Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi


– Sindrome dell’intestino irritabile (IBS), disbiosi, parassitosi e Blastocisti



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66 – Sindrome dell’intestino irritabile (IBS), disbiosi, parassitosi e Blastocisti
Tra i problemi prettamente intestinali causati dalla disbiosi troviamo anche la cosiddetta Sindrome dell’intestino irritabile (in inglese IBS, Intestinal Bowel Syndrome), caratterizzata da dolori addominali con diarrea e/o costipazione. Dopo avere analizzato in dettaglio la fibromialgia e le tante connessioni tra IBS, fibromialgia e SIBO probabilmente c’è poco altro da aggiungere. Segnalo però la possibile causa o concausa della parassitosi (ma a questo punto del libro dovrebbe essere chiaro che questo fattore, come quello dell’eventuale sensibilità a glutine, caseina, latte pastorizzato è fin troppo spesso chiamato in causa), presentando il caso di una persona diagnosticata come malato di Sindrome dell’intestino irritabile, ma che non ha risposto al trattamento standard.

L’articolo A Case of Parasite Invasion of the Intestinal Tract: A Missed Diagnosis in Irritable Bowel Syndrome682 ci informa che solo dopo che ulteriori approfondimenti clinici hanno portato al fondato sospetto dell’infezione da anchilostomi (ed al conseguente trattamento con farmaci antiparassitari), si è avuto finalmente un miglioramento delle condizioni di salute del paziente. Da notare che in questo caso, come spesso avviene, gli esami di laboratorio delle feci risultavano negativi a dispetto della presenza dei vermi. Questo caso può essere importante e potrebbe spiegare la causa nascosta di alcuni casi di “sindrome dell’intestino irritabile refrattaria”.

Altri parassiti, ma unicellulari possono essere rilevanti in caso di IBS, come per esempio i Blastocisti, esseri di incerta classificazione, e rispetto ai quali si possono leggere articoli scientifici contrastanti; alcuni lavori riportano la stessa frequenza di Blastocisti nelle persone sane e nei malati di IBS, mentre altri (presumibilmente più accurati) riportano una prevalenza del 50% di infezione da Blastocisti nei malati e valori molto minori nei soggetti sani. Anche sula pericolosità di tale microrganismo molti autori esprimono opinioni differenti, sebbene la pratica clinica sembra indicarne la pericolosità. Come mai, allora, tale ospite indesiderato in alcuni soggetti non causa sintomi, mentre in altri può causare (o con-causare), sintomi gastrointestinali ed epiteliali? Probabilmente dobbiamo considerare tre fattori, il primo è che la disbiosi intestinale abbassando le difese immunitarie, potrebbe far sì che i Blastocisti possano proliferare a dismisura e causare danno, un po’ come succede alla Candida; è il solito problema dell’agente infettivo o del parassita che non riesce a fare troppo danno fin quando l’organismo è abbastanza forte da contenerlo. Il secondo fattore è che le tecniche di laboratorio per l’identificazione del Blastocisti non sono ancora abbastanza precise e affidabili (ed i risultati contrastanti ottenuti ne sono la prova), e il terzo è che forse esistono delle specie o dei ceppi particolari di Blastocisti che risultano particolarmente dannosi per la salute umana. Molto di quanto su esposto potete leggerlo nell’articolo Oh my aching gut: irritable bowel syndrome, Blastocystis, and asymptomatic infection683.



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