Amore Di Scimone Sframeli Un lavoro di Borghi Giulia Sara, Buraschi Stefania e Pulici Sara



Scaricare 355.88 Kb.
Pagina3/4
17.11.2017
Dimensione del file355.88 Kb.
1   2   3   4

2.3 INTERVISTE
1. PAC magazine di Arte&Culture, 20 novembre 2015, “Se l’Amore riscalda fino al silenzio: intervista a Spiro Scimone” di Filippa Ilardo.
Capita raramente, ma ci sono volte in cui, lo spettacolo visto ha in sé la necessità di essere narrato, ripensato, ripercorso attraverso la memoria e in questa fase si può aprire a parallelismi inaspettati, a imprevisti vettori di senso. “Amore”, che ha debuttato a Messina al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, lo scorso 5 Novembre, della Compagnia Scimone e Sframeli è uno di questi spettacoli, di quelli cioè che si prestano ad un lavoro di scavo e dissotterramento di tutte le stratificazioni che testo e messa in scena nascondono. In una struttura narrativa di rigorosa simmetria, due coppie, speculari l’una all’altra, una di due vecchietti eterosessuali (Giulia Weber e Spiro Scimone), l’altra di due vigili del fuoco omosessuali (Francesco Sframeli e Gianluca Cesale), in un gioco di allusività dai risvolti amaramente comici e solo velatamente sconci, si dicono per la prima volta quello che mai hanno avuto il coraggio di dirsi. Il coraggio di dirsi tutto è quello di ascoltarsi senza dirsi nulla e può avvenire solo in quella condizione liminare tra questo mondo e il nulla.

Lo spazio-tempo è sciolto da ogni riferimento realistico, due letti-tomba con tanto di croci come abat-jour e lenzuola-sudari (le scene sono di Lino Fiorito) diventano il simbolo della vita e la morte viste come due condizioni marginali, al limite dell’esperienza umana, l’una è il guanto rovesciato dell’altra, la vecchiaia come confine tra vita e morte diventa il negativo in cui si colgono i profili opposti dell’esistenza. Per queste figure-limite, sulla soglia di due mondi apparentemente non comunicanti, la contraddizione morte-vita corrisponde anche all’opposizione finzione-realtà, alla dinamica teatro-vita: allora il gioco teatrale prende la mano e nella regia di Sframeli la comicità assolve alla funzione del paradosso che diluisce nel riso le amare incomprensioni della vita.

Il linguaggio gioca un ruolo di primo piano, diventa quella cerniera provvisoria in cui le parole migrano, si celano, non procedono verso la verità, dicono per non dire e non dicono per dire. Le metafore (l’incendio che rappresenta la passione, il lenzuolo che rappresenta la morte) si fanno miniere di latenza, in una sorta di gioco allo scarto tra detto e non detto, tra l’esplicito e l’implicito. Mentre il martellamento delle battute nel ritmo ossessivo che le incastra, sempre più insistito e compulsivo, sembra iscritto nella voce degli attori, nelle loro sonorità vocaliche. Eppure, a poco a poco, nel cicaleccio dell’incomunicabilità, si fa spazio quel silenzio pregnante e carico di senso e sensualità che è il nulla. Alla fine dello spettacolo, incontrando l’autore, gli rivolgiamo una domanda d’obbligo, partendo dal fatto, in sé abbastanza significativo, che il debutto dell’ottavo spettacolo della Compagnia, ormai affrancata da un’ingombrante appartenenza geolinguistica, avvenga proprio a Messina.

Le nostre origini hanno sicuramente influenzato il nostro percorso artistico. Il linguaggio teatrale dei nostri primi due testi è stato creato con le parole messinesi. I personaggi delle nostre opere appartengono alla nostra cultura, al nostro vissuto, fanno parte del nostro mondo. Un mondo che cerchiamo di raccontare attraverso un teatro essenziale. Essenziale nell’uso della parola, nella recitazione, nella costruzione scenica. Un teatro attento alla cura del particolare. Un debutto assoluto è poi sempre una verifica. Con lo spettacolo “Amore”, questa verifica è andata nel migliore dei modi. Tra la compagnia e gli spettatori, che lo hanno potuto vedere a Messina, c’è stata la stessa condivisione: “Amore” è stato, per noi e loro uno spettacolo necessario.

Si è parlato a proposito del vostro lavoro di teatro testo-centrico. Possiamo definire la vostra scrittura un intrecciarsi di tre livelli di scrittura, quella drammatica, quella performativa e quella registica?

 La nostra è una scrittura teatrale, che nasce dal corpo dell’autore per vivere, durante la rappresentazione, attraverso il corpo dell’attore. Nella rappresentazione è indispensabile la presenza dello spettatore. La relazione tra i corpi – dell’autore, dell’attore e dello spettatore – è per noi il teatro.  Per creare questo tipo di relazione è importante che ci sia sempre tra i tre elementi un vero ascolto. Il teatro educa all’ascolto. In teatro non si può far finta di ascoltare. Il teatro è finzione, ma per conquistarlo bisogna raggiungere il massimo dell’autenticità.

In “Amore” la vecchiaia è una condizione rovesciata della vita, dove tutto si fa ricordo, dove la partita si gioca tra le occasioni mancate e l’estrema possibilità di soddisfare il proprio desiderio.



E’ vero che i quattro vecchietti di “Amore” soddisfano il proprio desiderio alla fine; ma tutti e quattro, attraverso la finzione teatrale, ci suggeriscono di fare l’opposto, ci consigliano di soddisfare tutti i nostri desideri prima di arrivare alla fine. Senza paura…Senza nessuna paura.

Anche in “Amore” c’è una forte riflessione sul linguaggio. Questi personaggi hanno sempre “paura di dire”. Alla fine la speranza è risposta in un escatologico anelito al silenzio. Riscaldarsi reciprocamente “fino al silenzio” è l’unico modo per sentire l’altro.



Viviamo in un mondo che allontana sempre di più i nostri corpi… Spesso non riusciamo più a sfiorarci. La distanza dei corpi genera solitudine, paura, e ci impedisce di apprezzare il corpo degli altri… I personaggi di “Amore” non hanno paura di comunicare l’autenticità dei sentimenti. I quattro vecchietti di “Amore”, si avvicinano e si riscaldano reciprocamente, sotto il lenzuolo, proprio perché sentono il bisogno di amare il corpo dell’altro fino al silenzio.

La presenza femminile sulla scena è una novità del vostro percorso. Un pò come nel cinema di Ciprì e Maresco o nel teatro di Scaldati c’è stata finora un’esclusione della presenza femminile. Maresco, che ha rimesso in scena proprio le opere di Scaldati, ha dichiarato che la mancanza femminile implica la mancanza di speranza, anche per te è così?



Nei nostri spettacoli non c’è stata la presenza dell’attrice per scelte registiche; la presenza femminile c’è stata, La madre è la protagonista dell’opera “La festa”. La mamma in “Nunzio”, la prostituta in “Bar”, la moglie nel “Il Cortile” anche se evocate, hanno un’importante funzione drammaturgica. Siamo d’accordo che la donna è portatrice della vita che si rinnova… La donna è la speranza, proprio per questo nel nostro spettacolo solo lei riesce a dire la parola “amore”.

