Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi



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29.03.2019
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un’approfondita indagine fisica è assolutamente essenziale in ogni caso – gli schizofrenici sono generalmente soggetti scarsamente nutriti.

L’articolo Intestinal microbiota, probiotics and mental health: from Metchnikoff to modern advances: Part I – autointoxication revisited (“Microbiota intestinale, probiotici e salute mentale: da Metchnikoff alle scoperte moderne: Parte I – l’autointossicazione rivisitata”)270 mostra in maniera molto estesa come questo legame (adesso denominato in termini scientifici “gut-brain axis” ovvero asse intestino-cervello) fosse noto già cento anni fa, sebbene alcuni dei più convinti assertori di questa correlazione pensarono purtroppo di risolvere il problema alla radice in una maniera decsamente drastica e cruenta, ovvero con la rimozione chirurgica di parti dell’intestino, mettendo coosì in cattiva luce anche gli altri medici che ipotizzavano invece altre strade più sensate per ottenere il riequibrio dell’intestino.

In effetti le carenze vitaminiche (soprattutto niacina ovvero vitamina B3, e poi acido folico, vitamine B6, B12, B1 e C) e di molti minerali (soprattutto magnesio, zinco, manganese) sono tipiche delle persone etichettate schizofreniche. Non a casa il medico canadese Abram Hoffer, ha ottenuto notevoli successi con migliaia di pazienti “schizofrenici” utilizzando integratori di vitamine C, B3, B12 e acido folico. Similmente lo statunitense Carl Pfeiffer, che ha lavorato con più di 20.000 pazienti ed ha quindi a disposizione una statistica di tutto riguardo, ha scoperto che con la dieta e con gli integratori si ottengono migliori risultati che non con i farmaci. Anche la dottoressa Campbell nel suo libro “La sindrome Psico-Intestinale” consiglia, ai pazienti sofferenti di disturbi mentali, di associare alla dieta paleolitica ed ai probiotici anche degli integratori di vitamine del gruppo B, particolarmente la B6.

A riprova di queste affermazioni posso citare l’articolo scientifico Status of vitamin B-12 and B-6 (“Lo stato delle vitamine B12 e B6)271, che collega le carenze di queste due vitamine del gruppo B alla depressione ed alle difficoltà cognitive, e l’articolo Misdiagnosed vitamin deficiency (“Carenza vitaminica non diagnosticata”)272, nel quale si collegano alla carenza di vitamina B12 confusione, depressione e perdita di memoria,

Se il francese Philippe Pinel ha scritto circa 200 anni fa che “La sede primaria della follia è nella regione dello stomaco e degli intestini”, il professor Curtis Donohan, statunitense, ha scoperto che i sintomi della schizofrenia possono essere notevolmente ridotti togliendo cereali e pseudo-cereali dalla dieta (ciò è molto ben comprensibile in base a quanto scritto nel capitolo 8 sulle caeomorfine e gluteomorfine).

Citando ancora la dottoressa Campbell:



Egli ha scoperto pure che presso alcuni popoli del Pacifico del Sud, che non avevano mai consumato cereali e pseudo cereali, non esistevano casi di schizofrenia. Solo quando essi hanno adottato una dieta occidentale ricca in cereali si sono iniziati a manifestare casi di schizofrenia. Un altro buon esempio è l’Irlanda, dove la gente non ha consumato grano fino alla carestia delle patate del 1845. Prima di allora in Irlanda non era stato registrato alcun caso di celiachia o di schizofrenia. Dal momento in cui hanno adottato il grano come alimento di base, gli irandesi hanno una delle più alte incidenze al mondo di celiachia e schizofrenia.

La presenza di certe carenze nutrizionali sono confermate nell’articolo intitolato “Matti”, depressi, o carenti di vitamina B6 e zinco273 In tale articolo si legge che molti soggetti depressi e “schizofrenici” (o cosiddetti tali) hanno carenze di zinco e di vitamina B6.

La stessa informazione la si trova nel libro di Linus Pauling (fondatore della medicina ortomolecolare e due volte vincitore del premio nobel) intitolato Come vivere più a lungo e sentirsi meglio, sebbene Pauling evidenzi anche il ruolo della carenza di vitamina C e di vitamina B3 nell’insorgenza della depressione e della carenza di vitamina B12 nell’insorgenza di molti casi di cosiddetta “malattia mentale”. In tale libro scopriamo pure l’esistenza di studi che legano il deficit di vitamina B6 all’insorgenza di crisi convulsive (epilessia).

In quest’ottica i tentativi di psichiatri psicoterapisti e psicologi di trovare rimedio ai problemi di un gran numero di loro pazienti con droghe chimiche (psicofarmaci) o con estenuanti quanto dubbie analisi introspettive, potrebbero sembrare decisamente goffi se non addirittura patetici in tutti quei casi in cui la causa principale del problema è fisica piuttosto che psicologica.

