Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi



Scaricare 3.01 Mb.
Pagina1/43
02.01.2018
Dimensione del file3.01 Mb.
  1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   43



ALIMENTAZIONE, DISBIOSI INTESTINALE E PARASSITOSI

Come centinaia di patologie fisiche e mentali possono essere guarite a partire dal risanamento dell’intestino


Materiali raccolti e tradotti da corrado penna

e-book gratuito

Prima edizione: ottobre 2015


ALIMENTAZIONE, DISBIOSI INTESTINALE E PARASSITOSI è il secondo libro della collana “Dalla salute negata alla salute ritrovata”, proseguimento ideale del libro “I pilastri della salute e la rete di interconnessioni” (http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc).

NB: questo è un libro in divenire, con aggiunte e modifiche continue. Il sommario non riesco ad aggiornarlo continuamente, (qualche capitolo potrebbe trovarsi ad una o due pagine prima o dopo rispetto a quanto segnato). I prossimi aggiornamenti saranno sempre pubblicati al link

http://scienzamarcia.altervista.org/disbiosi.doc
Versione 7.0: 24 dicembre 2016

“Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi” è un e-book gratuito

È possibile ripubblicarne i contenuti purché la citazione sia testuale e sia specificata la fonte e l’autore.

Questo documento contiene materiali raccolti, scritti e (ove non altrimenti specificato) tradotti da Corrado Penna, già traduttore dei libri “La Sindrome Psico-Intestinale” (della dottoressa Natasha Campbell-McBride) e “Guarire i sintomi noti come autismo” (dell’omeopata Kerri Rivera). Corrado Penna ha inoltre collaborato alla seconda edizione del libro “Il mal di glutine” di Lorenzo Acerra curandone l’impaginazione e scrivendo per esso un’apposita appendice.

In questo libro è presente anche un contributo di Lorenzo Acerra sull’epilessia.

Dichiarazione di non responsabilità (disclaimer)
Quanto trovate scritto qui sotto non costituisce in nessun caso una indicazione terapeutica. La lettura delle seguenti informazioni non può sostituire un processo di diagnosi e di valutazione accurata dello stato di salute da parte di uno o più medici di base o medici specialisti. Chi scrive è convinto che non esiste la malattia bensì il malato, ovvero che non esistono rimedi sempre uguali per la stessa malattia, ma percorsi di cura differenziati in base alle caratteristiche peculiari del singolo malato. Qui di seguito trovate semplicemente informazioni, in base alle quali potete rivolgervi presso un professionista qualificato (medico, odontoiatra, naturopata, nutrizionista, osteopata) avendo voi stessi, si spera, una maggior conoscenza di causa. Un paziente informato, secondo chi scrive, ha delle possibilità molto maggiori di guarigione, anche perché (è ben noto) due professionisti con la stessa specializzazione a volte danno della stessa sintomatologia (e delle stesse analisi di laboratorio) un’interpretazione differente, oppure a parità di interpretazione consigliano due percorsi terapeutici molto differenti.

C’è da rimarcare anche che alcune tecniche di risanamento dell’intestino o del fegato, o altre terapie, per quanto naturali, possono creare dei problemi in persone con la salute particolarmente cagionevole; per esempio la pulizia intestinale con clisteri o con il lavaggio ayurvedico (acqua e sale marino integrale), o con l’idrocolon-terapia, oppure la pulizia del fegato col metodo Clark-Moritz potrebbero essere controindicate per le persone che soffrono di particolari malattie, e quindi occorre sempre una supervisione medica. Persino le tecniche di respirazione del metodo Buteyko (per quanto possano sembrare del tutto sicure, essendo basate sulla semplice respirazione), possono creare problemi in persone particolarmente debilitate secondo la dottoressa Fiamma Ferraro.

Si precisa altresì che alcune terapie qui illustrate sono pesantemente osteggiate dalle istituzioni sanitarie, che sconsigliano per esempio l’assunzione di biossido di cloro. Tale sostanza viene considerata tossica nonostante gli esperimenti scientifici che mostrano il contrario e nonostante centinaia di casi di guarigione dall’autismo con il protocollo di Kerri Rivera (che include appunto l’assunzione di basse dosi di biossido di cloro). Siccome nessun ente istituzionale ha indagato su queste guarigioni né tanto meno le ha certificate, non ci sono prove accertate dell’effetto terapeutico del biossido di cloro, almeno non nel senso che la “scienza ufficiale” attribuisce a questo termine.

L’autore di conseguenza non si prende alcuna responsabilità per eventuali effetti avversi di una qualsiasi terapia adottata senza un consulto ed una prescrizione medica.

Lo scopo di questo libro è quindi informativo e le informazioni in esso contenuto non vanno intese come consiglio medico o terapeutico. Qualsiasi terapia, anche la più apparentemente semplice e banale può comportare dei rischi; anche una semplice aspirina, è noto, può avere in taluni casi dei gravi effetti collaterali. Le terapie naturali cui qui si accenna possono avere degli “effetti collaterali” dovuti alla disintossicazione; guarire significa anche uccidere dei patogeni e/o dei parassiti e causare il rilascio di tutte le tossine in essi contenuti, con un temporaneo aggravamento di molti sintomi già presenti e la comparsa (temporanea) di sintomi nuovi. Nessuno può dire a priori quale sarà la risposta di una singola persona a questo processo e quanto ciò possa essere debilitante, per temporaneo che sia.

Consultatevi quindi con medici di base, specialisti, biologi nutrizionisti prima di fare qualsiasi cambiamento dietetico particolarmente rilevante o di intraprendere un qualsiasi percorso curativo.

Per quanto sforzo abbia fatto l’autore del presente e-book, non può garantire in maniera assoluta della correttezza e della completezza di quanto qui scritto, e (lo ripeto) si tratta di un testo informativo; se volete provare a mettere ad utilizzare praticamente alcune delle informazioni in esso contenuto vi prendete la piena responsabilità delle vostre azioni. Se un uso improprio delle informazioni qui contenute, senza previo consulto con medico o altro professionista qualificato dovesse arrecarvi del danni, l’autore non si assume di conseguenza alcuna responsabilità e non offre nessuna garanzia. Lo stesso dicasi per tutti i libri ed i siti internet citati.

Sommario

Dichiarazione di non responsabilità (disclaimer) 2

Sommario 3

Introduzione 6

I1. Disbiosi intestinale (e non solo) 7

Un approfondimento sulla Candida e in particolare sulla Candida albicans 23

I2. I parassiti intestinali (ed anche gli altri) 25

I3. Analisi per il riscontro di disbiosi, parassitosi, intossicazione da metalli pesanti, intolleranze 27

I4. La maggior parte dei trattamenti utilizzati dalla moderna medicina occidentale non sono basati su valide prove scientifiche 29

I5. Conflitti d’interesse e scienza poco scientifica: conferme ad alti livelli 30

I6. La chemioterapia funziona … al 2 per cento! 33

I7. Un mondo di cavie per la sperimentazione della medicina allopatica 35
1. Tonsillite, otite e disbiosi 39

2. Colite, colite ulcerosa, appendicite e morbo di Crohn 40

3. Microflora intestinale e sistema immunitario: la disbiosi è correlata a infiammazione intestinale, malattie autoimmuni, allergia e cancro 44

4. Il rapporto tra celiachia e disbiosi 45

5. Glifosato, celiachia, intolleranza al glutine e disbiosi 48

6. Danni causati dall’intolleranza al glutine – una piccola raccolta di studi scientifici 51

7. Infertilità, celiachia, disbiosi, veleni chimici e focus dentali 54

8. Glutine, caseina, autismo e “malattie mentali” 57

9. La pillola anticoncezionale può causare allergie ed altre malattie nelle donne e nei loro figli 58

10. Cancro alla gola e cancro alla cervice dell’utero: la vera causa è il papilloma virus o la disbiosi? 60

11. Prostatite, dismenorrea, ovarite, vaginite, cistite, uretrite e disbiosi 63

12. Sindrome premestruale, disbiosi e intolleranza al glutine 64

13. Disbiosi, allergia e debolezza del sistema immunitario 66

14. I probiotici e la reazione di Herxheimer (die-off) 67

15. Ansia attacchi di panico, disbiosi e candida 69

16. Disbiosi, parassitosi, focus dentali, alimentazione, “disturbi psichiatrici” e “problemi psicologici” 71

17. Il legame tra l’intestino e la dipendenza da sostanze (alcool e altre droghe) 82

18. Le strutture dei biofilm e la loro importanza per la salute umana 83

19. La chelazione farmacologica e la chelazione naturale 85

20. Svenimenti, anemia, disbiosi, candidosi, respirazione 84

21. Endometriosi, psiche, alimentazione, focus dentali e disbiosi intestinale 86

22. Dermatite, eczema, psoriasi, rosacea, micosi della pelle e delle unghie 88

23. Disbiosi, spondilosite anchilosante, artrite reumatoide 96****

24. Epilessia, disbiosi, parassitosi, denti del giudizio, inquinamento elettromagnetico 98

25. La correlazione tra la disbiosi, il mal di testa e molti altri malesseri 103

26. Anoressia, bulimia, disbiosi intestinale e trattamento nutrizionale 104

27. Ipocloridria, gastrite, ulcera gastrica, reflusso esofageo, tumore allo stomaco e disbiosi intestinale 107

28. La parassitosi, un problema sottostimato: i parassiti spesso sono presenti, nonostante le analisi specifiche risultino negative 109

