Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi


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30 - Il parassita intestinale Ascaris suum produce morfina
Nel 2000 è stata pubblicata, da medici e ricercatori del Neuroscience Research Institute dell’Università statale di New York, l’articolo scientifico Ascaris suum, an Intestinal Parasite, Produces Morphine405.

Ciò è l’ennesima conferma di quanto affermato da Kerri Rivera nel suo libro Guarire i sintomi noti come autismo. La produzione di morfina da parte dei parassiti (ma non è il solo sottoprodotto del metabolismo di questi ospiti indesiderati, che producono spesso anche ammoniaca), oltre ai facilmente immaginabili effetti a livello mentale ha anche delle ripercussioni sul sistema immunitario, la cui efficacia viene indebolita dalla morfina e dagli altri oppioidi, come conferma l’articolo Depression of monocyte chemotaxis in intravenous drug abusers (IDA): cell alteration406.

Del fatto che gli oppioidi deprimano il sistema immunitario potetete trovare conferma anche consultando diversi articoli reperibili on line quali per esempio:

http://www.dronet.org/sostanze/sos_pdf/Eroina.pdf

http://www.stefanocanali.com/PUBalterFar.htm
Del resto la stessa presenza di tale articolo su un giornale specializzato in immunologia dovrebbe chiarire che in ambito medico l’associazione tra oppioidi (come morfina ed eorina) e indebolimento del sistema immunitario è un fatto dato per scontato.

Nell’articolo viene specificato che la presenza di morfina nel parassita è stata verificata in maniera ineccepibile utilizzando diversi metodi, che la quantità rilevata è di 1168 +/- 278 nanogrammi per ogni grammo di verme (ciò significa che il valore indicativo è di 1168 con un margine di errore di 278 in più o in meno); in sostanza si tratta di circa un milionesimo di grammo di morfina per ogni grammo di verme. Inoltre, viene specificato nell’abstract (riassunto) dell’articolo, l’ascaride in questione, mantenuto in vita per 5 giorni, ha continuato a possedere una significativa quantità di morfina, così come il mezzo nel quale era mantenuto in vita, il che ha dimostrato l’abilità di tale parassita di sintetizzare la morfina. 

Per determinare se la morfina fosse attiva la si è aggiunta ad una coltura di monciti (i globuli bianchi di maggiori dimensioni), ed essi hanno immediatamente reagito rilasciando ossido nitrico.

Ulteriori analisi hanno verificato l’assenza dei recettori mu, e la presenza della morfina nella subcuticola (ovvero in prossimità dello strato di “pelle” più esterno del verme) e nei cordoni nervosi dell’animale. Tutto ciò, dicono gli autori di questo articolo, “suggerisce che la morfina endogena sia prodotta per essere secreta nel microambiente” (in cui vivono i vermi).



NB: sebbene la quantità di morfina rilevata, possa apparire a prima vista modesta, occorre ricordare che possono essere presenti diversi esemplari di ascaridi in um medesimo ospite, e che un ascaride adulto misura circa 15 cm di lughezza. Inoltre non si può dimenticare il fatto che le pur piccole quantità rilevate vengono riversate dal parassita nel suo micro ambiente fin tanto che resta in vita, e che le femmine adulte di ascaride depongono fino a 200.000 uova al giorno, alcune delle quali possono svilupparsi nuovamente all’interno del corpo umano aumentando l’intesnità dell’infestazione e perpetuando il problema all’infinito.



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