Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi


Deformazioni negli aborigeni che adottano il cibo occidentale



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Deformazioni negli aborigeni che adottano il cibo occidentale
Quali sono i cibi che la natura ha reso disponibili per queste popolazioni? Leggiamo ancora una volta il resoconto del dottor Price:

I cibi disponibili per questa gente sono incredibilmente limitati in varietà e quantità, a causa dell’assenza di piogge e dell’infertilità del suolo. Come cibo vegetale essi usano radici, gambi, foglie, bacche, semi di erbe ed un tipo di pisello indigeno, che vengono mangiati assieme ai tessuti di grandi e piccoli animali. I grandi animali disponibili sono il canguro e il wallaby [specie di piccolo canguro – N.d.T.]. Tra i piccoli animali ci sono una varietà di roditori, insetti, coleotteri e bruchi, e quando sono disponibili varie forme di vita animale dei fiumi e degli oceani. Uccelli ed uova d’uccello vengono utilizzate quando sono disponibili.

58 – Sale marino integrale, cloruro di sodio e cloruro di potassio


Sono ormai 20 anni che quando uso il sale sulle pietanze uso solo ed unicamente sale marino integrale. Il comune “sale da cucina” è composto solo ed unicamente di cloruro di sodio, e la sua assunzione viene sconsigliata da gran parte (se non tutti) i professionisti che si occupano di medicina naturale. Anche la dottoressa Campbell-McBride, specializzata in scienza della nutrizione, afferma che dovremmo utilizzare solo sale marino integrale, giacché il cloruro di sodio sbilancia tutta la nostra omeostasi, causa ritenzioni di liquidi e creazione di calcoli nella cistifellea e nei reni.

Secondo tale insigne medico (che ha curato l’autismo del figlio e scoperto come curare con la dieta tantissime afflizioni moderne, incluse la sclerosi multipla e tante cosiddette malattie mentali) il nostro corpo è fatto per ricevere il sale solo nella sua forma integrale, ovvero cloruro di sodio assieme a tanti altri minerali ed elementi in traccia, così com’è se lo si estrae dal mare, dalle saline, o da altri giacimenti (come quelli dai quali si estrae il famoso sale dell’Himalaya, dalle tante reclamizzate virtù).

Anche per la pulizia dell’intestino con il metodo Shank prakshalan (vedi capitolo 27) va usata tale forma di sale, e lo stesso vale per i clisteri (che si possono fare con acqua e sale, acqua e camomilla, acqua e caffè, acqua e bicarbonato, acqua e olio …).

Quanto alle diverse qualità di sale pare che quello dell’oceano sia più ricco di sostanze utili (ed è anche più costoso). Quello più accessibile come prezzo qui in Italia è forse il sale marino integrale che proviene dalla Sicilia. Con una dieta paleolitica di sale se ne usa ben poco, specie se si mangiano molta frutta e verdure crude, spremute/centrifughe fatte in casa.

Il corpo umano necessita di sodio e di potassio in determinati rapporti, ma il consumo del comune sale da cucina, contenente solo sodio, è quanto di peggio possa esistere per contribuire ad uno squilibrio. Non è un caso che il dottor Max Gerson nel suo metodo di cura naturale dei tumori (ed altre malattie degenerative o croniche) prevedeva la totale astinenza dal cloruro di sodio assieme alla somministrazione di integratori di potassio. La dottoressa Clark consigliava invece di utilizzare una mistura di 50% in peso cloruro di potassio e 50% di sale marino integrale (disinfettato lasciandolo per un po’ di tempo in un forno caldo, giacché il sale lasciato ad essiccare all’aperto può contenere tracce di escrementi di uccelli marini e quindi essere portatore di batteri o parassiti di tali uccelli). In effetti alcuni sali iposodici, reperibili per esempio in farmacia, hanno una composizione simile.



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