29. I parassiti e le fasi lunari 111

30. Il parassita intestinale Ascaris suum produce morfina 112

31. Tumori e parassiti (intestinali e non) 113

32. I parassiti e il declino delle attività cognitive 114

32.1 Stupidità o i parassiti? 114

32.2 I parassiti, malattie tropicali e abilità cognitive 115

32.3 I vermi parassiti danneggiano le abilità cognitive dei bambini 116

32.4 Gli effetti dei vermi intestinali sui risultati scolastici 117

33. Il parassita a corda (ropeworm) ed i suoi stadi di sviluppo 121

34. Un brevetto russo contro i parassiti 122

35. Riassunto del protocollo antiparassitario Kalcker-Maceda 124

36. Dall’autismo si può guarire, decine di testimonianze, prove documentate e articoli scientifici 126

37. Anche l’omeopatia può curare l’autismo 133

38. È curabile la sindrome di Rett? 134

39. Anche i disturbi dell’apprendimento si possono guarire 135

40. Asma, allergie, intolleranze, malattie autoimmuni e parassitosi 137

41. La sindrome di Down non si può curare, ma si può spesso migliorare lo stato di salute fisico e mentale con vitamine e integratori, oppure guarendo il concomitante disturbo dello spettro autistico 140

42. Antiparassitari naturali 141

43. L’ecosistema del cavo orale e la carie 144

44. Effetti benefici per la salute della terra diatomacea 146

45. La dottoressa Campbell sui parassiti 148

46. La dieta senza carboidrati, una precisazione della dottoressa Campbell 150

47. Prove scientifiche e logiche della sicurezza dell’assunzione di bassi dosi di biossido di cloro 150

47.1 Studio scientifico dimostra la sicurezza dell’assunzione orale del biossido di cloro 150

47.2 Altri studi scientifici sul biossido di cloro 151

47.3 Il biossido di cloro ed i brevetti relativi al suo utilizzo 152

47.4 A che dosi può essere tossico il biossido di cloro? 154

47.5 Il biossido di cloro non è candeggina 154

48. Non solo la dieta paleolitica combatte la disbiosi 154

49. L-glutamina e intestino 160

50. Diabete, dieta e disbiosi 162

51. Tiroide, intestino, disbiosi 167

52. Iodio, carenza di iodio, alghe e lugol 169

53. Funghi, microrganismi patogeni, malattie neurodegenerative (demenza, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, parkinsonismo, sclerosi laterale amiotrofica, sclerosi multipla) 174

54. Approfondimento sulla sclerosi multipla e su alcuni metodi di cura proposti dai medici Campbell, Wahls, Zamboni, Coimbra 184

54.1 Sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica e focus dentali 184

54.2 Sclerosi multipla e disbiosi 184

54.3 La cura del dottor Zamboni 193

54.4 La cura del dottor Coimbra a base di alte dosi di vitamina D 185

54.5 Il crudismo 185

54.6 Il digiuno 185

54.7 Amalgama di mercurio e sclerosi multipla 186

54.8 GcMAF 189

54.9 Albert e il biotron 189

54.10 Cellule staminali … e ossigeno-terapia iperbarica 189

55. Ipertensione e disbiosi 190

56. 6 medici testimoniano la degenerazione della razza umana causata dall’alimentazione moderna 191

57. La degenerazione della salute umana alla luce del progressivo deterioramento dei denti in epoca moderna 194

58. Il dottor Price testimonia la forte salute fisica e mentale delle popolazioni che nel 1900 non avevano ancora abbandonato lo stile di alimentazione tradizionale 195

59. La perfezione fisica e mentale degli aborigeni australiani e la loro degenerazione causata dalla dieta dell’uomo bianco 200

60. Sale marino integrale, cloruro di sodio e cloruro di potassio) 201

61. Zucchero e altri dolcificanti 202

62. L’aspartame e altri dolcificanti artificiali 205

62.1 La malattia di Rumsfeld 208

62.2 Il sucralosio è una valida alternativa allo zucchero? 213

63. Il glutammato monosodico 214

64. Le microonde distruggono il cibo? 214

65. I risultati dell’indagine del dottor Price mostrano come il consumo di farina raffinata, zucchero raffinato e latte scremato, sia una causa dell’insorgenza di carie, infertilità ed altre malattie 216

66. I cereali e la salute 217

67. Fibromialgia, parassiti, disbiosi e dolcificanti artificiali 221

68. Sindrome dell’intestino irritabile, disbiosi, parassitosi e Blastocisti 226

69. Ipertiroidismo e altre malattie guarite con la dieta crudista 227

70. La questione della fibra nel crudismo e negli altri percorsi terapeutici incentrati sulla dieta 229

71. Esempio di cucina paleo: pane di cocco alle zucchine 230

72. Latte di cocco fatto in casa semplice e fermentato (yogurt e kefir di cocco) 232

73. Latte di mandorla semplice e fermentato, “formaggio” di mandorle 233

74. Kefir d’acqua, di frutta, di riso e di latte… 235

75. Dieta paleolitica e respirazione col metodo Buteyko 236

76. I denti cariati possono essere guariti dalla sola dieta? 236

77. Microrganismi effettivi per la cura degli animali, degli uomini e delle piante 238

78. Carenze di vitamina D, un problema tanto diffuso quanto sottostimato, che può causare anche malattie degenerative 240

79. Carenza di zolfo, zolfo puro e zolfo organico 247

79.1. Introduzione 247

79.2 Carenza di Zolfo, un possibile co-fattore di obesità, malattie cardiache, morbo di Alzheimer e sindrome da fatica cronica 249

79.3 Piccolo addendum su rame, alluminio, zolfo, morbo di Parkinson e di Alzheimer 255

80. L’importanza del magnesio (e del cloruro di magnesio) per la nostra salute 256

81. La trementina e la sua efficacia contro Candida, batteri, patogeni e parassiti 259

82. AIDS, disbiosi, parassitosi, oppiacei e altri veleni 265

83. Cuore, alimentazione, grassi e colesterolo 269

84. Fegato e disbiosi 271

85. Cancro, disbiosi e cure naturali 258

85.1. Cancro e disbiosi 273

85.2. Cancro e psiche 277

85.3. Le “tossine di Cooley” 278

85.4. La tisana di René Caisse ed altri rimedi 280

85.5. Il dottor Pantellini e l’ascorbato di potassio 280

85.6. Cancro e alimentazione 282

85.7. La pervinca del Madagascar 286

85.8. La vitamina B-17 (amigdalina), 286

85.9. La proteina GcMAF 286

85.10. Dicloroacetato, una cura contro il cancro nascosta perché su di essa non si possono fare soldi a palate? 287

85.11. Resveratrolo e N-Acetil-Cisteina, un brevetto per la prevenzione del cancro e di altre malattie degenerative 288

85.12. Proprietà anti-tumorali dell’olio di canapa (e tumori cerebrali) 288

85.13. David Servan ha sconfitto il cancro (al cervello) 289

85.14. Il Lugol e il melanoma 290

85.15. Campi elettromagnetici per la cura del tumore? 290

85.16. tumori che guariscono da soli e potenziali effetti avversi della diagnostica precoce 295

