Anisn news n. 33 24-dic-07



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ANISN news n.33

24-dic-07



Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali

mailing-list soci@anisn.it

Direzione e Redazione provvisorie



Note redazionali

Siamo alle porte del 2008: il 2007 è stato denso di eventi e di progetti, abbiamo rinnovato il Consiglio Direttivo Nazionale e ci accingiamo ad inaugurare il nostro ingresso alle Olimpiadi Internazionali di Biologia. Nel frattempo, nuovi stimoli (positivi o negativi?) arrivano sia dal panorama internazionale (vedi i risultati OCSE-PISA 2006 che abbiamo presentato nello scorso numero) che da quello nazionale (rinnovo del CCNL e pubblicazioni ministeriali per le scuole secondarie di primo e secondo grado - Curricoli in uscita ed Assi culturali). In questo numero vi presentiamo una rassegna di spunti per la formazione in servizio del docente e per la qualità del suo servizio nella scuola. Ne approfittiamo anche per porgervi i nostri auguri per le festività natalizie e di fine anno, e per darvi appuntamento all’Epifania (giorno più giorno meno…) per il prossimo numero di ANISN-News. Buona lettura!



ANISN come comunità di pratiche

Nello scorso numero Germano Bellisola si chiedeva a che serve l’ANISN, e poneva tre casi emblematici all’attenzione del lettore. Paola Bortolon interviene sull’onda di questo stimolo e delle riflessioni scaturite dalla lettura dei risultati OCSE-PISA 2006. E non solo. (Paola Bortolon)

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Al “Via” il Concorso Bonacini per l’a.s. 2007-2008

Anche quest’anno AIF ed ANISN lanciano il concorso dedicato a Cesare Bonacini alle scuole secondarie di primo grado. Il tema è: Luce, colore e visione del mondo: lo spettro del visibile e la percezione dei colori, ovvero esperimenti ed indagini qualitative sui colori del mondo. (Segnalato da Emanuele Piccioni).

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Somari in matematica: la Commissione del Ministro

Il 12/09/2007 il Ministero della PI ha emanato il Decreto n. 74 col quale è stato istituito un Comitato Scientifico, presieduto dal prof. Vesentini, che condurrà una ricognizione dello status dell’insegnamento della matematica nella scuola secondaria di primo e secondo grado, e non solo… (Segnalato da Germano Bellisola).

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Lettera al Comitato per la Matematica

L’8 dicembre scorso si è chiusa, su internet, la raccolta di firme per sottoscrivere una lettera aperta al presidente del Comitato Scientifico istituito col decreto n. 74/07: l’hanno firmata in 105. ANISN-News pubblica la versione definitiva che è stata inoltrata al prof. Vesentini. (Segnalato da Germano Bellisola).


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Il diritto all’aggiornamento: novità dal CCNL 2006/2009

Il Capo VI del CCNL della scuola si occupa del tema “formazione”. Vi riportiamo gli articoli dal 64 al 66 che affrontano il tema della formazione in servizio, della fruizione al diritto alla formazione, e di come l’attività formativa dei docenti dell’istituto debba essere inserita nel Piano annuale (Segnalato da Maria Grazia Gillone).


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Il rimborso delle spese di autoaggiornamento non è utopia

È dal 2002 che non vengono emanate indicazioni nuove. Rispolveriamo le indicazioni del CCNL 2002 che stabilisce i criteri e le modalità per il rimborso delle spese di autoaggiornamento sostenute dal personale docente applicando il dettato dell’art. 16 della Legge n.448 del 28.12.2001. (Segnalato da Maria Grazia Gillone).


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Chi forma i docenti?

Ancora dal CCNL del Comparto Scuola - quadriennio giuridico 2006-09 e 1° biennio economico 2006-07: riportiamo gli articoli 66 e 67 che definiscono lo status di chi può fare formazione e con quali procedure. L’ANISN è soggetto accreditato per offrire formazione sia a livello nazionale che locale. (Segnalato da Paola Bortolon). Per leggere



News dal sito www.anisn.it

a cura di Emanuele Piccioni

Sul sito dell’ANISN vi sono diverse novità. Prima di tutto, è possibile ammirare le foto della scoperta di una nuova supernova da parte del collega Sauro Donati. Inoltre, dal Consiglio dei Ministri sembrano arrivare segnali positivi con l’approvazione di un decreto per il potenziamento delle eccellenze: vedremo cosa significa questo per le Olimpiadi delle Scienze e le altre manifestazioni dell’ANISN. Inoltre, è possibile conoscere la classe prima classificata al Premio Bonacini dello scorso anno: speriamo che possa fungere da stimolo per la partecipazione a questa manifestazione organizzata da ANISN ed AIF. Altre notizie da leggere, anche se di tenore diverso, sono quelle legate alla presunta capacità di altri primati di contare e sommare, e quella che descrive un esempio di contratto didattico in altri paesi europei.

Non dimentichiamo, ovviamente, la pagina per l’iscrizione delle scuole superiori alle Olimpiadi delle Scienze Naturali, oltre che quella con le istruzioni per il rinnovo delle iscrizioni all’ANISN.

Buona navigazione
I bottoni di Napoleone. Come 17 molecole hanno cambiato la storia

Il libro che vi segnalo in questo numero ha un titolo decisamente curioso: I bottoni di Napoleone. Come 17 molecole hanno cambiato la storia. Non è un libro sulla storia della chimica ma sulla chimica nella storia. E questo lo rende di per sé parecchio intrigante. Gli autori sotengono: <<Abbiamo deciso di scrivere questo libro per raccontare la storia di connessioni affascinanti fra strutture chimiche ed episodi storici, per scoprire come eventi apparentemente privi di alcun nesso fra loro siano dipesi da strutture chimiche simili, e per capire in quale misura lo sviluppo della società sia dipeso dalla chimica di certi composti. L'idea che eventi importanti possano dipendere da qualcosa di così piccolo come una molecola ci offre un approccio nuovo alla comprensione della crescita della civiltà umana. Questo non è, quindi, un libro sulla storia della chimica, bensì piuttosto sulla chimica nella storia>>.