Non è un caso che secondo la dottoressa Campbell le persone che soffrono di disbiosi intestinale hanno bassi livelli di zinco e di diverse vitamine del gruppo B (tra le quali anche la B6), il che fa sospettare che dietro a molti casi di problemi definiti mentali psichiatrici o psicologici, ci possano in realtà essere dei problemi intestinali trascurati o mai evidenziati da una scienza medica che (come conferma Linus Pauling nel suo libro) sembra avere dimenticato la scienza dell’alimentazione e della nutrizione.

Le vitamine del gruppo B274 si trovano anche nella frutta e nei semi commestibili (frutta secca); in particolare le nocciole contengono la vitamina B12. Sono essenziali per la regolazione di tantissime funzioni del nostro organismo e la loro carenza è correlata a tantissime patologie (dal Morbo di Crohn, alla prostatite al morbo di Parkinson ...), malattie che, come viene mostrato in questo libro, sono per lo più causate dalla disbiosi. Lo zinco invece lo si trova anche nei semi di papavero, di zucca, di girasole e nella frutta secca (oltre che nelle uova e in altri alimenti275).

Secondo l’Almanacco della nutrizione276, un elenco di sostanze che potrebbero aiutare le persone che soffrono di depressione o che sono classificate “schizofreniche” o “bipolari” include anche il magnesio e l’aminoacido L-triptofano (precursore della serotonina).

Su un forum on line ho letto un interessante intervento di una donna277 che ha smesso di prendere la pillola anticoncezionale perché la rendeva depressa; il suo medico le ha poi riferito che “la pillola brucia vitamina B6, così come alcool, fumo e caffeina”.

Il sito dell’istituto Watson278 (psicologia e psicoterapia cognitivo comportamentale) segnala come cibi antidepressivi i pesci ricchi di omega 3 come le sardine, i semi di zucco e di lino (anch’essi ricchi di omega 3), spinaci, riso nero, broccolacee (broccolo, cavolo e cavolfiore), kiwi e frutti di bosco, ed altro ancora (come ad esempio l’avenza che però contiene il glutine).

L’articolo Effect of zinc supplementation on mood states in young women: a pilot study (“Effetto sell’integrazione di zinco sull’umore delle giovani sonne: uno studio pilota”) mostra che la somministrazione di integratori di zinco riduce la rabbia e la depressione.

L’articolo Longitudinal association of vitamin B-6, folate, and vitamin B-12 with depressive symptoms among older adults over time279 mostra l’importanza delle vitamine B6 e B12 e la loro azione di contrasto della depressione; tale studio mostra che per ogni incremento giornaliero di 10 milligrammi sia della vitamina B6 che della vitamina B12, il rischio di depressione diminuisce del 2% all’anno.

Cito a questo punto anche una sorta di curiosità, ovvero che secondo uno studio cinese280



Chi consumava pomodori da due a sei volte a settimana, aveva il 46 per cento in meno di probabilità di soffrire di depressione e malumore rispetto a chi mangiava il frutto rosso meno di una volta alla settimana.

Impossibile terminare questa rassegna di informazioni senza citare i famosissimi acidi grassi Omega 3, che secondo lo psichiatra David Servan (autore dell’ottimo libro Guarire, ed Pickwick, in cui descrive metodi naturali per affrontare i problemi cosiddetti “mentali”) possono risolvere alcuni casi di depressione. 

Di recente uno studio italiano, Long chain omega 3 polyunsaturated fatty acids supplementation in the treatment of elderly depression: Effects on depressive symptoms, on phospholipids fatty acids profile and on health-related quality of life281 ha confermato l’effetto antidepressivo di tali acidi grassi282.

Nel suo libro David Servan, oltre a suggerire l’integrazione di omega 3, il ricorso all’agopuntura ed alle erbe curative, parla diffusamente dell’effetto curativo dello sport: andando in palestra, pedalando sulla cyclette o facendo attività all’aria aperta si producono endorfine naturali che possono servire (almeno in certi casi) a sostituire in maniera del tutto naturale gli psicofarmaci. Un altro curioso metodo descritto da Servan nel suo libro è quello della sveglia che simula il sorgere del sole: si tratta di una sveglia che, all’incirca mezz’ora prima dell’orario in cui viene predisposta la suoneria, inizia ad irradiare una luce che gradatamente aumenta di intensità, simulando così la venuta dell’alba. Si tratta di un metodo per aiutare in maniera del tutto naturale l’organismo a gestire lo stress del risveglio forzato.



L’ennesima conferma di quanto su asserito sul rapporto tra disbiosi e “malattie mentali” è l’articolo del daily mail intitolato Eat more yogurt! Low levels of healthy gut bacteria could be the cause of mental health issues such as ‘anxiety and schizophrenia’ (“Mangiate più yogurt! Bassi livelli di batteri benefici nell’intestino potrebbero essere la causa di problemi mentali quali “ansietà e schizofrenia”)283. I sottotitoli sono particolarmente significativi:



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