Alessandra Della Guardia



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Norme transitorie


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TITOLO VII - NORME TRANSITORIE E FINALI

CAPO II - NORME FINALI


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122

Integrazione del regolamento


58

123

Interpretazione del regolamento


58

124

Modificazione del regolamento


58

125

Pubblicazione e diffusione del regolamento


58

ALLEGATO A

Materie di competenza delle commissioni permanenti


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ALLEGATO B

Atti assegnati alle commissioni permanenti competenti per materia


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AVVERTENZE




La presente bozza è stata redatta sulla base dei regolamenti dei consigli comunali già in vigore, tenendo conto della legislazione della regione Valle d’Aosta in materia. In nota sono citate anche le norme della legge regionale 54/1998, come modificata dalla legge regionale 31 marzo 2003, n. 8.
Poiché molte disposizioni dipendono dalle previsioni che in relazione a specifici argomenti sono contenute negli statuti dei singoli comuni, si sono citate in nota, a titolo di esempio, le disposizioni dello statuto tipo proposto dal CELVA.
I contenuti obbligatori del regolamento, intendendo per obbligatori quelli che non dovrebbero mancare in un regolamento di questo tipo, sono indicazioni emerse dal lavoro del gruppo in relazione a:

  • specifiche previsioni di legge;

  • garanzia di un corretto funzionamento di un’assemblea elettiva.

I contenuti individuati come obbligatori sono i seguenti: mozioni, interrogazioni, interpellanze, l’organizzazione del Consiglio, i gruppi consiliari, le commissioni ( solo se previste dallo statuto comunale), diritti e doveri degli amministratori, l’iniziativa dei consiglieri, della giunta e popolare, l’organizzazione dei lavori del Consiglio, l’organizzazione e lo svolgimento delle sedute, nomine ed elezioni, decentramento e partecipazione, norme transitorie e finali. Si precisa tuttavia che per queste materie obbligatorie può essere adottata una disciplina semplificata rispetto a quella proposta nel testo.
Il testo proposto non è vincolante per i Comuni, ma costituisce semplicemente uno strumento di lavoro. Le formulazioni proposte possono essere liberamente modificate dai Comuni.
CRITERI REDAZIONALI:

  • parti obbligatorie: carattere normale;

  • parti facoltative: carattere corsivo;

  • formulazioni alternative, spesso introdotte da “oppure”: carattere diverso (ARIAL)

  • i termini, i numeri e le maggioranze indicate nel testo sono liberamente modificabili, nel rispetto di quanto previsto dai singoli statuti comunali: ciò è segnalato con la sottolineatura della parola

  • per la presidenza dell’assemblea si sono sempre indicate nell’ordine le due figure: Sindaco (Presidente del Consiglio), per l’ipotesi che lo statuto comunale abbia previsto la figura del Presidente del Consiglio;

  • si è preferita l’espressione “amministratori” a quella di “consiglieri”, per ricomprendere in questa dizione anche il Sindaco e il vicesindaco;

Il testo è corredato da numerose note, con i riferimenti legislativi e dello statuto tipo del CELVA, anche al fine di agevolarne la lettura.



TITOLO I

CAPO I

SEZIONE

DISPOSIZIONI GENERALI

DISPOSIZIONI PRELIMINARI





1. Ambito di applicazione e oggetto

  1. Il presente regolamento disciplina l'organizzazione ed il funzionamento del Consiglio comunale, nel rispetto dei principi dettati dalla legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54 (sistema delle autonomie in Valle d'Aosta) e successive modificazioni e integrazioni e dallo statuto.



2. Sede

1. Le sedute del Consiglio comunale si tengono nell'apposita sala del palazzo comunale.1

2. Il Sindaco (Presidente del Consiglio), sentiti i Capigruppo, può stabilire che l'adunanza del Consiglio si tenga eccezionalmente in luogo diverso dalla sala comunale, dandone motivazione nell'avviso di convocazione, per circostanze del tutto eccezionali o giustificati motivi di ordine pubblico o di forza maggiore, quali in particolare:



  1. inagibilità od indisponibilità' della sede stessa;

  2. ragioni di carattere sociale che fanno ritenere opportuna la presenza del Consiglio sui luoghi ove si verificano situazioni particolari;

  3. esigenze ed avvenimenti che richiedono l'impegno e la solidarietà generale della comunità;

  4. nel caso si preveda una partecipazione del pubblico superiore alla capacità ricettiva della sala consiliare.2

Oppure

3Il (Sindaco, sentita la Conferenza dei Capigruppo ) Presidente del Consiglio, d'intesa con il Sindaco, sentita la Conferenza dei Capigruppo, può stabilire che l'adunanza del Consiglio si tenga eccezionalmente in luogo diverso dalla sala comunale, dandone motivazione nell'avviso di convocazione, per circostanze del tutto eccezionali o giustificati motivi di ordine pubblico o di forza maggiore, quali in particolare:

a) inagibilità od indisponibilità' della sede stessa;

b) ragioni di carattere sociale che fanno ritenere opportuna la presenza del Consiglio sui luoghi ove si verificano situazioni particolari;

c) esigenze ed avvenimenti che richiedono l'impegno e la solidarietà generale della comunità;

d) nel caso si preveda una partecipazione del pubblico superiore alla capacità ricettiva della sala consiliare.

3. In ogni caso il luogo di riunione non può essere fissato fuori dal territorio comunale.





3. Bandiera e gonfalone 4

  1. Nella sala delle riunioni del Consiglio deve sempre essere esposto il gonfalone del Comune insieme alla bandiera italiana, a quella della regione autonoma Valle d’Aosta e a quella dell’Unione europea.




TITOLO II

CAPO I

SEZIONE I

FUNZIONI E ORGANIZZAZIONE DEL CONSIGLIO

FUNZIONI DEL CONSIGLIO

LE FUNZIONI DI INDIRIZZO




4. Conflitti di attribuzione

  1. I conflitti di attribuzione in merito agli atti di competenza del Consiglio o della Giunta possono essere sollevati:

  1. dal singolo amministratore5 con atto scritto e motivato diretto al Sindaco (Pr(Presidente del Consiglio)6;

  2. dal segretario comunale con atto scritto e motivato diretto al Sindaco.

  1. Il Sindaco (Presidente del Consiglio) assegna la questione all'esame della Conferenza dei Capigruppo (o di un’apposita commissione).

  2. La decisione è adottata dalla Conferenza dei Capigruppo (( o dalla commissione)) con riferimento alla legge, allo statuto e al presente regolamento.

4. La decisione della Conferenza dei Capigruppo (della commissione) è definitiva; essa è dal Sindaco (Presidente del Consiglio) comunicata al Consiglio comunale ed alla Giunta.

5. All'adozione dell'atto provvede l'organo del quale la Conferenza dei Capigruppo (la commissione) ha riconosciuto la competenza.





5. Le funzioni di indirizzo politico-amministrativo

1. Il Consiglio comunale definisce i propri indirizzi politico-amministrativi secondo i principi affermati dallo statuto, stabilendo la programmazione generale dell'ente ed adottando gli atti fondamentali che ne guidano l'attività.7

2. Il Consiglio può stabilire criteri-guida ed adottare risoluzioni per promuovere, indirizzare, sollecitare l'attività degli altri organi elettivi e dell'operato dell'organizzazione, per l'attuazione dei programmi approvati con il bilancio.



6. La mozione: definizione8

  1. Le mozioni consistono in documenti scritti presentati allo scopo di dare un indirizzo politico-amministrativo all'attività del Sindaco e della Giunta, o allo scopo di provocare un giudizio del Consiglio sulla condotta del Sindaco e della Giunta, o allo scopo di esprimere la posizione del Consiglio su un determinato argomento.

Oppure

La mozione consiste in una proposta, sottoposta alla decisione del Consiglio comunale, nell'ambito delle competenze per lo stesso stabilite dalla legge e dallo statuto, riferita all'esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo, alla promozione di iniziative e interventi da parte del Consiglio o della Giunta nell'ambito dell'attività del Comune e degli enti ed organismi allo stesso appartenenti o ai quali partecipa.



Oppure

La mozione presentata per iscritto al Sindaco (Presidente del Consiglio) è una proposta di deliberazione su materie di competenza del Consiglio e per esprimere orientamenti e valutazioni politiche su questioni generali che non hanno per oggetto l'amministrazione comunale.9




7. Presentazione delle mozioni

  1. La mozione deve essere presentata per iscritto almeno dieci 10giorni prima di quello fissato per l'adunanza del Consiglio e deve essere inserita all'ordine del giorno della prima seduta successiva alla sua presentazione e comunque non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.

2. Non sono ammesse mozioni formulate con frasi ingiuriose o sconvenienti. Nel caso di formulazioni con frasi ingiuriose o sconvenienti, giudica inappellabilmente il Sindaco (Presidente del Consiglio ).


8. Limitazione del numero delle mozioni

1. Non possono essere iscritte all'ordine del giorno di ogni singola adunanza più di tre 11 mozioni per ogni amministratore, siano esse sottoscritte singolarmente oppure congiuntamente. Entro questi limiti è però data agli amministratori facoltà di scelta delle mozioni.

  1. L'iscrizione all'ordine del giorno delle mozioni presentate da ogni amministratore è fatta sulla base del loro ordine cronologico di ricevimento da parte degli uffici comunali.



9. Svolgimento delle mozioni

  1. La trattazione delle mozioni avviene nella seduta immediatamente successiva alla loro presentazione, secondo il loro inserimento nell’ordine del giorno.

2. Indipendentemente dal numero dei firmatari, la mozione è illustrata, all’occorrenza, solo dal primo firmatario o da uno degli altri firmatari e per un tempo non superiore a dieci minuti.

  1. Nella discussione possono intervenire, per un tempo non superiore a dieci minuti, un Assessore, il Sindaco e un amministratore per ogni gruppo.

  2. Sulle mozioni possono essere presentati emendamenti che devono essere illustrati, discussi e votati separatamente, salvo accordo tra i proponenti firmatari.

5. L’amministratore che ha illustrato la mozione ha diritto di replica per un tempo non eccedente i cinque minuti.

  1. Non sono consentiti altri interventi oltre a quelli per dichiarazione di voto.

7. Quando su questioni o oggetti identici o strettamente connessi a quelli cui si riferiscono le mozioni, siano state presentate anche interpellanze e interrogazioni, per l'esame del Consiglio comunale, il Sindaco (Presidente del Consiglio) dispone che si svolga un'unica discussione.



8. La mozione è sottoposta all'approvazione del Consiglio, nelle forme previste per la votazione delle deliberazioni. Le mozioni possono concludersi con una risoluzione. Le risoluzioni presentate in riferimento alla materia oggetto delle mozioni sono messe ai voti dopo la votazione delle mozioni.12

9. Quando una mozione stabilisca dei termini entro i quali deve essere riferito al Consiglio e ciò non avvenga in tempo utile, il Presidente del Consiglio è tenuto ad iscrivere all'ordine del giorno, entro i trenta giorni successivi, una comunicazione in merito del Sindaco.13


10. La risoluzione14

  1. Con la risoluzione uno o più amministratori propongono al Consiglio di esprimere orientamenti o valutazioni politiche su questioni generali che non hanno per oggetto l'Amministrazione comunale.

Oppure

Le risoluzioni consistono in documenti di indirizzo al Sindaco e alla Giunta presentati a conclusione di un dibattito.

Oppure

Le risoluzioni non attengono a proposte di deliberazioni ma ad argomenti di natura politico-amministrativa che hanno formato oggetto di una discussione.

Oppure

Gli amministratori possono presentare risoluzioni su argomenti concernenti l'attività del Comune, la vita politica, sociale ed economica della popolazione ed ogni altro tema di competenza del Consiglio comunale.
2. Le risoluzioni possono essere presentate da ciascun amministratore e costituiscono atti a se stanti. Esse devono essere redatte per iscritto, adeguatamente motivate e sottoscritte dal proponente.

3. Le risoluzioni di particolare rilevanza possono anche essere presentate al Sindaco (Presidente del Consiglio) almeno ventiquattro ore prima della seduta.

4. Le risoluzioni di indirizzo adottate dal Consiglio comunale impegnano la Giunta e i funzionari a predisporre i provvedimenti attuativi successivi nell'ambito degli organi preposti all'adozione ai sensi della legge, dello statuto e del regolamento.

11. L'ordine del giorno15

  1. Gli ordini del giorno consistono in documenti scritti volti ad indirizzare l'azione del Sindaco e della Giunta presentati nel corso di discussioni su proposte di deliberazioni.

Oppure

Con l'ordine del giorno uno o più amministratori propongono al Consiglio di esprimersi su un atto o argomento iscritto all'ordine dei lavori dello stesso.

Oppure

Gli amministratori possono presentare ordini del giorno su argomenti concernenti l'attività del Comune, la vita politica, sociale ed economica della popolazione ed ogni altro tema di competenza del Consiglio comunale.


  1. Gli ordini del giorno possono essere presentati da ciascun amministratore e, pur discussi unitamente alle proposte di deliberazione, non costituiscono allegati di esse, ma formano atti deliberativi a se stanti.

3. L'ordine del giorno redatto per iscritto, adeguatamente motivato e sottoscritto dal proponente, deve essere consegnato al Sindaco ( Presidente del Consiglio) prima della fine della discussione dell'atto o argomento cui si fa riferimento ed è messo in votazione dopo la votazione di quest'ultimo.


TITOLO II

CAPO I

SEZIONE I

FUNZIONI E ORGANIZZAZIONE DEL CONSIGLIO

FUNZIONI DEL CONSIGLIO

LE FUNZIONI DI CONTROLLO POLITICO-AMMINISTRATIVO


12. Le funzioni di controllo politico-amministrativo16

1. Il Consiglio verifica l’andamento della gestione, lo sviluppo dei piani di investimento e la coerenza dell’attività dell’organizzazione comunale con gli indirizzi programmati dal Consiglio stesso e con gli obiettivi fissati nei medesimi atti.



13. Le interrogazioni: definizione17

  1. L'interrogazione consiste nella richiesta rivolta al Sindaco ( Presidente del Consiglio) per avere informazioni circa la sussistenza o la verità di un fatto determinato o per conoscere i motivi ed i criteri in base ai quali è stato adottato un provvedimento o gli intendimenti con i quali ci si prefigge di operare in merito ad un determinato fatto od intervento.

oppure

L'interrogazione consiste nella domanda rivolta per iscritto al Sindaco ( Presidente del Consiglio) per avere informazioni o spiegazioni su un oggetto determinato relativo al comportamento degli uffici o per sapere se e quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare in relazione all'oggetto medesimo.



oppure

Le interrogazioni consistono nella semplice domanda al sindaco se un fatto sia vero, se alcuna informazione sia giunta in ufficio e sia esatta, se si sia presa o si stia per prendere alcuna risoluzione intorno a un determinato affare.




  1. Le interrogazioni possono essere rivolte anche al Presidente del Consiglio per avere informazioni su argomenti di competenza istituzionale del suo ufficio.18



14. Svolgimento delle interrogazioni

1. Le dichiarazioni o risposte su ciascuna interrogazione, rese per conto della Giunta dal Sindaco o da un Assessore, danno luogo a replica dell'interrogante, che può dichiarare se sia stato o no risposto adeguatamente alla sua domanda. Il tempo concesso all'interrogante per queste dichiarazioni non può eccedere i cinque minuti.



2. Quando l'interrogazione ha carattere urgente può essere svolta anche durante l'adunanza, subito dopo la trattazione di quelle presentate nei termini ordinari.



15. Interrogazioni con risposta scritta

1. L’amministratore, nel presentare un'interrogazione, può chiedere che sia data risposta scritta. Il Sindaco in tal caso è tenuto a rispondere entro i successivi trenta giorni dalla richiesta e a darne comunicazione al Consiglio nella prima seduta utile.

oppure

L’amministratore, nel presentare un'interrogazione, può chiedere che sia data risposta scritta. Il Sindaco in tal caso è tenuto a rispondere entro i successivi trenta giorni dalla richiesta e a darne comunicazione al Consiglio nella prima seduta utile. Se la Giunta non fa pervenire la risposta nel termine sopra previsto, il Sindaco (Presidente del Consiglio) pone senz'altro l'interrogazione all'ordine del giorno della prima adunanza successiva a tale termine; in tal caso l'interrogazione può essere svolta oralmente.





16. Limitazione del numero delle interrogazioni

1. Non possono essere iscritte all'ordine del giorno della stessa adunanza più di tre interrogazioni per ogni amministratore, siano esse sottoscritte singolarmente oppure congiuntamente. Entro questi limiti è però data agli amministratori facoltà di scelta delle interrogazioni.



17. Le interpellanze: definizione19


Capo i - iniziativa dei consiglieri e della giunta



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