Nella dinamica tra autorialità dell’attore e attorialità dell’autore, quali sono i passaggi che avvengono nel momento della creazione?



Già in fase di scrittura la parola ha un corpo, anzi è il corpo dei personaggi che trova la parola. I personaggi non hanno un corpo astratto e non hanno nemmeno un corpo naturale. I personaggi hanno un corpo teatrale che, come ho già detto in precedenza, vive solo con la rappresentazione, attraverso il corpo dell’attore. Il nostro lavoro di scena nasce con la creatività, la passione e l’intenso lavoro di tutti i componenti della compagnia.
2. Audio intervista tenutasi su Radio Popolare mercoledì 4 maggio 2016. Ascoltabile e scaricabile al link:

http://www.radiopopolare.it/2016/05/lamore-secondo-scimone-e-sframeli/
2.4 SCENEGGIATURA


AMORE
di Spiro Scimone

Personaggi:


La Vecchietta
Il Vecchietto
Il Comandante
Il Pompiere

1

In scena due tombe.


La Vecchietta, seduta sopra una tomba, lavora la maglia ai ferri mentre Il Vecchietto pulisce le croci della lapide.
Silenzio

LA VECCHIETTA: Amore. (pausa) Amore.


IL VECCHIETTO: Che c’è?
LA VECCHIETTA: Hai, fatto tutto?
IL VECCHIETTO: Sì.
LA VECCHIETTA: Non devi fare più niente?
IL VECCHIETTO: No.
LA VECCHIETTA: Perché tocca a noi, amore!… Oggi, amore, tocca proprio a noi!
IL VECCHIETTO: Non devo fare più niente!… Ho già fatto tutto!
LA VECCHIETTA: Tutto quello che dovevi fare?
IL VECCHIETTO: Sì. (si siede sulla tomba accanto a La Vecchietta)
LA VECCHIETTA: Io, amore, una cosa invece la devo fare… La devo, ancora, fare!…
IL VECCHIETTO: Cosa devi fare?
LA VECCHIETTA: Devo cambiarti il pannolone!…Devo cambiarti subito il pannolone!
IL VECCHIETTO: Non c’è bisogno, ce l’ho ancora asciutto, il pannolone!
LA VECCHIETTA: Sei sicuro, amore?
IL VECCHIETTO: Sì!
LA VECCHIETTA: Perché, di solito, tu a quest’ora, il pannolone, ce l’hai bagnato!… Ce l’hai già bagnato!
IL VECCHIETTO: Adesso ce l’ho asciutto!… Ce l’ho ancora asciutto!
(pausa)
LA VECCHIETTA: Però, amore, quando si bagna, avvisami!…Quando si bagna, dimmelo!…Non fare finta di niente!
IL VECCHIETTO: Non faccio finta di niente!
LA VECCHIETTA: Sì amore, fai finta di niente!… Quando bagni il

2



(Pausa)
pannolone, amore, tu fai sempre finta di niente!… E solo quando il pannolone è tutto inzuppato, tu incominci a piangere… come i bambini… come piangono i bambini.
IL VECCHIETTO: Non piango come i bambini! Quando ho il pannolone
inzuppato, io, non piango mai come i bambini!
LA VECCHIETTA: Però, lo stesso, rompi i coglioni!…Quando hai il
pannolone inzuppato, amore, tu rompi tanto i coglioni!


IL VECCHIETTO:

Ma che dici?!

LA VECCHIETTA:

Le parolacce, amore, dico le parolacce!

IL

VECCHIETTO:

Ma tu, non le avevi mai dette le parolacce!

LA

VECCHIETTA:

Non le avevo mai dette, amore, però le avevo sempre

pensate!… (pausa) Ma, da stamattina, amore, le parolacce, invece di pensarle, ho iniziato a dirle.


IL VECCHIETTO: Perché?!
LA VECCHIETTA: Non lo so, perché! Io so solo che da stamattina dico
parolacce!… Dico, continuamente, parolacce!… Da stamattina, amore, io ho la bocca sporca!… E, la bocca sporca, io, non la sopporto!…Con la bocca sporca, io, non posso stare!… Io, amore, quando ho la bocca sporca devo lavarmi la dentiera!… Devo

lavarmi, subito, la dentiera! Amore.


IL VECCHIETTO: Che vuoi?
LA VECCHIETTA: Tu, oggi, la dentiera, l’hai già lavata?
IL VECCHIETTO: No, la dentiera, oggi, non l’ho ancora lavata.
LA VECCHIETTA: Se me la dai posso lavartela io…Se mi dai la tua dentiera, amore, posso lavartela io, insieme alla mia. (pausa)
Mi piacerebbe tanto lavare insieme le nostre due dentiere… perché le nostre dentiere insieme, amore, noi non le abbiamo mai lavate.
IL VECCHIETTO: No. Non le abbiamo mai lavate.
LA VECCHIETTA: I denti invece sì. I denti insieme, ce li siamo lavati… Tante volte ce li siamo lavati…Soprattutto da giovani ce li siamo lavati. (Pausa) Amore.

3


IL VECCHIETTO: Che c’è?
LA VECCHIETTA: Ti ricordi quanto ci piaceva lavarci i denti insieme da giovani?
IL VECCHIETTO: Quanto ci piaceva?
LA VECCHIETTA: Tanto, amore! Ci piaceva tanto! (pausa) E tutte le volte che ci siamo lavati i denti insieme da giovani, ti ricordi, amore, qual era la cosa che ci piaceva di più?
IL VECCHIETTO: Qual era la cosa che ci piaceva di più?
LA VECCHIETTA: L’ultimo risciacquo! La cosa che ci piaceva di più, era l’ultimo risciacquo!
IL VECCHIETTO: Sei sicura?
LA VECCHIETTA: Sì, amore! Perché, tutte le volte che ci siamo lavati i denti insieme da giovani, tu amore, dopo l’ultimo risciacquo, chiudevi subito il rubinetto e mi facevi una cosa… mi facevi sempre una cosa.
IL VECCHIETTO: Cosa ti facevo?
LA VECCHIETTA: (lo guarda negli occhi) Mi ficcavi la lingua in bocca!… Mi ficcavi tutta la lingua in bocca!
(pausa)
IL VECCHIETTO: Dopo l’ultimo risciacquo?
LA VECCHIETTA: Dopo l’ultimo risciacquo!
IL VECCHIETTO: Non me lo ricordo!
LA VECCHIETTA: Me lo ricordo, io, amore! (pausa) E l’ultima volta che mi hai ficcato la lingua in bocca, dopo l’ultimo risciacquo, mi ricordo anche che ti sei dimenticato di chiudere il rubinetto e quella volta, noi, ci siamo completamente allagati. (pausa) Ti ricordi, amore, che noi, una volta, ci siamo, completamente, allagati?
IL VECCHIETTO: Sì, mi ricordo che, noi, una volta, ci siamo completamente allagati… Ma non mi ricordo che ci siamo allagati mentre ti ficcavo la lingua in bocca.
LA VECCHIETTA: Come no?

