Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi


- Anche i disturbi specifici dell’apprendimento si possono curare (e così pure l’iperattività ed il disturbo dell’attenzione)



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39 - Anche i disturbi specifici dell’apprendimento si possono curare (e così pure l’iperattività ed il disturbo dell’attenzione)
Che la dislessia457, la discalculia, la disgrafia, il disturbo della comprensione del testo458, o altri simili disturbi dell’apprendimento possano essere defintivamente curabili lo si può dimostrare guardando i video segnalati nel capitolo 35.

Se un bambino di 4 anni può guarire da una forma grave di autismo, perchè non può farlo una persona dislessica? Se quel bambino ripreso nel video può passare da una situazione di incontenibile movimento delle mani e della test, con versi e urla, ad uno stato di tranquillità in cui riesce a relazionarsi con le persone intorno a lui, non è forse qualcosa di relativamente più semplice risolvere un problema di decodifica e comprensione del testo o di difficoltà con certi meccanismi del calcolo numerico?

È vero che la dottoressa Campbell afferma che il suo metodo GAPS funziona ottimamente con i bambini più piccoli (da cui l’importanza di una diagnosi precoce) e più difficilmente con quelli più grandi, ma è pur vero che il protocollo messo a punto da Kerri Rivera, che si affianca ad un protocollo antiparassitario, ha dimostrato di dare ottimi risultati anche con ragazzi più grandi (persino di 30 anni). Le testimonianze contenute nel suo libro Guarire i sintomi noti come autismo mostrano che nei ragazzi più grandi il livello di infestazione da parassiti è spesso fin troppo elevato. Forse questo può rendere conto del fatto che il solo regime GAPS (dieta paleolitica e integratori di fermenti lattici) non basta per eradicare il problema e che occorre prestare maggiore attenzione al problema dei parassiti?

Il problema dei bambini autistici e delle persone dislessiche è nel cervello, chiaramente, ma cos’è che causa esattamente la disfunzione a livello cerebrale? Decine di medici, ricercatori, biologi, da tempo indicano la causa nelle tossine che patogeni (Candida, Clostridium, Batteroidi etc.) e parassiti (ossiuri, fasciole, ascaridi, vermi a corda ed altri vermi intestinali) rilasciano nell’intestino e che poi (complice spesso l’eccessiva permeabilità intestinale) arrivano fino al cervello. Come quando si beve una birra, le tossine passano dall’intestino al cervello, causando una disfunzione, un’alterazione del funzionamento cerebrale.

Tra l’altro queste problematiche (disbiosi/parassitosi) causano fin troppo spesso una difficoltà a digerire correttamente glutine e caseina, lasciando come sottoprodotto della digestione dei peptidi oppioidi: il glutine e la caseina mal digeriti generano caseomorfine e gluteomorfine, sostanze simili alla morfina e che quindi possono causare anch’esse alterazioni a livello mentale.

Del resto queste condizioni (disbiosi/parassitosi) sono sempre più spesso messe in relazione dagli esperti del settore a: irritabilità, aggressività ansia, attacchi di panico, disturbo dell’attenzione, iperattività, allergie agli alimenti e agli inalanti, asma, dermatiti eczemi e psoriasi.

L’ipotesi di una causa genetica per queste malattie del resto non regge, visto il continuo aumento di casi sia di autismo, che di dislessia, che di tutte le altre malattie sopra menzionate. Ci possono eventualmente essere geni che predispongono ad un certo problema, ma che si attivano solo se c’è qualche fattore ambientale scatenante. Del resto le analisi delle urine mostrano spesso alti livelli di peptidi (come le caseomorfine e le gluteomorfine) nei soggetti che soffrono di questo tipo di malattie/sindromi/disturbi, come già mostrato a pagina 12 del presente libro.

Per affrontare l’autismo e molti problemi ad esso correlati è possibile anche utilizzare due approcci che vanno nella stessa direzione del protocollo GAPS, sebbene si basino su una dieta meno rigida. Il primo è il protocollo CD di Kerri Rivera, ed il secondo è il metodo CEASE (basato su un tipo di omeopatia detta isoterapia) applicato anche in Italia da un piccolo numero di medici (vedi il capitolo relativo).

Nel libro di Kerri Rivera ci sono anche testimonianze di genitori i cui figli, seguendo il protocollo descritto nel suo libro, risolvono problemi di dislessia e di iperattività; dal canto suo anche la dottoressa Campbell riporta guarigioni con suo protocollo nutrizionale GAPS fondato sulla dieta paleolitica ed i probiotici.

Del resto, se anche ci fossero problemi a livello di “circuiti cerebrali bloccati su funzionamenti anomali” che causano i disturbi dell’apprendimento come non valutare positivamente gli entusiasmanti risultati ottenuti nella sperimentazione del GcMAF (una proteina del tutto naturale) nella cura dell’autismo? Tale proteina ha sorprendentemente potenziato i neuroni e le loro interconnessioni in esperimenti in vitro, e contribuito alla guarigione o a notevoli miglioramenti persino su soggetti autistici (vedi a tal proposito il capitolo dedicato al GcMAF dal dottor Marco Ruggero459 e presente nel libro di Kerri Rivera). Su tale sostanza non ci sono troppe informazioni disponibili in italiano. Purtroppo il GcMAF al momento costa un po’ troppo, ma per chi fosse interessato il sito relativo è: www.gcmaf.eu.

Molto interessante è anche la testimonianza460 di una madre che afferma di avere risolto i problemi di iperattività, disgrafia e discalculia seguendo i consigli contenuti nel libro di Abram Hoffer Curare i disturbi di attenzione e di comportamento dei bambini461, ovvero per mezzo di una dieta (non troppo rigida in verità) e di alcuni integratori alimentari (vitamina C, calcio, fosforo, magnesio, zinco, Omega 3, tutte le vitamine del gruppo B, con dosaggi particolarmente alti di B3).

Questa testimonianza mostra che non molto diversa è la causa del cosiddetto disturbo dell’attenzione e dell’iperattività: carenze nutrizionali (ferro, magnesio, zinco, vitamine del gruppo B) causate dalla disbiosi e dalla parassitosi. Per chi non fosse soddisfatto da questa testimonianza ricordo la già citata ricerca scientifica che va nella stessa identica direzione, ovvero Attention deficit/hyperactivity disorder (ADHD) in children: rationale for its integrative management (“Disturbo del deficit dell’attenzione/iperattività nei bambini: una guida per la sua gestione con gli integratori”)462 nella quale si mostra come l’integrazione omega 3 e omega 6, vitamine del gruppo B e correzione della disbiosi intestinale aiutano a mitigare sintomi quali iperattività e difficoltà di concentrazione, problematiche che affliggono gran parte delle persone sofferenti di autismo.

Segnalo infine un articolo sul possibile uso dei fiori di Bach per aiutare la concentrazione e gestire gli stati d’animo dei ragazzi e bambini con disturbi dell’apprendimento:

http://www.cure-naturali.it/i-fiori-di-bach/1913/dislessia-bambini-fiori-di-bach/4742/a




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