Anpi duisburg – testo pubblicato


Silenzio ingenuo se non colpevole



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21.06.2019
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Silenzio ingenuo se non colpevole
«Da noi – ha precisato Saviano – che la camorra di Secondigliano e la ndrangheta di Locri siano stati i primi a investire in Germania Est dopo la caduta del muro è un segreto di Pulcinella». La verità è che dalla strage di Duisburg «la Germania è uscita da un silenzio ingenuo, se non colpevole perché da almeno vent’anni i poteri criminali calabresi e campani investono in Germania. L’edilizia dell’est è controllata dalla ndrangheta e dalla camorra, centinaia di aziende subappaltatrici hanno legami con i clan. Ma non solo in Germania Est. I Casalesi hanno fatto affari soprattutto nei trasporti a Dortmund», a nordest di Duisburg. «La camorra ha persino portato avanti una strategia precisa: ha investito prima in paesi vicini come la Repubblica Ceca e la Polonia, che fanno comunque parte dell’area allargata dell’economia tedesca, poi si è spostata direttamente in Germania. Hanno investito capitali in molte attività tessili: negozi avviati con capitale italiano, che poi i soldi tedeschi hanno fatto fruttare».

«In questi giorni c’è il pericolo che i tedeschi credano che il loro Paese venga sommerso da finanziamenti criminali dall’estero. Invece i capitali che provengono dall’Italia fecondano quelli tedeschi e li fanno fruttare». È pure vero però che certi meccanismi cominciano a funzionare pure al contrario. «A Caivano, vicino a Napoli – ha precisato lo scrittore – c’è un tedesco che gestisce un arsenale della camorra. Il clan dei Casalesi ha anche appartenenti ucraini o tunisini. Tutta l’area intorno a Castel Volturno è stata lasciata alla mafia nigeriana. A New York la mafia italoamericana ha appaltato una zona a famiglie del Kosovo. Insomma, e organizzazioni mafiose si sono globalizzate».

Come mai, allora, nella gente è prevalsa l’emotività del momento? «In Germania la polizia sa, ma i mass media non ne sanno nulla e quindi l’opinione pubblica non sa nulla. Ma proprio questo è il problema: se le organizzazioni criminali restano una materia per addetti ai lavori non abbiamo alcuna possibilità contro di loro. Loro non hanno paura degli addetti ai lavori e non temono i tribunali e le condanne. Il mio caso forse può servire a mostrare quanto oggi possano essere efficaci le parole. Se i lettori, i giornalisti o gli intellettuali producono un’attenzione costante, l’imprenditorialità criminale si trova in difficoltà».



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