86. Artrosi 296

87. Obesità 296

88. Boro per l’atrite, l’osteoporosi e molto altro 297

89. Osteoporosi, disbiosi intestinale e glutine 298

90. C’è una speranza per i malati di distrofia muscolare? 306

91. Fibrosi cistica e disbiosi intestinale 307

92. Malattie neuromuscolari e atrofia muscolare spinale: c’è un legame con l’intestino? 309

93. Il glaucoma, la vitamina D e l’intestino 310

94. L’agricoltura del non fare: la vera agricoltura naturale che rispetta l’ambiente e permette di ottenere ottimi risultati con pochi sforzi 311

95. I vaccini come gli antibiotici con-causano la disbiosi intestinale? 312

96. Bill Gates e i vaccini per la riduzione della popolazione mondiale 312

97. Il controllo mentale della popolazione attraverso l’alimentazione ed i farmaci 315

98. Clisteri per la pulizia dell’intestino e per la rimozione dei parassiti 317**

99. Possibili protocolli per la cura della disbiosi 332

100. Appendice: ulteriori approfondimenti 336

101. Acufene 337

102. Tunnel carpale: glutine, infiammazione e meridiani energetici 337

103. Una cura per il morbo di Alzheimer (e di Parkinson?) 338
I.1 - Disbiosi intestinale (e non solo)
Come il paguro e l’attinia vivono in perfetta simbiosi, aiutandosi l’un l’altro (il paguro porta in giro l’attinia che ne approfitta per trovare cibo, mentre l’attinia offre al paguro la difesa dei propri tentacoli urticanti), così succede per il rapporto di simbiosi tra gli animali pluricellulari (dagli insetti1 ai mammiferi) e vari ceppi di batteri, detti per l’appunto batteri “simbionti”: l’animale ospita i batteri che si trovano al sicuro in una “casa” che corrisponde al corpo dell’animale, ed i batteri in cambio aiutano a digerire ed assimilare il cibo, e persino a fornire alcune sostanze nutritive (nel caso dell’uomo si tratta di vitamine del gruppo B, vitamina K e alcuni aminoacidi). Nell’uomo queste popolazioni di batteri popolano le varie mucose del corpo, la mucosa dell’intestino (la più estesa e quindi anche la più popolata dai batteri), quella della bocca e della cavità faringea, delle tonsille, delle orecchie, dei polmoni2, del tratto uro-genitale (e quindi anche della vagina), della pelle. Scrive il dottor Massimo Caporossi, su un articolo sulla disbiosi intestinale3:

Tutte le superfici del corpo dalla pelle al tratto genito-urinario, alla cavità orale, all’apparato respiratorio, all’orecchio e, soprattutto, all’apparato gastrointestinale, sono colonizzati da batteri. L’intestino, in quantità progressive dallo stomaco al colon-retto, ne contiene circa il 70% del totale, suddiviso in più di 500 specie, costituendo così il microbiota.

Se qualcuno volesse una eventuale conferma cito l’articolo A brave new world: the lung microbiota in an era of change (“Un mondo nuovo: il microbiota dei polmoni in un’era di cambiamento”)4 che spiega come con le nuove tecniche di individuazione dei microbi (indipendenti dalla loro coltura) sta permettendo di fare sempre maggiori e più dettagliate scoperte sul microbiota delle varie zone del corpo umano; la presenza di una particolare comunità microbica sulla mucosa pomonare è ormai un dato assodato. Anche lo stomaco, che prima si pensava fosse un organo praticamente sterile, adesso viene studiato sotto il profilo del suo particolare microbioma, come mostra l’articolo Gastric Microbiota5.

In realtà nel nostro organismo il rapporto tra il numero di cellule che contengono il nostro DNA (e che quindi possiamo considerare dal punto di vista genetico prettamente umane) ed il numero di cellule dei microbi simbionti è di uno a dieci, sebbene poi questi esseri unicellulari che noi ospitiamo sono molto più piccoli delle nostre cellule umane; il rapporto in peso tra le due componenti di conseguenza è invertito, e per ogni chilogrammo di microbi simbionti ci sono circa 20 chili di cellule umane. Il repertorio genetico di questi microbi (detto microbioma) è circa 100 volte maggiore di quello dell’uomo che li ospita; in particolare nell’intestino umano ci sono circa 1000 differenti specie batteriche.

Così come per analizzare il comportamento e le abitudini del paguro legato con l’attinia non è possibile considerarli l’uno isolato dall’altro ma occorre considerare la loro unione simbiotica, così a ben vedere anche il nostro corpo umano dovrebbe essere studiato come quel super-organismo simbiotico rappresentato dall’interazione tra le nostre cellule e quelle del nostro microbioma6. Da notare che differenze genetiche e/o ambientali possono influire sulla particolare composizione di questo super-organismo, vedi per esempio la differenza tra la comunità microbica vaginale delle donne sane caucasiche e quella delle donne nere7.

È importante notare che la complessa ecologia di questa interrelazione tra microbi e corpo umano è oggetto di studi piuttosto recenti, che anno dopo anno svelano sempre maggiori segreti di questo super-organismo e permettono una comprensione più approfondita dei meccanismi che permettono di mantenere una buona salute e di quelli che portano alla malattia. Alcune informazioni erano già state ottenute con mezzi più rudimentali agli inizi del 1900, e molti medici avevano attribuito alla cosiddetta “tossiemia” e alle “endotossine” (tossine che vengono dall’interno dell’organismo stesso) la causa di molte se non tutte le malattie, facendo loro la massima del medico greco Ippocrate (“tutte le malattie hanno orgine nell’intestino”) ma purtroppo alcuni medici avevano pensato di “risolvere” il problema alla radice in una maniera a dir poco cruenta, ovvero togliendo tonsille e denti in maniera indiscriminata e asportando persino chirurgicamente parti del colon (in un’epoca in cui non erano ancora disponibili farmaci per la prevenzione delle infezioni chirurgiche con tutte le drammatiche conseguenze del caso, decessi compresi). Fu anche a causa di questo insensato accanimento chirurgico che venne gettato via, come si suol dire, il bambino assieme all’acqua sporca, e per circa 60 anni la ricerca medica si dedicò ad indagare sugli effetti intestinali di certe patologie piuttosto che sulla causa intestinale delle stesse malattie, confondendo sostanzialmente la causa e l’effetto. Adesso invece la mole di ricerche scientifiche che si accumula sullo squilibrio del microbiota intestinale (l’insieme dei microrganismi contenuti nel nostro intestino) e del microbiota di altri organi e tessuti mostra fin troppo spesso non solo la correlazione tra patologia e squilibrio del microbiota, ma dimostra anche in maniera incontrovertibile che correggendo lo squilibrio intestinale (ad esempio con la somministrazione di fermenti lattici, cibi fermentati, in poche parole di probiotici) si osservano notevoli miglioramenti delle condizioni di salute dei pazienti.

Se qualcuno ha voglia approfondire la questione del microbiota umano e del rapporto simbiotico tra microrganismi ed essere umano può leggere l’articolo Composition of the adult digestive tract bacterial microbiome based on seven mouth surfaces, tonsils, throat and stool samples (“Composizione del microbioma batterico del tratto digestivo dell’adulto basato su sette superfici della bocca, tonsille, gola e campioni di feci”)8, ma soprattutto il libro Metagenomics of the human body (“Metagenomica del corpo umano”), un libro con contributi di vari studiosi, edito dalla dottoressa Karen E. Nelson per la Springer9. A pagina vii, nella premessa al libro scritta da Jane L. Peterson e Susan Garges, leggiamo che:



Relman e Falkow (2001), quasi contemporaneamente, hanno lanciato l’idea di un “secondo progetto genoma umano” che “faccia un’inventario completo dei geni microbici dei quattro più importanti siti di colonizzazione nel corpo umano: bocca, intestina, vagina e pelle.”

Interessante è anche l’articolo è Role of intestinal bacteria in nutrient metabolism (“Il ruolo dei batteri intestinali nel metabolismo dei nutrienti”)10 che argomenta come la proliferazione dei batteri benefici e di quelli patogeni dipenda dalla dieta, e mostra come i batteri benefici aiutano a digerire ed a produrre vitamine e aminoacidi.

Una mancanza dei normali batteri simbionti può essere causata dall’assunzione di molti tipi di farmaci (antibiotici, antidolorifici, antinfiammatori, anticoncezionali, cortisonici, neurolettici chemioterapici), stress, mancanza di allattamento, parto cesareo (l’intestino del feto è praticamente sterile, senza alcun microrganismo, e in condizioni normali inizia ad essere popolato da quei microrganismo che incontra nel canale del parto) e per finire anche dalla nascita da una madre con una carenza di questi batteri benefici (dovuta a sua volta ad una delle cause summenzionate).

