Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi



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73 - Cuore ed alimentazione
Quanto scritto in precedenza ha già fornito alcune indicazioni sulle malattie cardiache, sia a livello di prevenzione; vedi i capitoli su terra diatomacea, zolfo, magnesio, vitamina D, nonché le relazioni sul lavoro del dottor Price che mostra come la dieta moderna a base di cereali raffinati, zucchero e cibi in scatola abbia causato un’epidemia di malattie cardiache. Nel trattare il problema della disbiosi è stato già accennato a come essa possa essere causa o concausa di malattie cardio-vascolari; ovviamente non vanno mai dimenticati i problemi di intolleranza al latte, quello die parassiti, dei focus dentali, della malocclusione etc..

L’articolo The influence of the human microbiome and probiotics on cardiovascular health (“L’influenza del microbioma umano sulla salute cardiovascolare”)773 rivisita la letteratura scientifica pre-esistente ed è categorico nello stabilire l’associazione dello stato del microbioma con i problemi cardiovascolari e quindi il potenziale utilizzo terapeutico dei probiotici. Chi avesse ancora dubbi oltre all’articolo in questione può consultare tutti gli altri articoli in esso citati.

L’articolo Vitamin D levels predict hospitalization and mortality in patients with heart failure, (“I livelli di vitamina D predicono l’ospedalizzazione e la mortalità nei pazienti con arresto cardiaco”)774, mostra per l’appunto che la carenza di vitamina D è molto diffusa tra i pazienti che vanno in arresto cardiaco, e che bassi livelli di vitamina C sono fortemente correlati con l’aumento dei ricoveri in ospedale e con la mortalità dei pazienti. Ma altri studi sul rapporto tra salute del cuore e vitamina D portano a risultati non altrettanto ottimistici775; la spiegazione potrebbe essere quella data da S. Seneff ed illustrata in un capitolo precedente: dipende da quale forma di vitamina D viene considerata. Forse sono proprio i livelli di vitamina D3 solfatata ad essere importanti e non i livelli di vitamina D in sé e per sé; se fosse così la migliore soluzione sarebbe anche la più semplice: mezz’ora di esposizione al sole ogni giorno (fin quanto è possibile).

La dottoressa Campbell-McBride, nel suo libro Put your heart in your mouth (“Affida il cuore alla tua bocca”), consiglia per i problemi cardiaci la stessa dieta paleolitica che serve a risanare la disbiosi intestinale, ponendo l’accento sull’utilità dei grassi buoni (burro chiarificato biologico, olio di cocco, grassi animali non processati, olio di oliva estratto a freddo) per la salute del cuore. Già 70 anni fa il dottor Weston Price mostrava come i popoli che conservano ancora le abitudini alimentari dei propri antenati, hanno incidenze pressoché nulle di problemi cardiaci. Una dieta paleo ed il risanamento dell’eventuale disbiosi e parassitosi possono quindi essere due possibili punti di partenza per affrontare anche i problemi cardiaci e cardiovascolari. L’integrazione di magnesio, zolfo organico, terra diatomacea (ovviamente nelle dosi opportune) non può che essere utile anche a livello di prevenzione a meno che non ci siano controindicazioni particolari (per esempio in caso di disfunzione renale il magnesio è da evitare assolutamente). Ovviamente anche frutta e verdura cruda possono essere utili per contrastare le malattie cardiache776, ed anche noci, mandorle, nocciole (sebbene in caso di disbiosi certi cibi potrebbero contribuire a nutrire la Candida).

Se non si vuole o non si riesce ad approdare ad una dieta paleolitica si possono seguire i suggerimenti del libro di Stephen Sinatra The Sinatra solution - Rinforza il tuo Cuore con la Cardiologia Metabolica (Macro Edizioni). Molto interessante è anche la lettura del libro della cardiologa Jillie Collings Il cuore senza chirurgia (Spirali edizioni), nel quale si parla delle alternative non chirurgiche alla cura di molti problemi dell’apparato cardiocircolatorio (terapia chelante, ozonoterapia) e si evidenziano le scarsità di dati scientifici a favore di molte tecniche chirurgiche che vanno per la maggiore. L’ozonoterapia in certi casi può essere d’aiuto ed è una tecnica assolutamente priva di effetti avversi; lo stesso dicasi della terra diatomacea, con la quale si potrebbe riuscire ad ottenere una pulizia delle arterie in maniera più dolce rispetto alla terapia chelante.

La pressione alta è uno dei fattori che contribuiscono ad innescare problemi cardiovascolari, ed è stato dimostrato in un capitolo precedente come tale condizione sia correlata alla disbiosi.





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