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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

ONLUS

P

UNI EN ISO 9001:2000

Certificato numero


50 100 6706
residenza Nazionale





CIRCOLARE N.283

Prot.24569/2010-12-09

LPIA (AL/al)

Ai Consigli Regionali

dell’Unione Italiana dei Ciechi

e degli Ipovedenti

Alle Sezioni Provinciali


dell’Unione Italiana dei Ciechi

e degli Ipovedenti


Ai Componenti il Consiglio

Nazionale dell’Unione Italiana dei

Ciechi e degli Ipovedenti
Ai Componenti il Collegio

dei Probiviri dell’Unione Italiana dei

Ciechi e degli Ipovedenti
LORO SEDI

OGGETTO: Atto notarile – Firma digitale per non vedenti – Novità normative

Si fa seguito alla circolare n. 311/2009 per informare che è stato definitivamente approvato il Decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 110 in materia di ammodernamento dell’Ordinamento del Notariato.

In tale normativa di grande importanza molteplici sono le novità e alcune di esse riguardano da vicino i minorati della vista, visto che in essa sono anche previste specifiche disposizioni che consentono ai notai di redigere e rogare atti pubblici o autenticare scritture private con modalità e in formato elettronico.

In massima sintesi, si deve ricordare che il decreto 110/2010 prevede che è in facoltà dei comparenti scegliere e richiedere al notaio di stipulare l’atto negoziale di proprio interesse con le forme dell’atto notarile in formato elettronico al posto di quello cartaceo. Il rogito e l’autentica di atti notarili in formato elettronico non sono, infatti, obbligatori, ma possono essere effettuati solo su richiesta e conseguente consenso di tutte le parti interessate (comparenti e notaio), sull’ulteriore presupposto che la legge garantisce la perfetta equivalenza sul piano degli effetti giuridici dell’atto notarile cartaceo e di quello in formato elettronico.

Per la regolare stipula di un atto negoziale nelle forme dell’atto notarile elettronico, a differenza di quanto previsto per il notaio rogante il quale deve disporre per espressa disposizione di legge di firma digitale, le parti, i fidefacenti, l’interprete e i testimoni possono utilizzare anche una firma elettronica non qualificata e, persino, ricorrere alla acquisizione digitale della loro sottoscrizione autografa, la cui minore affidabilità è compensata dalla funzione di garanzia del pubblico ufficiale in presenza del quale l’atto rogato deve comunque essere sottoscritto.

Nell’ipotesi di autenticazione di scrittura privata le parti potranno comparire a distanza ma in contemporanea innanzi a differenti notai, tra loro collegati per mezzo della Rete Unitaria del Notariato.

È, altresì, previsto che, in coerenza con quanto già avviene per gli atti notarili in formato cartaceo, il notaio, dopo la redazione dell’atto fatta direttamente al computer, ne dia lettura dallo stesso terminale alle parti, all’interprete, ai testimoni e agli eventuali fidefacenti e, successivamente, dopo l’apposizione delle firme elettroniche di questi, apponga personalmente e in loro presenza la propria firma digitale sull’atto rogato o autenticato. Pertanto l’apposizione della firma digitale qualificata da parte del notaio corrisponde funzionalmente ed equivale all’apposizione del proprio sigillo, che questi impiega tutt’ora in caso di atti notarili in formato cartaceo, tant’è che la stessa sottoscrizione digitale comporta la conclusione e la conseguente chiusura dell’atto medesimo in modalità elettronica.

Sono anche previsti specifici disciplinari tecnici per la conservazione degli atti notarili in formato elettronico.

Già da oggi possono essere rilasciate, a richiesta, in formato digitale anche le copie autentiche degli atti notarili attualmente rogati in formato cartaceo. Inoltre, va rimarcato che il costo dell’atto notarile rogato in forma elettronica corrisponde interamente a quello già previsto per quelli in forma cartacea.

Pertanto, visto che già dal 2002 il Consiglio Nazionale del Notariato è Autorità di certificazione per la firma digitale e risulta iscritto nell’elenco pubblico dei certificatori gestito dal CNIPA (ora DigitPA), tutti i notai italiani sono già dotati di firma digitale. Di conseguenza, in virtù dell’emanazione e dell’avvio a pieno regime del citato decreto legislativo n. 110/2010, diviene possibile impiegare l’atto notarile in formato elettronico per qualsiasi tipo e natura di atto negoziale, con sensibile riduzione dei costi unitamente ad un significativo risparmio di tempo.

Per quanto riguarda, più specificamente, le persone disabili, il peculiare connotato che contraddistingue l’atto notarile in formato elettronico, anche e soprattutto rispetto al suo corrispondente cartaceo, è la sua accessibilità diretta nei confronti di qualsiasi soggetto, compresi i disabili visivi, in ottemperanza a quanto sancito dalla Legge 9 gennaio 2004, n. 4 e dai successivi D.P.R. 1° marzo 2005, n. 75, Decreto ministeriale 8 luglio 2005 e Decreto ministeriale 30 aprile 20081.

Non si può non riconoscere, infatti, che gli atti notarili producibili solo ed esclusivamente su supporto cartaceo impediscono qualsiasi tipo di autonomo e diretto controllo sul processo di formazione degli stessi a tutti i soggetti che soffrono di specifiche disabilità o menomazioni visive, con grave discriminazione e pregiudizio per gli stessi, tant’è che spesso il legislatore, con vari ed eterogenei interventi normativi, ha cercato di sopperite a tale grave e ingiustificabile lacuna mediante la previsione di numerose garanzie di legge in favore dei soggetti ciechi o ipovedenti.

