Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi


- Sindrome pre-mestruale, disbiosi e intolleranza al glutine



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12 - Sindrome pre-mestruale, disbiosi e intolleranza al glutine
È davvero fuorviante il pensiero che la donna in occorrenza di alcuni giorni particolari del ciclo mestruale, debba essere sempre nervosa, facile ad esplosioni di rabbia incontrollata, soggetta a mal di testa ed altri dolori molto fastidiosi. In realtà la donna in buona salute, sebbene possa sperimentare sicuramente alcune modificazioni psico-fisiche, non dovrebbe mai manifestare delle sintomatologie di questo tipo, che si configurano invece come una vera e propria sindrome, detta Sindrome Pre-Mestruale229

In realtà tali problemi secondo alcune stime affliggono circa il 25% delle donne (almeno nei nostri paesi occidentali), ma secondo altre stime230 si arriva sino all’80%; ovviamente alcune discrepanze si possono comprendere ipotizzando ci sarà una certa percentuale con sintomi molto evidenti, ed un’altra percentuale con sintomi meno marcati. Secondo un recente sondaggio della Società Italiana di ginecologia e Ostetricia (eseguito su di un campione di 743 donne) la sindrome premestruale colpirebbe l’80% delle donne, compromettendo la vita sociale di 43 donne su cento, la vita di coppia di 53 donne su cento e la vita lavorativa/scolastica di 70 donne su cento.

Altra interessante statistica viene da uno studio sulle studentesse di una università egiziana Nature and prevalence of menstrual disorders among teenage female students at Zagazig University, Zagazig, Egypt231 che su un campione di 285 soggetti il 6,3% mostra oligomenorrea (mestruazioni meno frequenti del normale, ogni 35-90 giorni), l’1.8%, polimenorrea (mestruazioni più frequenti del normale, ogni 21-24 giorni), l’8,8% ipomenorrea (perdita di sangue molto ridotta spesso correlata ad una breve durata delle mestruazioni), il 4,2% ipermenorrea (perdita di sangue molto abbondante spesso correlata ad una durata più lunga delle mestruazioni), l’8,4% periodi mestrauli irregolari, il 66% dimenorrea (dolori mestruali particolarmente forti), il 56,1% sindrome premestruale. Gli autori riferiscono che tali dati sono in sintonia con quelli raccolti in altri studi e mostrano una realtà davvero spaventosa. Ma possibile che in natura ci sia un essere così squilibrato? Difficile da credersi, mentre è facile immaginare che tutto dipenda dallo stile di vita moderna: alimentazione, tossine ambientali, farmaci, intolleranza a glutine e caseina.

Ma qual è la vera causa della sindrome pre-mestruale? La dottoressa Natasha Campbell-McBride afferma che il suo protocollo GAPS (basato sulla dieta dei carboidrati specifici, ovvero su una dieta paleolitica) è utile anche per guarire dalla sindrome pre-mestruale. La scopo del protocollo GAPS è quello di curare la disbiosi intestinale, che evidentemente è alla base dei sintomi della sindrome pre-mestruale, attraverso una dieta che esclude tutti i cereali (e quindi anche quelli che contengono glutine).

In effetti la disbiosi è una delle cause dell’intolleranza al glutine e in certi giorni del ciclo si manifesta un’alterazione della permeabilità intestinale, che può a sua volta intensificare i sintomi della sensibilità al glutine. Possiamo quindi individuare nell’intolleranza al glutine una concausa della sindrome premestruale, come afferma per altro il dottor Jake Paul Fratkin232.

Non è un caso che la dottoressa Daniela Pelotti in un suo articolo intitolato Dismenorrea e sindrome pre-mestruale233 indichi nella disbiosi intestinale e nella sensibilità al glutine la causa della sindrome premestruale. La dottoressa precisa che il termine sindrome premestruale fu introdotto negli anni ‘60 del secolo scorso (quando presumibilmente l’effetto cumulativo di antibiotici, mancato allattamento al seno ed alimentazione scorretta aveva reso sempre più frequente l’occorrenza di questo disturbo) e che la donna primitiva che seguiva la dieta paleolitica non soffriva di certi problemi ed aveva una mestruazione contenuta.

Un’altra conferma in tale senso ci viene dalla biologa nutrizionista Lorella De Mariani234, che in un suo articolo indica nella disbiosi intestinale la causa della sindrome premestruale. La stessa cosa viene affermata da un articolo pubblicato sul sito dell’Istituto Tillotson235 (clinica di medicina naturale), su un articolo pubblicato su di un giornale di medicina naturale del Sudafrica236, nell’articolo pubblicato sul sito di un’altra clinica di medicina naturale237 ed altri ancora238.

Del resto un articolo del quotidiano La Stampa239 ci informa che delle possibili soluzioni sono l’integrazione di magnesio e vitamina B6, proprio due di quelle sostanze di cui il nostro corpo è carente quando si soffre di disbiosi.

Interessante infine è anche la testimonianza di Lauren Geertsen240, una ragazza che sta guarendo dai suoi problemi di salute (colite ulcerosa) applicando il metodo GAPS (dieta paleolitica), che ha visto risolversi anche i propri problemi premestruali ed ha scritto un libro “Quit PMS” (“Dire addio alla sindrome premestruale”)241. Personalmente sono in contatto con diverse donne che passando ad una dieta paleolitica hanno vissuto la stessa esperienza.



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