Riguardo all’azione negativa dello stress sui batteri benefici vedi l’articolo Investigating the role of perceived stress on bacterial flora activity and salivary cortisol secretion: a possible mechanism underlying susceptibility to illness11 che mostra come gli alunni sotto stress per gli esami mostrano una riduzione di acido lattico (prodotto dai batteri benefici) nelle feci.

Sull’effetto degli antibiotici vedi per esempio lo studio scientifico Prospective study of the impact of large spectrum antibiotics on the human gut (“Studio prospettico dell’impatto degli antibiotici a largo spettro sull’intestino umano”)12 che mostra come gli antibiotici causino infezioni da lieviti come la Candida albicans, e l’Amoxicillina-clavulonato causi un maggiore aumento di tali patogeni. Anche l’articolo Incomplete recovery and individualized responses of the human distal gut microbiota to repeated antibiotic perturbation13 mostra che la microflora intestinale, dopo due cicli di ciproflaxina, in alcuni casi non ritorna allo stato pre-esistente ma mantiene una parziale alterazione che si è sviluppata nel corso del trattamento14.

Sui danni delle pillole anticoncezionali vedi più avanti il capitolo specifico.

Sull’effetto negativo dei chemioterapici nei confronti dei microrganismi benefici dell’intestino vedi l’articolo Chemotherapy-driven dysbiosis in the intestinal microbiome (“Disbiosi del microbioma intestinale causata dalla chemioterapia”)15 nel quale leggiamo due cose interessanti, la prima delle quali è che

La chemioterapia causa diversi effetti collaterali, e la mucosite gastrointestinale è uno dei più frequenti. Gli attuali modelli di mucosite gastrointestinale non tengono generalmente conto del ruolo del microbioma intestinale.

E la seconda che



Il nostro studio identifica un grave squilibrio composizionale e funzionale nella comunità microbica dell’intestino, associato alla mucosite gastrointestinale indotta dalla chemioterapia.

Ma è difficile tenere il conto di quali e quanti farmaci hanno un effetto negativo sull’ecosistema dei microrganismi che vivono in simbiosi con l’uomo; per esempio l’articolo Tumor necrosis factor inhibition and invasive fungal infections (“Inibitori del Tumor Becrosi Factor e infezioni fungine invasive”)16 mostra l’assunzione di un farmaco piuttosto recente (un inibitore della citochina TNF, utilizzato per gestire i sintomi dell’artrite reumatoide e di altre malattie autoimmuni) è associata al’aumento di varie infezioni opportunistiche per esempio di Candida albicans e Aspergiullus fumigatus (un fungo molto pericoloso per la salute dell’uomo17).

Il microbiota intestinale contiene di regola oltre ai batteri benefici anche modeste quantità di batteri potenzialmente nocivi, che sono però limitatate dalla presenza dei batteri simbionti. Questi ultimi infatti rendono l’ambiente della mucosa sfavorevole alla proliferazione dei batteri patogeni, costituendo quindi una prima linea di difesa da molte infezioni; essi producono sostanze simili agli antibiotici che tengono a bada i microbi patogeni, e rendono acido l’ambiente della parete intestinale impedendone ancora di più la proliferazione.

Quanto detto a riguardo del microbiota intestinale vale sostanzialmente anche per gli altri gruppi di microrganismi che troviamo in altri organi e tessuti del corpo; anche se la composizione di ogni specifico microbiota è differente, l’elemento fondamentale alla base della condizione di salute di è il giusto l’equilibrio tra i vari tipi di microrganismi: all’equilibrio i batteri “amici” (o simbionti) sono molti e tengono a bada quelli patogeni, i quali a volte nelle piccole quantità in cui sono presenti possono anche svolgere una funzione utile all’interno dell’ecosistema complesso della mucosa. Ma quando i fattori summenzionati sconvolgono l’equilibrio della microflora i batteri patogeni proliferano in maniera indiscriminata; in particolare nell’intestino gli organismi unicellulari della Candida Albicans, quando sfuggono al controllo del sistema immunitario e aumentano di numero, possono aggregarsi e integrarsi in una forma pluricellulare con ramificazioni (come le ife dei funghi pluricellulari, dal momento che la Candida è lievito, ovvero un particolare tipo di fungo) che penetrano addirittura nella mucosa intestinale e ne forano la parete contribuendo a causare la cosiddetta “sindrome dell’intestino poroso” (ma anche altri patogeni e parassiti posso essere concausa di tale problema).

A questo punto occorre precisare che sono nel corpo umano tre cosiddette “barriere” (denominate con termine tecnico “barriere tissutali”) il cui funzionamento è critico ai fini della corretto svolgimento di alcune delle più importanti funzioni vitali. In realtà al posto di “barriera” forse dovremmo utilizzare la parola “filtro”, o ancor meglio la locuzione “filtro intelligente”, dal momento che si tratta di superfici di separazione altamente sofisticate (che consistono di cellule specializzate) e che servono soprattutto a far passare le sostanze nutritive ed a lasciar fuori le tossine. La prima barriera è quella intestinale, ovvero quel sistema di filtraggio che, in condizioni ottimali, fa passare il nutrimento dall’intestino nel sangue, evitando che passino al contempo anche tossine o molecole mal digerite. La seconda è la barriera emato-encefalica, un sistema di filtraggio che, in condizioni ottimali, fa passare le sostanze nutritive dal sangue al cervello inibendo il però il passaggio ad eventuali tossine o altre molecole che potrebbero danneggiare la funzionalità cerebrale. La terza è la barriera emato-liquorale (che si trova tra il liquido cerebro-spianale ed il sangue).

La cosa notevole (e per certi versi disturbante, sia per il paziente che per molti medici che ancora non si sono abituati all’idea) è che l’eccessiva porosità intestinale non è necessariamente connessa a dei sintomi di malessere gastrointestinale18; tali sintomi potrebbero non esserci o essere poco evidenti, quanto meno rispetto ai problemi che si manifestano invece alla pelle, al cuore, alla tiroide, alle articolazioni (per non parlare di depressione, disturbi mentali ed autismo).

Da tempo sono note possibili cause e meccanismi che portano all’alterazione del funzionamento di tali barriere, con tutti i danni che ne possono conseguire. L’eccessiva porosità della barriera intestinale porta nel sangue elementi estranei, con conseguente iper-reazione del sistema immunitario che finisce per aggredire persino molecole del proprio corpo scatenando reazioni allergiche e autoimmuni. L’eccessiva porosità delle altre due può portare varie tossine a contaminare alcuni degli apparati più importanti per la regolazione ed il controllo dei movimenti e del pensiero (tossine generate all’interno del corpo umano da funghi, lieviti, batteri patogeni, parassiti, per non parlare del cibo di scarsa qualità, dei pesticidi, degli additivi alimentari, e delle sostanze inquinanti che assumiamo attraverso l’aria, l’acqua e il cibo inquinato).

Di recente sono stati eseguiti degli studi sugli effetti delle citochine, molecole proteiche che svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione dei processi infiammatori, il cui eccesso è legato ad una disfunzione delle tre barriere citate. Di tali citochine pro-infiammatorie si è visto che sono coinvolte nella genesi di alcune malattie croniche e autoimmuni, che vengono prodotte dall’osso infetto e infiammato delle cavitazioni (e quindi possibilmente anche in corrispondenza di denti devitalizzati19). Gli studi in questo campo sono ad uno stadio abbastanza iniziale, ma già si prospetta finalmente una spiegazione comprensibile del fatto che problemi essenzialmente gastrointestinali da una parte e focus dentali dall’altra, possano portare a sintomi molto simili. Se assumiamo che la disbiosi, ed in particolare la carenza di bifidobatteri è una delle cause dell’infiammazione, e che porta alla produzione di citochine pro-infiammatorie, e che i focus dentali sono un’altra causa di infiammazione e produzione di citochine pro-infiammatorie, il cerchio si chiude.

