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TOM VERLAINE with Jimmy Rip (Usa, Thrill Jockey)
Thomas Miller, in arte Tom Verlaine, è uno dei più straordinari chitarristi di tutti i tempi. Nato nel New Jersey nel 1949, ex scaricatore di porto e commesso di libreria, appassionato di poesia decadente, Verlaine fonda ad inizio anni ‘70 i Neon Boys con Richard Hell e Richard Lloyd, e nel 1975 dà vita ai Television con lo stesso Lloyd, Fred Smith e Bill Ficca. Il rock gliene sarà grato. “Marquee Moon”, loro disco d’esordio, chiude il cerchio tra “vecchia” psichedelia e contemporanee tendenze punk-wave e reinterpreta la decadenza dei Velvet Underground in una chiave sonora spigolosa e lirica. Il merito principale va alla sei corde di Verlaine, stralunato musicista dal collo di cigno: assoli acidi e dissonanti, arpeggi reiterati e stranianti, ossessivi e sottilmente cerebrali, a tratti vagamente jazzati (John Coltrane è un’influenza dichiarata), riff irresistibili, feedback, tremoli, glissati: una ricchezza di soluzioni tecniche che si salda con naturalezza alle tonalità gutturali di un cantato strozzato, teso e nevrotico, anch’esso suo marchio di fabbrica. Sciolti i Television Verlaine intraprende una carriera solista sorniona, fatta di dischi preziosi ed eleganti e di canzoni che al fervore degli esordi preferiscono toni più intimi ed elegiaci (secondo una parabola non troppo dissimile da quella dell’amica Patti Smith, con la quale divide spesso il palco). Coadiuvato da Jimmy Rip (produttore, chitarrista, collaboratore di Jerry Lee Lewis e Mick Jagger), Tom Verlaine presenterà a Napoli brani nuovi e rivisiterà le tappe principali di un percorso artistico che lo pone nell’olimpo della musica pop(ular).

"il suono della chitarra di Tom Verlaine fa pensare all'urlo di mille uccelli" (Patti Smith)


www.thrilljockey.com

mercoledì 7 maggio 2008 ore 21.30



RICHARD YOUNGS (Scozia / Jagjaguwar, VHF)
Lo scozzese Richard Youngs è un coltissimo esteta del suono: oltre a padroneggiare superbamente la chitarra suona tanti altri strumenti e sa alternare (e fondere in un’unica visione musicale) bucolici acquerelli acustici e deflagrazioni industrial, krautrock, minimalismo (sull’asse Reich/Riley) e cartoline da Canterbury (Robert Wyatt è un altro punto di riferimento). Nel recente Autumn Response Youngs gioca la partita del folk puro; e la vince: nove meditazioni in musica sull’estasi della natura in autunno, nelle quali una voce costantemente raddoppiata con delay e una chitarra acustica pizzicata ordiscono intrecci magici e seducenti. Per dirla con Eddy Cilia del Mucchio Selvaggio, è “come se Richard Thompson dopo aver pensato di fare il John Fahey decidesse di trasformarsi in Terry Riley". Considerata la sproporzione tra una produzione discografica straripante e la rarità delle esibizioni dal vivo (memorabili quelle come bassista al fianco del fantasma texano Jandek), un concerto di Richard Youngs è senz’altro un evento. Unica data al centro-sud.

“…l’unico uomo vivente capace di scrivere brani folk che abbiano la stessa pregnanza di quelli firmati Nick Drake…” (sentireascoltare.com)



www.jagjaguwar.com

domenica 25 maggio 2008 ore 21.30






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