Antifascista e russo: un mestiere a rischio



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ANTIFASCISTA E RUSSO: UN MESTIERE A RISCHIO

Nazionalismo al potere, una estrema destra con il vento in poppa, uccisioni razziste spesso impunite, tumulti xenofobi che ricordano i pogrom … Benvenuti nella Russia di Putin. Di fronte a questa deriva, difensori dei diritti umani e militanti antifascisti non si rassegnano. A rischio di farsi assassinare. Ritratto di un faccia a faccia disuguale.

Il 19 luglio 2004 Nikolai Girenko, esperto di lotta contro la discriminazione e il razzismo in Russia ed eminente difensore dei diritti umani, veniva abbattuto a colpi di fucile attraverso la porta della sua abitazione a San Pietroburgo. Il 10 ottobre 2008 Fediaï Filatov, personaggio del mondo alternativo di Mosca, veniva assassinato a coltellate sotto casa. Tra queste due date, cinque giovani antifascisti sono caduti sotto i colpi dei neonazisti russi, senza contare i tentativi di omicidio, a volte a suon di bombe come nel caso di Tigran M., scampato per un pelo a un attentato nel suo palazzo a Mosca.

Gli antifascisti non sono i soli ad essere minacciati dalla violenza di estrema destra: secondo l'Osservatorio dei fenomeni nazionalistici SOVA con sede a Mosca, la Russia nei primi cinque mesi dell'anno [non è specificato quale, ma si suppone il 2008, ndt] ha visto 250 aggressioni razziste contro persone di origine non-slava, di cui 59 mortali. Nell'anno 2007, si sono registrati 653 attacchi razzisti e 73 morti. E queste cifre sono probabilmente sottovalutate perché la maggior parte delle vittime non osa sporgere denuncia in un clima di xenofobia generalizzata. Gli omicidi generalmente appartengono alla scena nazi-skinhead russa, che secondo le stime più credibili conta tra 50.000 e 70.000 individui. Questo settore a sua volta non è che la parte più spettacolare della galassia neo-fascista e ultra-nazionalista. Il nazionalismo e l'autoritarismo sono condivisi dall'insieme dei partiti rappresentati nella Duma, il parlamento russo, che si tratti del partito del presidente "Russia unita", del Partito liberal-democratico del populista Vladimir Zhirinovskij, fino al Partito comunista della Federazione russa (KPRF) di Gennadi Zyuganov, già leader della corrente "nazional-patriottica" al tempo del Partito comunista dell'Unione Sovietica. Tutti condividono la visione di un ordine specificatamente russo, basato su uno Stato forte, tanto all'interno quanto all'esterno delle sue frontiere, che diffida di ogni influsso occidentale. Lo sciovinismo, il razzismo e l'antisemitismo percorrono con gradi diversi l'insieme degli schieramenti.





Putin legittima l'estrema destra
Gli antifascisti costantemente sotto pressione
Ti chiamiamo terrorista
Anna politkovskaja
Sergej sokolov,
Elena milašina



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