4


IL VECCHIETTO: Non me lo ricordo!
(pausa)
LA VECCHIETTA: Non ti ricordi, amore, che quella volta che ci siamo allagati, mentre mi ficcavi la lingua in bocca, poi sono arrivati i pompieri?
IL VECCHIETTO: Sì, mi ricordo che sono arrivati i pompieri.
LA VECCHIETTA: E sono stati proprio i pompieri che ti hanno tolto, la lingua dalla mia bocca! (pausa) E, da allora, amore, tu, per paura dei pompieri, la lingua in bocca non me l’hai più voluta ficcare. (pausa) Ma adesso, amore, tu non devi più avere paura dei pompieri!…Adesso, amore, tu, la lingua in bocca, me la puoi ficcare tranquillamente! Me la puoi ficcare senza problemi.
IL VECCHIETTO: No, non te la posso ficcare! La lingua in bocca io, ormai, non te la posso più ficcare!
LA VECCHIETTA: Perché?
IL VECCHIETTO: Perché non mi ricordo più come te la devo ficcare!
LA VECCHIETTA: Me lo ricordo io, come me la devi ficcare! (Pausa) Se mi baci sulle labbra…se mi dai un bel bacio sulle labbra, la lingua in bocca, te la faccio vedere, io, come me la devi ficcare! (Pausa) Dai, amore, baciami sulle labbra!…Dammi un bel bacio sulle labbra! (Pausa) Come da giovani, amore…Come quando eravamo giovani.
IL VECCHIETTO: Non posso baciarti sulle labbra! Ti ho già detto che io, ormai, non posso più baciarti sulle labbra!
LA VECCHIETTA: Perché non puoi più baciarmi sulle labbra?! (pausa)
Forse le mie labbra non ti piacciono?! (pausa) Non vuoi più baciarmi sulle labbra, perché le mie labbra sono vecchie?!…
(pausa) Se le mie labbra sono vecchie, dimmelo, amore!… Dimmelo subito, amore!…
(Pausa)
IL VECCHIETTO: Non sono vecchie le tue labbra! Vanno bene le tue
labbra!

5


LA VECCHIETTA: Allora baciami sulla bocca, amore!! Dammi un bel bacio sulla bocca!!…
(pausa)
IL VECCHIETTO: E i pompieri?!… Se, poi, spuntano di nuovo i pompieri?!
LA VECCHIETTA: Non spuntano i pompieri! Non spuntano più i pompieri! Dammi un bel bacio sulla bocca, amore, perché non spuntano i pompieri!… Non spuntano più i pompieri!
(Mentre Il Vecchietto sta per baciare sulla bocca La Vecchietta, si sente la sirena dei pompieri. Spuntano due pompieri vecchietti, uno dei due è Il Comandante. )

IL COMANDANTE: Siamo spuntati!… Siamo già spuntati!…


IL POMPIERE: …Io e il mio comandante, siamo già qui!
IL COMANDANTE: …Come da giovani!…Come quando eravamo giovani!…
IL POMPIERE: ……Perché, quando eravamo giovani, io e il mio comandante, spuntavamo sempre!…
IL COMANDANTE: …Per spegnere l’incendio!…
IL POMPIERE: …Per fermare le fiamme!…
IL COMANDANTE: …Ma, adesso, noi, non riusciamo più a spegnere l’incendio!…
IL POMPIERE: Adesso, io e il mio comandante, non riusciamo più a fermare le fiamme!…
IL COMANDANTE: …Perché, le fiamme sono nascoste!…
IL POMPIERE: …Le fiamme non si vedono!…
IL COMANDANTE: …Ma, anche se le fiamme non si vedono, c’è puzza di bruciato! C’è tanta puzza di bruciato!…
IL POMPIERE: …E con questa puzza di bruciato, le fiamme possono arrivare all’improvviso!…Le fiamme possono divampare all’improvviso!
(Pausa)
LA VECCHIETTA: Amore, hai sentito?…Le fiamme possono arrivare all’improvviso!… Le fiamme possono divampare all’improvviso!… E se le fiamme divampano, all’improvviso, sono cazzi amari,

6


amore!… Sono, davvero, cazzi amari!
IL POMPIERE: Signora…
IL COMANDANTE: …Cos’ha detto?
LA VECCHIETTA: Le parolacce, comandante! Ho detto le parolacce!
IL COMANDANTE: Abbiamo sentito che ha detto le parolacce!
IL VECCHIETTO: Ma una volta, comandante, mia moglie, le parolacce non le diceva mai!
LA VECCHIETTA: E’ vero, comandante, io una volta le parolacce le pensavo sempre, però mi vergognavo a dirle!
IL VECCHIETTO: Invece, adesso, comandante, mia moglie le parolacce non si vergogna più a dirle!
LA VECCHIETTA: E’ vero, comandante!… Io, adesso, le parolacce le dico senza vergogna!…Ma dire le parolacce, senza vergogna, mi fa paura, comandante!…Mi fa molta paura!
IL COMANDANTE: No, cara signora, lei, non deve avere paura! Perché le sue parolacce sono vere!… Le sue parolacce sono giuste, per questo io le approvo!
IL POMPIERE: Anche io le approvo, comandante!
IL COMANDANTE: Perché se arrivano le fiamme, cara signora, davvero, sono cazzi amari! Per tutti sono cazzi amari! (pausa) E per non avere più cazzi amari, noi, le fiamme le dobbiamo domare!…Le dobbiamo subito domare!
IL POMPIERE: Comandante!
IL COMANDANTE: Che c’è?
IL POMPIERE: Se vogliamo domare le fiamme, dobbiamo fare una cosa? Dobbiamo fare subito una cosa.
IL COMANDANTE: Cosa dobbiamo fare?
IL POMPIERE: Dobbiamo stare vicini, comandante!… Dobbiamo stare molto vicini!…Come da giovani, comandante!… Come quando eravamo giovani!…(pausa) Perché quando eravamo giovani, io e lei, siamo stati sempre molto vicini…E proprio perché siamo, stati, molto vicini, io e lei, abbiamo spento tutte le fiamme.

7


IL COMANDANTE: Ma adesso le fiamme sono più difficili da spegnere.
IL POMPIERE: Per questo, dobbiamo stare più vicini, comandante!… Dobbiamo stare ancora più vicini!… (si avvicina abbracciando sempre di più Il Comandante)
IL COMANDANTE: (si divincola dall’abbraccio del Il Pompiere) Sì, ma non esageriamo, adesso!… Cerchiamo di non esagerare!
IL POMPIERE: Perché, comandante, stiamo esagerando?
IL COMANDANTE: Sì, stiamo esagerando!… Da un po’ di tempo stiamo un po’ esagerando! Specialmente tu, stai esagerando!
IL POMPIERE: Io?
IL COMANDANTE: Sì, tu! Tu stai davvero esagerando!
IL POMPIERE: Perché, comandante?
IL COMANDANTE: Perché, con la scusa di starmi vicino, mi stai troppo addosso!… Mi stai sempre appiccicato! E, io, ormai, non riesco più a fare un passo da solo. Perché, ogni volta che faccio un passo, ci sei tu!…Ci sei sempre tu!

(pausa)


IL VECCHIETTO: Comandante.
IL COMANDANTE: Che c’è?
IL VECCHIETTO: Anch’io non riesco più a fare un passo da solo!…
(pausa) Io, comandante, tutte le volte che faccio un passo mi ritrovo accanto mia moglie!… Mi ritrovo sempre accanto mia moglie!… Perché, ogni volta che, io, vado in qualche posto, mia moglie, mi segue!… Ogni volta che faccio qualcosa, mia moglie, mi controlla!… Tutto il giorno mi controlla… dappertutto mi controlla!… (pausa) E sa, comandante, mia moglie, durante il giorno cosa mi controlla di più?

IL COMANDANTE: Cosa le controlla di più?


IL VECCHIETTO: Il pannolone, comandante!…Mia moglie, mi controlla, continuamente, il pannolone!… (pausa) E se le dico che il pannolone me l’ha appena cambiato, lei, dopo un po’, me lo cambia lo stesso!

8


IL COMANDANTE: Perché glielo cambia lo stesso?
IL VECCHIETTO: Per passarsi il tempo, comandante!… Per passarsi un pò il tempo!…
LA VECCHIETTA: …E’ vero, comandante! Cambiare il pannolone, a mio marito, per me è, ormai, un passatempo!…E’ un vero passatempo!… E mio marito, comandante, per passarsi il tempo con me, il pannolone se lo fa sempre cambiare!… Dappertutto se lo fa cambiare!…Anche qui se lo fa cambiare?!
IL VECCHIETTO: No, qui, non me lo faccio cambiare!
LA VECCHIETTA: Perché?!
IL VECCHIETTO: Perché qui ci vedono tutti!… E io, mi vergogno farmi vedere da tutti mentre tu mi cambi il pannolone!
LA VECCHIETTA: No, amore, non ti devi vergognare! Quando, io, ti cambio il pannolone, tu amore, non devi avere nessuna vergogna! Perché, il pannolone, amore, io, te lo cambio come un bambino!… Come un vero bambino!
IL VECCHIETTO: Ma, io non sono un bambino! Non sono più un bambino! E il pannolone non voglio cambiarmelo davanti a tutti!
(pausa)
LA VECCHIETTA: Vuoi cambiartelo solo con me?
IL VECCHIETTO: Solo con te.
(pausa)
LA VECCHIETTA: In un posto nascosto?
IL VECCHIETTO: Sì.
LA VECCHIETTA: Così non ci vede nessuno?
IL VECCHIETTO: Così non ci vede nessuno.
LA VECCHIETTA: Allora, non facciamoci vedere da nessuno!… Nascondiamoci, amore! Nascondiamoci, subito, amore!
(La Vecchietta e Il Vecchietto si nascondono dietro la tomba. Pausa)
IL POMPIERE: Comandante.
IL COMANDANTE: Che c’è?
IL POMPIERE: Lei, il suo pannolone, l’ha già cambiato?

9


IL COMANDANTE: Sì.
IL POMPIERE: Da solo?
IL COMANDANTE: Da solo.
IL POMPIERE: Senza nessun aiuto?
IL COMANDANTE: Senza nessun aiuto!
IL POMPIERE: Perché se ha bisogno di un aiuto, quando si cambia il pannolone, posso aiutarla io. (pausa) Io, comandante, nella mia vita, a tante persone ho cambiato i pannoloni!
(pausa)
IL COMANDANTE: Dove?
IL POMPIERE: Dappertutto, comandante.
IL COMANDANTE: Anche in caserma?
IL POMPIERE: Anche in caserma!
(pausa)
IL COMANDANTE: E perché non me l’hai mai detto?!
IL POMPIERE: Perché mi vergognavo di dirglielo! E per la vergogna di dirglielo, comandante, io nella mia vita, ho sempre cambiato i pannoloni di nascosto!
IL COMANDANTE: In caserma?
IL POMPIERE: In caserma! (pausa) Ma quando, in caserma, cambiavo i pannoloni di nascosto… io, comandante, ai colleghi, non gli mettevo subito il pannolone pulito.
IL COMANDANTE: No?
IL POMPIERE: No.
IL COMANDANTE: E cosa gli mettevi?
IL POMPIERE: Prima di mettergli il pannolone pulito, io, ai colleghi, gli spalmavo sempre un pò di crema… Un po’ di crema rinfrescante…
IL COMANDANTE: Veramente?
IL POMPIERE: Sì, comandante! (pausa) E con la mia crema rinfrescante, i nostri colleghi, non hanno mai avuto nessun bruciore!…Non hanno mai avuto nessuna irritazione…E se lei,

10


comandante, adesso, ha un po’ d’irritazione, io, la crema rinfrescante, gliela posso spalmare anche subito…Gliela posso spalmare senza problemi.
(pausa)
IL COMANDANTE: Un po’ d’irritazione ce l’ho! Da alcuni giorni, io, un po’ d’irritazione, ce l’ho!
IL POMPIERE: Dove, comandante?
IL COMANDANTE: Nella schiena!
IL POMPIERE: Nel fondo della schiena?
IL COMANDANTE: Un po’ più in alto del fondo della schiena.
IL POMPIERE: E ha prurito?
IL COMANDANTE: Ho un po’ di prurito.
IL POMPIERE: Di giorno?
IL COMANDANTE: Anche di notte.
IL POMPIERE: Quando sta sveglio?
IL COMANDANTE: Anche quando dormo.
IL POMPIERE: Mi faccia vedere, comandante…Mi faccia vedere dove ha il prurito, anche quando dorme.
IL COMANDANTE: (toccandosi dietro la schiena) Qui.
IL POMPIERE: Qui?
IL COMANDANTE: Lì. Anche quando dormo, io il prurito ce l’ho lì!
IL POMPIERE: Non si preoccupi, comandante, perché con una spalmatina della mia crema rinfrescante, il prurito lì le passerà subito!… Il prurito lì le passerà, completamente!…
IL COMANDANTE: Con una spalmatina?
IL POMPIERE: Con una spalmatina.
IL COMANDANTE: Sei sicuro?
IL POMPIERE: Sì, comandante. E se non dovesse passarle, completamente, io, comandante, la crema rinfrescante gliela spalmerò tutto il giorno… Gliela spalmerò anche di notte… Soprattutto quando dorme.
IL COMANDANTE: No! La crema rinfrescante, di notte, quando dormo, da

11


te non la voglio spalmata!
IL POMPIERE: Perché, comandante?
IL COMANDANTE: Perché tu sei uno appiccicoso!…Sei, uno, troppo appiccicoso!
IL POMPIERE: Non sono appiccicoso, comandante! (pausa) Io, comandante, sono solo un pochino geloso… Sempre, sono stato un pochino geloso…(pausa) Anche da giovane sono sempre stato un pochino geloso!
IL COMANDANTE: Lo so che, da giovane, sei sempre stato un pochino geloso! E la tua gelosia, da giovane, mi ha creato diversi problemi!
IL POMPIERE: Davvero, comandante?
IL COMANDANTE: Si. Perché la tua gelosia, da giovane, era imbarazzante!… Era, davvero, molto imbarazzante!… (pausa)
Soprattutto, durante gl’incendi era molto imbarazzante!
IL POMPIERE: Perché, comandante?
IL COMANDANTE: Perché, durante gl’incendi, quando c’era da salvare qualcuno dalle fiamme, tu, appena mi vedevi sulla scala con in braccio quello da salvare, mi tenevi il broncio! Mi tenevi, sempre, il broncio! (pausa) E se quello da salvare, si teneva con le braccia dal mio collo, tu, il broncio me lo tenevi di più!… Me lo tenevi sempre di più!
IL POMPIERE: E’ vero comandante!… Però, io, il broncio, non glielo tenevo apposta! Il broncio, comandante, mi veniva spontaneo… Mi veniva naturale.
IL COMANDANTE: Sì, ma, in quei casi, dovevi controllarti!… Dovevi avere un minimo di controllo!…Perché, quando c’è da salvare, qualcuno dalle fiamme, noi, dobbiamo essere sempre molto equilibrati!… E non dobbiamo mai perdere la testa!… (pausa) Per questo la tua gelosia, la devi controllare! La devi sempre controllare!
IL POMPIERE: Va bene comandante, io, la mia gelosia la controllerò!

12


Le prometto, comandante, che da questo momento, io, non perderò più la testa!… (pausa) Però, anche lei, comandante, da questo momento, deve promettermi una cosa.
IL COMANDANTE: Cosa devo prometterti?
IL POMPIERE: Che non mi farà più soffrire!… (pausa) Lei comandante, deve promettermi che non mi farà mai più soffrire!
(pausa)
IL COMANDANTE: Perché, io, ti ho fatto soffrire?
IL POMPIERE: Sì, comandante, lei, mi ha fatto soffrire!… Mi ha fatto, tanto, soffrire! (pausa) Soprattutto, quando eravamo giovani, lei, mi ha fatto, tanto, soffrire!
(pausa)
IL COMANDANTE: Ma che dici?
IL POMPIERE: Sì, comandante!… (pausa) Lei, quando eravamo giovani, tutti gli anni mi faceva soffrire!… E ogni anno, comandante, sa, quando mi faceva soffrire di più?
IL COMANDANTE: Quando ti facevo soffrire di più?
IL POMPIERE: Quando si prendeva le ferie! (pausa) Lei, comandante, tutti gli anni, mi faceva soffrire di più, quando si prendeva le ferie.
IL COMANDANTE: Perché?
IL POMPIERE: Perché se le prendeva di nascosto!… (pausa) Lei, comandante, tutti gli anni, si prendeva le ferie, all’ultimo momento! E ogni volta che lei si prendeva le ferie all’ultimo momento, io, soffrivo!…Soffrivo come un cane!
IL COMANDANTE: Perché soffrivi come un cane?
IL POMPIERE: Perché non potevo mai prendermi le ferie con lei!
(pausa) Io, comandante, da giovane, avrei voluto trascorrere tutti gli anni le ferie con lei.
IL COMANDANTE: Veramente?
IL POMPIERE: Sì, comandante.
IL COMANDANTE: E perché non me l’hai mai detto?!

13


IL POMPIERE: Perché avevo paura di dirglielo! E per la mia paura di dirglielo, comandante, io, tutti gli anni, da giovane, ho sempre trascorso le ferie soffrendo!…Soffrendo come un cane!
(pausa)
IL COMANDANTE: Mi dispiace!… Mi dispiace molto per averti fatto soffrire, come un cane. (pausa) Anche se da giovane, come un cane, non soffrivi solo tu!… Perché da giovane, anche io soffrivo tanto come un cane.
IL POMPIERE: Durante le ferie, comandante?
IL COMANDANTE: No, sempre!…Io da giovane, sempre, soffrivo come un cane! In silenzio, soffrivo come un cane…Specialmente in caserma, soffrivo, in silenzio, come un cane! (pausa) E quando in caserma soffrivo, in silenzio, come un cane, nessuno se ne accorgeva…nessuno mi capiva! (pausa) E proprio perché in caserma nessuno mi capiva, io, mi prendevo le ferie…mi prendevo, di nascosto, tutte le ferie!
IL POMPIERE: Ma, ormai, comandante, io e lei, non dobbiamo più prenderci le ferie!… (pausa) Io e lei, comandante, ormai ci dobbiamo rilassare…Ci dobbiamo solo rilassare…E per rilassarci, comandante, io, le devo fare una cosa…Le devo fare ancora una cosa!
IL COMANDANTE: Cosa mi devi fare?
(pausa)
IL POMPIERE: Le devo spalmare la crema!…Le devo spalmare, subito, la crema!
IL COMANDANTE: Sì hai ragione, andiamo! Spalmami la crema!… Spalmami, tutta la crema!
(Il Comandante e Il Pompiere escono)
BUIO


14


La Vecchietta con un panno asciuga i piedi scalzi a Il Vecchietto seduto sopra la tomba.

LA VECCHIETTA: Amore ti senti più asciutto?…Con il pannolone pulito, ti senti più asciutto?


IL VECCHIETTO: Sì, mi sento più asciutto!… Con il pannolone pulito mi sento molto più asciutto!!
LA VECCHIETTA: (smette di asciugargli i piedi) Adesso, amore, ti metto i calzini puliti, così non hai niente di bagnato!…Non hai più niente di bagnato!
IL VECCHIETTO: Sì.
LA VECCHIETTA: (tira fuori dalla sua borsa un paio di calzini) Amore, ma come hai fatto a bagnare anche i calzini?
IL VECCHIETTO: Non lo so!
LA VECCHIETTA: (inizia a infilare i calzini a Il Vecchietto) Perché i calzini non li avevi mai bagnati…I calzini tu li hai sempre avuti asciutti!
IL VECCHIETTO: Sì, li ho sempre avuti asciutti!
(pausa)
LA VECCHIETTA: Amore, ma che ti manca, adesso, da bagnare?
IL VECCHIETTO: Niente!…
LA VECCHIETTA: Hai già bagnato tutto?
IL VECCHIETTO: Ho già bagnato tutto!
LA VECCHIETTA: Tutto quello che dovevi bagnare?
IL VECCHIETTO: Sì.
LA VECCHIETTA: Perché se hai qualche altra cosa da bagnare, bagnala adesso amore, che tra un po’ dobbiamo andare…ce ne dobbiamo andare!
IL VECCHIETTO: Dove dobbiamo andare?
(pausa)
LA VECCHIETTA: A fare il viaggio… A fare il nostro viaggio!…Come da giovani, amore… Come quando eravamo giovani… (prende le scarpe e inizia a infilarle a Il Vecchietto.) Amore, ti ricordi quanti

15


viaggi abbiamo fatto, da giovani?
IL VECCHIETTO: Quanti viaggi abbiamo fatto, da giovani?
LA VECCHIETTA: Tanti, amore! Abbiamo fatto tanti viaggi da giovani! (pausa) E ti ricordi, amore, da giovani, qual era il viaggio che ci piaceva di più?
IL VECCHIETTO: Qual era il viaggio che ci piaceva di più?
LA VECCHIETTA: Quello sulla neve. Il viaggio che ci piaceva di più, da giovani, amore, era quello sulla neve.
IL VECCHIETTO: Sei sicura?
LA VECCHIETTA: Sì, amore.
IL VECCHIETTO: Ma a me non è mai piaciuta la neve.
LA VECCHIETTA: Anche a me non è mai piaciuta la neve! (pausa)
Infatti, da giovani, tutte le volte che andavamo sulla neve, mentre gli altri se ne andavano a sciare, noi, amore, dentro il nostro albergo, facevamo una cosa… facevamo sempre una cosa.
IL VECCHIETTO: Cosa facevamo?
LA VECCHIETTA: Ci riscaldavamo davanti al fuoco del camino.
IL VECCHIETTO: Mentre gli altri sciavano?
LA VECCHIETTA: Mentre gli altri sciavano. (pausa) E quando il fuoco del camino si spegneva, noi, amore, ci chiudevamo nella nostra stanza d’albergo, c’infilavamo sotto le lenzuola e tu, amore, lì sotto, mi riscaldavi di più… mi riscaldavi, sempre, di più.
IL VECCHIETTO: Sotto le lenzuola?
LA VECCHIETTA: Sotto le lenzuola!
IL VECCHIETTO: Mentre gli altri sciavano?
LA VECCHIETTA: Mentre gli altri sciavano.
IL VECCHIETTO: Non me lo ricordo!
LA VECCHIETTA: Me lo ricordo io, amore! (pausa) E l’ultima volta che mi hai riscaldata sotto le lenzuola, mi ricordo, anche, che il fuoco del camino non si è spento e, quella volta, il nostro albergo si è incendiato. (pausa) Ti ricordi, amore, che, una volta, il nostro albergo si è incendiato?

16


IL VECCHIETTO: Sì, mi ricordo che, una volta, il nostro albergo si è incendiato…Ma non mi ricordo che si è incendiato mentre ti riscaldavo sotto le lenzuola.
LA VECCHIETTA: Come no?
IL VECCHIETTO: Non me lo ricordo.
LA VECCHIETTA: Non ti ricordi, amore, che quando il nostro albergo si è incendiato, mentre tu mi riscaldavi sotto le lenzuola, poi sono spuntati di nuovo i pompieri?
IL VECCHIETTO: Sì, mi ricordo che sono spuntati di nuovo i pompieri.
LA VECCHIETTA: E sono stati proprio i pompieri che ci hanno tirato fuori dalle lenzuola!… (pausa) E da allora, amore, tu, per paura dei pompieri sotto le lenzuola non mi hai più voluta riscaldare. (pausa) Ma adesso, amore, tu non devi avere più paura dei pompieri…Adesso amore, tu, sotto le lenzuola, mi puoi riscaldare tranquillamente… Mi puoi riscaldare, senza problemi.
IL VECCHIETTO: No, non ti posso più riscaldare!
LA VECCHIETTA: Perché, amore?
IL VECCHIETTO: Perché non mi ricordo più come ti devo riscaldare! Sotto le lenzuola, io, ormai, non mi ricordo più come ti devo riscaldare
LA VECCHIETTA: Me lo ricordo io, come mi devi riscaldare! Se c’infiliamo sotto le lenzuola, te lo dico io…Te lo faccio vedere io, come mi devi riscaldare. (dalla propria borsa tira fuori un lenzuolo che stende sulla tomba) Dai, amore, infiliamoci sotto le lenzuola!… Non perdiamo più tempo…Infiliamoci subito sotto le lenzuola!… Come da giovani, amore… Come quando eravamo giovani…

IL VECCHIETTO: E i pompieri?… (pausa) Se spuntano di nuovo i pompieri?


LA VECCHIETTA: Non spuntano i pompieri!… Non spuntano più i pompieri! Infiliamoci, sotto le lenzuola…Infiliamoci subito sotto le lenzuola, perché non spuntano i pompieri!… Non

17


spuntano più i pompieri!
(Mentre Il Vecchietto e La Vecchietta s’infilano sotto il lenzuolo si sente la sirena dei pompieri. Spuntano, di nuovo, Il Comandante e Il Pompiere)
IL COMANDANTE: Siamo spuntati!… Siamo di nuovo spuntati!…
IL POMPIERE: …Io e il mio comandante, siamo di nuovo qui!…
IL COMANDANTE: …Per spegnere l’incendio!…
IL POMPIERE: …Per fermare le fiamme!
IL COMANDANTE: …Ma le fiamme sono sempre nascoste!…Le fiamme, ancora, non si vedono!
IL POMPIERE: …Ma anche se non si vedono, io e il mio comandante, dalle fiamme vi libereremo lo stesso!…Perché, io e il mio comandante, non vi lasceremo più soli!… E vi staremo sempre a fianco!…Fino alla fine vi staremo a fianco!(pausa) Comandante è vero che, io e lei, gli staremo a fianco?… Fino alla fine gli staremo a fianco?
IL COMANDANTE: Sì, ma non esagerare, adesso!
IL POMPIERE: Sto di nuovo esagerando, comandante?
IL COMANDANTE: Sì, stai esagerando! Stai di nuovo esagerando!
IL POMPIERE: Perché comandante?
IL COMANDANTE: Perché, io e te, non possiamo stargli sempre a fianco! Loro vogliono stare anche un po’ da soli!… Loro vogliono avere un po’ d’intimità!… (pausa) Li vedi che stanno già cercando un po’ d’intimità?
IL POMPIERE: Sì comandante, li vedo!
IL COMANDANTE: E noi dobbiamo lasciarli liberi nella loro intimità!… Dobbiamo fargli vivere, liberamente, la loro intimità.
(pausa)
LA VECCHIETTA: Amore, hai sentito? Dobbiamo essere liberi nell’intimità!… Dobbiamo vivere liberamente la nostra intimità.
IL VECCHIETTO: Quando?
LA VECCHIETTA: Adesso! La nostra intimità noi, amore, dobbiamo viverla liberamente proprio adesso!


18


IL VECCHIETTO: Come?
LA VECCHIETTA: Senza paura, amore…La nostra intimità, noi adesso, dobbiamo viverla liberamente senza nessuna paura!
(pausa)
IL POMPIERE: Comandante.
IL COMANDANTE: Che c’è?
IL POMPIERE: Anche, io e lei, dobbiamo vivere l’intimità liberamente, senza nessuna paura!…Perché nell’intimità, comandante, io e lei, abbiamo avuto paura!…Abbiamo avuto, molta, paura!…
IL COMANDANTE: Quando?
IL POMPIERE: Sempre, comandante!… Soprattutto da giovani, io e lei, nell’intimità, abbiamo avuto, tanta paura!… (pausa) E per paura di vivere, liberamente, la nostra intimità, io e lei, da giovani, ci nascondevamo continuamente!… Specialmente in caserma, ci nascondevamo…(pausa) E si ricorda, comandante, in caserma, nei momenti d’intimità, io e lei, dove ci nascondevamo?

IL COMANDANTE: No, dove ci nascondevamo?


IL POMPIERE: Dietro l’autobotte! (pausa) Io e lei, comandante, in caserma, nei momenti d’intimità ci nascondevamo, sempre, dietro l’autobotte!
(pausa)
IL COMANDANTE: Non me lo ricordo.
IL POMPIERE: Me lo ricordo, io, comandante!… (pausa) E quando l’autobotte era fuori per servizio, io e lei, comandante, in caserma, eravamo sempre molto nervosi… Eravamo sempre molto agitati…
IL COMANDANTE: Perché?
IL POMPIERE: Perché non sapevamo dove nasconderci!… E per paura di farci scoprire rinunciavamo alla nostra intimità!…Rinunciavamo sempre alla nostra intimità!

19


IL COMANDANTE: Sei sicuro?
IL POMPIERE: Sì, comandante, sono sicuro!…Sono molto sicuro!… (pausa)
IL COMANDANTE: Ma, non bisogna mai rinunciare all’intimità!… L’intimità, bisogna difenderla!… Bisogna assolutamente difenderla!
LA VECCHIETTA: Comandante.
IL COMANDANTE: Che c’è?
LA VECCHIETTA: Anche io e mio marito, vogliamo difendere la nostra intimità! (pausa) Perché, io e mio marito, abbiamo ancora voglia!… Abbiamo ancora tanta voglia, d’intimità!
IL VECCHIETTO: Più mia moglie, comandante!…Perché io, ormai, la voglia l’ho persa.
LA VECCHIETTA: Ma io, comandante, anche se mio marito, la voglia l’ha persa, so come fargliela venire! (pausa) Perché, a mio marito, comandante, io, tante volte, gli ho fatto venire la voglia…Soprattutto da giovane, gli ho fatto venire la voglia!…
IL VECCHIETTO: E’ vero, comandante! Perché, io, da giovane, non sempre avevo voglia!
LA VECCHIETTA: …E quando, mio marito, non aveva voglia, io, comandante, gli facevo di tutto!… Io, comandante, m’inventavo sempre qualcosa… Perché, da giovane, comandante, io, avevo molta fantasia!
IL VECCHIETTO: E’ vero, comandante, le fantasie di mia moglie da, giovane, erano tantissime!… Erano, veramente, tantissime!
LA VECCHIETTA: E anche, adesso, sono tantissime, comandante!…(pausa) Io, anche adesso, posso inventarmi qualsiasi cosa…Anche adesso, a mio marito, io, posso fargli di tutto!…
IL VECCHIETTO: Ma io, non voglio, comandante! Adesso, non voglio che mia moglie mi faccia di tutto!
LA VECCHIETTA: Perché non vuoi, amore?
IL VECCHIETTO: Perché, mi vergogno!

20


LA VECCHIETTA: Non ti devi vergognare!… Se abbiamo ancora voglia, noi, non dobbiamo avere nessuna vergogna!… (pausa) Perché fino a quando abbiamo voglia, noi, amore, possiamo fare tutto!… Noi, amore, possiamo fare qualsiasi cosa!
IL VECCHIETTO: Anche da vecchi?
LA VECCHIETTA: Soprattutto, da vecchi!… (pausa) Perché da vecchi, amore, noi, possiamo fare tutto quello che ci siamo dimenticati di fare da giovani.
IL VECCHIETTO: Cosa ci siamo dimenticati di fare da giovani?
LA VECCHIETTA: Un po’ di cose, amore!… Da giovani, ci siamo dimenticati di fare un po’ di cose!
(pausa)
IL POMPIERE: Comandante.
IL COMANDANTE: Che c’è?
IL POMPIERE: Anche, io e lei, da giovani, ci siamo dimenticati di fare un po’ di cose…
IL COMANDANTE: Dove?
IL POMPIERE: Dietro l’autobotte! (pausa) Io e lei, comandante, da giovani, dietro l’autobotte, facevamo sempre le solite cose!…
IL COMANDANTE: Sei sicuro?
IL POMPIERE: Sì, comandante, sono sicuro! (pausa) E le solite cose, comandante, le facevamo anche male.
IL COMANDANTE: Come mai le facevamo male?
IL POMPIERE: Perché le facevamo di fretta!… Dietro l’autobotte, comandante, io e lei, facevamo, sempre, le cose di corsa!…
IL COMANDANTE: E perché, non me l’hai mai detto?!
IL POMPIERE: Perché avevo paura di dirglielo! E per la paura di dirglielo, comandante, io e lei, dietro l’autobotte, facevamo sempre le cose a metà!…
IL COMANDANTE: Veramente?!
IL POMPIERE: Veramente.
IL COMANDANTE: Ma, adesso, noi, non dobbiamo più fare le cose a

21



(pausa)
metà! Noi, adesso, dobbiamo fare le cose fino in fondo!… Dobbiamo, assolutamente, arrivare fino in fondo!
(pausa)
IL POMPIERE: Ma per arrivare fino in fondo, comandante, io e lei dobbiamo avere il coraggio di fare una cosa… di fare subito una cosa!
IL COMANDANTE: Cosa dobbiamo fare?
IL POMPIERE: Dobbiamo infilarci sotto le lenzuola!… (pausa) Dobbiamo avere il coraggio, d’infilarci subito sotto le lenzuola!
IL COMANDANTE: Senza paura?
IL POMPIERE: Senza paura, comandante!…Senza nessuna paura!…
IL COMANDANTE: Allora, infiliamoci sotto le lenzuola!… Infiliamoci subito sotto le lenzuola! Senza paura!…Senza nessuna paura!…

Il Pompiere tira fuori dal proprio borsone un lenzuolo, lo stende sopra la tomba e s’infila sotto, insieme a Il Comandante.
LA VECCHIETTA: Amore, hai sentito?…Per arrivare fino in fondo, sotto le lenzuola, non dobbiamo avere paura!… Non dobbiamo avere nessuna paura!
IL VECCHIETTO: Io, però, la paura di arrivare fino in fondo ce l’ho!… Io ho tanta paura di arrivare fino in fondo!
LA VECCHIETTA: Lo so, amore!… (pausa) Perché anche da giovane, tu, avevi paura di arrivare fino in fondo!…E per questa tua paura,
quando eravamo giovani, fino in fondo, arrivavo solo io!
Ma adesso, amore, non siamo più giovani!…E fino in fondo, dobbiamo arrivare tutti e due insieme!…
IL VECCHIETTO: Sotto le lenzuola?
LA VECCHIETTA: Sotto le lenzuola, amore!… Sotto queste lenzuola,
amore!
Il Comandante, sotto il lenzuolo, si sposta, continuamente, da un fianco a l’altro.
IL POMPIERE: Comandante, che fa? Che sta facendo, comandante?
IL COMANDANTE: (continua a muoversi) Sto cercando la posizione
giusta!… Sto cercando di capire dove stare!…

22


IL POMPIERE: Non l’ha, ancora, capito comandante?…
IL COMANDANTE: No, non l’ho ancora capito!
IL POMPIERE: Io pensavo che l’avesse già capito!… Pensavo che avesse già deciso, la sua posizione!
IL COMANDANTE: Invece, non ho deciso!… Non ho ancora deciso!
IL POMPIERE: Però, adesso, comandante, lei, deve decidersi!… (pausa)
Adesso, comandante, lei, deve scegliere la sua posizione!…Non può continuare a lasciarmi, nel dubbio!
IL COMANDANTE: (smette di muoversi) Io, non ti ho mai lasciato nel dubbio!
IL POMPIERE: Sì, comandante, lei mi ha lasciato nel dubbio!… Tante volte, mi ha lasciato nel dubbio!… (pausa) Soprattutto quando eravamo giovani, lei, mi ha lasciato, tante volte, nel dubbio!
IL COMANDANTE: Dove?
IL POMPIERE: Dietro l’autobotte!… (pausa) Lei, comandante, dietro l’autobotte, continuamente, mi lasciava nel dubbio!…Dietro l’autobotte, comandante, lei non decideva mai, non sceglieva mai la sua posizione!…
IL COMANDANTE: Sei sicuro?
IL POMPIERE: Sì, comandante, sono sicuro!
IL COMANDANTE: E perché non me l’hai mai detto?!
IL POMPIERE: Perché avevo paura di dirglielo!… (pausa) E per la paura di dirglielo, comandante, dietro l’autobotte, tutte le posizioni, le dovevo scegliere io! (pausa) Ma, sotto le lenzuola, comandante, deve scegliere, lei, qual è la sua posizione!… Sotto le lenzuola, comandante, lei, non può avere dubbi!… Non può più avere dubbi!
(pausa)
LA VECCHIETTA: Amore, hai sentito?…Sotto le lenzuola, non bisogna avere dubbi!… (pausa) Se, sotto le lenzuola, uno incomincia ad avere dei dubbi deve andare via!…Deve avere il coraggio di andarsene subito via!…

23


(pausa)
IL VECCHIETTO: Senza le lenzuola?
LA VECCHIETTA: Senza le lenzuola.
IL VECCHIETTO: Ma non è facile andarsene via, senza le lenzuola!
LA VECCHIETTA: Lo so che non è facile! Per questo, amore, conviene avere un ricambio…Conviene, sempre, avere un ricambio!
IL VECCHIETTO: Di lenzuola?
LA VECCHIETTA: Di lenzuola!
(pausa)
IL POMPIERE: Comandante.
IL COMANDANTE: Che c’è?
IL POMPIERE: Lei ce l’ha un ricambio di lenzuola?
IL COMANDANTE: No, non ce l’ho un ricambio di lenzuola!
IL POMPIERE: Sicuro, comandante?
IL COMANDANTE: Sì.
(pausa)
IL POMPIERE: Perché se lei ha già il ricambio di lenzuola, me lo dica, comandante…Me lo dica subito, perché a quel punto sotto le lenzuola, io, preferisco rimanere da solo!
IL COMANDANTE: Non ho il ricambio di lenzuola! Ti ho già detto che, io, non ho nessun ricambio di lenzuola!
(pausa)
IL POMPIERE: Me lo giura, comandante?
IL COMANDANTE: Te lo giuro!
IL POMPIERE: Allora, comandante, se non ha nessun ricambio di lenzuola, io, le prometto che non la lascerò mai più!… (pausa)
Se non ha nessun ricambio di lenzuola, comandante, io, giuro che le resterò accanto per sempre!…Le resterò accanto fino alla fine!
IL COMANDANTE: Sì, ma non esagerare, adesso!
IL POMPIERE: Non sto esagerando, comandante!…
IL COMANDANTE: Sì, stai esagerando! Stai, ancora, esagerando!… E

24


questa tua esagerazione mi fa venire un sospetto.
(pausa)
IL POMPIERE: Che sospetto, comandante?
IL COMANDANTE: Che sei un leccaculo! Che sei un grande leccaculo!!
IL POMPIERE: No, comandante, io, non sono un leccaculo!… Non sono affatto un leccaculo! (pausa) Io, comandante, nella mia vita, giuro, che non ho mai leccato un culo!
IL COMANDANTE: Nemmeno il mio?
IL POMPIERE: Nemmeno il suo! (pausa) E proprio perché non le ho mai leccato il culo… io, comandante, sotto il lenzuolo, veramente, le resterò accanto!… Fino alla fine, le resterò accanto!…
(pausa)
IL COMANDANTE: E cosa facciamo, io e te, sotto il lenzuolo, fino alla fine?
IL POMPIERE: Ci riscaldiamo, comandante!… Sotto il lenzuolo, comandante, io e lei, ci dobbiamo solo riscaldare!…
IL COMANDANTE: Come?
IL POMPIERE: In silenzio!… (pausa) Ci dobbiamo riscaldare fino al
silenzio!
(pausa)
IL COMANDANTE: E se divampano le fiamme?… (pausa) Se, alla fine, divampano tutte le fiamme?
IL POMPIERE: Le spegneremo le fiamme!…Le spegneremo tutte le
fiamme!
(pausa)
IL COMANDANTE: Anche quelle nascoste?
IL POMPIERE: Sì!
IL COMANDANTE: Anche quelle che non si vedono?
IL POMPIERE: Tutte, comandante! Le fiamme, alla fine, le spegneremo
tutte!
(pausa)
IL COMANDANTE: Sotto il lenzuolo?

IL POMPIERE: Sotto il lenzuolo, comandante!… Sotto questo lenzuolo, comandante!


IL COMANDANTE: Allora, se le fiamme le spegneremo tutte, riscaldiamoci in silenzio!!… (pausa) Sotto questo lenzuolo, riscaldiamoci…riscaldiamoci fino al silenzio.
(Il Comandante e Il Pompiere si baciano e si coprono, completamente, con il lenzuolo)
LA VECCHIETTA: Amore, hai sentito?…Sotto il lenzuolo, ci dobbiamo riscaldare, ci dobbiamo subito riscaldare!
IL VECCHIETTO: Come ci dobbiamo riscaldare?
LA VECCHIETTA: In silenzio, amore!… Ci dobbiamo riscaldare fino al silenzio!… (pausa) Ma per riscaldarci fino al silenzio, tu amore, adesso, devi fare una cosa!…Devi fare subito una cosa!
IL VECCHIETTO: Cosa devo fare?
LA VECCHIETTA: Devi baciarmi sulle labbra!… Devi darmi, subito, un bel bacio sulle labbra!…
IL VECCHIETTO: Sotto il lenzuolo?
LA VECCHIETTA: Sotto il lenzuolo, amore!… (pausa) Sotto questo lenzuolo!
(pausa)
IL VECCHIETTO: E se poi ci sentono i pompieri? (pausa) Se ci sentono di nuovo i pompieri?
LA VECCHIETTA: Non ci sentono più i pompieri! (pausa) Sotto il lenzuolo, amore, non ci possono più sentire i pompieri!…(pausa)
Sotto il lenzuolo, amore, ormai, c’è il silenzio!… (pausa) C’è solo il silenzio!… (pausa) Dai, amore, dammi un bacio sulle labbra!… Dammi un bel bacio sulle labbra!…(pausa) Come da giovani, amore… Come quando eravamo giovani, amore!…

(La Vecchietta e Il Vecchietto si baciano e si coprono completamente con il lenzuolo)


Dopo un lungo silenzio, arriva il…BUIO


1   2   3   4


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale