Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi


- La parassitosi, un problema sottostimato: i parassiti spesso sono presenti, nonostante le analisi specifiche risultino negative



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28 - La parassitosi, un problema sottostimato: i parassiti spesso sono presenti, nonostante le analisi specifiche risultino negative
Abbiamo un tremendo problema causato dai parassiti proprio qui negli Stati Uniti. Semplicemente non viene affrontato - Dottor Peter Wina, Pato-Biologo capo all’Istituto di Ricerca Militare Walter Reed 1991401.



Aglio, antiparassitario naturale
Un mio amico tempo fa mi ha detto che aveva scoperto la presenza di parassiti nelle proprie feci, ma nonostante ciò il medico a cui si era rivolto negava l’evidenza. La cosa, per quanto possa apparire strana, non è poi così inusuale. Come afferma l’omeopata Kerri Rivera nel suo libro, e come confermano decine e decine di genitori di bambini autistici che stanno utilizzando il protocollo antiparassitario Kalcker-Maceda, le analisi per la ricerca dei parassiti riportano fin troppo spesso dei falsi negativi: il referto indica assenza di parassiti quando invece questi fastidiosi ospiti sono stati rilevati da un’osservazione diretta.

D’altronde molti parassiti normalmente non fuoriescono dall’intestino, anche perché non hanno alcuna intenzione di lasciare un ambiente dove si trovano bene e hanno di che nutrirsi, e per quanto rilascino moltissime uova, anche queste ultime non vengono rilasciate ogni giorno nelle feci. Anche per questo motivo gli esami di laboratorio disponibili per la ricerca dei parassiti non sono molto affidabili, ed anche a causa dei molti falsi negativi i nostri medici spesso si cullano nell’illusione che, vivendo in un paese dove c’è un discreto rispetto delle norme igieniche, le infezioni parassitiche siano alquanto rare.

Come si legge nel brevetto per l’eliminazione dei parassiti di Gubarev et al. (vedi il capitolo relativo)

Molti dottori, molte diagnosi e molti trattamenti delle malattie non tengono conto della possibilità della presenza di infestazioni parassitiche intestinali, e in questo caso utilizzare un lungo e snervante singolo specifico trattamento non offre sollievo alle sofferenze del paziente e non porta ad una cura della malattia, che è anzi spesso complicata dagli effetti collaterali dei farmaci.

La difficoltà risiede nel fatto che nell’esame al microscopio delle feci le uova degli elminti spesso non vengono riscontrate, a causa del ciclico sviluppo a stadi degli elminti e dell’imperfezione dell’attrezzatura del laboratorio.

Un articolo che mostra come un particolare parassita unicellulare (non quindi un verme in questo caso) sia ben più diffuso di quanto si potesse pensare è Neglected Parasitic Infections in the United States: Toxoplasmosis (“Infezioni parassitiche trascurate negli Stati Uniti: toxoplasmosi”) 402 che mostra come tale malattia sia ancora particolarmente diffuse presso le minoranze etniche e gli strati sociali più poveri della popolazione, o comunque in quei contesti in cui c’è povertà e mancanza di igiene. Toxoplasma gondii. Sporcizia, contaminazione da feci di gatto, carne poco cotta e trasmissione da madre a figlio sono le fonti principali di infezione; tra le tante conseguenze dell’infezione di questo protozoo pare ci sono anche alcuni studi interessanti sulla correlazione di tale infezione con sintomi mentali che vanno dalla cosiddetta schizofrenia all’autolesionismo ed al suicidio fino al danneggiamento della memoria nelle persone più anziane403.

Tra l’altro le uova dei vermi possono essere così piccole da non essere distinguibili da un granello di polvere, possono essere facilmente portate dal vento, e quando finiscono su un substrato che offre cibo e riparo si schiudono; se il sistema immunitario e quello digestivo non sono in perfetta efficienza, se non sono pronti a difendere l’organismo da questi “invasori”, e se nel sistema digestivo vengono introdotti dei cibi graditi ai parassiti, le loro larve crescono e proliferano. Non è necessario vivere in mezzo alla sporcizia sviluppare una parassitosi, può bastare inalarle, oppure non lavare sufficientemente bene gli alimenti che mangiamo crudi (frutta e verdura).