Per giustificare quanto appena detto cito l’abstract dell’articolo Intestinal Epithelial Barrier Dysfunction in Disease and Possible Therapeutical Interventions (“La disfunzione della barriera epiteliale intestinale nella malattia e possibili interventi terapeutici”)20 che afferma il legame tra la permeabilità intestinale e diverse patologie intestinali (celiachia, morbo di Crohn colite ulcerosa) e non intestinali. In particolare in esso leggiamo che:

Essa regola l’assorbimento dei nutrienti, il flusso di acqua e dioni, e rappresenta la prima barriera difensiva contro le tossine ed i patogeni enterici. (…)

In vitro leggeri irritanti, citochine proinfiammatorie, tossine e patogeni, e condizioni ambientali avverse aprono le giunzioni occludenti ed aumentano la permeabilità paracellulare, un effetto spesso accompagnato dall’attivazione degli enterociti del sistema immunitario. Al contrario, l’inibizione del citochine pro-infiammatorie, l’esposizione a fattori di crescita e probiotici, tra le altre cose, esercitano un effetto protettivo. La disfunzione della barriera è conseguenza dall’attivazione di percorsi di segnalazione che portano all’alterazione dell’espressione delle proteine delle giunzioni e/o della loro distribuzione.

Di recente si è scoperto che anche la vitamina D è importante per il mantenimento dell’integrità delle barriere corporee, la qual cosa aiuta a comprendere l’enorme importanza di vitamina D per il nostro corpo. Un articolo del 2013, Vitamin D, vitamin D receptor and tissue barriers21, fa il punto della situazione e ci informa che



Le barriere tissutali sono critiche nella patogenesi delle malattie umane, quali le dermatiti atopiche, i disturbi infiammatori dell’intestinoe varie forme di cancro. (…). Una crescente messe di prove indica che la vitamina D ed i recettori della vitamina D giocano un ruolo chiave nella patogenesi delle malattie umane. In particulare, notiamo un legame interessante tra le segnalazioni che intercorrono tra vitamina D ed i suoi recettori da una parte e le barriere tissutali dall’altra. (…). Discutiamo inoltre le potenziali funzioni terapeutiche della vitamina D nella cura delle barriere tissutali mal funzionanti che coinvolgono la pelle, l’intestino, i polmoni, il fegato, i reni ed altri organi.

Anche l’inquinamento ambientale può concorrere alla disfunzione delle barriere tissutali, come mostra l’articolo Disruption of the mucus barrier by topically applied exogenous particles (“Danneggiamento della barriera mucosa a causa dell’applicazione di particelle esogene”)22, al cui interno leggiamo che:



inquinanti assunti respirando, aereosol ambientali, e sistemi di rilascio dei farmaci possono compromettere la barrier mucosa per mezzo della forte associazione dei biopolimeri con la superficie delle particelle che porta all’apertura di nuovi canali di diffusione attraverso la barriera. Tenendo presente questo, I potenziali effetti della barrier compromessa possono essere importanti nelle malattie infettive, nella nano tossicologia e nel rilascio di farmaci

Fra i possibili agenti tossici che influiscono sulla permeabilità delle barriere troviamo anche i due pericolosissimi metalli pesanti mercurio e alluminio come mostrano gli articoli Blood-brain barrier dysfunction in experimental mercury intoxication (“Disfunzione della barriera emato-encefalica nell’intossicazione sperimentale da mercurio”)23, e nell’articolo Aluminum enhances inflammation and decreases mucosal healing in experimental colitis in mice24, nel quale si legge che l’alluminio danneggia la funzione della barriera intestinale.

Ma le barriere tissutali pare che possano essere alterate anche da campi elettromagnetici (o dal calore emesso localmente dai cellulari), e questo ci porta al triste problema dell’esposizione ormai intollerabile a campi elettromagnetici di cellulari, smartphone, tablet e PC collegati via etere ai ripetitori ed ai router, una fitta selva di radiazioni elettromagnetiche dalla quale è difficile stare lontani. In realtà ci sono evidenze chiare che le radiazioni che riscaldano i tessuti, possono alterare la barriera emato-encefalica, mentre gli studi sugli effetti delle radiazioni non termali sono al momento poco chiari, ma è pur vero che siamo appena agli inizi di uno studio di tale fenomeno e che certi studi che tendono a tranquillizzare la popolazione sono promossi a volte da istituzioni che hanno tutto l’interesse a nascondere eventuali danni. Vedi per esempio Effects of Electromagnetic Fields on Organs and Tissues (Effetti dei campi elettromagnetici sugli organi ed i tessuti)25, uno studio governativo sui possibili effetti negativi di un network di ripetitori di segnali elettromagnetici realizzato in ambito militare (ministero della difesa) oppure Electromagnetic fields and the blood-brain barrier (“I campi elettromagnetici e la barriera emato-encefalica”)26, un articolo realizzato all’interno di un laboratorio di quello stesso ministero della salute olandese che è sempre stato alquanto permissivo lasciando fiorire un selva di antenne in ogni angolo del paese (né più né meno che da noi).

Questa correlazione tra barriere tissutali e campi elettromagnetiche forse permette di comprendere come ci siano persone con una estrema sensibilità ai campi elettromagnetici che spesso si accompagna ad una sensibilità chimica multipla27. Nell’opinione di chi scrive i meccanismi già evidenziati (disbiosi, parassitosi, focus dentali, tossine ambientali, deficit di vitamina D) contribuiscono ad una eccessiva permeabilità delle tre barriere tissutali e le onde elettromagnetiche sono la goccia che fa traboccare il vaso e rende impossibile sopportare qualsiasi emanazione di onde elettromagnetiche e la presenza nell’ambiente di prodotti chimici artificiali. Questo dipende quindi probabilmente da un problema di salute pre-esistente che, in alcune persone particolarmente predisposte, causa anche queste altre particolari forme di sensibilità. Vedremo infatti nel corso di questo libro come cause molto simili determinano malattie alquanto differenti in persone differenti, e come la predisposizione genetica possa avere un suo ruolo.

Il fatto che le barriere tissutali possono mal funzionare in presenza di certi campi elettromagnetici spiega ad esempio come l’epilessia28 (e probabilmente anche altre malattie neurologiche) possa essere collegata anche all’invadenza di questi segnali che viaggiano per l’etere e come essi possano generare anche problemi a livello cognitivo. Ovviamente i danni causati dalle radiazioni elettromagnetici possono essere anche causati da ben altri meccanismi come viene ben spiegato nell’articolo The implications of non-linear biological oscillations on human electrophysiology for electrohypersensitivity (EHS) and multiple chemical sensitivity (MCS)29, il quale afferma giustamente:

Il ‘ contenuto informazionale’ dei segnali elettromagnetici terrestri è come un insieme di istruzioni operative per la vita umana. (…) L’oscillazione è inoltre un fenomeno universal, e sistemi biologici come il cuore, il cervello e l’intestino sono dipendenti dalle azioni cooperative delle cellule che funzionano secondo principi di oscillazioni biologiche accoppiate non-lineari per la loro sincronicità. (…) Campi elettromagnetici pulsanti e radiazioni a radiofrequenza possono avere effetti biologici devastanti rompendo l’omeostasi e de-sincronizzando i normali ritmi biologici che mantengono la salute.

È interessante notare che l’articolo indichi un legame tra sensibilità elettromagnetica e sensibilità chimica multipla e che in entrambe le condizioni patologiche si evidenziano eccessi di istamina, indicatori di stress ossidativo (che può anche essere causato dai vermi parassiti), auto-anticorpi (che ritroviamo in molte patologie che nel presente libro si dimostrano correlate alla disbiosi), e porosità della barriera emato-encefalica … come volevasi dimostrare.

In realtà oltre alle tre barriere su cui ci siamo soffermati fino ad ora ci sono altre barriere30 la cui funzione è grosso modo simile, alcune delle quali sono connesse all’apparato riproduttivo (sia femminile che maschile), agli occhi, alla milza, al timo, ai reni. Dal momento che i meccanismi che danneggiano queste barriere sono generalmente simili (se non identici) a quelli appena discussi per le altre, la disfunzione di tali barriere può causare dei sintomi patologici agli organi interessati.

Per sincerarcene possiamo leggere l’articolo The blood-epididymis barrier and inflammation (“La barriera emato-epididimo e l’infiammazione”)31 il quale ci informa che tale barriera è di centrale importanza per la protezione della fertilità maschile; essa infatti protegge lo sperma tenendolo separato dal sistema immunitario, e la sua funzionalità è inibita dalle citochine rilasciate a seguito di una infiammazione. La disfunzione di tale barriera, afferma l’articolo, induce una risposta del sistema immunitario, una diminuzione di fertilità dello sperma e quindi contribuisce all’infertilità maschile. Questo meccanismo potrebbe spiegare molte cose, per sempio come il rilascio di citochine pro-infiammatorie a causa dei focus dentali (denti devitalizzati, cavitazioni, etc.) possa inibire la fertilità, o come la disbiosi possa indurre infertilità (le endotossine LPS che entrano in circolo nel sangue modificano la funzione delle barriere e creano infertilità) o come i campi elettromagnetici utilizzati per le comunicazioni via etere (in cui purtroppo siamo immersi) possano creare lo stesso tipo di danno inducendo per l’appunto una disfunzione delle barriere.

