Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi


- I probiotici e la reazione di Herxheimer (die-off)



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14 - I probiotici e la reazione di Herxheimer (die-off)
In caso di disbiosi intestinale può essere molto utile assumere integratori di fermenti lattici ed altri micro-organismi benefici, sia nella forma di cibo fermentato (crauti, yogurt e kefir) che nella forma di pillole o bustine. L’assunzione di probiotici, seppur sempre benefica (purché si scelgano dei prodotti validi e possibilmente specifici rispetto alle proprie carenze di questo o quel ceppo di batteri benefici), spesso non può svolgere la sua massima azione benefica se non in concomitanza con l’adozione di una dieta mirata ad “affamare” i microbi patogeni; anche la pulizia intestinale (idrocolonterapia, clisteri, lavaggio ayurvedico con acqua e sale247) può aiutare sia a ripulire (e letteralmente disincrostare) l’intestino che a potenziare di conseguenza l’azione dei batteri benefici. In alternativa ci possono essere altri approcci per debellare i patogeni mentre si potenzia la flora benefica dell’intestino (vedi il capitolo “Non solo la dieta paleo può combattere la disbiosi”).

In certi casi però (specialmente se si segue una dieta paleolitica oppure in persone particolarmente sensibili che hanno un sistema di disintossicazione difettoso, vuoi per effetto della stessa disbiosi, vuoi per caratteristiche genetiche), se non si inizia con piccole dosi per poi aumentare con gradualità, l’azione positiva dei fermenti può causare un momentaneo peggioramento di tutta la sintomatologia pre-esistente. Si tratta di una particolare reazione di disintossicazione detta anche “reazione di Herxheimer” o “reazione di die-off”, in quanto avviene a causa della morte dei microbi patogeni e del susseguente rilascio massiccio delle tossine in essi contenuti. Se durante la loro vita questi patogeni infatti rilasciano continuamente dette tossine, una volta morti i loro “cadaveri” le rilasciano tutte in una volta, esponendo il corpo umano ad una sorte di overdose di quelle stesse tossine che sono responsabili delle patologie correlate alla disbiosi intestinale.

Tale reazione esacerba per un po’ di tempo i vari sintomi delle patologie correlate alla disbiosi, causando anche stanchezza, spossatezza, sonnolenza, eruzioni cutanee, disturbi digestivi (gonfiori, flatulenza, diarrea o costipazione).

Per mitigare queste reazioni è meglio iniziare ad assumere probiotici in piccole dosi ed aumentare pian piano tenendo sotto controllo l’insorgere di qualsiasi reazione (come consiglia anche dalla dottoressa Campbell nel suo libro). Ma se si esagera e si soffre per la reazione di disintossicazione vi dico alcune cose che, nella mia esperienza, hanno funzionato nell’espellere le tossine: un semi-digiuno di una ventina di ore, la pulizia intestinale con acqua e sale o con enteroclismi, l’assunzione di acqua con argilla ventilata e zeolite, bere e sudare molto (quindi anche la sauna dovrebbe servire allo scopo). Il sito aerrepici invece consiglia il carbone attivo248, riguardo al quale sul sito my personal trainer249 leggo che le dosi sarebbero di 1-2 grammi al giorno lontano dai pasti. Il carbone attivo è però controindicato in presenza di ostruzioni intestinali o appendicite, e può ridurre l’assorbimento di taluni farmaci (infatti elimina tantissimi prodotti chimici e fa una grande pulizia nel nostro corpo, ma rischia di eliminare anche alcuni oligoelementi utili); il sito riporta anche che



non va usato in concomitanza con altri antidoti somministrati per bocca, perché ne vanificherebbe l’efficacia; per le stesse ragioni non va associato neppure allo sciroppo emetico di ipecacuana o ad altri emetici”.

L’uso dell’argilla ventilata per depurarsi dalle tossine rilasciate nel corso della reazione di die-off viene consigliato nel libro Guarire l’intestino con l’idro-colon terapia di Flora Peschek-Bohmer (Macro Edizioni). In tale libro viene anche consigliata l’assunzione di aceto di mele per staccare le spore di funghi e lieviti (alcuni dei più fastidiosi patogeni che proliferano in caso di disbiosi intestinale). Dalla pagina 106 del suddetto libro cito testualmente:



Per ottenere dall’analisi delle feci risultati affidabili, beviamo la sera precedente un bicchiere d’aceto di frutta o di mele diluito (tre cucchiai da minestra più acqua fresca fino a riempimento). Questo liquido acidulo stacca, infatti, le spore dei funghi dalla parete intestinale e riesce anche a snidare colonie molto ben nascoste, per farle poi evacuare.

Per quanto riguarda l’acquisto di integratori di probiotici, la dottoressa Campbell consiglia di scegliere dei fermenti in bustina, che si possono sciogliere e dosare a piacimento, purché contengano in notevoli quantità sia batteri della famiglia Lactobacilli (Acidofilus, Bulgaricus, Rhamnosus, Reuteri, Casei, etc.), sia batteri della famiglia dei Bifidobatteri (Bifidum, Breve, Longum, Infantis, etc.) che Bacillus Subtilis. Utili sono anche i ceppi benefici dell’Escherichia coli come il ceppo di Nissle (i quali ci aiutano sia a digerire il lattosio che a tenere alla larga i ceppi patogeni di E. Coli, ovvero quelli apportatori di malattie) e il lievito Saccaromiceto Boulardii, che è un benefico antagonista della Candida. Tale microorganismo si trova in molte formulazioni di probiotici facilmente reperibili anche in farmacia, è utile a contrastare gli effetti nocivi degli antibiotici ed a ripristinare l’equilibrio dell’intestino dopo la diarrea250.

Ma la reazione di Herxheimer non è solo un effetto dei probiotici, in quanto varie altre sostanze (specie se abbinate ad una dieta paleolitica) possono indurre lo stesso fenomeno. Io ho sperimentato reazioni di Herxheimer anche assumendo vitamina C, aglio e cloruro di magnesio, per non parlare del biossido di cloro, e persino del digiuno. E non dobbiamo limitarci a considerare l’effetto della morte di candida, funghi e batteri patogeni, perché anche infastidendo e/o uccidendo i vermi parassiti si può sperimentare qualcosa di simile, al punto che a volte è difficile distinguere tra eventuali effetti collaterali veri e propri di un protocollo antiparassitario ed effetti delle tossine liberare dai parassiti quando vengono “attaccati”. Personalmente ho sperimentato per esempio recidive di psoriasi e di allergia agli inalanti non solo quando ho assunto cloruro di magnesio o vitamina C (efficaci contro i microrganismi patogeni), ma anche quando ho utilizzato alcuni metodi per la rimozione dei parassiti descritti in questo libro. Più in generale con i protocolli antiparassitari si può accusare un forte gonfiore (anche doloroso) all’addome (per il quale possono essere utili dei delicati massaggi per sbloccare l’aria), ed un temporaneo aumento (ovvero un temporaneo ripresentarsi) dei sintomi di tutte quelle patologie che sono correlate all’infestazione parassitaria.

Ma a volte, a causa di una reazione di Herxheimer potrebbero presentarsi anche sintomi (lievi e temporanei) di patologie mai presentatesi in passato, o accusati solo in forma molto lieve ed occasionale. Si tratta di tutte quelle patologie che possono essere causare da disbiosi/parassitosi e che una persona potrebbe sviluppare in forma più grave con l’accentuarsi di tale condizione. Per certi versi la reazione di Herxheimer, per quanto fastidiosa da gestire, è anche un evento che chiarisce la causa di alcuni disturbi: se li vediamo riacuirsi in seguito alla somministrazione di probiotici o di altre sostanze che mirano a combattere patogeni e/o parassiti, abbiamo la prova che quei disturbi sono causati proprio da quegli agenti.





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