Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi


- È curabile la sindrome di Rett?



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38 - È curabile la sindrome di Rett?
La sindrome di Rett è, secondo la definizione ufficiale, un disturbo molto simile all’autismo, ma che da esso si distingue per due fattori: la presenza di alterazioni nel gene MECP2 presente sul cromosoma X, ed il fatto che per lo più si manifesta nelle femmine, e solo in rarissimi casi nei maschi. Al contrario l’autismo si manifesta più spesso nei maschi, ma c’è anche una considerevole percentuale di bambine che sviluppano l’autismo (o “Disturbo dello spettro autistico”, come sarebbe meglio definirlo, vista la multiformità di tale problema).

Questi dati evidentemente indicano una componente genetica nello sviluppo di entrambi i disturbi (Sindrome di Rett e Disturbo dello spettro autistico), ma di che tipo è questo fattore genetico?

La possibilità di curare l’autismo con interventi di vario tipo, benché nascosta dai mass-media e dalle istituzioni sanitarie, mostra che non si tratta di una malattia legata ad un gene difettoso che una volta presente causa inevitabilmente una malattia inguaribile, ma di una malattia nella quale gioca un ruolo il fattore epigenetico. L’epigenetica è quella branca della scienza che studia l’espressione del gene in rapporto all’ambiente, dal momento che si è scoperto che lo stesso gene attiva comportamenti differenti a seconda di quello che è l’ambiente in cui vive la cellula (si dice che l’espressione del gene cambia in rapporto all’ambiente). Uno dei fattori ambientali più importanti per le cellule del nostro corpo è il fattore nutrizionale (il cibo che assumiamo), altro fattore importante è l’inquinamento ambientale (compreso quello elettromagnetico).

L’importanza dell’epigenetica è ancora fin troppo sottovalutata da molti medici sebbene ampiamente riconosciuta in ambito scientifico; si sa bene, per esempio, che topolini con geni difettosi possono non sviluppare il disturbo genetico cui sarebbero predisposti, se le loro madri vengono nutrite in una maniera particolare durante la gravidanza. Vedi a tal proposito l’articolo Topini gialli e macachi dominanti redatto da due ricercatrici dell’Istituto Superiore di sanità455. Risulta quindi fondato il sospetto che sia la sindrome di Rett che il disturbo dello spettro autistico siano legati ad un danno epigenetico più che genetico in senso stretto.

Personalmente ho avuto modo per puro caso di conoscere una bambina che soffriva di questa sindrome, e devo dire che il suo comportamento era fin troppo simile a quello di uno dei tanti bambini guariti con il metodo GAPS che si vedono nei video segnalati in uno dei capitoli precedenti. Ma ciò che più conta è una interessantissima testimonianza (riportata sul sito dell’Associazione Italiana Rett456) di una dottoressa che è riuscita a migliorare di molto il quadro clinico di una bambina affetta da sindrome di Rett dopo avere riconosciuto in lei una forte infezione da parassiti. L’utilizzo di un farmaco antiparassitario (Combantrim, ovvero Pirantel Pamoato) assieme all’integrazione di fermenti lattici, ha permesso in questo caso di risolvere molti problemi gastro-intestinali della bimba e di tenere sotto controllo le sue crisi epilettiche.

Guarda caso la cura della disbiosi intestinale con dieta e fermenti lattici è l’intervento cardine del protocollo nutrizionale GAPS messo a punto dalla dottoressa Campbell-McBride, mentre la centralità delle infezioni da vermi parassiti nello sviluppo dell’autismo è stato messo a fuoco soprattutto dal lavoro di Andreas Kalcker e Miriam Maceda (ideatori dell’apposito protocollo antiprassitario).

Il sospetto (ovvero la speranza) è che lavorando per risolvere il problema di disbiosi e di parassitosi, si possano guarire anche le bambine affette da Sindrome di Rett così come si sono guariti i bambini autistici. Su un forum in lingua spagnola ci sono testimonianze di genitori che riferiscono di stare guarendo le proprie figlie affette da questo disturbo grazie all’applicazione del protocollo CD (biossido di cloro) e del trattamento antiparassitario, secondo le indicazioni contenute nel libro Guarire i sintomi noti come autismo, di Kerri Rivera.



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