unitamente all’avviso di convocazione e all’ordine del giorno, unicamente al fine di tener conto che la prassi attuale dei consigli comunali è nel senso del deposito degli atti. In realtà le proposte di atti iscritte all’ordine del giorno dovrebbero essere materialmente trasmesse ai componenti dell’organo deliberante insieme all’ordine del giorno, come avviene in tutte le assemblee elettive (consigli regionali, parlamento), al fine di consentire a coloro che devono approvare la proposta di disporre del tempo necessario per esaminare l’atto.


97 Si segnala che il termine per il deposito dovrebbe coincidere con il termine previsto per l’avviso di convocazione, ossia nel giorno stesso in cui è trasmesso l’avviso di convocazione deve anche essere effettuato il deposito degli atti iscritti all’ordine del giorno del Consiglio. Prevedere, come nell’attuale prassi un termine inferiore, lede il diritto di ciascun amministratore di disporre del tempo necessario ad esaminare l’atto.

98 Questa disposizione è necessaria solo nel caso in cui non sia già previsto che la convocazione del Consiglio comunale comporta anche la trasmissione degli atti oppure, considerata l’importanza degli atti, si stabilisca per la trasmissione di questi atti un termine più ampio di quello previsto per la convocazione .

99 Per l’eventuale competenza dell’Ufficio di presidenza vedi n. 24. Vedi anche nn. 62 e 63 per le proposte di iniziativa dei consiglieri e dei cittadini.

100 Si tratta di disposizioni facoltative, anche se molto opportune, che stabiliscono una sequenza negli atti da iscrivere all’ordine del giorno, secondo uno schema che rimane fisso per tutte le convocazioni.


101 Vedi n. 65

102 Si stabilisce il principio che si iscrivono all’ordine del giorno solo le proposte per le quali è già effettuato il deposito, al fine di impedire che possano essere iscritti all’ordine del giorno del Consiglio atti per i quali non esiste ancora un testo scritto e consultabile dagli amministratori e per i quali non si può effettuare il deposito. Ciò a conferma che i termini per il deposito, l’iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio e la convocazione devono essere gli stessi.

103 Disposizione facoltativa. Ogni comune, se ritiene di adottare questa disposizione, può formulare in modo autonomo l’elenco dei soggetti cui deve essere trasmesso l’ordine del giorno del Consiglio comunale.

104 Questo numero legale minimo è previsto nell’art. 20, comma 1. lett.b) della l.r. 54/1998 come modificato dalla l.r. 31 marzo 2003, n. 8

105 Spetta al regolamento scegliere se la seconda convocazione debba tenersi in giorno diverso oppure nello stesso giorno della prima convocazione

106 Il numero dei consiglieri dovrebbe essere già indicato nello statuto comunale; cfr.art.14, comma 7 dello statuto CELVA

107 Si riporta l’elenco della materie di competenza obbligatoria del Consiglio previsto dall’art.21, comma 2 della l.r. 54/1998, come modificato dalla l.r. 31 marzo 2003, n.8:

    1. esame della condizione degli eletti;

    2. approvazione degli indirizzi generali di governo;

    3. elezione della Commissione elettorale comunale, nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti;

    4. statuto del Comune;

    5. statuto delle Associazioni dei Comuni di cui il Comune fa parte;

    6. statuto delle aziende speciali e delle istituzioni;

    7. regolamento del Consiglio;

    8. bilancio preventivo e relazione previsionale e programmatica;

    9. rendiconto;

  1. costituzione e soppressione delle forme di collaborazione di cui al titolo I della parte IV;

  2. istituzione e ordinamento dei tributi;

  3. adozione dei piani territoriali e urbanistici;

  4. programma di previsione triennale e piano operativo annuale dei lavori pubblici;

  5. nomina dei rappresentanti del Comune in seno alla Comunità montana;

  6. nomina dei propri rappresentanti presso enti, organismi e commissioni;

  7. determinazione delle indennità e dei gettoni di presenza degli amministratori;

  8. esercizio in forma associata di funzioni comunali;

  9. approvazione delle convenzioni di cui agli articoli 86 e 87.




108 In questo caso si esclude la seconda convocazione solo per alcune materie che si indicano in modo specifico.

109 Per i casi di riunione fuori della sede, vedi


Capo i - iniziativa dei consiglieri e della giunta



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