Anisn – news 09 del 23/05/06



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Quale tipologia di laboratorio per questa esperienza? Quello “povero” come scatole, biglietti, pennarello, calcolatrice tascabile intrecciato con quello “online” un pc e software e fogli di calcolo, ma sopratutto l’utilizzo di strategie cognitive, quali vedere/pensare per relazioni sistemiche,vedere/pensare per variabili, vedere/ pensare in termini di possibilità e non di certezze.
10 - Giulia Forni, docente scuola secondaria di primo grado, ANISN Campania e Anna Pascucci, docente scuola secondaria di secondo grado - Sezione ANISN Campania - introducono la loro esperienza “Come trasformare protocolli di esperimenti in percorsi di conoscenza” ponendoci delle domande: "Perché lavorare in classe con organismi viventi?” Quali organismi scegliere? Il Danio rerio, un piccolo pesce tropicale, che ha la caratteristica di presentare embrioni trasparenti che permettono l’osservazione dell’embriogenesi di un vertebrato risponde a tutte le peculiarità per essere considerato “un organismo modello”, un animale da laboratorio utile sia per la ricerca universitaria sia per la ricerca fatta nelle classi con i ragazzi cioè per la ricerca didattica. Le relatrici evidenziano che la gestione di due acquari crea un contesto didattico molto motivante non tanto per l’indiscusso fascino che l’acquario esercita sui bambini, ma piuttosto perché la sua gestione pone problemi concreti e reali: nulla sembra essere artificioso o rimandabile, il piano della teoria e della pratica si intrecciano continuamente, bisogna sapere e saper fare. Raccomandano però che occorre far capire ai ragazzi che quello che succede in natura ,è schematizzato con qualcosa che può succedere nell’acquario e si mettono in evidenza le somiglianze e le differenze tra quello che succede in un acquario e quello che succede in natura nel fiume. L’esperimento dell’acquario è una rappresentazione teatrale comprensibile, cioè si mette in scena qualche cosa che assomiglia a ciò che succede in realtà, ma con dei criteri di leggibilità e di riconoscibilità. E’ importante discutere con i ragazzi chi recita e cosa recita. E’ fondamentale anche discutere, riesaminare e rivalutare con i ragazzi i risultati imprevisti in modo da evitare il pericolo della “retorica delle conclusioni” degli esperimenti… L’ allevamento del Danio rerio consente,tra l’altro, di far acquisire ai ragazzi con una mediazione didattica coinvolgente i seguenti concetti di biologia: l’ecosistema, il biotopo, le caratteristiche anatomiche e il dimorfismo sessuale, la fecondazione in zebrafish. la raccolta e la cura degli embrioni di zebrafish, lo sviluppo embrionale di zebrafish, lo sviluppo e crescita di zebrafish, il comportamento :La vita del branco, il corteggiamento, la cura della prole. L’esperienza dà poi la possibilità di introdurre alcuni concetti generali di biologia quali: la teoria cellulare, la divisione,crescita e differenziamento cellulare e la riproduzione asessuata e sessuata Allevare e far riprodurre il Danio rerio in classe rappresenta un percorso di apprendimento “economico”, coerente, il cui contesto appare sempre dotato di senso e di significato per i ragazzi
11- Eva Godini, docente scuola secondaria di secondo grado-Sezione ANISN Friuli-Venezia Giulia illustra un’esperienza condotta con gli allievi della scuola secondaria di primo grado “Costruzione di un percorso laboriatorale attraverso la mediazione tra Scuola e Università”.

La Costruzione della curva di crescita di una microalga, Dunaliella terctiolecta, rappresenta un percorso laboratoriale in cui la didattica scolastica incontra la ricerca universitaria e come in ogni ricerca universitaria non è viziata da pesanti assunti a priori così anche è stata l’esperienza condotta con diciotto alunni della seconda classe della scuola secondaria di primo grado. Si è tenuto conto essenzialmente degli obiettivi di fondo che contraddistinguono la ricerca didattica da quella universitaria ovvero delle peculiarità modi di vedere/ragionare dei ragazzi, della loro dinamica cognitiva diversa da quella di un qualsiasi ricercatore. Strategica è stata la mediazione del docente nell’applicazione di alcuni concetti matematici: il metodo della conta delle cellule, che prevede una ripetizione della conta per N campi, il concetto di media e poi la conversione nelle varie unità di misura usate (per arrivare alla fine a dare il risultato in cellule /millilitro), ancora la raccolta di dati e la costruzione della curva di crescita di una popolazione. Qui la teoria matematica è risultata un po’ difficile per ragazzi di seconda media, ma il docente ha cercato di semplificare, spiegando la divisione cellulare come una potenza a base 2. La costruzione del grafico poi non ha presentato nessun problema e gli alunni sono stati guidati ad interpretare il grafico nelle varie parti, l’ultima fase del lavoro è stata quella di commentare i dati ottenuti e l’eventuale scostamento dai valori teorici (errori). I concetti di biologia introdotti nei laboratorio non hanno creato problemi di comprensione: alghe unicellulari, divisione cellulare, il concetto che le piante utilizzano luce e nutrienti per crescere,la coltura di laboratorio come metodo per far crescere in maniera controllata le microalghe, la “sterilità” della coltura (concetti di igiene), ecc.



E’stato un percorso in cui la matematica ha permesso di elaborare i dati e renderli più “visibili” attraverso le tabelle di dati ed i grafici e tutto è stato in qualche modo “visto e sperimentato”, attraverso l’osservazione al microscopio, la visione di fotografie, l’esperimento vero e proprio.

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A cura di Clementina Todaro





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