Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi


- Non solo la dieta paleolitica può combattere la disbiosi



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48 - Non solo la dieta paleolitica può combattere la disbiosi
NB: questo capitolo fornisce solo informazioni e non costituisce assolutamente un consiglio terapeutico, il quale può essere fornito solo un medico competente. Ci si augura che la scienza medica ufficiale possa prima o poi orientarsi verso la sperimentazione di metodi naturali simili a quelli descritti ed ipotizzati nel presente articolo, onde sottoporli a un controllo clinico. Purtroppo però, per i motivi espressi nei primi capitoli del libro, è illusorio pensare che le istituzioni sanitarie si dedichino a trovare soluzioni che favoriscano la salute delle persone invece che il profitto delle multinazionali del farmaco.

Il già citato articolo Intestinal microbiota, probiotics and mental health507 indica che alcune dei più forti antiossidanti come cacao, caffé, tè verde mirtilli e curcumina sono correlate a bassi livelli di depressione e declino delle abilità cognitive, ma che ci sono studi (su uomini e su animali) che indicano che queste sostanze hanno effetti benefici sul microbiota intestinale, per esempio promuovendo la crescita di lactobacilli e bifido batteri. In particolare la curcumina (sostanza contenuta nella curcuma, e la cui azione viene potenziata da un pizzico di pepe) previene la permeabilità intestinale indotta dalle tossine LPS, il tè verde riduce i problemi comportamentali e la permeabilità della barriera emato-encefalica causata da queste tossine.

L’amido-resistente (contenuto per esempio nelle banane verdi) assunto assieme ai probiotici li aiuta a proliferare, ma se ci sono grosse carenze di batteri buoni è inutile integrare amido resistente, ragione per la quale lo si assume generalmente in concomitanza con i probiotici. L’amido resistente si può “creare” in casa se si cucina del riso bianco e lo si mette in frigo appena cotto. Ovviamente se si segue un regime rigidamente paleo questa scelta è preclusa e restano solo gli integratori di amido reistente estratto da patata o banane verdi508.

L’integrazione di probiotici è generalmente utile, ma in condizioni di proliferazione batterica del piccolo intestino i probiotici che contengono batteri produttori di acido lattico arebbe meglio evitarli, e molti dei probitoici in commercio contengono per esempio Lactobacillus acidophilus.

Il limone è un frutto miracoloso, bere mezzo limone o un limone intero (a secondo di quello che si riesce a tollerare) spremuto al mattino a digiuno è, secondo molti medici, una delle migliori maniera per iniziare la giornata. La curcuma e l’origano utilizzati per condire i piatti (e così magari mettervi meno sale) hanno una funzione positiva sull’equilibrio della flora intestinale; un pizzico di pepe (se ben tollerato) potenzia l’attività della curcuma, mentre l’olio essenziale di origano selvatico è un estratto molto potente che può essere efficace contor i patogeni dell’intestino, ma proprio per la sua potenza va utilizzato con moderazione, con periodi di sospensione del trattamento, e possibilmente sotto supervisione medica.

L’aglio, come abbiamo già visto, è una panacea al pari del limone, combatte i microrganismi patogeni dell’intestino così come combatte i parassiti; aglio limone curcuma e origano da soli possono apportare grossi benefici all’intestino ed all’organismo in generale. Il cloruro di magnesio è un altro prodotto del tutto naturale (se utilizzato in dosi appropriate ovviamente, e sempre che non sia presente una insufficienza renale) che potenzia il sistem immunitario ed aiuta a debellare i patogeni.

Nei casi più semplici di disbiosi/parassitosi, un’alimentazione a base di prodotti genuini, e di cereali integrali (possibilmente senza glutine) cotti a risotto, unita all’integrazione di probiotici e fibre prebiotiche può essere di aiuto in tantissime patologie, specie se ci si fa aiutare anche da aglio, limone, curcuma (eventualmente un pizzico di pepe) e origano. Anche la cannella ed il peperoncino possono fare la loro parte (se ben tollerati, per esempio il peperoncino è una solanacea e per chi soffre di eczemi o psoriasi è generalmente controindicato). Ma la cannella è un potente antibatterico, antimicotico, anti Candida509 (la Candida, lo ricordo, è un lievito) non per niente lo troviamo come componente del rimedio Demicos510 ed è degno di nota che essa veniva utilizzata dagli antichi Egizi per imbalsamare i corpi.

Per i probiotici però non ci sono ricette universali e ci sono anche persone che non tollerano l’integrazione di probiotici vivi, ma solo di probiotici morti (nonostante tutto anche dei fermenti lattici ricaldati o dei crauti cotti, esplicano degli effetti positivi); come già detto in caso di SIBO certi probiotici possono essere controindicati. Questo per ricordare che anche nelle cose più banali serve un’analisi precisa della situazione iniziale, e per questo può essere indispensabile il contributo di un medico capace di di fare una diagnosi ben precisa e/o delle analisi dettagliate (per quanto, come già detto nei primi capitoli, siano ben pochi i laboratori affidabili).

Detto questo io penso che una dieta a base dei reali alimenti che la natura mette a disposizione dell’uomo (dieta paleo, ovvero GAPS o SCD che dir si voglia), il meno processati possibile, è una delle scelte migliori che si possa fare per recuperare e mantenere la salute.

Però so bene che una dieta senza cereali è a volte dura da implementare (più che altro è dura iniziare, perché una volta che la si fa da un paio di settimane si finisce per abituarsi) e sicuramente è più costosa (sebbene ci sia il vantaggio economico di ridurre a zero le spese per pseudo-cibi confezionati, pseudo-bevande processate, dolciumi che predispongono a carie e diabete).

Può essere quindi utile studiare possibili alternative alla dieta paleolitica per ripristinare la corretta microflora intestinale. Alcune mie osservazioni, alcune mie esperienze, alcune letture, oltre a talune esperienze raccontatemi da alcuni amici, mi hanno indotto a ragionare su tale problema e a scrivere le seguenti righe.

La prima osservazione è che, nel corso della mia esperienza con la dieta paleolitica (senza cereali, amidacei, latticini, ma vegetariana) ho provato diverse volte delle reazioni di Herxheimer anche piuttosto pesanti. Quando si uccidono troppi patogeni in una volta le loro cellule si aprono e liberano di colpo tutte le tossine presenti all’interno, con l’effetto di aggravare almeno momentaneamente i sintomi pre-esistenti. A volte gli effetti di questa re-intossicazione sono anche a lungo termine, e quindi ho scoperto (col senno di poi) che oltre a mettere in atto alcuni comportamenti che posso aiutare a smaltire le tossine (vedi il capitolo relativo), è meglio in certi casi “tornare indietro” con la dieta alla primissima fase, quella senza fibre (la dieta introduttiva con frutta e verdura senza buccia, senza semi e bollita). Nel suo libro “Sindrome psico-intestinale” la dottoressa Campbell non tocca tale questione, ma ne ha fatto cenno durante le sue conferenze.

Queste reazioni all’effetto benefico dei probiotici in alcune persone possono essere fortissime anche se si assume una goccia di fermenti lattici o una punta di cucchiaino di crauti (o yogurt o altro cibo fermentato). Nei primi giorni della dieta può non succedere (personalmente all’inzio ho mandato giù una o due bustine di fermenti lattici al giorno senza che mi succedesse alcun ché), ma man mano che i patogeni hanno sempre meno cibo (a causa della dieta) l’effetto dei probiotici è enormemente amplificato rispetto a quel blando effetto che potrebbero avere (almeno per chi ha una disbiosi intestinale) quando li si assume continuando a mangiare cereali ed amidacei.

Ma lo stesso incredibile effetto l’ho sperimentato con altre sostanze: l’aglio, la vitamina C, l’acqua ossigenata al 35% (di grado alimentare, ovvero senza nessun altro composto chimico che serva a stabilizzarla)511, il biossido di cloro (detto anche MMS, che ha aiutato, assieme ad una dieta specifica e ad un protocollo anti-parassitario, a guarire dall’autismo moltissimi bambini). Pare che anche l’ipoclorito di sodio possa avere lo stesso effetto (il primo libro sul metodo Ruffini512 tratta dell’uso topico di ipoclorito di sodio, mentre il prossimo libro dovrebbe trattare dell’uso sistemico di tale sostanza, opportunamente diluita). Per quanto riguarda acqua ossigenata (al 35%), e biossido di cloro esistono sperimentazioni (al di fuori però dei circuti medici ufficiali) dell’utilizzo di queste sostanze in opportune e piccole dosi; fra tutte però solo il biossido di cloro è stato testato e trovato innocuo per l’uomo, mentre acqua ossigenata di grado alimentare ed ipoclorito di sodio potrebbero avere anche qualche effetto avverso.

Quanto all’aglio, non so dire quanto può essere potente rispetto alle altre sostanze, ma di certo è la più semplice da procurare e la più naturale, assieme alla vitamina C, che si può assumere anche bevendosi una bella spremuta di limone. Una dieta a base di cereali in chicchi o appena macinati (possibilmente senza glutine) o ancor meglio una dieta paleolitica, associata ad una assunzione ragionata di queste due sostanze (ovviamente senza esagerare nemmeno con aglio e limone) potrebbe essere una soluzione davvero semplice a molti problemi (purchè la disbiosi non sia troppo marcata, e non siano coinvolti focus dentali o forti problematiche di ordine psichico).

La cosiddetta “cura del limone” consiste nel bere il succo di un limone intero a digiuno appena svegliati (con l’aggiunta di un po’ di acqua tiepida se non ce la fae a berlo puro) aspettando poi mezz’ora prima di fare colazione; il secondo giorno si passa a due limoni e così via fino a … qualcuno dice 7, qualcuno addirittura 15! Poi si dovrebbe andare a scalare , diminuendo di un limone al giorno fino ad interrompere la cura. In caso si riesca ad arrivare ad almeno 4 limoni si potrebbe eventualmente suddividere la somministrazione in due o tre dosi purché a stomaco vuoto (insomma quanto meno molto lontano dall’ultimo pasto, mezz’ora prima del successivo), anche se al mattino credo sarebbe meglio. Se si fa questa cura unitamente ad una dieta paleolitica l’effetto della vitamina C contro i patogeni potrebbe essere molto maggiore e quindi le dosi potrebbero essere da ridurre in base alla tolleranza individuale. In ogni caso qualsiasi percorso curativo vogliate intraprendere imparate ad ascoltar eil vostro corpo, e prima di iniziare parlatene col vostro medico curante o altro medico di fiducia.

Detto questo conosco chi è guarito dall’allergia proprio usando l’acqua ossigenata di grado alimentare con il metodo del libro The One Minute Cure513 di Madison Cavanaugh, ed ho pure letto il libro, che è abbastanza documentato e interessante. Questo mio conoscente del resto oltre ad uccidere i patogeni con l’ossigeno attivo liberato dal perossido ha anche integrato fermenti lattici con yogurt/kefir fatto in casa, riequilibrando così la flora intestinale. L’ossigeno attivo (per esempio sotto forma di ozono) viene attualmente utilizzato come disinfettante sia in medicina che nelle migliori piscine, e chiunque può rendersene conto facendo una ricerca su pubmed514. Inoltre il perossido di ossigeno (acqua ossigenata) al 35% ha anche una valenza antiparassitaria.

Quanto alla guarigione dall’autismo con il biossido di cloro ed il protocollo antiparassitario Kalcker, l’ultima edizione del libro di Kerry Rivera Guarire i sintomi noti come autismo riporta molte testimonianze di persone che si firmano con nome e cognome e spesso autorizzano la pubblicazione della propria foto.



La vitamina C in alte dosi è noto che può essere un’antogonista della Candida515 e che quindi potesse essere d’aiuto nel trattamento della disbiosi intestinale, ma non avevo mai sperimentato davvero tale azione fino a quando non l’ho provata associandola alla dieta senza carboidrati complessi (cereali, pseudo-cereali ed amidacei).

L’idea che mi viene è che quindi l’abbinamento tra una dieta opportuna (magari senza zucchero, glutine, soia e caseina, come nella dieta descritta da Kerry Rivera, sicuramente meno restrittiva, più semplice e meno costosa da implementare della dieta paleo) un qualche metodo naturale per debellare i patogeni intestinali, all’occorrenza un protocollo anti-parassitario e l’integrazione di fermenti lattici/cibi fermentati, potrebbe essere un’alternativa all’associazione dieta paleolitica+probiotici.

Una conferma a tale idea mi è venuta anche dalla storia di Norman Cousin, ex redattore del programma radio Saturday Review, che sostiene di avere sconfitto un male che i medici ritenevano incurabile, la spondilosite anchilosante (che è poi una delle tante conseguenze della disbiosi) utilizzando come arma il sorriso e la vitamina C, e nel 1979 ha narrato la sua esperienza nel libro Anatomy of an Illness (“Anatomia di una malattia”). L’unica cosa che i medici gli avevano prescritto per una malattia secondo loro incurabile e mortale era la morfina come antidolorifico. Ma Norman si era fatto portare in ospedale televisione, video registratore e una valanga di videocassette di film comici. Tutte le risate che si faceva hanno dato fastidio ai medici dell’ospedale, così l’hanno dimesso. Norman Cousin si è quindi trasferito in un albergo con tv, registratore e film comici, aggiungendo alla cura delle risate dosi massicce di vitamina C: dopo un anno egli era guarito.

In realtà, come si evince dalla lettura di uno dei capitoli precedenti, la spondilosite anchilosante è una delle tante malattie correlate alla disbiosi intestinale, e se è vero che la vitamina C distrugge alcuni patogeni correlati alla disbiosi (come la Candida) e che il benessere psichico aiuta anch’esso a ristabilire l’equilibrio (i batteri benefici possono persino essere danneggiati dallo stress, ed è facile ipotizzare che il sorriso e la gioia abbiano un effetto opposto), la “miracolosa” guarigione di Norman Cousin potrebbe essere fondata su un meccanismo chiaro e comprensibile: la vitamina C debella alcuni patogeni intestinali, e coadiuvata dal benessere psicofisico indotto dalla cura delle risate la disbiosi regredisce e con essa il suo sintomo più evidente (la spondilosite anchilosante). Del resto il buon umore riduce i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, concausa di molte malattie.

Ovviamente l’idea di utilizzare alte dosi di vitamina C a scopo terapeutico è osteggiata dalla medicina ufficiale, per quanto il lavoro pionieristico di Linus Pauling dovrebbe bastare a mio giudizio a smentire questo pregiudizio. Consiglio a tutti la lettura del suo libro Come vivere più a lungo e sentirsi meglio516.

Un’altra esperienza interessante sulla guarigione da candidosi/disbiosi e quindi da diverse patologie fisiche e mentali che ne rappresentano i sintomi, è quella del dottor Truss517, il quale dopo aver notato il livello di patologie apparentemente correlate alla disbiosi indotta da trattamento antibiotico, ha iniziato a trattare numerosi pazienti con un rimedio contro la Candida. Egli aveva infatti letto che per curare un’infestazione da candida nel sangue era possibile impiegare una soluzione di ioduro di potassio, quindi prescrisse ai suoi pazienti da 6 a 8 gocce di soluzione di Lugol, 4 volte al giorno per 3 settimane. Molti dei suoi pazienti guarirono straordinariamente dalle più varie, fra cui problemi mestruali, iperattività, disturbi dell’apprendimento, autismo, schizofrenia, sclerosi multipla nonché malattie autoimmuni come il morbo di Crohn e lupus eritematoso. Non stupirà trovare in questo libro abbondanti prove che collegano tutte queste problematiche alla disbiosi intestinale.

Riguardo al Lugol è da tenere presente che esistono persone allergiche allo iodio, e che adesso in Italia il Lugol (a scopo farmacologico, giacché lo si trova come reagente chimico tra i prodotti per laboratorio) non viene più prodotto dalle aziende farmaceutiche ma lo si può ancora far preparare su richiesta dalla farmacie galeniche (attrezzate con un piccolo laboratorio). Ovviamente con nessun elemento chimico, e nessuna sostanza, per naturale che sia, si può scherzare e imporvvisare in quanto a dosi e tempi di utilizzo. Sebbene sia propenso a credere che le dosi di assunzione, raccomandate dalle istituzioni sanitarie, di iodio, vitamina C e vitamina D siano davvero molto più basse del dovuto, l’assunzione di un prodotto a base di iodio per via orale si può intraprendere solo se seguiti da un medico esperto; l’eccesso di iodio, così come la sua carenza, possono danneggiare infatti il funzionamento della tiroide518.

Sicuramente merita un cenno anche la dieta macrobiotica, in particolare alcuni regimi un po’ più restrittivi come la dieta Ma-Pi 2, ideata da Mario Pianesi ed applicata con successo per la cura del diabete; si tratta di una dieta semplice basata sul consumo di riso integrale, cibi fermentati come il miso, poche verdure, e ogni tanto anche pesce o carne. In certi casi sicuramente un tale approccio può dare alcuni risultati, vedi le interessanti ricerche svolte a Cuba sull’applicazione di tale dieta ai malati di diabete, ma ci sono casi più gravi per i quali tale approccio può non essere sufficiente.

Per chi volesse approfondire l’argomento o volesse avere le prove di quanto su scritto, consiglio la lettura degli articoli Medium- and Short-Term Interventions with Ma-Pi 2 Macrobiotic Diet in Type 2 Diabetic Adults of Bauta, Havana519, Ma-pi 2 macrobiotic diet intervention in adults with type 2 diabetes mellitus520, Ma-Pi 2 macrobiotic diet and type 2 diabetes mellitus: pooled analysis of short-term intervention studies521.

Quanto al resto, quasi ogni provincia d’Italia ha il suo negozio/ristorante del circuito “Il punto macrobiotico” dove potete trovare cibo di ottima qualità ( a parte i farinacei, che sono di buona qualità come materie prime, ma per forza di cose ossidati) e persone preparate che possono ragguagliarvi sulla dieta macrobiotica

Più o meno nello stesso senso della dieta macrobiotica si muove il regime della cucina energetica di Ferenc Holecz522: zuppe di cereali integrali e verdure nelle quali per prima cosa si tostano i cereali per tre minuti, però i farinacei sono ammessi solo se preparati partendo da farina macinata sul momento. In effetti le antiche popolazioni agricole che si mantenevano in buona salute macinavano i cereali al massimo ogni due settimane; oltre tale termine le farine si ossidano e non sono più molto nutrienti, per quanto possano essere integrali e biologiche. Il metodo di Holecz punto molto anche sugli esericizi di respirazione. Vedi anche quanto scritto nel libro “I pilastri della salute e la rete di interconnesioni”.

In ultimo ci sono esperienze di risoluzione di alcuni problemi correlati alla disbiosi intestinale attraverso l’uso di antibiotici per rimuovere alcuni patogeni, ed il successivo uso di probiotici per ripopolare l’intestino. Per quanti successi possano essere riportati dalla letteratura scientifica, come abbiamo visto all’inizio sono proprio gli antibiotici uno dei farmaci più responsabili dello squilibrio della microflora intestinale, e se si risolve uno squilibrio relativo ad alcuni batteri, se ne può acuire un altro relativo ad altri ceppi con possibili conseguenze negative nel medio o lungo termine. Ciò non toglie che in certi casi si riesca ugualmente a ripristinare l’equilibrio della microflora intestinale, specialmente se si utilizzano i farmaci in maniera oculata (alcune procedure contemplano la somministrazione di antibiotico per mezzo di un clistere, per evitare eventuali effetti collaterali sistemici del farmaco, o di un antibiotico a bassissimo assorbimento sistemico come la rifaximina).

Ad ogni modo segnalo l’articolo Chronic bacterial prostatitis and irritable bowel syndrome: effectiveness of treatment with rifaximin followed by the probiotic VSL#3 (“Prostatite batterica cronica e sindrome del colon irritabile: efficacia del trattamento con rifaximina seguito dal probiotico VSL#3”)523, nonché l’esperienza del dottor James Greenblatt524, uno psichiatra dell’area di Boston, che ha curato una ragazzina sofferente di una grave forma di disordine ossessivo-compulsivo, di un disordine dell’attenzione e iperattività (ADHD) e di diversi problemi digestivi. Dopo avere riscontrato un alto livello di clostridi (batteri patogeni) nella paziente, le ha somministrato degli antibiotici ed un ciclo di potenti probiotici. La guarigione completa è avvenuta in un anno.




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