Analisi del capitale



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21.12.2017
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Analisi del capitale
Analisi qualitativa del capitale :
Il capitale è l’insieme eterogeneo di mezzi e beni, materiali e immateriali a disposizione dell’azienda in un certo momento e capace di fornire un risultato utile al soggetto economico.”
Questo tipo di analisi serve per rispondere alla domanda : Qual è il capitale dell’azienda?

Esso comprende :



  • Finanziamenti

  • Investimenti


I finanziamenti sono un insieme eterogeneo di mezzi a disposizione dell’azienda in un dato momento . Provengono dal soggetto economico dominante che porta il capitale di rischio , ma anche da soggetti esterni , detti finanziatori .

Le fonti dei finanziamenti:



  • capitale proprio o capitale di rischio: è detto finanziamento interno.

  • capitale di terzi: ottenuto con prestiti a scadenza determinata (finanziamenti esterni)

I finanziamenti esterni si distinguono in due tipologie di debito :

  1. debiti di funzionamento  nascono dalla normale vita aziendale , che inevitabilmente causa uscite . La contrazione di tali debiti (es. con fornitori,banche…) permette all’azienda di destinare ad altro uso le proprie liquidità , utilizzando capitali esterni per la normale vita aziendale . Solitamente la scadenza massima di questi finanziamenti è di 12 mesi .

  2. debiti di finanziamento  dovuti ad operazioni straordinarie , di grande portata a causa di una non quotidiana operazione aziendale (es. rinnovo macchinari di produzione , acquisizione di altre società…) . Questo tipo di debiti può essere contratto con banche ed istituti finanziari , sotto forma di prestito ad interessi (solitamente semestrali) , e sotto forma di prestiti obbligazionari (solo S.p.A.) . In quest’ultimo caso la S.p.A. richiede un finanziamento a terzi mediante l’emissione di titoli di credito per una somma corrispondente all’importo del finanziamento richiesto . La società si impegna a restituire ai finanziatori esterni l’importo finanziato compreso di interessi (generalmente a scadenza semestrale e calcolati : capitale x tasso x tempo(anni)/100).

I finanziamenti sono acquisiti dall’azienda allo scopo di condurre operazioni aziendali , hanno quindi una precisa finalità strumentale . Ad ogni finanziamento (che procura dei mezzi) corrisponde un investimento .


Gli investimenti sono un insieme eterogeneo di beni a disposizione dell’azienda in un dato momento . L’eterogeneità deve essere superata per confrontare le varie aziende, sfruttando vari criteri :

  1. Attitudine produttiva  capacità di intervenire nelle fasi produttive

  2. Liquidabilità (tipica degli analisti di bilancio e meno usata in altri ambiti)  capacità di un investimento di trasformarsi in denaro liquido

Analizzando l’attitudine produttiva degli investimenti essi si possono differenziare in immobilizzazioni e disponibilità :




  • Immobilizzazioniinvestimenti che partecipano a più processi produttivi (es. macchinari , stabilimenti produttivi…) .

A loro volta le immobilizzazioni si dividono in tecniche e finanziarie .

Immobilizzazioni tecniche materiali sono gli esempi sopraccitati , mentre le immobilizzazioni tecniche immateriali comprendono i brevetti (a tutela di una innovazione che attiene ai meccanismi produttivi) , marchi (seni distintivi dell’azienda , che la rendono riconoscibile e non riproducibili) , diritti d’autore (diritti sulle creazioni artistiche per impedire a terzi di appropriarsi delle cosiddette opere d’ingegno) .

Sono immobilizzazioni immateriali anche le spese d’impianto , ovvero tutti i costi sostenuti per avere il riconoscimento del soggetto giuridico . Ciò si ottiene tramite costi relativi all’acquisizione di libri contabili , in caso di una semplice azienda individuale . Invece per le S.p.A. esistono altri costi , a partire dall’atto notarile per la sua creazione ,che vanno anch’essi sotto la denominazione di spese d’impianto .

Altra voce dell’analisi del capitale tra le immobilizzazioni tecniche immateriali , che subentra solo in caso di compravendita di una azienda già avviata , è l’avviamento , ossia quella maggiore ricchezza che una azienda ha in confronto alla concorrenza (es. localizzazione , personale altamente qualificato , clientela affidabile , buon nome nel mercato…) , che permette a tale azienda di essere al di sopra delle concorrenti . L’avviamento è quindi una ricchezza che va al di là dei beni in possesso dell’azienda , in virtù della posizione di leadership che essa assume in un dato segmento del mercato . L’avviamento risulta quindi quantificato e quantificabile nel bilancio divenendone una voce nei casi di compravendita dell’intero pacchetto societario .

Abbiamo detto che le immobilizzazioni possono essere anche di natura finanziaria , sotto forma di finanziamenti emessi dalla stessa azienda (es. holding , acquisizione di quote obbligazionarie) .

Infine le immobilizzazioni funzionali sono le scorte di magazzino dell’azienda , atte e disposte in modo da ridurre al minimo il rischio di interruzione dell’attività produttiva .




  • Disponibilità  investimenti che hanno una sola capacità di impiego (es. materie prime , ma anche le stesse liquidità aziendali)

Esse possono essere tecniche , ovvero i fattori produttivi che alimentano i processi di produzione (es. materie prime) , finanziarie (es. crediti con debitori contratti mediante dilazioni sui pagamenti) e liquidità o disponibilità monetarie .

Riassumendo : Analisi qualitativa del Capitale

Investimenti Finanziamenti
Immobilizzazioni Capitali di terzi

Disponibilità Capitale proprio

Liquidità

A determinati finanziamenti corrispondono i rispettivi investimenti .

Analisi quantitativo-monetario del capitale .
Il capitale è un insieme omogeneo di valori a disposizione dell’azienda in un determinato momento”.
L’analisi quantitativo-monetaria del capitale si basa sulla valutazione di quest’ultimo , ovvero l’operazione di esprimere attraverso un modulo monetario omogeneo ciascuna delle parti che compongono il capitale , esprimendo tali valori in € (nel nostro caso) , allo scopo di dare un unico valore monetario alle attività aziendali .
+ Capitale -




Attività = valore investimenti Passività = valore capitale di terzi

Capitale netto = valore capitale proprio

Tra questi tre valori deve valere questa relazione :


Attività = Passività + Capitale Netto
La valutazione del valore di ciascuna voce del capitale ha una componente di soggettività , che rende tale valutazione soggetta ad una sostanziale approssimazione dei valori , appunto a causa della difficoltà di quantificare esattamente il valore di ciascuna voce .
Attivo Passivo




Valori numerari attivi : Valori numerari passivi :

  • Certi Assimilati

  • Assimilati Presunti

  • Presunti Valori economici passivi

Valori economici attivi : accesi a ricavi sospesi

accesi a costi sospesi






Totale Attivo Totale Passivo




Valore del Netto

I valori numerari comportano minori difficoltà di valutazione rispetto ai valori economici .


Attivo
Valori numerari attivi  sostituiscono provvisoriamente la moneta , investimenti in liquidità è disponibilità finanziarie (crediti di funzionamento) .

I valori certi , come le liquidità di cassa , hanno valore inequivocabile di valutazione .

I valori assimilati , come i conti bancari soggetti ad interesse , sono soggetti a variazioni per molteplici cause , come ad esempio per i crediti di funzionamento il rischio di inesigibilità , ma almeno si conosce l’esatta entità dell’eventuale credito .

I valori presunti sono simili ai precedenti , ma sono soggetti ad una ulteriore componente di incertezza a causa della mancanza di una cifra certa a quantificare , ad esempio , il credito commerciale (se ad esempio il debito è espresso in $ , £ ecc. la cui quotazione non è certa) . Includiamo tra i valori presunti anche i ratei attivi .


Valori economici attivi sono i costi sospesi . Un costo si dice sospeso quando è stato sostenuto per l’acquisto di un investimento ancora da utilizzare . I costi sospesi comprendono :

  • Immobilizzazioni tecniche materiali , immobilizzazioni finanziarie , alcune immobilizzazioni funzionali

  • Disponibilità tecniche (magazzino in esubero)

  • Risconti attivi


Valori numerari passivi  corrispondono ai debiti di funzionamento ed alcuni accantonamenti .

Possono essere , come i valori numerari attivi , assimilati o presunti , differenziati per un crescente grado di incertezza nell’operazione di solvenza di eventuali debiti , dovuti ad esempio a dilazioni nei pagamenti concesse ai debitori . Sono valori numerari passivi presunti i ratei passivi ed alcuni accantonamenti .


Passivo
Valori economici passivi sono i ricavi sospesi . Un ricavo porta vantaggio all’azienda , perdurando nel tempo , magari mutando forma . Rimane quindi sospeso nella durata , come ad esempio nel caso di un prestito bancario (debito di finanziamento) . I ricavi sospesi corrispondono a :

  • Debiti di finanziamento (es. mutui , prestiti bancari , obbligazioni)

  • Risconti passivi

  • Alcuni accantonamenti (fondi)


Netto
La valutazione del capitale netto è la più complessa delle analisi quantitative del capitale . Il capitale netto è un’entità la cui quantificazione diretta è impossibile , quindi si procede indirettamente , calcolandolo per differenza fra i valori dell’attivo e del passivo , secondo la precedente relazione , ovvero :

Attivo – Passivo = Netto
Il Netto ha quindi caratteri di :

  • Valore incerto (influenzato da stime soggettive)

  • Valore differenziale

  • Valore astratto (perché diffusamente spalmato tra le attività senza identificare dove è effettivamente incorporato)

Il valore del capitale netto (valore del capitale di rischio) si identifica dividendo in quote ideali :



  • Capitale sociale  capitale apportato dal soggetto economico , soggetto a variazioni

  • Utile d’esercizio  risultato economico (relativo a costi e ricavi , maggiori ricavi portano un utile) , da ripartire , rappresentando la retribuzione dei soci . Nelle S.p.A. questi ricavi sono divisi azione per azione con i dovuti e necessari arrotondamenti

  • Avanzo utili  utili che restano investiti a causa di eventuali arrotondamenti accumulati

  • Perdite d’esercizio  squilibrio economico (costi > ricavi) ;risultato economico negativo

  • Fondi di riserva  parte di utili trattenuti a scopo preventivo , per arginare l’eventuale approssimazione del calcolo degli utili (obbligo legale per le S.p.A.)

Le relazioni tra attivo , passivo e netto sono soggette a variazioni durante la vita dell’azienda , verificabili nelle diverse fasi .



In fase di costituzione :

  • Attivo = cassa = netto  un solo valore numerario attivo certo (la cassa)

  • Attivo = netto  in caso di vari tipi di investimenti dei soci , non solo monetari ma anche in natura . Per il riconoscimento delle quote si ricorre a stime fatte da periti esterni che quantificano percentualmente la partecipazione al capitale .

  • Attivo = passivo + netto  in caso di una modificazione del tipo di azienda (es. da impressa individuale a società in genere , con l’acquisizione di nuovi soci) , quindi viene costituita una nuova azienda ma che già può possedere un passivo .


Condizioni verificabili in fase di funzionamento :

  • Attivo = passivo + netto  non può essere espresso un giudizio sulla condizione aziendale senza ulteriori informazioni sul capitale .


Relazioni in fase di scioglimento :

  • Attivo = passivo  l’azienda funziona solo con il capitale di terzi

  • Attivo + deficit = passivo  esprime uno stato di difficoltà dell’azienda , senza più capitale proprio . Le perdite hanno annullato il capitale netto , superandolo ed andando a formare il deficit

  • Deficit = passivo  l’azienda non ha più capitali , solo debiti (fallimento)


L’analisi qualitativa e quantitativo – monetaria del capitale consentono quindi di verificare se sussistono le condizioni equilibrio strutturale e le condizioni di esistenza . Le due analisi si completano e si integrano a vicenda dando una informazione completa sulla situazione dal capitale .


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