Allenamento in psicosintesi


Caratteri ((Il segreto) dell’amore spirituale



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Caratteri ((Il segreto) dell’amore spirituale: a. Amore Dio, il Supremo, sopra ogni altra cosa o creatura. Dato che Dio è il Sommo Bene, ((esso) Egli merita, e giustamente richiede, di esser messo al primo posto. Questo è il vero significato dell’espressione simbolica (che si è prestata ad erronee interpretazioni): “Dio è geloso”. Anche l’amore verso Dio può avere vari gradi di elevazione e di purezza. Così dapprima si vuole amare Dio per le dolcezze interiori che ci dona, per le grazie che largisce, per i benefici che attendiamo da Lui; poi, attraverso successive e penose purificazioni, arriviamo ad amarLo in modo più disinteressato, ((elev)) alto e generoso. Questi stadi del rapporto d’amore con Dio sono stati esposti in modo mirabile anche per finezze d’analisi psicologica da Santa Teresa e da S. Giovanni della Croce nelle loro celebri opere e sono stati indicati in modo succinto in un altro bel poemetto di Rabindranath Tagore: (Gitanjali, X). b. Amare tutto e tutti in Dio. Cioè con riferimento a Dio; come manifestazione di Dio; come ((esseri)) anime che procedono al pari di noi sulla via del ritorno a Dio. c. Amore spirituale differenziato secondo i suoi oggetti. L’amore spirituale non è qualcosa di freddo, di astratto, di non “differenziato”. Esso invece è vivo, caldo, ed assume qualità specifiche diverse secondo la diversa natura degli esseri verso i quali è diretto e quindi dei rapporti di affetto e di sentimento che abbiamo con loro. Così l’amore spirituale assume, secondo i casi, le “note” qualitative della compassione; della fraternità; dell’amicizia; dell’amore materno, paterno, coniugale, filiale, ecc.; della devozione; dell’adorazione. Tutte queste diverse qualità dell’amore spirituale sono state assai ben studiate e descritte dal padre Sertillanges nel suo ottimo libro L’amour chrétien (Paris, aggiungere del quale raccomando vivamente la lettura). L’allargamento della sfera dei nostri rapporti affettivi (con conseguente minor attaccamento ristretto ed esclusivo ad un solo rapporto e oggetto) è molto facilitata dai nuovi caratteri che va assumendo la vita moderna. L’ampliamento e l’intensificazione dei rapporti umani prodotti dai più facili e rapidi mezzi di comunicazione; le nuove forme di vita consociata, come le Organizzazioni giovanili, il Dopolavoro, ecc. favoriscono varie forme di cameratismo, di cooperazione, che correggono opportunamente le tendenze all’esclusivismo e all’attaccamento eccessivo. Lo stesso può dirsi per la sostituzione degli oggetti sui quali riversare le energie affettive, i tesori di sentimento che costituiscono il penoso “embarras de richesses” di molti animi, soprattutto femminili. La varia vasta e crescente mole di attività assistenziali offre numerose occasioni per la benefica esplicazione di sentimenti ai quali la vita non ha permesso un appagamento più diretto e personale. Vi è poi la sostituzione di oggetti umani con oggetti spirituali, ((che è)) che è stata indicata da R.W. Emerson con la breve ed efficace sentenza: “Quando i semi-dei se ne vanno, arrivano gli Dei.”
Un altro ostacolo è costituito dall’illusione che molti hanno che

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