Anpi duisburg – testo pubblicato


Tamburi battenti a ceneri calde



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21.06.2019
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Tamburi battenti a ceneri calde
La “Strage di via Carini” si verifica il 3 settembre dell’82. Esattamente tre giorni dopo, sotto la pressione dell’opinione pubblica, sconcertata dal fatto che Dalla Chiesa era stato mandato allo sbaraglio, il Governo crea l’Alto Commissariato per la lotta alla mafia, e alla fine della settimana successiva il Parlamento vara la prima vera legge antimafia della storia d’Italia che prevede la confisca dei beni, da sempre il vero “tallone d’Achille” degli affiliati e dei complici delle cosche. La norma, che ha integrato il codice penale all’articolo 416 bis, è applicabile non soltanto nei confronti degli aderenti a Cosa Nostra ma a qualsiasi consorteria «comunque localmente denominata», tanto che, col tempo, è stata utilizzata anche in procedimenti penali a carico di esponenti della “Mafia del Brenta” veneta e della “Banda della Magliana” di Roma.

A conclusione del dibattito parlamentare era emersa la decisione di renderla subito efficace per non offrire ai “soliti noti” l’occasione di ricorrere a prevedibili abili sotterfugi per eluderla. Nei fatti entrò in vigore dopo i consueti quindici giorni. Conseguenza? A distanza di tempo si scoprirà che in quel lasso di tempo circa cinquanta mila miliardi di lire dalla Sicilia erano giunti proprio in Germania.




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