Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi


– Gli effetti dei vermi intestinali sui risultati scolastici



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32.4 – Gli effetti dei vermi intestinali sui risultati scolastici











Anchilostomi (maschio e femmina)
Sulla scorta dell’articolo Parasites in the classroom: the effects of intestinal helmints on educational attainment and the value of school deworming programs (“I parassiti in aula: gli effetti dei vermi intestinali sui risultati scolastici ed il valore dei programmi di sverminazione nella scuola”), scritto da Katherine Hoffmann e pubblicato sul sito dell’Università statunitense di Stanford415, analizzo adesso alcuni possibili effetti dei parassiti intestinali sulla capacità di apprendimento.

Alcuni ricercatori stimano che oltre il 25% della popolazione mondiale sia infetta da qualche verme intestinale, ma secondo altre stime si arriva all’80%; in realtà come già mostrato gli esami di laboratorio riescono ad individuare solo una parte delle persone infettate da parassiti e ciò spiega bene tali discrepanze, giacchè se si osservano vermi nelle feci dei bambini trattati anche laddove gli esami delle feci fatti in laboratorio davano esito negativo, si comprende che la percentuale reale di persone sofferente di parassitosi è molto maggiore di quella fornita da molti enti istituzionali. I vermi che risultano più diffusi sono ascaridi, anchilostomi e vermi a frusta (Trichuris trichiura), i quali, secondo le statistiche ufficiali (che, come appena detto, probabilmente sottostimano l’entità del problema) infettano rispettivamente 1,47 - 1,05 e 1,3 miliardi di persone. I bambini sono particalrmente esposti ad infezioni parassitiche perché il loro sistema immunitario non è ancora completamente sviluppato, e perché vivono spesso giocano con la terra e non osservano tutte le norme igieniche ottimali.

Molto interessanti al riguardo sono le informazioni che ci vengono dalla già citata campagna di eradicazione degli anchilostomi finanziata dalla fondazione Rockefeller (1910, Stati Uniti del sud). Qui di seguito due resoconti che provengono dalle scuole coinvolte nel programma416:

I bambini che erano svogliati e apatici adesso sono attivi e vigili; bambini che un anno fa non potevano studiare, adesso non solo stanno studiando, ma provano gioia nello studiare per la prima volta nella loro vita le loro guance mostrano la luce della salute. (…)

Come risultato del vostro trattamento ... le lezioni non sono più così difficili per loro: essi pongono maggiore attenzione in classe e hanno più energia … per farla breve nelle nostre aule abbiamo adesso circa 120 bambini brillanti, dalla faccia colorita, mentre se non li aveste fatti trattare qui ci sarebbero molti bambini stupidi col viso pallido.

Qualcuno magari potrà pensare che simili commenti siano troppo entusiastici, visto che sono stati raccolti dalla fondazione Rockefeller in seguito ad una campagna organizzata dalla fondazione stessa. Ma si tratta di osservazioni del tutto conformi a quelle che vengono da altre fonti, per esempio da due ricercatori di Porto Rico417:



Oltre a tutti i vari sintomi di cui soffre lo sfortunato jibaro [contadino], infetto dagli anchilostomi, c’è la condizione di avere un intelletto intorpidito, una mente che ha ricevuto un terribile colpo ... C’è un’espressione senza speranza, ipocondriaca, malinconica, che in certi casi gravi diventa addirittura una vera e propria apparente stupidità, con indifferenza a quanto succede intorno e mancanza di ogni ambizione.

Ma come possono fare i parassiti a creare un simile danno? Come dice la dottoressa Hoffman (nell’articolo citato in apertura di paragrafo), noi sappiamo che l’infezione da parassiti intestinali è associata a:



carenze vitaminiche, arresto della crescita, anemia, carenza di calorie e proteine, che a sua volta influiscono negativamente sull’abilità cognitiva e sullo sviluppo intellettuale. Questa relazione è particolarmente allarmante perché è graduale e spesso relativamente asintomatica.

Sebbene rubino letteralmente il cibo agli esseri umani che li ospitano nel proprio sistema digestivo, alcuni parassiti sono troppo piccoli per causare direttamente una malnutrizione per carenza di cibo, a meno che non siano davvero numerosi. Ma esistono anche le tenie, che da adulte possono arrivare a misurare persino diversi metri di lunghezza, ed i vermi a corda (ropeworm) che da adulti possono misurare circa un metro. I vermi a corda si nutrono del sangue umano, così come alcune gli Anchilostomi, e siccome i primi sono grandi ed i secondi possono essere anche numerosi, il “furto” energetico può anche essere notevole, fino a causare anemia da carenza di ferro418. La carenza di ferro a sua volta ha diversi effetti negativi, sia sulla crescita dei bambini che sulla loro capacità cognitiva, misurato anche da minori risultati nei test sullo sviluppo mentale e motorio, ma anche aumento delle paure, disattenzione, stanchezza, apatia e diminuita interazione sociale.419

Ma a parte il furto diretto di macronutrienti e di sangue, a causa della parassitosi si può avere un furto di micronutrienti o un loro malassorbimento, a causa delle tossine che essi emettono o a causa di un danno diretto alle pareti dell’intestino420. Nel già citato articolo ‘Stupidity or Worms’: Do Intestinal Worms Impair Mental Performance, Watkins and Pollitt avanzano l’ipotesi che il rilascio di inibitori della protease da parte dei vermi parassiti può danneggiare anche la digestione di altre sostanze nutritive; la protese è un enzima che serve a digerire le proteine, che i parassiti secernono per non farsi digerire. In ultimo abbiamo anche la diarrea, uno degli effetti collaterali delle infezioni parassitiche, che rimuove anzitempo il cibo dall’intestino impedendo all’organismo di nutrirsi.

Le infezioni da elminti possono causare a volte una fame insaziabile ed a volte una diminuzione dell’appetito, sintomi che scompaiono dopo l’eradicazione dei parassiti, come dimostrato in uno studio eseguito su quasi 500 bambini di Zanzibar421, le cui madri hanno notato un ritorno dell’appetito in seguito all’applicazione di un programma antiparassitario con cadenza trimestrale.








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