Troverete una recensione ben fatta ed interessante sul sito web della casa editrice che lo ha prodotto, la Longanesi, basta cliccare sul link: http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8830421561
Penny Le Couteur - Jay Burreson

I Bottoni di Napoleone

Casa Editrice: Longanesi - Collana: La lente di Galileo

n. 37 - Pagine 403 - Formato 14x20,5 - Anno 2006 - EAN13 9788830421561

(segnalazione di Lina Stramondo)

Ridiamoci su…
Come promesso sul numero scorso, anche questa settimana una vignetta sull’evoluzione dell’Uomo. Stavolta il tema è: Il lavoro, nobilita l’Uomo?

Continuiamo ad Aspettare i vostri contributi (inviate a stramondo.natalina@libero.it).




NEWS REDAZIONALI (comunicati, errata corrige & altro...)

  • Per ricevere ANISN-News basta iscriversi alla mailing list dei soci, inserendo i propri dati sulla scheda che troverete al link http://anisn.it/mailman/listinfo/soci_anisn.it. Ovviamente chi, al riscontro telematico, non risulta iscritto non potrà ricevere la rivista. Ditelo ai nuovi soci!

  • Chi vuole collaborare con articoli, vignette, segnalazioni editoriali ed altro ancora, può inviare le proprie mail ai soci che in questo momento formano la redazione provvisoria: Emanuele Piccioni, Anna Maria Simonini, Lina Stramondo.


Scriveteci per richieste, suggerimenti, critiche, collaborazioni…
ANISN come comunità di pratiche

di Paola Bortolon

Il miglioramento del sistema scolastico italiano può realizzarsi solo a condizione che vi sia un miglioramento generale e diffuso, sia sotto l’aspetto didattico che organizzativo, di tutte o quasi le istituzioni scolastiche. Una scuola per così dire di eccellenza, in cui si raggiungono standard formativi di alto livello, è senz’altro da considerare positivamente e da prendere ad esempio, ma se quanto realizzato e prodotto in essa non trova il modo di diffondersi la situazione formativa italiana non subirà sensibili e significativi cambiamenti e ci troveremo sempre in situazione di svantaggio nelle diverse prove di accertamento internazionali.
Purtroppo persiste ancora da noi una sorta di difficoltà a documentare e a diffondere quanto si fa o si è fatto, a comunicare esperienze positive e negative. L’idea di scuola come monade, come cella isolata che ha paura di mettersi a confronto con altre scuole, è ancora presente nel nostro territorio. Vi è forse un inconsapevole timore che qualcuno possa privarci di qualcosa, possa avvalersi del nostro lavoro avvantaggiandosene e sottraendoci utenza. L’interesse personalistico e opportunistico prevale su quello generale. D’altra parte vi sono realtà scolastiche che non vogliono conoscere quanto sta accadendo intorno, per la paura di dover appurare che qualcuno è migliore, che vi è chi ha realizzato percorsi “virtuosi”, atti a favorire processi di reale costruzione del sapere. Vi è il timore in alcuni di doversi ri-progettare come docenti, di dover mutare, attraverso un impegno e un lavoro aggiuntivo.

Un’esperienza positiva, una “buona pratica” deve fornire invece lo spunto e l’esempio per una sua applicazione in un diverso contesto, previa rielaborazione critica.

Il sistema scolastico deve così trasformarsi in una comunità di pratiche, una learning organization, nella quale si opera tutti insieme per uno scopo comune, si condividono proposte, si negoziano significati, si costruiscono insieme competenze per gestire l’innovazione che sempre più è richiesta.

Tra le buone pratiche vanno inserite non solo quelle di carattere prettamente didattico, ma anche quelle che riguardano la sfera organizzativa e gestionale e le modalità di attuazione delle interazioni interne e con l’esterno, interazioni in grado di favorire e facilitare il processo di insegnamento e quello di apprendimento.

L’interesse per la formazione non è solo della scuola; altre agenzie e istituzioni sono direttamente o indirettamente coinvolte, in quanto la qualità dell’istruzione e della formazione si collega ad un miglioramento della produttività e della mobilità sociale.

In questi anni abbiamo assistito ad un sempre crescente coinvolgimento di soggetti esterni che hanno condotto alla trasposizione di pratiche e di strategie dal mondo aziendale e imprenditoriale al mondo della scuola e viceversa.

Tra questi soggetti, per così dire esterni, vi è anche l’ANISN, che offre supporti operativi per un rinnovamento della didattica nell’insegnamento scientifico ma anche per una rivisitazione della figura dell’insegnate che, da ripetitore e trasmettitore di saperi, s’impegna a favorire la costruzione di conoscenze e la riflessione su come tale costruzione si è realizzata.

Un sempre maggior peso della nostra associazione può essere raggiunto attraverso una più forte aggregazione tra le varie sezioni e tra queste e il contesto esterno, in modo che non si verifichi al suo interno quello che appare un po’ la situazione scolastica frammentata di cui si è fatto cenno.

Il nostro gruppo deve divenire esso stesso una comunità di pratiche “virtuose”, condivise e sperimentate in più parti e portate a conoscenza anche dell’opinione pubblica. Si avrà così la possibilità di un supporto, di trovare attraverso letture incrociate punti di forza e di criticità delle singole proposte. Sarebbe interessante e auspicabile progettare insieme analoghi percorsi di formazione rivolti ai docenti e agli studenti, percorsi che andranno poi sviluppati in zone diverse e sottoposti a monitoraggio. Più adeguata sarà allora la loro valutazione e una loro validazione e più dettagliate e precise potranno essere eventuali strategie di miglioramento.

Il progetto “Scuole aperte”, che si sta realizzando in questo periodo, potrebbe costituire un’opportunità anche per la nostra associazione. Grazie ad una maggior disponibilità economica le scuole e gruppi di docenti potrebbero infatti stipulare protocolli di intesa con le associazioni disciplinari, avviare progetti congiunti e percorsi di lavoro.

Se si vuole che la cultura scientifica si diffonda e che anche l’ANISN abbia una reale autonomia, vanno ricercate nuove alleanze con il mondo produttivo, nuove forme di sponsorizzazione e di supporto economico. La Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, le associazioni industriali, le banche, le università, a cui spesso le scuole si rivolgono, potrebbero divenire nostri partners. Se si vuole poi che l’ANISN sia un’organizzazione compatta e propositiva, le risorse culturali ed economiche debbono poter circolare al suo interno, nella consapevolezza di dover tendere ad un bene comune, ad un miglioramento didattico sostanziale e non occasionale e locale.

Diamoci quindi da fare per superare le difficoltà e le incomprensioni, per eliminare individualismo e errate forme di competitività.

Come membro del nuovo direttivo mi attiverò perché queste idee si concretizzino e perché ognuno dei membri possa sentirsi un valore aggiunto. Ogni proposta, consiglio, aiuto sarà per me e per tutti un elemento di crescita e di trasformazione, sapendo che la pratica professionale non è acquisita una volta per sempre, ma necessita di nuova linfa per potersi costantemente rinnovare.

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Al “Via” il concorso Bonacini per l’a.s. 2007/2008

Segnalazione a cura di Emanuele Piccioni

31° Concorso annuale "PREMIO CESARE BONACINI"

riservato alle scuole secondarie di I grado.

A.S. 2007/08
Il premio è dedicato alla memoria di Cesare Bonacini, che fu Presidente sapiente ed entusiasta dell’AIF, appassionato e convinto sostenitore del valore della partecipazione congiunta di studenti ed insegnanti a lavori scolastici con carattere di indagine sperimentale. Questo concorso è bandito in comune tra l'Associazione per l'Insegnamento della Fisica (AIF) e l’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN).
Il concorso è riservato ai docenti delle scuole superiori di primo grado per due motivi. In primis perché le Scienze alla scuola “media” sono unificate, per cui questo livello scolastico ben si presta ad attività che prendano in considerazione argomenti di fisica e di scienze naturali.
Il secondo motivo, forse più importante, è che proprio alla scuola secondaria di primo grado l’unificazione delle Scienze con la Matematica spesso avviene a scapito delle prime: tale concorrenza ”sleale”, unita alla mancanza cronica di tempi, va spesso a scapito di un insegnamento esperienziale, basato su attività osservativo-sperimentali che educhino all'indagine ed al ragionamento. Le Scienze diventano quindi spesso una noiosa materia da imparare (e da insegnare) fatta di principi astratti e leggi che i ragazzi sentono completamente scollegate dalla realtà.
Il concorso è quindi una “sfida”, in perfetta coerenza con gli obiettivi del Piano ISS, a fare delle scienze una disciplina “impastata di esperienza”.

Tema di quest’anno

Luce, colore e visione del mondo: lo spettro del visibile e la percezione dei colori, ovvero esperimenti ed indagini qualitative sui colori del mondo.
Andate a vedere il bando sul sito http://www.anisn.it/conc_bonacini.php


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Somari in matematica: la commissione del Ministro.

Segnalazione a cura di Germano Bellisola


DECRETO N. 74

[..]


CONSIDERATI gli esiti delle più recenti indagini nazionali ed internazionali sugli apprendimenti che segnalano l’opportunità di più alti livelli di competenze nelle discipline scientifiche;

RAVVISATA in particolare, la necessità di migliorare la qualità dell’insegnamento della matematica, anche in relazione alla revisione degli obiettivi specifici e delle metodologie didattico-sperimentali nel quadro dell’adeguamento generale del sistema scolastico;

CONSIDERATO che la competenza matematica non si esaurisce nel sapere disciplinare ma, in misura variabile, consiste nella capacità e la disponibilità a usare modelli matematici di pensiero (pensiero logico e spaziale) e di rappresentazione (formule, modelli, costrutti, grafici, carte) cioè nella capacità di comprendere ed esprimere adeguatamente informazioni quantitative, risolvere e porsi problemi, progettare e costruire modelli di situazioni reali. per l'acquisizione di una corretta capacità di giudizio e per orientarsi correttamente nel mondo contemporaneo.

RITENUTO di dover promuovere nell’immediato lo sviluppo professionale del personale docente della scuola nell’ambito delle materie scientifiche e in particolare della matematica, sostenendolo con l’attivazione di adeguati processi formativi;

RITENUTO altresì, di dover affiancare ai processi formativi del personale docente un contestuale e correlato sviluppo della ricerca didattica anche attraverso la valorizzazione delle migliori pratiche realizzate e di quelle in atto nell’insegnamento della matematica nella scuola italiana;

RITENUTO pertanto, di dover costituire un apposito Comitato scientifico con il compito di definire iniziative e proposte operative coerenti con le finalità sopra descritte;

CONSIDERATO che per la rilevanza delle suddette finalità si ritiene necessario utilizzare alte professionalità che non risultano presenti all’interno dell’ Amministrazione;

TENUTO CONTO che ai sensi della legge 4 agosto 2006, n. 248, di conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 4 luglio 2006 n. 223, sopra citata, la operatività del costituendo organismo non può superare la durata massima di tre anni;

TENUTO CONTO altresì, del vincolo annuale di bilancio riferibile agli eventuali rimborsi delle spese di viaggio e soggiorno che graveranno, per il corrente esercizio finanziario, sul capitolo di bilancio 1396/3 di questo Ministero per i rappresentanti dell’Amministrazione e sul cap. 1396/10 per gli estranei all’Amministrazione;

