Apprendimento Teorie dell’apprendimento



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02.02.2018
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Apprendimento

  • Teorie dell’apprendimento


Apprendimento organizzato

  • È un apprendimento di tipo istituzionale in cui luoghi, tempi, strumenti e insegnanti hanno il compito di trasmettere determinati concetti e idee al fine di formare professionalmente un individuo es:

  • Scuola (infanzia, primaria, secondaria, università, master ecc..);

  • Corsi di formazione (per migliorare le capacità sia lavorative, migliorare le capacità sociali).



Apprendimento informale o spontaneo

  • È quell’insieme di regole relazionali e aspettative di comportamento che si apprendono nei vari contesti di vita informali e che influenzano il nostro modo di dare senso alle azioni e comportamenti, es:

  • In Famiglia (genitori, fratelli, sorelle, parenti ecc..);

  • Nel gruppo dei “pari” (amici, conoscenti, compagni di classe, compagni di lavoro ecc..)



Apprendimenti informali e comportamento

  • Dagli apprendimenti informali (così come da quelli formali) impariamo delle strategie comportamentali: i ruoli, le aspettative, le regole di una particolare situazione ecc..

  • Strategie comportamentali: sono delle modalità di azione, degli “schemi di azione” condizionate:

  • dal nostro temperamento (introverso/estroverso, socievole/riservato, aggressivo/mite, ecc..);

  • Dallo stile cognitivo che ci caratterizza nell’interpretazione della realtà (globale, analitico ecc);

  • Dai valori e modalità di relazione interiorizzate in un ambiente.



Apprendimento

  • Il vero apprendimento apporta nell’individuo sia dei cambiamenti da un punto di vista cognitivo/intellettuale (capacità di lettura e analisi dei fenomeni attraverso nuovi concetti e idee) sia sul piano delle abilità;

  • L’abilità è un “saper fare” ovvero: trasferire concetti, idee, contenuti nella realtà al fine di trasformarla. Come ad es: “aver colto il valore della pro-socialità e agire attraverso quel valore nei vari contesti di vita”;

  • L’abilità è anche un sapere tecnico pratico per risolvere particolari situazioni.



Apprendimento funzionale e disfunzionale

  • L’apprendimento è quindi funzionale quando:

  • Apporta una più articolata e complessa conoscenza del mondo, degli altri e di noi stessi;

  • Migliora, cerca di migliorare, l’integrazione dell’individuo nel suo ambiente sia di vita che di lavoro.

  • L’apprendimento è quindi disfunzionale quando:

  • a)Da una visione riduttiva e stereotipata della realtà;

  • b) Incentiva la contrapposizione sociale, incide sul benessere e l’adattabilità dell’individuo nell’ambiente. Es: la cultura giovanile Emo infonde valori depressivi e autolesionisti.



Teorie dell’apprendimento

  • Ivan Petrovič Pavlov (1849 – 1936) fisiologo russo, si laurea prima in fisiologia animale poi in medicina all’Università di Pietroburgo.

  • È considerato il fondatore della riflessologia;

  • Il comportamentismo di Watson (quasi contemporaneo agli studi di Pavlov) risentì molto delle basi scientifiche di questo autore;

  • Pavlov scoprì, attraverso i suoi numerosi esperimenti con i cani: il riflesso condizionato.

  • Questa scoperta conferì una base scientifica alle teorie comportamentiste sull’apprendimento.



Ivan Petovič Pavlov

  • Riflessologia: studia la risposta automatica e involontaria agli stimoli che agiscono su un organismo umano o animale;

  • Dall’ambiente proviene uno stimolo (S) e l’organismo emette una risposta (R).

  • L’ambiente stimola l’animale o l’uomo e questi reagisce attraverso un riflesso secondo lo schema stimolo – risposta;

  • Impianto teorico alla base del Comportamentismo di Watson.



I cani di Pavlov

  • Tramite gli studi sulla digestione e le ghiandole salivari nel 1904 fu conferito a Pavlov il Premio Nobel per la Medicina;

  • Pavlov era interessato allo studio delle ghiandole salivari perché aiutavano la deglutizione e i meccanismi del processo digestivo;

  • Per questo motivo ideò una ingegnosa macchina per la misurazione della quantità di saliva e il tempo di salivazione. La macchina inventata era il Chimografo

  • Il Chimografo è uno strumento in grado di tracciare un grafico di un evento fisiologico.



I cani di Pavlov

  • Ogni qualvolta Pavlov introduceva del cibo nella bocca di un cane si verificava un aumento immediato del flusso salivare;

  • Questa reazione Stimolo – Risposta era dovuta ad un riflesso innato che Pavlov chiamò: Riflesso incondizionato.



