Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi


- Disbiosi, parassitosi, focus dentali, alimentazione, “disturbi psichiatrici” e “problemi psicologici”



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16 - Disbiosi, parassitosi, focus dentali, alimentazione, “disturbi psichiatrici” e “problemi psicologici”
Sul rapporto tra intolleranza al glutine e caseina e “malattia mentale” avete già letto numerose informazioni nel capitolo 8; tale intolleranza, come è stato argomentato ampiamente nell’introduzione, è a sua volta causata da disbiosi e/o parassitosi. Una dieta senza glutine e senza caseina e senza zucchero (possibilmente anche senza soia e senza lievito di birra, sostanze che spesso danno reazioni di intolleranza) a volte permette di ottenere dei buoni risultati nei confronti dei cosiddetti “disturbi mentali”; in caso contrario è forse il caso di affrontare più a fondo la la questione intestinale (disbiosi/parassitosi). Senza ovviamente negare l’importanza di eventuali problemi di natura relazionale e psicologica, molto spesso alla base di tante problematiche di un certo tipo ci sono problemi legati allo stato dell’intestino e/o dei denti. Sui focus dentali che possono causare problemi mentali rimando al libro (anch’esso gratuito) “La bonifica dentale”, mentre in questo capitolo ci si concentra su alimentazione, carenze nutrizionale, disbiosi e parassitosi.

Come mostrato più avanti nel capitolo sullo zolfo, la carenza di tale fondamentale elemento costitutivo del corpo umano può contribuire alla genesi di problemi cardiaci ma anche di problematiche attenenti alla sfera psichica come la depressione. È pur noto da tempo che la carenza di elementi nutrizionali come il ferro può concorrere alla manifestazione di quella che viene etichettata come “sindrome da deficit dell’attenzione”255, così come l’abuso di caffeina (che troviamo anche nella coca-cola) può concorrere alla manifestazione di quello che viene etichettato come “iperattività”. Più in generale da un po’ di tempo si studiano i rapporti tra alimentazione e “deficit di attenzione/iperattività”256. Del resto anche la disbiosi intestinale è causa di carenze di zolfo e ferro, a causa della proliferazione di batteri patogeni che sottraggono al nostro corpo questi due importanti elementi.

Alcuni ricercatori attenti all’influsso dell’alimentazione sulla psiche da tempo denunciano che l’uso (ed abuso) di zucchero (vedi più avanti il capitolo relativo) nella dieta influisce negativamente sull’equilibrio psichico degli esseri umani, ma già quasi un secolo fa il dottor W. A. Price mostrava gli influssi negativi sia sul fisico che sulla mente di una dieta a base di farine raffinate, zucchero, cibo in scatola.

Dal canto suo la dottoressa Campbell-McBride, nel suo libro La Sindrome Psico-Intestinale spiega nel dettaglio come una dieta a base di alimenti preconfezionati, farine raffinate, zucchero possa contribuire fortemente alla creazione di una disbiosi intestinale, che è causa a sua volta sia di disturbi fisici che mentali. Nel suo libro la dottoressa menziona gli studi del giapponese Kaduzdo Nishi secondo i quali una condizione psichiatrica su dieci è causata dalle tossine che provengono dall’intestino a causa della disbiosi. Ad esempio, una disbiosi che causa una proliferazione della Candida albicans nell’intestino (un lievito che è “goloso” di zuccheri e farine raffinate) fa sì che tale ospite indesiderato (che in condizioni normali è presente nell’intestino in quantità minime e non dannose) rilasci come prodotto della sua digestione l’etanolo (un alcool), oltre a diversi tipi di candidotossine che hanno effetti negativi sia sul corpo che sulla mente.

A causa della disbiosi e della presenza della Candida nell’intestino la digestione del glutine (contenuto nel grano, nell’orzo, nel farro, nella segale) e della caseina (contenuta nel latte e nei latticini) può venire compromessa, e come risultato di tale difficoltà digestiva si generano dei petidi detti gluteomorfine e caseinomorfine, che sono state riscontrate anche in soggetti “schizofrenici”, iperattivi, con deficit dell’attenzione, autistici ed epilettici. Tali sostanze sono (come dice il nome stesso) morfinosimili, ed hanno un effetto negativo sul nostro sistema nervoso centrale.






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