Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi


Local appendiceal dysbiosis: the missing link between the appendix and ulcerative colitis?



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29.03.2019
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Local appendiceal dysbiosis: the missing link between the appendix and ulcerative colitis? (“Disbiosi locale dell’appendice; l’anello mancante tra l’appendice e la colite ulcerosa?”)127.

Gut microbiota: Diet promotes dysbiosis and colitis in susceptible hosts (“Microbiota dell’intestino: la dieta promuove disbiosi e colite in pazienti suscettibili”)128.

Anche l’articolo Phylogenetic analysis of dysbiosis in ulcerative colitis during remission (“Analisi filogenetica della disbiosi nella colite ulcerosa durante la remissione”)129 testimonia l’alterazione della microflora intestinale (ovvero la disbiosi) dei pazienti che soffrono di colite ulcerosa.

L’articolo Enteric microbiota leads to new therapeutic strategies for ulcerative colitis (“Il microbiota enterico porta a nuove strategie terapeutiche per la colite ulcerosa”)130 partendo dalla constatazione della presenza di una disbiosi associata alla colite, suggerisce nuove strategie di cura basate su integrazione di probiotici, assunzione di prebiotici e trapianto di microbiota fecale131.

Per quanto basato su uno studio su cavie, e quindi non troppo affidabile, cito anche l’articolo The murine appendiceal microbiome is altered in spontaneous colitis and its pathological progression (“Il microbioma dell’appendice dei topi è alterato nella colite spontanea e nella sua progressione patologica”)132 che rivela la medesima associazione tra disbiosi e colite.

Dulcis in fundo abbiamo l’articolo Dysbiosis in inflammatory bowel disease (Disbiosi nelle malattie infiammatorie croniche intestinali - denominazione che comprende morbo di Crohn, colite ulcerosa ed altre malattie simili)133.

Riguardo all’appendice c’è da segnalare che di recente alcuni scienziati del Duke University Medical Centre (Carolina del Nord), hanno ipotizzato che essa sia una sorta di contenitore di microfolora intestinale di riserva, utile a ripopolare l’intestino in caso di diarrea o altre malattie come il colera, che depauperano l’intestino dei suoi batteri simbionti; se questo fosse vero, avremmo un motivo in più per cercare di riequilibrare la microflora intestinale in caso di occorrenza di un’infiammazione all’appendice ed evitarne (finché possibile) la rimozione chirurgica. Per lungo tempo la scienza medica ha considerato l’appendice un organo inutile, e 30/40 anni fa la rimozione di tonsille ed appendice veniva eseguita di routine al minimo segno di infezione/infiammazione dei due organi; secondo la medicina olistica invece anche l’appendice fa parte del sistema immunitario, e la rimozione delle tonsille sovraccarica il sistema immunitario rischiando di causare anche un’infiammazione all’appendice.





Dal sito dell’ABC riporto queste informazioni tratte dall’articolo Scientists discover true function of appendix organ (“Scienziati scoprono la vera funzione dell’appendice”)134.

Essa fungerebbe da riparo per i batteri benefici, che possono essere utilizzati in maniera efficace per ripristinare la flora microbica intestinale in seguito ad un episodio di dissenteria o di colera (…) Ma il professor Bill Parker afferma che questo non vuol dire che dobbiamo tenerci stretta le nostra appendice ad ogni costo.

Nicholas Vardaxis, professore associato del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università RMIT afferma che la teoria degli scienziati della Duke University è sensata e precisa che secondo lui gli esseri più evoluti nel regno animale sono onnivori, e che questa dieta porta ad una minore necessità dell’appendice


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