Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi



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Gli antefatti

Nel dicembre del 1965 il chimico James Schlatter della Searle scoprì l’aspartame mentre lavorava ad un farmaco per l’ulcera. La sostanza, composta al 50 % di fenilalanina sintetica, 40 % si acido aspartico sintetico e 10 % di metanolo, aveva un potere dolcificante (a parità di peso) circa 200 volte più dolce dello zucchero e nessuna caloria. Nella primavera del 1967 la Searle iniziò a condurre test per verificare la sicurezza del prodotto onde richiedere l’approvazione del prodotto da parte dell’FDA.

Subito dopo l’inizio di tali test, gli animali di laboratorio (scimmie e gatti) iniziarono a sperimentare effetti avversi [alla somministrazione dell’aspartame] che andavano dai tumori e dalle lesioni cerebrali and fino agli attacchi cardiaci ed alla morte. Nonostante ciò la Searle richiese alla FDA l’approvazione dell’aspartame nel Febbraio del 1973. Secondo Turner, la Searle fornì alla FDA più di 100 studi che avrebbero dimostrato l’innocuità dell’aspartame. Analisi indipendenti di tali studi provano invece in maniera decisiva che l’aspartame è in realtà un prodotto pericoloso, carcinogeno, neurotossico, e che da forte dipendenza.

Fidandosi della promessa della Searle che l’aspartame fosse sicuro, la FDA approvò l’uso limitato dell’aspartame nei dry goods [ovvero pasticche e basi alimentari] il 26 luglio del 1974. Turner ed il dottor Dr. Olney si opposero formalmente a tale approvazione. La loro opposizione indusse la FDA a compiere un’indagine delle pratiche di laboratorio della Searle che provarono come la Searle avesse fornito alla FDA conclusioni non realistiche, che risultavano da dati manipolati, i quali derivavano da studi progettati in maniera superficiale. La FDA ritirò la propria decisione di approvare l’aspartame per l’utilizzo nei dry goods.

Il 10 gennaio 1977, la FDA richiese formalmente che il Dipartimento di Giustizia convocasse un gran giurì federale per determinare se la Searle dovesse essere incriminata per “occultamento di fatti materiali e rilascio di false affermazioni” in relazione alla sua richiesta dell’approvazione dell’uso dell’aspartame.


Per dare un’idea di ciò che trovarono gli esperti della FDA in questa indagine che provocò (almeno per un certo tempo) la sospensione della commercializzazione dell’aspartame riporto che nel marzo del 1976 la commissione d’indagine stilò un rapportò di oltre 15.000 pagine (Schmidt 1976, pag 4, Atti del Senato USA, 1976) nel quale veniva elencata una serie interminabile di scorrettezze compiute negli esperimenti, fra le quali ad esempio: non riportare tutti i casi degli animali morti per tumore nelle statistiche finali, registrare come vivi animali che invece erano morti, effettuare una serie di errori aritmetici o di trascrizione che hanno ridotto il numero dei tumori riportati, condurre 329 esami teratologici in soli due giorni impiegando solo 3 persone (cosa che è sembrata agli esperti fisicamente impossibile per cui è forte il sospetto che i dati siano inventati o quanto meno falsati), fornire alla FDA schede patologiche degli animali differenti dalle versioni orginali.

Chi volesse leggere un elenco più dettagliato può trovarlo alle pagine 13,14 e 15 del già citato libro Sugar blues 2 di Lorenzo Acerra.


Fra le molte accuse che gli investigatori della FDA mossero alle pratiche di laboratorio della Searle ci fu quella che i topi che sviluppavano tumori venivano sottoposti alla rimozione chirurgica del tumore e quindi rimessi dentro l’esperimento come se a loro non fosse successo niente.

L’investigazione del gran giurì fu condotta dal procuratore Samuel Skinner. Il giorno 1 luglio del 1977, mentre l’indagine era ancora in corso, Skinner lasciò l’impiego presso il dipartimento della giustizia e fu assunto dallo studio legale Sidley & Austin, lo studio legale che rappresentava la Searle. A quanto pare le limitazioni statutarie riguardo al conflitto d’interessi furono ignorate ed il gran giurì andò allo sbando senza raggiungere nessuna conclusione riguardo alla Searle ed alle sue pratiche di laboratorio.

Nel mezzo di questa controversia, l’8 marzo del 1977, Rumsfeld accettò dalla Searle l’offerta di ricoprire il ruolo di CEO ed immediatamente iniziò a riorganizzare molte cose nell’azienda. Rumsfeld, che non aveva esperienze precedenti di direzione aziendale, riorganizzò diversi settori della Searle e licenziò molti dei suoi manger di alto livello, rimpiazzandoli con altra gente ben ammanigliata politicamente con Washington.

Sebbene (…) si accumulassero le prove della natura velenosa di quel prodotto dalla sua azienda, Rumsfeld ed il suo team continuarono a premere per l’approvazione dell’aspartame da parte della FDA.

Una squadra di investigatori della FDA diretta da Jerome Bressler cercò di bloccare l’azione del team di Rumsfeld pubblicando l’1 agosto 1977 un documento divenuto noto come il “Rapporto Bressler”. Tale rapporto citava diverse circostanze nelle quali la Searle aveva intenzionalmente ingannato la FDA nella sua richiesta di approvazione della commercializzazione dell’aspartame. La FDA formò quindi nel 1979 una commissione pubblica d’inchiesta per controllare la miriade di problemi di sicurezza legati all’aspartame.

A quel tempo gli investigatori della FDA ed altri scienziati indipendenti avevano rivisto in maniera dettagliata gli studi della Searle ed ulteriori studi erano stati condotti. Non c’era dubbio sul fatto che, in base ad analisi oggettive ed in base alle evidenze che si erano accumulate per oltre un decennio, l’aspartame fosse mortalmente velenoso per gli animali da laboratorio e che causasse loro un numero statisticamente significante di tumori.

Il 30 settembre del 1980, la commissione pubblica d’inchiesta concluse che l’aspartame non doveva essere approvato a causa di alcune ulteriori indagini in corso sui suoi sospetti legami con la formazione di tumori cerebrali ed a causa del fatto che la FDA “non ha ricevuto ancora prove ragionevolmente certe che l’aspartame possa essere sicuro come additivo alimentare”.




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