CONSIDERATO che non è previsto alcun compenso ai componenti del Comitato per lo svolgimento delle predette attività ad eccezione del rimborso spese di viaggio, vitto e alloggio

VISTA la Legge 18/12/1973 n. 836, recante norme sul trattamento economico di missione e di trasferimento dei dipendenti statali, così come modificata dalla Legge 29 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);


D E C R E T A
Art. 1

Per le finalità indicate in premessa è costituito un Comitato scientifico così composto:

Prof. VESENTINI Edoardo – Docente di Analisi Matematica – Politecnico di Torino

Prof. FIORIN Italo - Docente LUMSA – Componente del Gruppo di Coordinamento nazionale per le indicazioni del Curricolo - Roma

Prof. ARZARELLO Ferdinando Docente di Matematiche Complementari – Università degli Studi - Torino

Prof. BENCI Vieri – Direttore del Dipartimento di Matematica Applicata – Università degli Studi – Pisa

Prof. BOSCOLO Piero - Professore ordinario - Facoltà di Psicologia – Università degli Studi - Padova

Prof. BRIGAGLIA Aldo – Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerche Educative - Università degli Studi - Palermo

Prof. D’AMORE Bruno – Docente di Didattica della matematica – Università degli studi - Bologna

Prof. DE BARTOLOMEIS Paolo – Docente di Analisi matematica e Geometria – Università degli Studi – Firenze

Prof. GIRARDI Mario – Preside della Facoltà di S.M.F.N. – Università degli Studi Roma 3 – Roma

Prof. GUIDONI Paolo – Docente di Fisica – Università ’ Federico II - Napoli

Prof. ISRAEL Giorgio - Docente di Matematiche Complementari - Università degli Studi "La Sapienza" - Roma

Prof.ssa MALARA Nicolina Antonia – Docente di Matematiche complementari – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Prof.ssa MANTOVANI Susanna – Facoltà di Scienze della Formazione – Università degli Studi “Bicocca” - Milano

Prof. AMBRISI Emilio - Dirigente Tecnico – Ufficio Scolastico Regionale - Napoli

Prof.ssa CIARRAPICO Lucia - Dirigente Tecnico in quiescenza - Roma

Prof.ssa MOSCA Silvana - Dirigente Tecnico – Torino

Prof. ROFFIA Luigi – Dirigente Tecnico - Ufficio Scolastico Provinciale - Bergamo

Prof.ssa CAPUTO Anna Maria – Direttrice tecnica – Invalsi – Frascati (Roma)

Prof. PALMA Mauro – Direttore Rivista ITER – Enciclopedia Italiana - Roma

Prof.ssa BELVISI Luisa - Responsabile del progetto “Lauree scientifiche” – U.S.R. Lombardia - Milano

Prof.ssa MANARA Raffaella – Docente di Matematica - Liceo Scientifico "Fondazione Sacro Cuore" - Milano

Prof. PAOLA Domingo – Docente di Matematica - Liceo scientifico “A. Issel” - Finale Ligure (SV)

Prof.ssa PIERINI Luciana - Docente di Scienze Matematiche - Istituto Comprensivo I – Vicenza

Prof. SPIRITO Giuliano – Docente di Matematica - Esperto di didattica della

matematica – Roma

Art. 2

Il suddetto organismo dura in carica sino al raggiungimento degli scopi prefissati e comunque non oltre i tre anni previsti dalla normativa vigente.



Art. 3

Il Comitato scientifico provvederà a:

· condurre una ricognizione dello status dell’insegnamento della matematica nella scuola secondaria di primo e secondo grado, con particolare attenzione alle peculiarità dei diversi indirizzi di studio, anche sulla base dell’analisi dei risultati e dei monitoraggi dell’INValSI;

· definire linee di indirizzo generali per il miglioramento della qualità dell’insegnamento della matematica, procedendo anche a preventive audizioni di rappresentanze di associazioni scientifiche, professionali e disciplinari, università e istituti di ricerca;

· promuovere progetti di collaborazione sistematica con le università, gli editori e l’ Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica sui temi dell'innovazione nella didattica della matematica;

· contribuire al miglioramento dell’apprendimento della matematica mediante: o la definizione di piani di accompagnamento per gli obiettivi formativi previsti dalle indicazioni nazionali per il primo ciclo e per il biennio

dell’obbligo o la riorganizzazione degli obiettivi formativi della disciplina nei diversi indirizzi di studio della scuola secondaria di secondo grado;

· promuovere presso le scuole processi di ricerca-azione volti al rinnovamento delle metodologie didattiche e disciplinari in coerenza con le dinamiche di rinnovamento in atto nell’ordinamento;

· delineare proposte operative per i percorsi di orientamento;

· definire proposte operative in relazione ai processi di formazione iniziale, in ingresso e in servizio del personale docente, da realizzare in presenza e a distanza, sviluppando in particolare pratiche laboratoriali e di ricerca-azione;

· promuovere la costituzione di gruppi di lavoro regionali con i quali raccordarsi per la definizione di strategie d’intervento locali;

· definire e porre in essere, tramite i gruppi di lavoro regionali, azioni di monitoraggio delle esperienze realizzate con la valorizzazione e la diffusione delle migliori pratiche;

· fornire alle istituzioni scolastiche indicazioni per la organizzazione, anche in rete, di attività da realizzare sul territorio, anche con gli apporti di rappresentanti della comunità matematica.

Art. 4

Ai sensi dell’art. 28 della Legge 18/12/1973 n. 836 e successive modificazioni, i componenti del Comitato estranei all’Amministrazione sono equiparati alla qualifica di dirigente generale.



Art. 5

Nessun compenso o gettone è dovuto ai componenti del Comitato, ad eccezione del rimborso delle spese di viaggio e soggiorno, ove spettanti, che graveranno sul capitolo di bilancio 1396/3 di questo Ministero per i rappresentanti

dell’Amministrazione e sul cap. 1396/10 per gli estranei all’Amministrazione.

Entrambi i piani gestionali del cap. 1396 presentano le disponibilità all’uopo necessarie per il corrente esercizio finanziario



Art. 6

La gestione degli aspetti organizzativi e finanziari è affidata al Dipartimento per l’Istruzione.

Roma, 12 set. 2007

IL MINISTRO



Giuseppe Fioroni

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Lettera al Comitato per la Matematica presieduto dal Prof. Vesentini

Segnalazione a cura di Germano Bellisola


Gentile Prof. Vesentini,
le scriviamo non solo come insegnanti di matematica di vari livelli scolari, da tempo coinvolti in diverse associazioni e partecipanti attivamente alle problematiche relative all'insegnamento - apprendimento della matematica, ma anche in qualità di esponenti della nascente Associazione Nazionale degli Insegnanti di Matematica.
L'apertura di un dibattito pubblico sulla situazione della matematica nella scuola italiana, promosso al massimo livello politico e sottolineato dalla giusta enfasi mediatica, è certamente una novità da salutare con entusiasmo, sebbene arrivi forse tardivamente, rispetto a uno stato di cose che già da anni aveva assunto caratteri di criticità e di stagnazione.
Il dato sui debiti in matematica è certamente di dimensioni maiuscole, ma, al di là della specifica attenzione rivolta alla situazione della matematica (meritevole di attenzione e di allarme), auspichiamo che la logica emergenziale non limiti la portata dell'iniziativa. Il quadro delle competenze in matematica, pur grandemente deficitario, non è troppo dissimile da quello di altre discipline: nella lingua madre, ad esempio, i test comparativi internazionali mostrano per gli studenti italiani uno stato di cose sostanzialmente equivalente a quello che emerge per la matematica. Bisogna inoltre tener conto che la vecchia disciplina sui debiti formativi nelle scuole secondarie, il cui superamento non era fino ad oggi necessario ai fini della promozione, ha senz'altro avuto conseguenze molto serie su una materia come la matematica, dove le lacune pregresse possono pregiudicare l'apprendimento successivo, in tal modo incoraggiando ulteriormente fenomeni di "accantonamento strategico" da parte di una certa quota di studenti. Se è lecito (come suggerisce la denominazione stessa del Comitato) nutrire qualche fondato dubbio sulla complessiva "qualità dell'insegnamento della matematica", altrettanto lecito sarebbe porre la questione della generale omogeneità dei criteri di valutazione nelle materie scolastiche in Italia. Considerata la presenza numericamente ridottissima, nel Comitato, di docenti attivi nelle scuole, confidiamo che si possano attivare efficaci strumenti di comunicazione, di coinvolgimento, di collaborazione fattiva con la variegata realtà concreta del mondo scolastico. Pensiamo a gruppi di lavoro e di supporto, iniziative a livello locale, come anche indicato nel decreto istitutivo del Comitato. Se nel passato le varie “commissioni di saggi" hanno raramente condotto a risultati apprezzabili, è anche perché queste esperienze si sono spesso attestate su un dibattito astratto, rimanendo spesso distanti dalla viva voce di chi opera sul campo.
Sicuramente i possibili terreni d'azione sono numerosi e ricchi di sfide per l'impresa che si è avviata. Vorremmo indicarne alcuni come contributo costruttivo relativamente alle azioni che il decreto ministeriale assegna al Comitato per il miglioramento dell'insegnamento della matematica.


  • Il reclutamento dei docenti, avvenuto assommando criteri di merito a semplici sanatorie, ha nuociuto ripetutamente alla qualità e al livello medio di preparazione dei docenti assunti, con particolari danni per l'insegnamento di una materia come la matematica, dove la verticalità del curricolo è piuttosto stringente. E’ urgente rivedere in senso qualitativo le modalità di accesso alla docenza e di formazione iniziale degli insegnanti.




  • In particolare, è mortificante il trattamento riservato agli specializzati SSIS, i quali, unici laureati specificamente formati per l'insegnamento, dopo un esame di selezione iniziale, un biennio intenso e impegnativo, dopo aver sostenuto decine di esami intermedi, dopo aver svolto un periodo di tirocinio, una tesi e un Esame di Stato finale, si troveranno, almeno a partire dal ciclo 2007-2008, in possesso del solo titolo di abilitazione all'insegnamento. Non è riservata loro altra strada che inserirsi nelle affollatissime graduatorie a scorrimento, dove debbono trascorrere molti anni in supplenze, prima di poter accedere ai ruoli.




  • Non sono previste azioni incisive e significative che possano invertire l'attuale linea di tendenza in modo da rendere allettante, anche in termini di prospettiva di carriera e di riconoscimento sociale la professione dell'insegnamento: eppure un piano che interessi almeno i futuri insegnanti è necessario, se si desidera che i giovani più motivati e competenti scelgano di intraprendere la professione dell'insegnamento.




  • Nessuna forma di reale incentivazione è stata mai attivata per motivare i docenti all'aggiornamento e alla formazione continua in campo scientifico e didattico. Viceversa, queste attività, senza dar luogo ad alcuna forma di concreto riconoscimento, di evoluzione professionale o di carriera, hanno finito per rappresentare un peso e dunque essere nella pratica scoraggiate. E’ necessario trovare forme di tangibile valorizzazione dei docenti che si sottopongano a un continuo ed impegnativo processo di crescita professionale. Troppo spesso oggi il diritto all'aggiornamento è garantito solo sulla carta e sottoposto a vincoli che ne rendono quasi sempre difficile l'esercizio, tanto da arrivare a paradossi che comportano, talvolta, la necessità di dover vincere resistenze per poter esercitare questo diritto. E’ necessario individuare proposte operative che aiutino a superare gli ostacoli all'esercizio del diritto all'aggiornamento. Per esempio, ma si tratta di una semplice idea appena abbozzata e da studiare con maggiore attenzione, si potrebbe provare ad affidare alla gestione dei dipartimenti disciplinari di ogni istituto un budget (che tenga conto del numero di docenti in servizio nell'istituto) e l'autonomia organizzativa (relativamente alla possibilità di organizzare sostituzioni dei docenti impegnati in attività di aggiornamento) per favorire l'esercizio di questo diritto. La costituzione di scuole estive permanenti di didattica della matematica riservate ai docenti in servizio potrebbe contribuire a offrire ulteriori strumenti per affrontare questo delicato problema, che riguarda anche l'inerzia che caratterizza gli insegnanti nell'uso delle nuove tecnologie nell'insegnamento-apprendimento della matematica. Un'inerzia che rischia di privare la didattica della matematica di risorse indispensabili per affrontare quei problemi di apprendimento e di motivazione all'apprendimento con i quali gli insegnanti si confrontano ogni giorno e sui quali il Comitato è chiamato a pronunciarsi.




  • La partecipazione ad attività di aggiornamento su problematiche disciplinari e di didattica della disciplina, la produzione di materiali e di pubblicazioni relative alla didattica disciplinare, forme di valutazione e di autovalutazione da studiare con attenzione e intelligenza potrebbero essere poste a fondamento di forme di verifica periodica, effettiva, della preparazione dell'efficacia didattica che fino a ora non sono state mai attivate.




  • Un punto di grande criticità è l'accorpamento, in un'unica classe di concorso, della matematica e delle scienze nella scuola media. Proprio il triennio della scuola media notoriamente rappresenta una fase di notevole debolezza per l'apprendimento della matematica. Una parte cospicua dei quindicenni che hanno ottenuto la licenza media con la votazione di "sufficiente" (che sono oltre il 40%) al test PISA OCSE rivela competenze matematiche di livello minimo o non misurabile nella scala. La questione non può più essere accantonata, non necessariamente attraverso una separazione di classe di concorso. Ad esempio, si potrebbe prevedere che le lauree in scienze biologiche o naturali possano dare accesso alla classe di concorso di matematica e scienze nella scuola media solo dopo un percorso qualificante in senso matematico e didattico, definito con standard precisi (chiaramente, un discorso analogo potrebbe applicarsi ai matematici e ai fisici nei confronti delle scienze chimiche o naturali).




  • E’ urgente, e gravemente in ritardo, una revisione soprattutto dei programmi di matematica nei licei di ordinamento, che sono fermi al 1952 e ricalcano ancora quelli del 1923. Sono ormai obsoleti nello spirito, nella forma e nei contenuti, ma non vi si pone mano da mezzo secolo. E’ importante che, in questo processo di ridefinizione dei curricoli, svolgano un ruolo attivo e partecipe i docenti delle scuole.




  • Altrettanto urgente sarà, in particolare, la modifica dei quadri orari dei licei scientifici, dove le ore settimanali previste per la matematica sono, nell'ordine e per i licei di ordinamento, soltanto 5, 4, 3, 3, 3 nei cinque anni di corso. Non è pensabile che il principale indirizzo di studi "scientifico" veda una presenza così modesta della matematica. Senza un aumento del numero di ore di lezione, nessuna innovazione dei contenuti e dei curricoli di matematica potrà essere credibile. Nell'ultimo Esame di Stato gli studenti hanno incontrato difficoltà significative nello svolgere la prova di matematica. Non si può ambire alla formazione di studenti che sappiano risolvere problemi variegati e impegnativi senza aumentare il numero di ore dedicate alla disciplina.




  • E’ necessario che i contenuti previsti nelle prove di Esame di Stato, largamente lasciati nel vago, siano chiaramente indicati. La situazione attuale costituisce una chiara anomalia rispetto ad altri paesi (dove invece le prove d'esame riguardano argomenti ben specificati) ed è fonte di grande incertezza per la programmazione curricolare dei docenti. E’importante che, nella costruzione dei percorsi e dei temi d'esame, svolgano un ruolo attivo e partecipe i docenti delle scuole. A questo proposito, consideriamo importante che alcuni fra i docenti che firmarono un documento di critica al tema di matematica proposto quest'anno nei licei scientifici di ordinamento siano stati convocati al ministero per discutere dei problemi relativi al compito di matematica proposto all'esame di maturità.




  • E’ necessario che i contenuti offerti dai corsi universitari di matematica vengano ragionatamente modulati in vista dell'insegnamento scolastico, laddove la possibilità di accesso all'insegnamento sia prevista dai rispettivi corsi. Per fare solo degli esempi, sono lacune molto serie l'assenza, al di là di sporadiche eccezioni, di una revisione critica e sistematica a livello universitario della geometria euclidea (che così verrà inevitabilmente insegnata nella scuola quasi esclusivamente sulla base della reminiscenza dell'insegnamento scolastico a suo tempo ricevuto) e la presenza dell'insegnamento, culturalmente debole, di un generico esame di "calculus" rivolto agli allievi biologi (i quali si trovano ad insegnare concetti cruciali come le frazioni o le basi della geometria o il pensiero strategico, senza però aver avuto alcun ripensamento didattico, storico, critico della delicata materia che dovranno veicolare, e spesso poggiando su basi concettuali malcerte). E’ inoltre necessario prevedere, a livello di corsi universitari, la presenza di corsi di statistica e probabilità che possano consentire, ai futuri docenti, di acquisire una formazione adeguata per proporre percorsi significativi e sistematici nelle scuole pre-universitarie di ogni ordine e grado.




  • Il vecchio schema secondo il quale l'istituzione universitaria si limitava a fornire al futuro docente una formazione iniziale, che negli ultimi anni ha peraltro assunto caratteristiche qualitative sempre meno certe ed omogenee, deve essere definitivamente superato. E’ necessaria l'instaurazione di forme più vive e dinamiche di interazione tra scuole, università, centri di ricerca e d'eccellenza, senza paternalismi e senza limitarsi ad iniziative promozionali, ma sviluppando rapporti di autentica collaborazione, di mutuo arricchimento, di raccordo finalizzato alla costante formazione in servizio dei docenti e al supporto per esperienze didattiche più variegate progettate per gli studenti. Molti degli elementi e delle proposte citate possono, evidentemente, riferirsi a tutta la sfera scolastica (la situazione è infatti complessivamente simile in molti ambiti disciplinari), ma la loro influenza ha potuto e può essere particolarmente profonda e pertinente verso le materie con una struttura di contenuti più tipicamente sequenziale, come quelle di area scientifica e matematica in particolare.




  • Riteniamo inoltre che sia opportuno assumersi la responsabilità di dare chiare indicazioni anche alle case editrici relativamente alla scrittura dei libri di testo di matematica, in modo tale che le indicazioni curricolari trovino conforto e conferma nei materiali che vengono scelti dai docenti e utilizzati in classe dagli studenti.Osserviamo infine che, piuttosto che iniziative sporadiche di carattere emergenziale, sarebbe necessaria l'attivazione di forme stabili ed efficaci di comunicazione e coordinamento tra nuclei di insegnanti delle varie discipline, esperti di università e centri di ricerca, istituzioni, per l'elaborazione dei curricoli, la predisposizione delle prove d'Esame di Stato, la progettazione delle sperimentazioni o innovazioni didattiche.

La salutiamo con la speranza che il neonato Comitato possa avere una vita attiva e fruttuosa e possa dare un contributo nuovo e rilevante alla qualità dell'istruzione nel nostro paese.


Con i nostri auguri di buon lavoro,
(seguono 105 firme di docenti sottoscrittori)

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Il diritto all’aggiornamento: novità dal CCNL 2006/2009

Segnalazione a cura di Maria Grazia Gillone



Dal CCNL 2006/2009: Capo VI – La formazione

Art. 63 - Formazione in servizio
1. La formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per un’efficace politica di sviluppo delle risorse umane. L’Amministrazione è tenuta a fornire strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio.
omissis…
2. Per garantire le attività formative di cui al presente articolo l’Amministrazione utilizza tutte le risorse disponibili, nonché le risorse allo scopo previste da specifiche norme di legge o da norme comunitarie. … omissis…. In via prioritaria si dovranno assicurare alle istituzioni scolastiche opportuni finanziamenti per la partecipazione del personale in servizio ad iniziative di formazione deliberate dal collegio dei docenti o programmate dal DSGA, sentito il personale ATA, necessarie per una qualificata risposta alle esigenze derivanti dal piano dell’offerta formativa.
Art. 64 – Fruizione del diritto alla formazione
1. La partecipazione ad attività do formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità.
2. Le iniziative formative, ordinariamente, si svolgono fuori dell’orario di insegnamento.
3. Il personale che partecipa ai corsi di formazione organizzati dall’amministrazione a livello centrale o periferico o dalle istituzioni scolastiche è considerato in servizio a tutti gli effetti. Qualora i corsi si svolgano fuori sede, la partecipazione ad essi comporta il rimborso delle spese di viaggio.
omissis…
5. Gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigenti nei diversi gradi scolastici.
omissis…
12. Per garantire efficacia nei processi di crescita professionale e personalizzare i percorsi formativi saranno favorite le iniziative che fanno ricorso alla formazione a distanza, all’apprendimento in rete e all’autoaggiornamento, con la previsione anche di particolari forme di attestazione e di verifica delle competenze.
Omissis…
ART. 65 – Livelli di attività
1. Alle istituzioni scolastiche singole, in rete o consorziate, compete la programmazione delle iniziative di formazione, riferite anche ai contenuti disciplinari dell’insegnamento, funzionali al POF, individuate sia direttamente all’interno dell’offerta disponibile sul territorio, ferma restando la possibilità dell’autoaggiornamento.
Omissis…
ART. 66 – Il Piano annuale delle Istituzioni scolastiche
1. In ogni istituzione scolastica ed educativa il Piano annuale delle attività di aggiornamento e formazione destinati ai docenti è deliberato dal Collegio dei docenti coerentemente con gli obiettivi e i tempo del POF, considerando anche esigenze ed opzioni individuali. …omissis…. Il Piano complessivo si può avvalere delle offerte di formazione promosse dall’amministrazione centrale e periferica e/o da soggetti pubblici e privati qualificati o accreditati. Il Piano si articola in iniziative:


  • Promosse prioritariamente dall’Amministrazione

  • Progettate dalla scuola autonomamente o consorziata in rete, anche in collaborazione con l’Università , con le associazioni professionali qualificate, con gli Istituti di Ricerca e con gli Enti accreditati.



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Il rimborso delle spese di autoaggiornamento non è utopia!

Segnalazione a cura di Maria Grazia Gillone

Riguardo al rimborso delle spese di autoaggiornamento sostenute dal personale docente, non esiste normativa più recente e specifica in materia: occorre che il rimborso dell’autoaggiornamento venga contrattato dalla RSU con il Dirigente Scolastico nel Contratto Integrativo d’Istituto.

I riferimenti normativi sono al Contratto Collettivo Nazionale Integrativo del giugno 2002, che afferma che l’autonomia scolastica e i processi innovativi e di riforma in atto nella scuola “richiedono un arricchimento e aggiornamento della professionalità del personale docente con azioni di formazione da realizzare anche mediante l’incentivazione di forme di autoaggiornamento differenziate per tipologie, strategie e obiettivi specifici”, che stabilisce i criteri e le modalità per il rimborso delle spese di autoaggiornamento sostenute dal personale docente applicando il dettato dell’art. 16 della Legge n.448 del 28.12.2001.


Sono riconosciute come attività di autoaggiornamento quelle volte a sostenere le esigenze di sviluppo professionale dei docenti in relazione alle competenze disciplinari, metodologico-didattiche, organizzative, relazionali e di ricerca, nonché tutte quelle funzionali alla piena realizzazione del Piano dell’offerta formativa di ciascuna istituzione scolastica.
La Direttiva n. 70 del 17.06.2002 regolamenta tale disposizione ed elenca come iniziative rimborsabili quelle riconducibili alle seguenti tipologie:

- iniziative di formazione promosse da enti accreditati o qualificati, ai sensi del D.M. n.177/2000;


- corsi di specializzazione universitaria (master, borse di ricerca, ecc.);
- stages presso aziende;
- acquisto di libri e sottoscrizione di abbonamenti a riviste specializzate;
- acquisto di software didattici;
- abbonamenti a siti telematici.

Nell’analogo Contratto integrativo sulla formazione del marzo 2003 e nella Direttiva n. 36 del 07.04.03 concernente gli obiettivi formativi riguardanti la formazione del personale docente per l’anno 2003-2004 viene ribadito che una quota dei finanziamenti destinati per il 2003-2004 alle istituzioni scolastiche può essere utilizzata per finanziare attività di autoaggiornamento deliberate dal Collegio dei Docenti.



Che cosa fare per avere il rimborso delle spese di autoaggiornamento sostenute ?

  1. Definite le proprie necessità di formazione, individuare percorsi formativi proposti per l’anno scolastico in corso da enti accreditati o qualificati, per esempio le associazioni professionali quale l’ANISN.

  2. Produrre al Dirigente Scolastico domanda di inserimento della attività formativa prescelta nel Piano di aggiornamento annuale che ciascun Collegio dei Docenti deve deliberare.

  3. Conservare la documentazione che attesti il costo sostenuto e la frequenza al corso.

  4. Produrre, entro il 31 dicembre 2003, istanza di rimborso al Dirigente Scolastico della sede di servizio.

  5. Le istituzioni scolastiche provvederanno al rimborso delle spese debitamente documentate entro sessanta giorni dalla presentazione della documentazione (art. 4, Dir. 70/02).

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CHI forma i docenti?

Segnalazione a cura di Paola Bortolon
Dal Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Scuola - quadriennio giuridico 2006-09 e 1° biennio economico 2006-07:

ART.66 - IL PIANO ANNUALE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

1. In ogni istituzione scolastica ed educativa il Piano annuale delle attività di aggiornamento e formazione destinate ai docenti è deliberato dal Collegio dei docenti coerentemente con gli obiettivi e i tempi del POF, considerando anche esigenze ed opzioni individuali. Analogamente il DSGA predispone il piano di formazione per il personale ATA. Il Piano complessivo si può avvalere delle offerte di formazione promosse dall’amministrazione centrale e periferica e/o da soggetti pubblici e privati qualificati o accreditati. Il Piano si articola in iniziative:



  • promosse prioritariamente dall’Amministrazione;

  • progettate dalla scuola autonomamente o consorziata in rete, anche in collaborazione con l’Università (anche in regime di convenzione), con le associazioni professionali qualificate, con gli Istituti di Ricerca e con gli Enti accreditati.



ART.67 - I SOGGETTI CHE OFFRONO FORMAZIONE





  1. Le parti confermano il principio dell’accreditamento degli enti e delle agenzie per la formazione del personale della scuola e delle istituzioni educative e del riconoscimento da parte dell’amministrazione delle iniziative di formazione.




  1. Sono considerati soggetti qualificati per la formazione del personale della scuola le medesime istituzioni scolastiche, le università, i consorzi universitari, interuniversitari e gli istituti pubblici di ricerca, ivi compresa l’Agenzia di cui all’art. 1, comma 610, della legge n. 296/2006. Il MPI può riconoscere come soggetti qualificati associazioni professionali sulla base della vigente normativa.




  1. Il Ministero, sulla base dei criteri sottoindicati e sentite le Organizzazioni Sindacali, definisce le procedure da seguire per l’accreditamento di soggetti – i soggetti qualificati di cui al precedente comma sono di per sé accreditati – per la realizzazione di progetti di interesse generale. I criteri di riferimento sono:




  • la missione dell’ente o dell’agenzia tenendo conto delle finalità contenute nello statuto;

  • l’attività svolta per lo sviluppo professionale del personale della scuola;

  • l’esperienza accumulata nel campo della formazione;

  • le capacità logistiche e la stabilità economica e finanziaria;

  • l’attività di ricerca condotta e le iniziative di innovazione metodologica condotte nel settore specifico;

  • il livello di professionalizzazione raggiunto, anche con riferimento a specifiche certificazioni e accreditamenti già avuti e alla differenza funzionale di compiti e di competenze;

  • la padronanza di approcci innovativi, anche in relazione al monitoraggio e alla valutazione di impatto delle azioni di formazione;

  • il ricorso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione;

  • la documentata conoscenza della natura e delle caratteristiche dei processi di sviluppo professionale del personale della scuola;

  • la specifica competenza di campo in relazione alle aree progettuali di lavoro;

  • la disponibilità a consentire il monitoraggio, l’ispezione e la valutazione delle singole azioni di formazione.




  1. I soggetti qualificati di cui al comma 2 e i soggetti accreditati di cui al comma 3 possono accedere alle risorse destinate a progetti di interesse generale promossi dall’amministrazione.

  2. Possono proporsi anche le istituzioni scolastiche, singole o in rete e/o in consorzio, sulla base di specifiche competenze e di adeguate infrastrutture.

  3. La contrattazione decentrata regionale individua i criteri con cui i soggetti che offrono formazione partecipano ai progetti definiti a livello territoriale.

  4. I soggetti qualificati, accreditati o proponenti corsi riconosciuti sono tenuti a fornire al sistema informativo, l’informazione, secondo moduli standard che saranno definiti, relativa alle iniziative proposte al personale della scuola.



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