I cani di Pavlov

  • Pavlov si accorse, però, che il cane produceva saliva alla vista della persona che solitamente serviva il cibo;

  • Con più attenzione notò, inoltre, che il cane salivava addirittura al suono dei passi della persona incaricata per fornire il cibo;

  • Pavlov chiamò questo nuovo tipo di riflesso (ovvero: la reazione del cane al suono dei passi e alla vista della persona): riflesso condizionato.



Il condizionamento classico (o rispondente): fasi e leggi



Il condizionamento classico (o rispondente): fasi e leggi

  • Possiamo definire il condizionamento classico (o rispondente) di Pavlov come un apprendimento derivato da ripetute esperienze di associazione tra uno Stimolo e una Risposta;

  • Alla presenza di un dato Stimolo si verifica in modo condizionato anche una data Risposta;

  • Come il cane che impara ad associare la presenza di cibo con il campanello e quindi inizia a salivare.



Le ricerche di Thorndike

  • Edward Lee Thorndike (1874 – 1949) psicologo americano della Columbia University è autore di uno dei primi articoli di psicologia animale sperimentale: L’intelligenza animale: studio sperimentale dei processi associativi negli animali (1911);

  • I suoi studi sugli animali portano alla teorizzazione dell’apprendimento per prove ed errori;

  • Thorndike nei suoi esperimenti utilizza principalmente i gatti; li pone in gabbie speciali dette problem-box.



Problem – box (gabbie problema) o Puzzle - box

  • Thorndike poneva dei gatti affamati all’interno di gabbie dette problem-box;

  • fuori da queste, in bella vista, esponeva del cibo;

  • Le gabbie si caratterizzavano per particolari sistemi di apertura;

  • la gabbie si aprivano soltanto se il gatto azionava il meccanismo dall’interno;



Apprendimento per prove ed errori

  • I gatti di Thorndike posti nelle gabbie (gabbie= stimolo) compiono inizialmente movimenti a caso. Casualmente capita che tra i tanti movimenti si compia quello giusto che permette l’apertura della gabbia (risposta corretta);

  • Ponendo lo stesso gatto più volte nella stessa gabbia esso tende a ripetere le risposte corrette e a evitare le risposte sbagliate;

  • Il tempo di fuoriuscita dalla gabbia diminuisce all’aumentare delle prove;



Apprendimento per prove ed errori

  • Il comportamento del gatto quindi inizialmente casuale diviene progressivamente più efficace: per prove ed errori il gatto impara e ripete le risposte che più gli consentono di avvicinarsi al cibo, abbandonando quelle inadeguate;

  • L’esperimento dimostra una modalità di apprendimento spesso utilizzata anche dall’uomo in varie circostanze, in particolare ogni volta che si trova ad acquisire o perfezionare un comportamento mirato a uno scopo.



Ricapitolando: apprendimento per prove ed errori …

  • Avviene in presenza di uno stimolo (gabbia chiusa) e di una motivazione/bisogno a rispondere allo stimolo (cibo);

  • Avviene per tentativi alla ricerca della risposta corretta;

  • È un apprendimento che avviene a piccoli passi: più prove permettono di comprendere la strada giusta da percorrere.



La “legge dell’effetto”

  • gli atti che producono soddisfazione tendono ad essere associati a quella situazione, cosicché, quando essa si ripresenta, vi sono maggiori probabilità che gli stessi atti vengano ripetuti”; (1905) → 1° versione

  • Un’azione, un comportamento, che produce conseguenze soddisfacenti (che gratifica un bisogno) tende a ripresentarsi, mentre, un comportamento insoddisfacente (che non gratifica un bisogno) ha minori probabilità di ripresentarsi e quindi di essere riutilizzato.



Il condizionamento operante

  • Burrhus Frederic Skinner (1904 – 1990) riprende le ricerche di Pavlov e Thorndike per elaborare la teoria del condizionamento operante;

  • Se nel condizionamento classico il soggetto apprende in modo passivo, in quello operante l’apprendimento si realizza attraverso il coinvolgimento attivo del soggetto.



Skinner box

  • Skinner studiava il comportamento di topi e piccioni posti in gabbie chiamate Skinner box;

  • … Il topo viene posto in una gabbia all’interno della quale si trova una leva.

  • Quando la leva viene premuta essa consente l’ingresso del cibo.



Skinner box



Il condizionamento operante

  • Il topo impara ad azionare la leva intenzionalmente per ottenere del cibo;

  • Il cibo per Skinner funge da rinforzo positivo ovvero: spinge il topo a attivare e ripetere il comportamento di pressione sulla leva;

  • quando però al topo non viene fornito il rinforzo (cibo), egli cessa di premere la leva e il comportamento si estingue spontaneamente;

  • I rinforzi sono tutti quegli stimoli che mantengono o incrementano un comportamento; o, in senso negativo, lo disincentivano e tendono a farlo estinguere.



Il condizionamento operante

  • Quello che nel Condizionamento Classico (o rispondente) veniva chiamato Risposta Condizionata, con Skinner, acquisterà il termine di “Operazione”, da qui la teoria del condizionamento operante;

  • L’animale e l’uomo sono “soggetti” attivi che “operano”, compiono delle azioni.

  • Quindi l’individuo e l’animale rispondono entrambe a degli stimoli: operando, compiendo delle azioni influenzate da dei Rinforzi.

  • Il Rinforzo è lo stimolo dell’ambiente o la risposta dell’ambiente ad un nostro comportamento quindi può essere incoraggiante o inibente.

  • Per Skinner il raggiungimento di un comportamento è il frutto di un agente di Rinforzo.



Tecnica del Modellamento

  • Il modellamento o “metodo delle approssimazioni successive” o Shaping: consiste nello scomporre un compito che l’animale o l’uomo deve eseguire in piccole tappe successive;

  • Il superamento graduale di tutte le prove avrà come risultante l’acquisizione del comportamento desiderato;

  • A Skinner interessava non tanto il processo di apprendimento in sé, quanto la possibilità di modificare e controllare il comportamento attraverso le procedure di condizionamento.



“Walden Two” la grande utopia pedagogica di Skinner

  • Romanzo pubblicato nel 1948 è stato un best-seller fino agli anni ’80 del Novecento, sono state vendute oltre 2 milioni di copie;

  • Il titolo ricalca il romanzo di Henry David Thoreau (filosofo trascendentalista) pubblicato nel 1854 dal titolo “Walden o la vita nei boschi”; altro testo:“La disobbedienza civile” (1849)

  • Nel suo romanzo Skinner vi descrive una comunità utopica retta da norme e principi scientifici e dal controllo sociale attuato mediante procedure di condizionamento;

  • Fin dalla nascita i bambini sono condizionati a diventare intelligenti, socievoli e democratici attraverso la somministrazione di rinforzi positivi;

  • La convinzione di fondo del romanzo è che l’agire umano possa essere controllato, quindi migliorato.

  • Il fine è rinnovare l’umanità attraverso una civiltà totalmente Tecnocratica in cui ogni aspetto della vita dell’uomo (soprattutto convivenza e educazione) viene organizzato da un gruppo di scienziati.



Edward Chace Tolman

  • Edward Chace Tolman (1886 – 1959) fu professore di psicologia animale all’Università di Berkeley, California.

  • L’approccio sperimentale di Tolman è sostanzialmente comportamentista: egli, però, getta un ponte tra comportamentismo e cognitivismo;

  • Ammette l’esistenza della soggettività e della coscienza.



Il ruolo del soggetto

  • Contrariamente ai comportamentisti ortodossi (Watson) per cui il comportamento di un organismo (animale o uomo) è una risposta meccanica ad uno stimolo; per Tolman, lo stimolo iniziale, viene invece filtrato e elaborato dal soggetto;

  • Quindi non sempre lo stimolo potrà essere tradotto nella risposta desiderata;

  • Ciò che filtra e elabora lo stimolo prima della risposta è la coscienza, quindi: bisogni, aspettative, scopi o avversioni del soggetto rispetto allo stimolo.



Apprendimento latente

  • Attraverso i suoi esperimenti su animali (labirinti con topi) Tolman mise a fuoco il concetto di apprendimento latente;

  • questo apprendimento non è direttamente misurabile (osservabile); però, è deducibile dal comportamento stesso dell’animale che risulta finalizzato;

  • L’apprendimento latente è un tipo di apprendimento che conduce alla formazione di mappe mentali, le quali, poi, sulla base di bisogni (o particolari motivazioni) orienteranno il soggetto in azioni finalizzate.



Ricapitolando …

  • Per Tolman esiste una coscienza sia nell’animale che nell’uomo;

  • La coscienza ha la funzione di filtrare l’esperienza prima di dare una risposta;

  • La coscienza ha la capacità di sintetizzare l’esperienza reale in mappe mentali che servono a trattenere in memoria i dati fondamentali di una precisa situazione;

  • Sulla base di un bisogno, di una motivazione, questo schema mentale può essere recuperato nella memoria e utilizzato per il conseguimento di un particolare scopo;

  • Apprendimento latente: la possibilità che la mente ha di formarsi uno schema, una sintesi mentale della realtà, e, utilizzarla, poi, per conseguire un determinato obiettivo.