Ma il fatto che un uovo di parassita finisca nel nostro organismo, non vuol dire per questo che si schiuda e cresca fino a diventare adulto e deporre le uova. Se noi siamo è in condizioni di salute ottimali, i parassiti hanno vita dura anche se sono riusciti ad introdursi nel nostro organismo. Viceversa se si segue un regime alimentare a base di alimenti processati e cibo industriale, ricco di zucchero bianco e altre pseudo sostanze alimentari (ormai purtroppo di uso comune) si trasforma il nostro intestino e il nostro corpo in un luogo molto accogliente per i parassiti. Inoltre da tre generazioni almeno siamo in contatto con tutta una serie di farmaci che indeboliscono la flora intestinale benefica (antibiotici, anticoncezionali, anti-infiammatori, antidolorifici, chemioterapici, neurolettici, etc.) causano la proliferazione di candida e batteri patogeni. In questa situazione nel nostro intestino si trovano residui di cibo maldigerito (conseguente alla cattiva digestione indotta dalla disbiosi), si ha un accumulo di tossine rilasciate dai microrganismi patogeni, si ha una diminuzione delle capacità di disintossicazione dell’organismo, nonché molto spesso una condizione di maggiore o minore ipocloridria; come conseguenza anche il sistema immunitario si indebolisce ed il corpo umano diventa suscettibile alla proliferazione dei parassiti. A tutto ciò va aggiunto il fatto che:

a) i parassiti possono essere trasmessi dalle madre al figlio nel corso della gestazione

b) secondo quanto afferma la dottoressa Clark alcune sostanze chimiche (che purtroppo ormai respiriamo, beviamo, o ingeriamo coi cibi) predispongono anch’esse alla parassitosi

c) Andreas Kalcker, in base alla sua esperienza, sostiene che i vaccini predispongono alla parassitosi, tanto da definire l’autismo una sorta di “parassitosi vaccinale”

c) anche quando i parassiti vengono individuati, non bastano un paio di pillole di farmaci antiparassitari per debellarli, giacchè molti parassiti depongono migliaia di uova al nostro interno e si riproducono con scadenza mensile o bimensile, sicché per debellarli bisogna intraprendere una vera e propria lotta senza quartiere che si protrae per un periodo di 6-9 mesi, ma a volte (nei casi più gravi) anche per un periodo doppio. A conferma almeno parziale si quanto su scritto segnalo l’articolo Factors associated with parasitic infection amongst street children in orphanages across Lima, Peru404, nel quale si mostra che il tentativo si affrontare la parassitosi endemica tra i bambini di strada della capitale peruviana, basato su una singolo dose di farmaco antiparassitario è stato sostanzialmente inefficace (anche se si può immaginare come causa dell’insuccesso anche una grande facilità direinfezione).

Particolare attenzione va posta al fatto che i parassiti si riproducono durante la luna piena (e a volte durante la luna nuova); il protocollo antiparassitario Kalcker-Maceda (incluso nel libro di Kerri Rivera e di cui qui è presente un riassunto) tiene conto di tale ciclo.

Del resto si fa presto a pensare di vivere in un ambiente pulito ed igienico. Quanti di noi si tolgono le scarpe entrando in casa per evitare di portare dentro microbi e uova di parassiti che possono restare attaccati alle suole? In Giappone è un’usanza comune, ma in Italia ed in molti altri paesi non lo è. Quanti di noi lavano e rilavano la frutta e la verdura che poi mangiano cruda? E quanti di noi si rendono conto che ci vuole anche un po’ di igiene intestinale oltre che di igiene domestica? Se il nostro intestino è riempito di pseudo-alimenti, di cibi industriali, o se è saturo di scorie accumulate nel tempo ed aventualmente rimaste incrostate nelle pareti del tubo digerente, parassiti e patogeni trovano terreno fertile per proliferare.

La tradizione yogica conosce diverse tecniche di pulizia interna, una delle quali, denominata Shank prakshalan (lavaggio ayurvedico con acqua e sale marino integrale) permette di depurare il tratto gastrointestinale per tutta la sua lughezza, dall’esofago all’ano. Dal momento che i parassiti intestinali odiano il sale, questo metodo ha anche una valenza antiparassitaria. Una descrizione abbastanza esauriente del Shank prakshalan la trovate al seguente link (ove trovate pure un video delle posizioni yoga che servono ad implementare correttamente il metodo):

http://tuttocrudo.blogspot.it/2008/07/shankprakshalan-la-depurazione.html

Un altro link su tale metodo è



http://salutenaturale.forumattivo.com/t321-shank-prakshalana




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