Antonella Massa



Scaricare 26.75 Kb.
18.11.2017
Dimensione del file26.75 Kb.

Antonella Massa
Antonella Massa nasce a Sanremo IM dove consegue una maturità tecnica, ma grazie ad uno zio pittore si dedica all’apprendimento prima del disegno e poi della pittura. Trasferitasi a Bergamo frequenta l’atèlier del maestro Antonio Bui, pittore e scultore diplomatosi all’Accademia Carrara, dove si perfeziona con i corsi di copia dal vero e nudo ;nelle tecniche di carboncino, gessetto, pastello, tempera, acrilico, olio, affresco e strappo d’affresco.

Intraprende una propria ricerca stilistica partendo dal neofigurativo di tipo simbolista per poi procedere ad una frammentazione compositiva che la conduce verso un’espressione di tipo spazialista che sfiora l’astratto di forte contenuto materico. Da alcuni anni sperimenta diversi materiali come carte, tessuti, stracci, fili, cordami, sabbie, gessi, sale, collanti, acrilici…

il filo della sua ricerca è legato al suo personale concetto dei “potenziali evocativi” ovvero la capacità di rievocazione che si attua dopo la lettura mentale di uno stimolo visivo/sensoriale. “tutto dipende da un’evocazione e da come la mente ne viene attratta” sono infatti sue parole.

Antonella Massa conduce un atélier in cui insegna ad avvicinarsi all’arte secondo questo suo pensiero, mirando ad una preparazione tecnica, ma soprattutto ad una crescita esistenziale attraverso l’esperienza creativa.

Antonella Massa
Rassegne, iniziative, affreschi e murales:
1989 Pensieri sparsi collettiva – sala comunale Martinengo BG

1990 Murales privati Sanremo IM

1991 Murales privati Tolone FR

1992 ARTEGIOVANE – sala UCAI via Manzoni Milano

1992 Affresco privato Martinengo BG

1992 Affresco privato Brescia

1993 ARTEDONNA – centro culturale Lucania Milano

1993 Murales privato Dalmine BG

1994 Murales privato Desenzano BS

1996 Arte per la Vita – Sala comunale Treviglio BG

1998 Premio Greppi – sala sociale Bergamo

1999 Artisti UCAI – Famiglia artistica Milanese Milano

1999 Pensieri d’Arte – Galleria Scoglio di Quarto Milano

1999 Premio Greppi – ex Chiesa della Maddalena Bergamo

2000 Onori di Casa per l’ALER – Ex Chiesa della Maddalena Bergamo

2000 Pensieri d’Arte – Galleria Scoglio di Quarto Milano

2000 Premio Greppi – ex Chiesa della Maddalena Bergamo

2001 Confronti – Famiglia artistica Milanese Milano

2001 Pensieri d’Arte – Galleria Scoglio di Quarto Milano

2001 I Cinque Elementi – Studio d’Ars Milano

2002 Parole d’Acqua – Biblioteca Venezia Milano

2002 Artisti Pro Ruanda – Palazzina Liberty Milano

2003 Tavola sacra su ripristino opere ambientali Spirano BG

2004 Soci Circolo Artistico Bergamasco - sede Bergamo

2005 l’Autoritratto – proprio atélier Bergamo

2006 Dei contemporanei – Libreria Fabula Bergamo

2006 TSR Tra sogno e realtà – Il Resto del Carlino sede Ferrara

2006 TSR Tra sogno e realtà - Il resto del Carlino sede Milano

2007 Energie – Studio d’Ars Milano

2008 The Objects of sleep – Ny Arts Beijing Pechino

Mostre Personali:
1992 Musica nella Luce – CRAL Dalmine Dalmine BG

1995 Nel segno del g.mistero- Gall. La Meridiana Piacenza

1997 Il giardino d.memoria 1 – Cred.Cooperativo Treviglio BG

1998 Il giardino d.memoria 2 – Villa Gina di Concesa Trezzo MI

1998 Il giardino d.memoria 3– Sala Terme di Gaverina Gaverina BG

1998 Thalassa – Art Space Karpathos Karpathos GR

1999 Mediterraneo 1 – Sala Arctefactum Museo della Torre Treviglio BG

2001 Mediterraneo 3 – sala comunale Trescore BG

2002 Il viaggio 1 – Galleria Centro storico Firenze

2003 Il viaggio 2 – Villa comunale Boselli Arma Taggia IM

2004 Potenziali Evocativi 1 – proprio atélier Bergamo

2005 Potenziali Evocativi 2 – proprio atélier Bergamo

2005 Potenziali Evocativi 3 – Libreria Fabula Bergamo

2005 Potenziali Evocativi 4 – Antico Palazzo della Pretura Castell’Arquata PC

2007 Autour du noir – Mazzoleni Art Gallery Alzano L. BG

2008 SCRASH – Mind in Italy Art & Design Bergamo

2009 Moving on – Hotel S.Rocco Scanzorosciate BG
2009 Peint-à-porter – Mind-in-Italy Bergamo

L’opera s’inserisce nella mostra “the Objects of sleep” essendo strutturata su di un lenzuolo (l’oggetto del sonno).

La composizione invece si rifà al concetto fotografico della definizione dell’immagine in pixel. In questo senso approda ad una dimensione indistinta, come quella ottenuta durante la “sgranatura” dell’immagine, simile ad un sogno. (è qui che si ritorna al sonno). I quadrati di colore danno infatti la sensazione di movimento per significare l’assoluta libertà di spazio e tempo caratterizzanti la dimensione onirica.

…..da “mareterranea”….di Claudio Rota

…..Di cosa parlano i quadri di Antonella Massa? Di cosa si occupa la sua poetica? E per poetica intendo “l’insieme delle proposizioni teoriche relative all’attività artistica che ne offrono una chiarificazione sotto il profilo descrittivo ed eventualmente storico”.

Da qualche tempo è valso il pensiero generale che i quadri non dicano più nulla, siano mere espressioni di azioni compulsive, atti rapsodici disancorati da una realtà storica e di significato: erroneamente molti pensano che l’arte non sappia più istruire, per usare un termine positivista. Questo è vero in parte, perché nessuno più si aspetta da un dipinto l’illustrazione e l’istruzione del contenuto, ad esempio, delle gesta di Ulisse. Non uso a caso l’esempio del Re Greco in quanto, come mito, vedremo quanto ne sopravvive nell’opera di Antonella.

Quello che la figura di Ulisse un tempo esprimeva, attraverso la narrazione, necessitava di una immagine; ora il Capitano Coraggioso viene percepito in termini simbolici, attraverso un alfabeto infinitamente più complesso e che soprattutto prevede, come mai prima, la partecipazione attiva dello spettatore……

Prendiamo il mare Mediterraneo tanto caro al re isolano e ad Antonella Massa, nessuno può dipingerne il moto e il colore, ma la nostra pittrice sa evocarne l’immensità attraverso lo svolgersi dolce delle pennellate, ad esempio da sinistra a destra, che scivolano cariche di pigmento blu sulla tela bianca. La malinconia presunta degli occhi di Ulisse, che dispera ormai della sua terra, può essere ancora riaccesa dalla luce particolare che la pittrice conferisce al tono generale del quadro.

Quello che allora si chiamava contenuto si è ormai completamente identificato nella forma astratta del sentimento (che non è tangibile o illustrabile), in un “contenuto” simbolico.

Il perimetro dei significati simbolici di Ulisse, inteso come viaggiatore, esploratore, avventuriero, direi in tutti i suoi attributi, coincidono con la poetica sottesa a “Mareterranea.”

Occorre, quindi, capire ed individuare, con buona approssimazione, a quali simboli ricorre Antonella Massa, perché la sua pittura non ha luogo in un perimetro astratto, alla Kandinsky per intenderci, e si tratta sostanzialmente di una pittura evocativa, che parte dal simbolo (come ormai buona parte dell’arte contemporanea) e dalle emozioni, strutturandone la sintesi in un codice complesso.

Il percorso verso l’astrazione di questi lavori in un dato momento si interrompe, si ferma in una zona di confine dove l’immagine vira verso l’astrazione ma non la raggiunge, si astiene dal farlo.

Alcuni quadri sono sì orientati verso una dimensione puramente astratta, altri, in contrapposizione, sono più orientati verso la figurazione: le due azioni si bilanciano con lo scopo di aumentare enormemente l’alfabeto espressivo della pittrice.

La prima relazione “di senso” che si instaura con la poetica di Antonella Massa è con la misura dei quadri che è sempre accessibile e non ricorre a dimensioni inusitate o imbarazzanti; sembra che i suoi quadrati o i suoi rettangoli siano aprioristicamente scelti per bene disporre lo spettatore. Hanno e assumono dimensioni armoniche quasi che la scelta delle proporzioni sia modellata sui numeri della Sezione Aurea.

Ma l’intera opera di Antonella ragiona in termini “letterari”, in modo ancora più preciso è una poesia fatta di lente vibrazioni del significato sulla superficie del colore. E’ un modo “Ariostesco” di costruire l’immagine, di passare con precisa dolcezza dal particolare ad un intero mosaico ricco di sfumature cavalleresche, oniriche o tangibili…….

La storia di ogni singolo quadro, il suo “pattern” narrativo, non è mai importante in sé, non ci sono temi epici; sono la luce e il colore che creano la storia, sono loro il vero soggetto, quella che potremmo chiamare in sintesi, “l’ambiguità di Ulisse”…….

Nei lavori il momento di sintesi più alta tra la letteratura e il soggetto dipinto consiste in quello che potremmo chiamare”il tempo di raccontare”. Nel testo letterario, il contenuto ha un proprio tempo che lo svolgersi delle pagine mima, riassume, dilata, evade, comprime, a seconda della necessità e della volontà dell’autore e del lettore.

Lo stesso avviene nella percezione del testo visivo, ma con altri tempi, perché perde drasticamente di durata, poiché l’osservatore si trova davanti simultaneamente tutti gli elementi dell’episodio narrato, e li mette in relazione tra loro in modo non guidato dalla sequenza imposta dallo svolgimento delle frasi del testo scritto.

Il tempo del racconto diventa rapidissimo nel quadro. Il tragitto dell’occhio tocca gli elementi di una rappresentazione figurata seguendo solo in minima parte criteri memorizzati di origine letteraria, in questo caso il bacino culturale del mediterraneo e Ulisse, e li mette invece in relazione tra loro sulla base di riferimenti e associazioni di natura visiva, quindi extra letteraria, extracontenutistica.

L’elemento soggettivo, memoriale, occasionale che viene immesso gioca quindi un ruolo non trascurabile, o meglio, l’Osservatore è il protagonista assoluto del raccontare figurativo. Non conta solo il ritmo del suo pensiero e della decifrazione di codici figurativi, ma anche il suo tragitto fisico, il suo spostarsi nello spazio allestito della mostra. La possibilità di muoversi nello spazio espositivo gli consentono di fare ciò che nessun medium immobile può realizzare, vale a dire trasformare la sequenza dei quadri, di questo ciclo di quadri, in una sequenza di fotogrammi.



Una mostra personale illustra i sommi capi di un racconto nel quale la maggioranza dei nessi è sottintesa e un’immensa quantità di potenziale significato è affidato alla cultura e alla forma mentis comune.
Si può pensare insomma che la distinzione tra storia, il materiale narrativo preesistente nella cultura letteraria di Antonella e il “discorso”, cioè il quadro, necessita di una traduzione in un sistema di codici che prevede l’intervento attivo dello spettatore. E’ questo ruolo definitivo assegnato allo spettatore l’ autentica cifra stilistica di Antonella, la sua generosità di autrice……



©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale