Andà per bréc andare a cercare qualche pericolo Brèc o Brìc posto scosceso disagevole, monte, colle, altura



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Andà per bréc andare a cercare qualche pericolo

Brèc o Brìc posto scosceso disagevole, monte, colle, altura

I romani lo trascrivono come Brixia

Brescia città di piazze di epoche diverse, la piazza romana del foro, quella delle cattedrali e del Broletto, la rinascimentale piazza della Loggia, la piacentiniana piazza Vittoria.

La Maddalena nel medioevo chiamato monte Denno storpiatura di Domino?)

Catullo definisce Brescia sottoposta alla vedetta Chinea e madre amata della mia Verona


(Gaio Valerio Catullo in latino: Gaius Valerius Catullus; Verona, 84 a.C. – Roma, 54 a.C. è stato un poeta romano)

Chineo il cavallo bianco dato in tributo dal re di Napoli allo Stato Pontificio provenienti da Hackney in Inghilterra

Da Chinea nel rinascimento sarebbe nato Cidneo come oggi viene chiamato il colle derivato anche dalla cattiva

trascrizione di Cicno nome del figlio del re dei Liguri.

Ovidio racconta che Cicno per amore di Fetonte morto cadendo dal carro del sole, andò piangendo sulle rive

del Po e li un dio pietoso lo trasformo in cigno.



(Publio Ovidio Nasone, noto come Ovidio, Sulmona, 20 marzo 43 a.C – Tomi -Costanza Romania 17-18 a

è stato un poeta romano, tra i principali esponenti della letteratura latina e della poesia elegiaca.

L'elegia è la denominazione del genere letterario che raggruppa i componimenti lirici della poesia greca e latina)
Il primo insediamento in epoca preistorica del territorio bresciano fu ligure.

La preistoria (dal latino præ "prima, innanzi" e historia "storia") è il periodo della storia umana che convenzionalmente precede la scrittura, anteriore quindi alla storia documentata e abbracciante l'intervallo temporale, secondo una visione sufficientemente condivisa, che va da circa 2,5-2,6 milioni di anni fa sino,almeno in Eurasia, al IV millennio a.C. In alcune discipline e contesti è comprensiva della protostoria, ovvero di quasi tutta l'era quaternaria.

La protostoria è il secondo periodo della preistoria, cioè quello generalmente compreso tra la prima età del bronzo, prima metà del IV millennio a.C. e quella del ferro, che ha inizio nel Mediterraneo orientale attorno al XII secolo a.C.
Dal 400 a.C. arrivano i Cenomani.

I Cenomani, detti anche Galli cenomani o Aulerci cenomani, erano un popolo gallico della Gallia cisalpina compreso tra gli Insubri a ovest e i Veneti ad est, il fiume Po a sud e le popolazioni dell'arco alpino dei Camuni e Triumpilini a nord. Il loro territorio si estendeva dall'Adige all' Oglio, mentre la loro parentela con i Cenomani della Gallia celtica incontrati da Giulio Cesare è dibattuta dagli storici.

I cenomani non furono spazzati dall’avanzata romana ma si adattarono al modo di vivere di Roma per una

strana fedeltà che fu la loro carta vincente

Nel 49 a.C. Giulio Cesare concede la cittadinanza romana iscrivendo i bresciani nella gens Fabia.

La gens Fabia fu un'antichissima famiglia patrizia romana, inclusa fra le cento gentes originarie ricordate dallo storico Tito Livio.

Secondo l'illustre studioso Theodor Mommsen la loro remota origine si desume dal fatto che diedero il nome ad una delle antiche tribù rustiche di Roma, l'omonima Tribù Fabia, che comprendeva i territori di Alba Fucens e Ascoli, Rudie nella terra dei Messapi, Lucca, Brescia e Padova. La provenienza della gens è molto probabilmente autoctona, in quanto i Fabii non risulterebbero avere ascendenze sabine.

Messapi tribù illira stabilitasi nel salento e nella murgia.

535 – 553 guerra gotica

Brescia è governata dal duca di Widim ostrogoto che all’apparire di Narsete comandante bizantino

per conto di Giustiniano passa dalla loro parte, poi però decide di allearsi al franco Arnigio, ma poi battuto

da Narsete viene sostituito da Valeriano.

Valeriano personaggio discutibile si dice che san Faustino fosse apparso in sogno al vescovo di Brescia

per imporgli di togliere la tomba a lui dedicata in San Faustino ad Sanguinem.

Al tempo dei Goti la città si era spostata veso ovest con la costruzione del Concilium Sanctorum l’attuale

chiesa di San Giovanni Evangelista nel IV secolo al tempo di Sant’Ambrogio e dei due vescovi bresciani

più famosi dell’antichità Filastrio e Gaudenzio da vedere Sant’Agata risalente anch’essa al periodo dei Goti

nel quartiere che sarà poi dei Longobardi

Alboino re Longobardo arriva a Brescia nel 569 dal friuli lascia il su segno a Proaboino (prato alboino)

Rotari sucessore di Alboino fissa un canone di leggi con l’editto di Rotari (643)

L'editto di Rotari (in latino Edictum Rotharis Regis[1]) fu la prima raccolta scritta delle leggi dei Longobardi, promulgato a Pavia, alla mezzanotte tra il 22 novembre e 23 novembre 643 da re Rotari.

L'editto, scritto in latino con frequenti parole d'origine longobarda, è uno dei principali documenti per lo studio dell'evoluzione della lingua longobarda e raccoglie in modo organico le antiche leggi del popolo longobardo, pur con aspetti derivati direttamente dal diritto romano. Stando al principio della personalità della legge, l'editto fu valido solo per la popolazione italiana di origini longobarde; quella romana soggetta al dominio longobardo rimase invece regolata dal diritto romano, codificato a quell'epoca nel Digesto promulgato dall'imperatore Giustiniano I nel 533.

L'editto fu la codificazione scritta (con aggiornamenti) della precedente tradizione orale. Il testo può essere considerato il primo abbozzo di storiografia nazionale longobarda: da un editto legislativo iniziò la storiografia longobarda.

Con la romanizzazione dei Longobardi, che in sostanza coincide con il tasso di cristianizzazione effettiva di quel popolo, l'editto di Rotari perde le proprie caratteristiche di diritto personale e nel 700 viene esteso anche ai Romani.

Desiderio Ansa Adelchi Ermengarda (Desiderata)

Figlio di Desiderio e di sua moglie Ansa, Adelchi venne associato al trono dal padre nel 759, ma la sua figura fu a lungo oscurata da quella di Desiderio. Allorché nel 769 Berta, la madre di Carlo Magno, combinò il matrimonio del futuro imperatore con la figlia di Desiderio (di cui non conosciamo il nome: Ermengarda è frutto dell'invenzione di Manzoni), sembra che anche Adelchi sia stato fidanzato con Gisela, sorella di Carlo Magno; ma le nozze furono impedite dalla successiva rottura tra i Franchi e i Longobardi.

Dell’epoca dei franchi rimane il trmine rua conservato in alcune vie del quartiere di San Faustino

luogo di tintori e conciatori di pelli che usavano il corso d’acqua che scorreva per via San Faustino.

Nel 1155 a Roma Arnaldo viene giustiziato come eretico e nel 1882 la Brescia anticlericale e zanardelliana

gli dedica un monumento ed una piazza.

Arnaldo oltre ad accogliere le esigenze più radicali della riforma della chiesa sposava anche quasi l’esigenza

di autogestione del pubblico da parte dei cittadini.

Questa rivendicazione di indipendenza è pagata dagli arnaldisti con il ritiro nel castello di Monterotondo

fino a quando questo non viene raso al suolo per ordine del comune di Brescia è il 1154 l’anno prima

della morte di Arnaldo e dell’incoronazione di Barbarossa.


Nel 1158 Barbarossa scende in italia assedia Brescia per punire la sua dissobedienza la città non può resistere

e gli apre le porte ma il Barbarossa è già diretto verso Milano che gli si oppone e resiste per un mese.

Con la dieta di Roncaglia l’imperatore cerca di ristabilire il suo potere feudale sui neonati comuni italiani

Prima dieta nel 1154 stabilisce le regole del potere imperiale sui comuni, la secona dieta del 1158 dopo la

caduta di Milano sancisce in modo definitivo il potere feudale unico soggetto destinatario delle regalie.

Allora Milano Piacenza e Brescia si confederano per rompere questyo patto nel 1158 Barbarossa ritorna

in Italia rade al suolo Milano come il castello d’ Iseo, Brescia è costretta ad abbattere le nuove mura

ed accettare il controllo da parte di Marcovaldo di Grunbad nuovo podestà.

La Lega Lombarda fu un'alleanza costituita il 7 aprile 1167 presso l'abbazia di Pontida, e formata da Milano, Lodi, Ferrara, Piacenza e Parma. Il 1º dicembre 1167 venne allargata tramite l'alleanza con la Lega Veronese ed altri Comuni, che portò nella Lega ben 26 (in seguito 30) città della pianura padana.

La prima Lega Lombarda fu costituita, secondo la tradizione, il 7 aprile 1167 presso l'abbazia di Pontida, dove venne suggellata dall'omonimo e leggendario giuramento. Le municipalità fondatrici della Lega Lombarda furono Milano, Lodi, Ferrara, Piacenza e Parma. Il 1º dicembre 1167 l'alleanza venne allargata grazie alla fusione con la Lega Veronese e per la partecipazione di altri comuni della Pianura Padana (che allora era definita "Lombardia" nella sua totalità), che portò la Lega a raggiungere prima le 26, e poi le 30 municipalità, tra cui Crema, Cremona, Mantova, Bobbio, Bergamo, Brescia, Genova, Bologna, Padova, Modena, Reggio nell'Emilia, Treviso, Venezia, Novara, Tortona, Vercelli, Vicenza e Verona.

La Lega venne formata per contrastare Federico I "Barbarossa", imperatore del Sacro Romano Impero, nel suo tentativo di restaurare l'influenza imperiale nell'Italia settentrionale. In questo disegno politico il Barbarossa fu spalleggiato anche da due città lombarde che non fecero mai parte, se non sporadicamente, della Lega: Pavia e Como. Federico reclamò il controllo diretto sull'Italia Settentrionale alla dieta di Roncaglia (1158), invadendo la penisola italiana a più riprese con l'obiettivo di ristabilire il potere imperiale e di punire le municipalità ribelli. La Lega godeva del supporto di papa Alessandro III, anch'egli desideroso di veder declinare il potere imperiale in Italia. La città di Alessandria, fondata in Piemonte dalla Lega Lombarda, prese il suo nome proprio dal Pontefice e nacque come fortezza antimperiale ai confini del marchesato del Monferrato, alleato del Barbarossa.

Nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, Federico Barbarossa venne sconfitto dalle truppe della Lega Lombarda, che nell'occasione erano capitanate da Guido da Landriano (secondo le credenze popolari, le truppe comunali furono invece guidate dal condottiero lombardo leggendario Alberto da Giussano). Dopo la decisiva sconfitta di Legnano, l'imperatore accettò un armistizio di sei anni (la cosiddetta "tregua di Venezia"), fino alla pace di Costanza, in seguito alla quale i comuni medievali dell'Italia settentrionale accettarono di restare fedeli all'Impero in cambio della piena giurisdizione locale sui loro territori.

Giorgio Giulini riporta nelle sue Memorie che lo storico lodigiano Morena vide personalmente nel 1160 il Carroccio di Milano, simbolo dell'autonomia comunale, su cui svettava «un grandissimo vessillo bianco con la croce rossa», stendardo che comparve anche sul Carroccio utilizzato nella battaglia di Legnano. La Lega Lombarda scelse infatti come vessillo lo stendardo bianco crociato di rosso di Milano.



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