Per inciso l’associazione tra disfunzione della barriera emato-epididimo è confermata dall’articolo The blood-epididymis barrier and human male fertility (“La barriera emato-epididimo e la fertilità maschile”)32, ed inoltre il rapporto tra citochine e permeabilità è stato dimostrato almeno nel caso di una certa classe di citochine, come mostra l’articolo TGFβs modulate permeability of the blood-epididymis barrier in an in vitro model33.

Sul già citato ruolo dei bifidobatteri (un tipo di batteri benefici) nella protezione dall’infiammazione (e quindi sul rapporto tra disbiosi ed infiammazione), vedi l’articolo Bifidobacterium strains suppress in vitro the pro-inflammatory milieu triggered by the large intestinal microbiota of coeliac patients (“I ceppi di bifidobatteri sopprimono in vitro il mezzo pro-infiammatorio innescato dal microbiota del grande intestino dei malati di celiachia”)34, ed anche l’articolo Anti-inflammatory effects of the genus Bifidobacterium on macrophages by modification of phospho-IκB and SOCS gene expression35.

Tornando ai lieviti patogeni, cìè da notare che la Candida albicans, e le altre specie del medesimo genere Candida, non causano solo problemi intestinali, ma danni anche ad altri organi. Come scrive il dottor Alessandro Caporossi nel suo articolo Disbiosi intestinale36:

La candida è un micete che normalmente si insedia nell’intestino fin dalla nascita e vi rimane sempre presente per lo più in forma silente ed anzi benefica. Infatti contribuisce con il pool batterico al lavoro metabolico dell’organismo. In alcune condizioni, quali squilibri alimentari a favore di carboidrati e lieviti, terapie chemio-antibiotiche, condizioni di stress o patologie debilitanti, la Candida si trasforma da simbionte in aggressiva. In questa condizione cambia anche la sua struttura e diventa in grado di diffondersi ed infettare per contiguità altri organi vicini all’intestino come l’utero, la vagina e la prostata, ma anche, attraverso il circolo ematico, organi molto distanti come l’encefalo, il cuore e i polmoni.

Lo stesso concetto viene espresso dal dottor Stefano Ciappi nel suo articolo Disbiosi: sindrome intestino irritabile37, laddove conclude che la Candida in realtà può attaccare moltissimi tessuti.

L’eccessiva permeabilità della barriera intestinale causata da candida, patogeni e parassiti, a sua volta permette sia alle tossine dei patogeni e dei parassiti che a frammenti di cibo indigerito di raggiungere il sangue con tutte le conseguenze negative del caso: le tossine alterano molte funzioni vitali, sia fisiche che mentali, mentre i frammenti di cibo indigerito possono scatenare reazioni anomale del sistema immunitario. L’una cosa e l’altra indeboliscono il sistema immunitario e portano a reazioni autoimmuni, allergie ed intolleranze in primis (vedi anche quanto scritto da Iantorno, Lozio, Paganelli nel libro Disbiosi e immunità38).

Ma la candida non è l’unica che può migrare dall’intestino e causare diverse patologie. Il fenomeno della cosiddetta “traslocazione batterica” è da tempo noto in medicina e consiste nel trasferimento di batteri dal tratto intestinale ad altri siti ed organi anche lontani: i batteri, a causa di un barrera intestinale non intatta e troppo permeabile, come accade appunto in presenza di disbiosi/parassitosi “possono finire nel circolo sanguigno, nel sistema linfatico e da lì nei linfonodi mesenterici, nel peritoneo, nel fegato, nei reni, nella prostata etc.

I fattori che contribuiscono alla permeabilità intestinale sono diversi: la presenza di vermi parassiti, di candida e batteri patogeni (in breve disbiosi e parassitosi), l’età (la permeabilità intestinale è maggiore nella prima infanzia e nell’età anziana39), i cambiamenti ormonali che si verificano nei giorni del ciclo mestruale40, e l’assunzione del glutine. L’articolo Gliadin, zonulin and gut permeability: Effects on celiac and non-celiac intestinal mucosa and intestinal cell lines (“Gliadina, zonulina e la permeabilità intestinale: Effetti sulla mucosa intestinale dei celiaci e dei non celiaci e sulle linee cellulari intestinali”)41, ci informa infatti che in presenza di gliadina (un componente del glutine) le cellule producono un eccesso di zonulina, la quale a sua volta innesca un aumento della permeabilità intestinale. È da notare che l’effetto è notevole nel caso dei malati di celiachia, e limitato e temporaneo nei soggetti non celiaci.

In realtà anche alla luce della correlazione tra disbiosi intestinale e celiachia (vedi più avanti il capitolo relativo) è da pensare ad un’influenza del microbiota intestinale sulla corretta regolazione di tale meccanismo, come del resto indicano due studi. Il primo42 è stato compiuto sui roditori, ed è quindi di parziale rilevanza, mentre il secondo43 è stato condotto sugli atleti che compiono un allenamento molto intenso, eccessivo, che innesca un aumento di permeabilità intestinale (e di sintomi gastrointestinali correlati, dalla diarrea all’emorragia). Si è scoperto infatti che l’assunzione di probiotici impedisce che si manifesti l’aumento della permeabilità intestinale (e dei sintomi correlati): i probiotici rallentano la produzione di citochine infiammatorie e contemporaneamente diminuisce anche la produzione di zonulina. Come emerge anche dal contenuto dei capitoli successivi del libro la capacità di digerire correttamente il glutine, dopo un secolo di alimentazione sempre meno naturale e oltre 60 anni di antibiotici ed altri farmaci, sta diminuendo di generazione in generazione, di pari passo con l’aggravarsi dello squilibrio del microbiota intestinale. Forse anche quei soggetti “non celiaci” che mostrano un aumento di permeabilità intestinale solo lieve e temporaneo hanno una qualche forma (seppur minore) di disbiosi. È quindi lecito ipotizzare che chi soffre di una qualsiasi delle patologie di cui si parla in questo libro potrebbe sperimentare un certo miglioramento delle proprie condizioni di salute escludendo il glutine dalla dieta (soprattutto se si esclude anche il mais44 e se ci si orienta verso il consumo di cibi non processati, non artefatti, non trasformati dall’industria alimentare).

Concludo questa breve digressione sul rapporto gliadina-zonulina citando l’articolo Zonulin, regulation of tight junctions, and autoimmune diseases (“Zonulina, regolazione della giunzione occludente e malattie autoimmuni”), che mostra in dettaglio i meccanismi bio-chimici che legano la zonulina alla permeabilità intestinale e quindi allo sviluppo di malattie autoimmuni45, tra le quali viene compreso anche il diabete, e l’articolo Zonulin and its regulation of intestinal barrier function: the biological door to inflammation, autoimmunity, and cancer (“La Zonulina e la sua regolazione della funzione della barriera intestinale: la porta biologica all’infiammazione, all’autoimmunità ed al cancro”)46. Sebbene gli articoli siano alquanto tecnici e complessi, mostrano un inequivocabile nesso causale tra glutine, infiammazione, immunità e cancro, offrendo una ulteriore giustificazione alla scelta di una dieta senza glutine (e possibilmente senza caseina) quando si soffre di certe patologie.

La disbiosi intestinale e l’eventuale eccessiva permeabilità dell’intestino a loro volta contribuiscono al proliferare dei parassiti (vermi) sia nell’intestino che altrove; infatti le tossine dei microrganismi patogeni alterano la capacità del sistema digestivo e di quello immunitario di tenere a bada questi ospiti indesiderati. Come dice la dottoressa Campbell-McBride, “i parassiti seguono sempre la tossicità”. Del resto l’articolo Parasites in patients with malabsorption syndrome: a clinical study in children and adults47 mostra che in caso di malassorbimento intestinale (tipica conseguenza di disbiosi e/o celiachia, condizione la quale a sua volta è collegata alla disbiosi come vedremo in un capitolo successivo) l’organismo è più soggetto alle infezioni da parassiti, sia unicellulari come l’ameba e la giardia, che elminti (vermi parassiti) come gli anchilostomi.

