Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi


- Piccolo addendum su rame, alluminio, zolfo, morbo di Parkinson e di Alzheimer



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76.3 - Piccolo addendum su rame, alluminio, zolfo, morbo di Parkinson e di Alzheimer

Nella precedente traduzione è stato messo in evidenza il ruolo del rame, elemento metallico che inibisce l’attività positiva dello zolfo organico, la cui carenza sembra correlata all’insorgere di varie malattie tra le quali il morbo di Parkinson e di Alzheimer. Che l’eccesso di rame sia correlato al rischi di sviluppare la malattia viene rivelato anche dall’articolo Value of serum nonceruloplasmin copper for prediction of mild cognitive impairment conversion to Alzheimer disease731. Ma da dove viene il rame, si chiederà qualcuno?

Ebbene il rame è utilizzato come pesticida / fungicida ed il suo uso entro certi limiti è persino ammesso per legge nell’agricoltura biologica732. Forse questo spiega anche la correlazione tra pesticidi e morbo di Parkinson sancita anche da una recente sentenza di un tribunale francese733.

Dall’articolo È ufficiale pesticidi causano il morbo di Parkinson sul sito quotidiano legale734 traggo le seguenti righe



Per prima in Europa, la Francia riconosce il Morbo di Parkinson come malattia professionale per gli agricoltori entrati a stretto contatto con i pesticidi. Il decreto francese è stato pubblicato lo scorso maggio ed è entrato in vigore di fatto un mese fa. Alla base una serie di ricerche scientifiche che hanno evidenziato i legami tra il Parkinson e l’esposizione professionale ai pesticidi.

Alle informazioni sul possibile ruolo dello zolfo nell’insorgenza del morbo di Parkinson (e dell’Alzheimer) possiamo aggiungere quelle che vengono dalla lettura dell’interessante articolo Morbo di Parkinson amici e nemici nel piatto735 pubblicato sul sito terranews dalla cui lettura si evince che consumare molta frutta e verdura fresca possibilmente biologica aiuta a combattere la malattia (d’altronde i vegetali provenienti da coltivazioni biologiche sono più ricchi di zolfo) e che invece secondo una recente ricerca epidemiologica il consumo di latte e latticini aumenterebbe il rischio di ammalarsi.

L’articolo Consumption of dairy products and risk of Parkinson disease (“Assunzione di latte e latticini e rischio di contrarre il morbo di Parkinson”)736 indica un discreto aumento del rischio di sviluppare il morbo di Parkinson tra le persone che assumono in notevole quantità latte e latticini. Per i più alti consumatori di questi prodotti il rischio relativo è risultato 1,6 (con un intervallo di confidenza del 95 percento) il che vuol dire un aumento del 60 per cento della probabilità di sviluppare la malattia. Tale dato è però una media del valore 1,8 per gli uomini e 1,3 per le donne. Ovviamente i dati non tengono conto del fatto che latte e latticini assunti siano interi magri o scremati, che il latte sia pastorizzato o crudo; personalmente condivido l’analisi del dottor Perugini737 che invita piuttosto a preferire il latte intero, sebbene io mal vedo il consumo di latte (il latte intero biologico è pur sempre pastorizzato e a volte sottoposto anche ad altri trattamenti che lo rendono ben poco digeribile per l’uomo). Ad ogni modo reputo interessante anche l’analisi del dottor Perugini sul mito del colesterolo738.

L’articolo morbo di Parkinson amici e nemici nel piatto (scritto da Silvia Carri e Paolo Giordo per Terra Nuova) afferma che:



Fino a pochi decenni fa il disturbo colpiva principalmente individui oltre i 60 anni, ma oggi l’età d’insorgenza è scesa, con manifestazioni già attorno ai 40 anni; si sono registrati addirittura casi di ventenni colpiti dal cosiddetto parkinsonismo giovanile, frutto di inquietanti mutazioni genetiche. Colpa delle intossicazioni?

Gli autori sono quindi arrivati alla stessa mia conclusione quando valutando il fatto che i malati di Alzheimer aumentano vertiginosamente nel giro di 6 anni739 ipotizzavo un forte contributo dato dall’inquinamento ambientale, dall’accumulo di sostanze tossiche nell’organismo, anche perché l’aumento del numero degli ultraottantenni non può bastare a spiegare tale aumento.

E adesso forse abbiamo un quadro completo quando osserviamo che alluminio e rame, due metalli che con meccanismi differenti contribuiscono all’insorgenza delle due più famose malattie neurodegenerative vengono riscontrati in ciò che “piove dal cielo” in seguito al passaggio degli aerei con bianca scia al seguito.



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