Proprio su tale ratio si fondano disposizioni quali quelle previste nella Legge 3 febbraio 1975, n. 18 recante misure giustappunto in favore dei ciechi2.

Tale disciplina legislativa è stata senza dubbio fondata sull’apprezzabile intento di assicurare le medesime garanzie e tutele di legge anche a soggetti impossibilitati a causa di specifici impedimenti fisici di poter disporre dei loro rispettivi diritti in condizioni di tendenziale parità ai soggetti normodotati.

Tuttavia essa si è spinta soltanto a consentire un controllo indiretto e mediato da parte del disabile visivo dell’atto dispositivo, in considerazione del presupposto che l’atto notarile è stato concepito da sempre come producibile solo ed esclusivamente su supporto cartaceo, modalità, quest’ultima, però, ontologicamente inadatta a garantire un livello integrale e non discriminante di accessibilità diretta del medesimo anche rispetto ai disabili visivi.

Contrariamente a tale errato presupposto, l’impiego della firma elettronica accessibile e la possibilità di rogare o autenticare atti notarili in formato originale elettronico (con conseguente possibilità di rilasciarne, a richiesta, copia autentica con le medesime modalità), se adeguatamente approntati sul piano tecnico-legislativo e correttamente applicati nella pratica e prassi notarile, rappresentano un formidabile strumento per consentire anche a tutti coloro che non hanno autonomia nei processi di formazione dei documenti negoziali, pur avendone integrale capacità volitiva, di accedere direttamente e, dunque, formare, leggere e sottoscrivere gli atti notarili elettronici, in luogo di quelli cartacei, pur mantenendo questi la medesima valenza sul piano degli effetti e con la medesima dignità giuridica.

Le risultanze ottenute dagli esperti nell’ambito dei vari progetti di ricerca e sperimentazione compiuti in tale specifico settore hanno sino ad ora confermato sul piano tecnico-scientifico l’attendibilità e la correttezza delle valutazioni e degli assunti che precedono3.

La normativa nasce, quindi, sotto i migliori auspici; tuttavia, perché quanto descritto in precedenza trovi effettivo e reale riscontro, occorrerà dapprima attendere l’emanazione e l’entrata in vigore dei decreti ministeriali e interministeriali di attuazione e, successivamente, spetterà alla pratica e prassi notarile darne corretta e compiuta applicazione, campo nel quale l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti non mancherà di svolgere la propria costante azione di stimolo e controllo.

Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE



(Prof. Tommaso Daniele)

1 Si ricorda che per accessibilità l’art. 2 della Legge n. 4/2004 intende la capacità dei sistemi informatici, più comunemente in uso, in relazione alla più moderna e inedita avanguardia di settore, resa possibile dalle più attuali conoscenze tecnologiche e scientifiche, di fornire servizi e informazioni direttamente e indiscriminatamente fruibili anche da parte di quei soggetti che, in ragione di proprie specifiche disabilità visive, necessitano di particolari tecnologie, supporti e configurazioni assistive in grado di porli in una condizione di tendenziale parità con i soggetti normodotati, senza però il rischio che i dati e le informazioni fornite mediante tali innovativi mezzi possano essere facilmente alterate, disperse o irreversibilmente rese inservibili da chiunque.

2 Si rammenta che scopo precipuo della Legge n. 18/1975 è quello di innalzare il cieco o ipovedente al rango degli altri contraenti, con l’affermazione della sua piena capacità negoziale e con il ribadire il suo diritto ad operare in modo indipendente, o a farsi assistere da persona di sua fiducia.

3 Si riporta in proposito quanto scritto dall’Avv. Giorgio Rognetta, responsabile del progetto I.Ri.Fo.R. “Firma digitale”: “(…)Nel giudizio finale di accessibilità, i tecnici del gruppo I.Ri.Fo.R. così si esprimono: “La gestione e la lettura del documento PDF analizzato sono possibili in ogni parte del documento. Tutte le operazioni di controllo della firma e dei contenuti su questo documento vengono eseguite da un cieco assoluto e da un ipovedente in piena coscienza.” Tale risultato è importantissimo: abbiamo la prova che sia un cieco assoluto, sia un cieco parziale/ipovedente, grazie ad un utilizzo consapevole del sistema di firma digitale, possono accedere direttamente, senza l’ausilio di terzi, al contenuto di un atto notarile e ai suoi contrassegni di autenticità. I disabili visivi, pertanto, possono leggere direttamente l’atto notarile in ogni sua parte, possono verificare la firma digitale di autentica apposta dal notaio, riscontrando autonomamente, tra l’altro, la qualità del firmatario, l’Ente Certificatore, il periodo di validità del certificato qualificato utilizzato per la sottoscrizione (nonché la marca temporale). Tali indicazioni non sono frutto di astratte teorie, ma risultano concretamente da quanto riportato (…) nelle valutazioni di accessibilità, poiché sono dati che i tecnici del gruppo I.Ri.Fo.R. hanno ottenuto autonomamente, utilizzando le rispettive tecnologie assistive: sono ciò che loro hanno “visto” nell’atto notarile allegato. In conclusione, possiamo affermare che un sistema accessibile di firma digitale, unito ad un atto notarile accessibile, rendono superfluo il senso della vista delle parti interessate, senza compromettere la dignità giuridica del documento: questa è la grande rivoluzione di cui i non vedenti dovranno essere protagonisti, con la collaborazione dei notai italiani.”




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