A loro volta i parassiti generano tossine che perturbano l’equilibrio del microbiota (detto a volte anche “microflora”) rendendo ancora più difficile la correzione del problema: per farla breve la disbiosi intestinale (lo squilibrio della microflora dell’intestino) apre la strada ai parassiti, ma anche la presenza dei parassiti facilita la proliferazione di certi microrganismi patogeni come la Candida e quindi predispone alla disbiosi intestinale.

Uno squilibrio del microbiota intestinale (il microbiota più importante e più numeroso, che arriva a pesare circa due chilogrammi in una persona adulta) corrisponde generalmente ad uno squilibrio anche degli altri microbiota (soggetti alle stesse cause, ovvero all’effetto sistemico degli stessi farmaci, allo stesso stress, etc.), ed a volte lo influenza direttamente per semplice diffusione dovuta alla contiguità (come succede per l’apparato gastrointestinale e quello genito-urinario).

Questa potrebbe essere una delle cause profonde di molte malattie diventate sempre più frequenti nel mondo moderno, e non solo quelle specifiche dell’intestino come la sindrome dell’intestino irritabile o le intolleranze (celiachia compresa), la diarrea e la costipazione, ma anche le allergie (alimentari e non), le malattie autoimmuni (comprese certe dermatiti, il lupus eritematoso e la sclerosi multipla), le patologie cosiddette psichiatriche (iperattività, disturbo dell’attenzione, mania ossessivo compulsiva, depressione, schizofrenia), la disprassia (difficoltà a coordinare i movimenti dei muscoli), e persino autismo, dislessia ed altri “disturbi specifici dell’apprendimento” (discalculia, disgrafia, disortografia), nonché “disturbi a-specifici dell’apprendimento” (come per esempio l’estrema lentezza nello svolgere compiti scritti anche a causa dell’incapacità patologica di mantenersi concentrati su un qualsiasi compito per più di pochi minuti di seguito).

Ma quali sarebbero le cause di questa sempre più vasta diffusione della condizione di disbiosi intestinale? La dieta a base di farine raffinate (quelle integrali, come ci fa sapere anche il professor Franco Berrino48, sono molto più salutari), di alimenti sempre meno genuini e sempre più manipolati a livello industriale, l’uso (ed abuso) di zucchero, una dieta povera di frutta e verdura, l’uso (ed abuso) di antibiotici ed altri farmaci (antidolorifici, anti-infiammatori, neurolettici, chemioterapici, anticoncezionali, cortisonici) che danneggiano la microflora benefica del nostro intestino. È sintomatico il fatto che le donne che assumono la pillola anticoncezionale sono più soggette alle infezioni da Candida, e che rischiano di generare figli con diversi problemi di salute (vedi più avanti il capitolo relativo).

Da ricordare anche l’effetto nocivo per il nostro microbiota intestinale dell’uso di antibiotici ed ormoni nell’allevamento (anche del pesce) e dell’uso di pesticidi ed antibiotici in agricoltura (ebbene sì, anche in agricoltura talora si usano antibiotici a livello preventivo).

Per comprendere a fondo la relazione tra dieta e stato del microbiota possiamo discutere il risultato di una piccola serie di articoli scientifici.

Il primo è Novel probiotic candidates for humans isolated from raw fruits and vegetables (“Nuovi candidate come probiotici per gli esseri umani isolati da frutta e verdura fresca”)49, che mostra come il 35% dei batteri che producono acido lattico isolati in frutta e verdura fresca possono sopravvivere all’acidità dello stomaco e quindi arrivare vivi nel nostro intestino.

Il secondo è Comparison of the fecal microflora in rural Japanese and urban Canadians (“Comparazione della microflora fecale della popolazione rurale giapponese con quella della popolazione urbana canadese”)50, che mostra un più elevato livello di clostridi e di altri batteri patogeni tra la popolazione urabana canadese, ed un maggiore numero di bifidobatteri e di lattobacilli (dei batteri benefici) tra la popolaizone rurale giapponese; anche la biodiversità del microbiota della popolazione urbana è ridotta rispetto a quello della popolazione rurale. Similmente l’articolo Comparison of fecal microflora of elderly persons in rural and urban areas of Japan (“Comparazione della microflora fecale delle persone più anziane nelle aree rurali ed urbane del giappone”)51 rileva una maggiore quantità di bifidobatteri ed una maggiore biodiversità nel microbiota fecale di chi vive nelle zone rurali e segue una dieta più vicina a quella ancestrale, ed un maggiore numero di clostridi nel microbiota di chi vive nelle zone urbane.

Similmente altri due articoli hanno confrontato le popolazioni che vivono in villaggi africani o sud-americani con le popolazioni occidentali (europee e statunitensi) ottenendo ancora una volta il risultato che il microbiota di chi si alimenta seguendo una dieta più vicina alla tradizione ancestrale ha una maggiore diversità di batteri benefici. Si tratta di Impact of diet in shaping gut microbiota revealed by a comparative study in children from Europe and rural Africa52, e Human gut microbiome viewed across age and geography53.

Oltre alla dieta, anche l’ambiente in genere, ovvero il “macrobiota” che ci circonda è importante nel modellare le caratteristiche del microbiota umano. Si è infatti scoperto che vivere in una fattoria o comunque vicino ad animali da compagnia, fa sì che l’intestino umano si popoli di ceppi di batteri benefici che altrimenti vengono a mancare, e che sono utili nel proteggere da allergie, dermatiti e asma. come comprova ad esempio l’articolo Perinatal Pet Exposure, Faecal Microbiota, and Wheezy Bronchitis: Is There a Connection? (“Esposizione perinatale agli animali da compagnia, microbiota e bronchite asmatica: c’è una connessione?”)54. Ma anche le piante hanno il loro ruolo, come mostra l’articolo Environmental biodiversity, human microbiota, and allergy are interrelated (“La biodiversità ambientale, il microbiota umano e l’allergia sono correlati”) il quale descrive una correlazione tra la minore biodiversità delle piante nella zona in cui si risiede e la diminuzione della biodiversità dei gammaproteobatteri rilevati sulla pelle di malati di dermatite atopica55.

Oltre a tutto ciò dobbiamo menzionare l’avvelenamento da metalli pesanti, in primis il mercurio (la cui presenza nel corpo umano può essere causata dalle otturazioni dentali in amalgama, dai vaccini conservati con thimerosal, dalla vicinanza di una centrale a carbone, dal consumo di pesce di grossa taglia in cui si accumulano i metalli pesanti) e l’alluminio (contenuto nelle pentole, nelle lattine, nei vaccini, nei farmaci anti-acidità, in certi additivi alimentari, in molti deodoranti spray, a volte persino nel processo di flocculazione56 per la potabilizzazione dell’acqua, per non parlare di quello rilasciato dagli aerei57). Anche i cosmetici e certi coloranti per tatuaggi possono concorrere all’intossicazione da metalli pesanti. Un capitolo a sé (vedi più avanti) merita l’uso di diserbanti, in particolare del glifosato (spesso associato alle coltivazioni transgeniche), che utilizzato in maniera sempre più massiccia, contamina gli alimenti di cui ci cibiamo e l’acqua che beviamo.

Ma la lunga lista nera non è finita, perché dobbiamo aggiungere il cloro nell’acqua potabile, le emozioni negative (periodi prolungati di stress, paura, angoscia), il parto cesareo (che impedisce al feto di entrare in contatto con i batteri benefici presenti nel canale del parto) e soprattutto l’allattamento con latte artificiale, che impedisce la normale trasmissione della flora intestinale dalla madre al neonato. Come troviamo scritto nell’articolo scientifico The causes of intestinal dysbiosis: a review (“Le cause della disbiosi intestinale”)58, basato su ben 104 altri studi citati nelle referenze:



Al giorno d’oggi si pensa che le alterazioni nella flora intestinale contribuisca a molte malattie croniche e degenerative. Sindrome dell’intestino irritabile, disturbi infiammatori dell’intestino [ovvero colite ulcerosa e Morbo di Crohn – N.d.T.], artrite reumatoide e spondilosite anchilosante sono condizioni patologiche che sono state collegate ad alterazioni della microflora intestinale. Si ipotizza che un certo numero di fattori associati allo stile di vita occidentale moderno abbiano un impatto negativo sulla microflora dell’apparato gastrointestinale. Si è scoperto che fattori quali antibiotici, stress fisico e psichico, e certi componenti della dieta contribuiscono alla disbiosi intestinale.

Un altro articolo che potete leggere a conferma di quanto detto negli ultimi paragrafi è Role of the gut microbiota in defining human health (“Il ruolo del microbiota nel definire la salute umana”)59. Molto interessante è, in questo articolo, una dimostrazione (seppure indiretta) che diverse patologie di cui si tratta nel presente libro, siano realmente causate dalla disbiosi, piuttosto che esserne la causa. Vengono infatti riportati diversi studi che hanno dimostrato come l’allattamento al seno protegge contro la manifestazione di malattie allergiche, diarrea neonatale60, colite necrotizzante61, obesità62 e diabete di Tipo II63. Ciò è comprensibile se si pensa che il latte materno stimola un corretto accrescimento della microflora sulla mucosa intestinale oltre ad essere portatore esso stesso dei batteri benefici e degli anticorpi che provengono dalla madre (entrambi assenti nelle formulazioni di latte artificiale per l’infanzia).

Alla luce di quanto su esposto, una tipica situazione che predispone alla malattia potrebbe essere quella di una madre che non ha allattato al seno sua figlia, la quale si è trovata così con una flora intestinale già difettosa; se poi questa figlia ha usato la pillola anticoncezionale e si è trovata con una disbiosi ancora più accentuata, quando a sua volta partorirà un figlio questo erediterà dalla madre una flora non ottimale. Se questo bambino a pochi mesi dalla nascita viene sottoposto alle vaccinazioni la sua reazione ad esse potrebbe essere particolarmente accentuata; dal momento che nessuna autorità sanitaria prevede degli accertamenti prima di effettuare le vaccinazioni, dal momento che nessun medico si preoccupa di vagliare quali bambini potrebbero essere (proprio a causa della condizione del proprio intestino) particolarmente vulnerabili alle vaccinazioni, i vaccini potrebbero essere la goccia che fa traboccare il vaso. Oppure se questo bambino viene sottoposto ad una o più cure di antibiotici (magari quando non sarebbero necessarie, come nel caso delle otiti che spesso si possono trattare con gocce antibiotiche locali64) la situazione già delicata del suo intestino potrebbe precipitare.

Chiarite quelle che potrebbero essere le cause che portano l’intestino umano ad avere una flora squilibrata ed una permeabilità eccessiva, innescando tutta una serie di patologie, una dieta molto particolare e molto rigida (ma tutto sommato temporanea, da protrarre per uno/due anni a seconda delle situazioni) messa a punto dal dottor Haas65 per la cura della celiachia, e poi riscoperta da Elaine Gotschall66 quindi dalla dottoressa Natasha Campbell McBride67, potrebbe curare l’intestino e con esso anche le patologie innescate dalla disbiosi.

Tale dieta elimina tutti i cibi contenenti amidi, carboidrati, disaccaridi. Ciò significa eliminare cereali e pseudo-cereali, patate, pastinaca, tapioca, quasi tutti i legumi con l’eccezione di alcuni tipi di fagioli, quasi tutti i derivati del latte con l’eccezione dei latticini fermentati a casa (da introdurre eventualmente in un secondo tempo quando l’intestino è pronto), permette il consumo di semi di vario tipo specie se previo ammollo in acqua (mandorle, noci, nocciole, semi di zucca, semi di sesamo, noci di cocco) e consiglia l’assunzione di cibi fermentati (come i crauti o lo yogurt/kefir anche di cocco e di mandorla) e di alcuni integratori naturali (per lo più a base di probiotici, i famosi “batteri buoni”); unico dolcificante permesso il miele (o eventualmente la stevia pura).

Il fatto è che a causa della carenza di batteri buoni, che aiutano a digerire e ad assorbire le sostanze nutritive, e della proliferazione degli agenti patogeni che producono tossine, il processo di digestione dei carboidrati complessi (e quindi di cereali e verdure amidacee) è mal funzionante, e tali carboidrati complessi mal digeriti alimentano i patogeni (e i parassiti). Per chi avesse bisogno di prove a supporto di tale affermazione cito l’articolo Il microbiota intestinale e la sindrome metabolica68, che mostra tra le altre cose che i batteri simbionti dell’intestino sono utili per digerire i polisaccaridi (anche i carboidrati complessi sono polisaccaridi). Questo spiega come la dieta paleolitica (o dieta dei carboidrati specifici che dir si voglia), possa aiutare a risanare l’intestino e quindi a guarire da molte malattie correlate alla disbiosi.

Secondo la dottoressa Natasha Campbell Mc-Bride, autrice del libro La Sindrome Psico Intestinale (Medinform, 2013), i seguenti disturbi possono essere correlati alla disbiosi e quindi trattabili con dieta paleolitica e fermenti lattici: dipendenza (da alcool, droghe o altre sostanze), disturbo dell’attenzione/iperattività, alcoolismo, allergie, anemia, anoressia, ansietà, artrite, asma, problemi autoimmuni (inclusa quindi sclerosi multipla), infezioni da candida e da altri lieviti, colite, costipazione, morbo di Crohn, cistite, problemi dentali, depressione, disordini digestivi, dislessia, infezioni auricolari, eczema, epilessia, intolleranze alimentari (e quindi anche celiachia), FPIES (sindrome da enterocolite indotta dalle proteine del cibo), riflusso gastro-esofageo, allergie da inalanti (oculo-riniti, asma e faringiti allergiche), perdita di capelli, mal di testa, iperattività, problemi di cuore, sindrome dell’intestino irritabile, infertilità, malattia di Kawasaki, Lupus, problemi mestruali, cefalea, narcolessia, disturbo ossessivo compulsivo, PANDAS (disordine autoimmune pediatrico associato con infezione da streptococchi), attacchi di panico, PDD-NOS (disordine dello sviluppo pervasivo non altrimenti specificato), PMS (sindrome pre-mestruale), psoriasi, riflusso, rosacea, schizofrenia, sinusite, apnea durante il sonno, insonnia, attacchi di collera, problemi alla tiroide, tic, colite ulcerosa, problemi urinari, vomito. Ma come vedremo nelle pagine successive (portando le dovute prove) anche diabete, prostatite, vertigini, svenimenti ricorrenti, tonsillite, uretrite, appendicite ed altri problemi di salute possono essere originati dalla disbiosi.

Per fornire ulteriori giustificazioni a quanto appena affermato possiamo citare per esempio l’articolo scientifico Microbial ecosystems therapeutics: a new paradigm in medicine? (“Le terapie incentrate sull’ecosistema microbico: un nuovo paradigma per la medicina?”)69 nel quale non solo si afferma l’utilità dell’integrazione di vari ceppi di batteri benefici per combattere l’infezione da Clostridium difficile e per curare colite ulcerosa, colite necrotizzante, obesità, autismo regressivo, ma si ipotizza che anche altre malattie potrebbero essere curate nella stessa maniera.

Altro articolo esemplare è Investigating the biological and clinical significance of human dysbiosis (“Indagando il significato biologico e clinico della disbiosi umana”)70, nel quale si indica la disbiosi come una delle concause (se non la causa principale) di tutta una serie di malattie quali: diarrea associata agli antibiotici, vaginosi batterica, celiachia, cancro del colon retto, fibrosi cistica, disturbi esofagei, morbo di Crohn, colite ulcerosa, sindrome del colon irritabile, enterocolite necrotizzante, prostatite non batterica, parto prematuro, obesità, borsite e psoriasi. L’articolo fornisce una serie di referenze, ovvero di altri lavori scientifici che mostrano come ogni singola sunnominata malattia sia correlata ad uno squilibrio della microflora intestinale.

Anche l’articolo Dysbiosis of the gut microbiota in disease (“Disbiosi del microbiota intestinale e malattie”) illustra le stesse connessioni71. In esso leggiamo che:



C’è una crescente evidenza che la disbiosi del microbiota intestinale sia associata con la patogenesi sia di disturbi intestinali che extra-intestinali. I disturbi intestinali includono colite ulcerosa, morbo di Crohn, sindrome del colon irritabile e celiachia, mentre i disturbi extra-intestinali includono allergia, asma, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari ed obesità. (…)


Measles vaccination and risk of sspe
Dramatic improvement of parkinsonian symptoms after gluten-free diet introduction in a patient with silent celiac disease
Lo zolfo come un agente protettivo nei confronti del danno da radiazione
Effetti salutari del boro


  1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   43


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale