Alessandra Della Guardia



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n. 2

110Disposizione facoltativa: vedi norme su prima e seconda convocazione (nn.72 e 73). Tali maggioranze, che devono essere fissate obbligatoriamente nel regolamento ai sensi dell'’art.20, comma 1, lettera b) della l.r. 54/1998, come modificato dalla l.r. 31 marzo 2003, n.8, sono anche previste dall’art.14, comma 4 dello statuto CELVA. Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale.


111 per i verbali vedi nn. 82 e 83

112 Esempio di altre comunicazioni che possono essere fatte dal Presidente:

a) comunica al Consiglio eventuali messaggi e dà lettura delle comunicazioni ufficiali indirizzati allo stesso;

b) annuncia l'avvenuta risposta della Giunta alle interrogazioni con risposta scritta;

c) annuncia le petizioni, le interrogazioni, le interpellanze, le mozioni e le risoluzioni pervenute alla presidenza nel periodo intercorso dall'ultima seduta;

d) le richieste di trattazione urgente di argomenti non iscritti all'ordine del giorno;

e) le richieste di convocazione straordinaria del consiglio.




113 Disposizione facoltativa, da adottarsi nel caso in cui sia prevista la figura del Presidente del Consiglio

114 L’ordine proposto segue quello dei contenuti dell’ordine del giorno: vedi n.70

115 dei votanti o dei presenti; vedi anche n. 111 per maggioranze

116 Potrebbe essere il caso delle risoluzioni: vedi n. 10

117 Vedi anche n.81

118 per i luoghi diversi dalla sede abituale vedi n. 2

119 vedi anche titolo V, capo II, sezione II, pubblicità delle sedute

120 Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. Secondo l’art.14, comma 9 dello statuto CELVA “il Sindaco (Presidente del Consiglio) ha facoltà di sospendere o sciogliere l’adunanza e dispone dei poteri necessari al suo ordinato svolgimento”

121 Vedi però n. 102 ( votazioni in forma palese)

122 Formulazione alternativa, da adottarsi nell’ipotesi in cui si trasmettano insieme all’ordine del giorno gli allegati ( vedi n.70)

123 esempio di correzioni che possono essere chieste:

a) dirette a ripristinare l'esatta parola male udita;

b) diretta a migliorare la forma, lasciando inalterata la sostanza, a meno che non si tratti di riferimenti personali o di dichiarazioni particolarmente impegnative, nei quali casi neppure la forma può essere mutata;

c) consistenti in aggiunte di parole con il solo evidente scopo di una esplicazione del pensiero dell'oratore non esorbitante dai limiti della correttezza e della veridicità; altre aggiunte sono ammesse nel solo caso di interventi su argomenti tecnici, di dati, di statistiche, ecc. la lettura dei quali l'oratore volle risparmiare, in tutto o in parte, all'assemblea.



Per i perfezionamenti di carattere meramente letterale vedi n.100

124 Vedi anche n. 116

125 Questa formulazione può essere adottata dai comuni il cui statuto ha previsto l’istituzione dell’Ufficio di presidenza.

126 Vedi anche n. 116

127 per il relatore vedi n. 43

128 Disposizione facoltativa, da adottarsi solo nell’ipotesi che si siano previsti gli istituti della risoluzione e dell’ordine del giorno ( vedi nn. 10 e11)

129 Se sono previste

130 vedi n. 95

131 vedi n. 94

132 vedi n. 91

133 tale elenco è liberamente modificabile

134 solo se previste e se è attributo loro il potere di presentare emendamenti

135 per la votazione della questione pregiudiziale vedi n. 110

136 Per il verbale vedi nn. 82 e 83

137 disposizione da adottarsi solo se lo statuto ha previsto casi di votazione segreta

138Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. L’art.14, comma 6 dello statuto CELVA prevede: ”Nelle votazioni palesi gli astenuti sono computati tra i presenti ma non fra i votanti.”

139 Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale .Secondo l’art.14, comma 6 dello statuto CELVA “nelle votazioni a scrutinio segreto le schede bianche o nulle sono calcolate nel numero totale dei voti”.

140 Ciò è valido solo nel caso in cui non si preveda la votazione palese: vedi nn. 36, 39 e 113

141 per le definizioni di maggioranza e minoranza vedi n. 106

142 Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale.

143 Questa formulazione alternativa propone la soluzione prevista nell’art.14, comma 5 dello statuto CELVA

144 Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale .Secondo l’art.14, comma 6 dello statuto CELVA “nelle votazioni a scrutinio segreto le schede bianche o nulle sono calcolate nel numero totale dei voti”.

145 Per un’altra ipotesi di ballottaggio vedi n. 39 (elezione del Presidente delle commissioni)

146 per la questione pregiudiziale vedi n. 95

147 Opportuno verificare ciò che in merito è stato scritto nello statuto comunale. L’art.14, comma 4 dello statuto CELVA stabilisce che il consiglio “ delibera a maggioranza dei votanti”

148 Se si opta per la votazione palese, occorre modificare le disposizioni di cui al titolo V, capo III, n.104

149 Per l’ufficio del Consiglio vedi n.115

150 Per un’eventuale competenza della Conferenza dei Capigruppo vedi n. 34

151 Questo capo è suggerito solo nell’ipotesi che lo statuto comunale abbia previsto la figura del Presidente del Consiglio diversa dal Sindaco e quindi le disposizioni che vi sono suggerite hanno carattere facoltativo. Vedi anche n.31.

152 Per altre competenze vedi n. 113

153 Vedi anche nn 82 e 83

154 Nel caso in cui sia previsto l’Ufficio di presidenza ( vedi n.24), tale competenza può essere attribuita a quest’organo

155 Ad esempio dal segretario comunale o da altro soggetto.

156 L’art.20, comma 2 della l.r. 54/1998, come modificato dalla l.r. 31 marzo 2003, n. 8 prevede:” In casi di particolare importanza, quali l'adozione dello statuto o l'approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto, il regolamento può prevedere che le sedute del Consiglio siano precedute da Assemblee della popolazione, le cui modalità di svolgimento sono disciplinate dal regolamento stesso.” L’art. 47, comma 1 dello statuto CELVA prevede: ”possono indirsi assemblee generali degli elettori nel comune con poteri consultivi e propositivi, cui partecipano gli organi comunali o loro delegati.”

157 Esempio di atti per cui può essere prevista l’assemblea della popolazione:

statuto, atti di programmazione, piani regolatori, istituzione di parchi, modifica dei confini del comune, forme associative, scelte rilevanti per la vita del comune (depuratore, modifica viabilità del comune, protezione civile).



158 L’art.47, comma 2 dello statuto CELVA stabilisce che “le assemblee generali possono essere convocate dal sindaco, su proposta di ______consiglieri e di ________elettori, entro ____giorni”

159 L’art.47, comma 3 dello statuto CELVA prevede: “ Gli organi comunali competenti provvedono entro sessanta giorni in merito alle indicazioni emergenti dalla votazione dell’assemblea, motivando adeguatamente in caso di determinazione difforme.”

160 L’art.47, comma 4 dello statuto CELVA prevede: “ Possono indirsi assemblee limitate agli interessati qualora le questioni da trattarsi riguardano una parte specifica del territorio comunale. Il regolamento in tale caso disciplina anche il numero minimo degli elettori che possono provvedere alla relativa convocazione.”

161 Occorre verificare quanto è stato previsto in merito nei singoli statuti comunali.

L’art.36, comma 3 della l.r. 54/1998 stabilisce: “Nel procedimento relativo all'adozione di atti fondamentali per il Comune devono essere adottate idonee forme di consultazione e di informazione.”

L’art. 46, comma 3 dello statuto CELVA prevede: “ L’amministrazione può prevedere forme di consultazione per acquisire il parere della comunità locale, di specifici settori della popolazione, di organismi di partecipazione e di soggetti economici su particolari problemi.”


162 Questa modalità è suggerita per i comuni più grandi.

163 Occorre verificare quanto è stato previsto in merito nei singoli statuti comunali (Cfr. art. 54 dello statuto CELVA) e se esiste un regolamento che disciplini l’effettuazione del referendum.

L’art.39 della l.r. 54/1998 stabilisce:

“1. Al fine di favorire la massima partecipazione dei cittadini all'attività pubblica, gli statuti comunali possono prevedere il ricorso al referendum popolare propositivo, consultivo e abrogativo.

2. I referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di competenza comunale e non possono aver luogo in coincidenza con altre operazioni elettorali.

3. Il referendum può essere proposto dalla Giunta comunale, da un numero di consiglieri comunali o da un numero di elettori stabiliti dallo statuto comunale.

4. Le modalità di procedimento del referendum sono stabilite dallo statuto comunale, nel rispetto dei principi di cui alla presente legge”.




164 Tali disposizioni sono necessarie, nel caso il Comune avesse già un regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, per disciplinare il passaggio dalla precedente normativa alla nuova, se si intende posticipare a un momento successivo alla pubblicazione l’applicazione del nuovo regolamento o di singole sue parti.

165 Vedi quanto previsto dallo statuto comunale in materia. Secondo l’art. 52 bis della l.r. 54/1998, aggiunto dalla l.r. 21 gennaio 2003, n. 3: Le deliberazioni degli enti locali sono pubblicate all'albo dell'ente entro otto giorni dalla data della loro adozione. La durata della pubblicazione è di quindici giorni, salvo specifiche disposizioni di legge. L’art.52 ter della l.r. 54/1998, aggiunto dalla l.r. 21 gennaio 2003, n. 3 stabilisce: “Le deliberazioni di cui all'articolo 52bis diventano esecutive dal primo giorno di pubblicazione.”


166 Citare il titolo del regolamento.

167 Questa formula semplificata va bene nei casi in cui non esista un precedente regolamento per il funzionamento del Consiglio e non si intenda posticipare l'entrata in vigore di parti del regolamento

168 Citare il titolo del regolamento.

169 Indicare quali, con preciso riferimento a titoli, capi e articoli del regolamento che disciplinano le materie di cui si vuole posticipare l’entrata in vigore.

170 Citare il titolo del regolamento.

171 Nel caso in cui sia previsto l’Ufficio di presidenza ( vedi n. 24), tale competenza può essere attribuita a quest’organo oppure può essere prevista una commissione specifica per il regolamento.

172 Vedi anche n.34. Nel caso in cui sia previsto l’Ufficio di presidenza ( vedi n.24), tale competenza può essere attribuita a quest’organo.

173 L’elenco dei soggetti è libero. Ad esempio: organismi di partecipazione popolare, revisori dei conti, , enti, aziende, istituzioni, società, consorzi dipendenti o ai quali il comune partecipa, rappresentanti negli stessi eletti dal Consiglio e attualmente in carica, ecct.

174 Questo allegato è necessario solo nel caso in cui sia stata adottata, per le materie di competenza delle commissioni consiliari, la formulazione che rinvia all’allegato ( vedi n.35)

175 Questo allegato è necessario solo nel caso in cui sia stata adottata, per l’individuazione degli atti assegnati alle commissioni permanenti competenti per materia, la formulazione che rinvia all’allegato ( vedi n.44)


Capo i - iniziativa dei consiglieri e della giunta



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