Albert Bandura

  • Albert Bandura (1925) Mundare, Canada;

  • Nel 1953 si trasferisce all’Università di Stanford in California;

  • Ha svolto importanti ricerche sull’apprendimento per osservazione di modelli comportamentali;

  • I suoi primi studi sono ispirati dalla teoria comportamentista, ma verso gli anni ’80 del Novecento si è accostato alla teoria cognitivista come risulta dal saggio: la fondazione sociale del pensiero e dell’azione. Una teoria sociale cognitiva (1986)



Apprendimento per osservazione esperimenti bambola “Bobo”



Wolfgang Köhler

  • Wolfgang Köhler (1887 – 1967);

  • Con M. Wertheimer e K. Koffka è uno dei massimi rappresentanti della Psicologia della Gestalt;

  • Dal 1913 al 1920 risiedette nell’isola spagnola di Tenerife (Canarie) dove condusse interessanti esperimenti di psicologia animale su scimmie antropoidi;

  • I testi: L’intelligenza delle scimmie antropoidi (1917); La psicologia della Gestalt (1929)



Gli esperimenti di Köhler

  • Nel 1913 Köhler condusse osservazioni ed esperimenti sugli scimpanzé che popolavano l’isola spagnola di Tenerife, nelle Canarie;

  • Notò che gli animali trovavano la soluzione dei problemi posti dallo scienziato improvvisamente, dopo aver provato in varie maniere senza risultato;

  • Associò tale modalità di azione all’intuizione (insight) perché gli animali si mostravano capaci di utilizzare gli oggetti come se avessero avuto un’illuminazione improvvisa.



Lo scimpanzé Sultan

  • È famoso il gesto dello scimpanzé chiamato Sultan il quale, alle prese con una banana appesa al soffitto di una stanza, a un certo punto afferra una grossa cassa, la mise sotto la banana ci salì e raggiunse il suo obiettivo.



Differenze tra Insight e Modellamento

  • Il modellamento avviene gradualmente, attraverso piccoli compiti elementari e per tappe successive; in modo che il comportamento o l’apprendimento finale sia la somma di tutte le “frazioni” di compiti appresi;

  • L’insight è invece una forma di ragionamento che, piuttosto che analizzare un problema nei dettagli tramite un processo di avvicinamento progressivo alla soluzione, consente di raggiungerla tramite un’intuizione improvvisa;

  • Entrambe le modalità di apprendimento sono comunque necessarie e complementari.



Apprendimento per Insight

  • In un altro famoso esperimento lo scimpanzé Sultan viene posto in una gabbia, al di fuori della quale si trova della frutta non direttamente raggiungibile;

  • Con il braccio lo scimpanzé può arrivare ad un bastoncino troppo corto per raggiungere il cibo;

  • Fuori dalla gabbia viene posto un bastone più lungo, che può essere recuperato solo usando quello corto;

  • … all’improvviso la soluzione.



Apprendimento per Insight

  • Attraverso il bastone più corto può trascinare a sé quello più lungo e, per mezzo del bastone più lungo, arrivare al cibo;

  • La soluzione è avvenuta per Insight;

  • Insight: termine inglese che significa “veder dentro”, “intuire”. Processo attraverso il quale un individuo giunge improvvisamente alla soluzione di un problema nuovo, grazie alla riorganizzazione degli elementi di conoscenza a sua disposizione.

  • L’Insight svolge un ruolo importante nelle scoperte scientifiche che dipendono spesso dalla capacità del ricercatore di vedere la stessa cosa in modo nuovo.



La rivoluzione cognitiva

  • Mente e apprendimento



La prospettiva cognitivista

  • Urlic Neisser (1928 – 2012) allievo di Kofka e Wertheimer è considerato il padre del Cognitivismo;

  • Il testo Psicologia Cognitiva del 1967 riassumeva dieci anni di ricerche di studi della mente nella visione dell’Human Information Processing



I principi fondamentali del cognitivismo

  • Il principio delle basi biologiche della mente: in primo luogo la psicologia studia: a) le funzioni e le strutture del sistema nervoso; b) i processi psichici che controllano l’adattamento dell’individuo all’ambiente;

  • Il principio dello sviluppo: i processi psichici si sviluppano gradualmente in relazione allo sviluppo del sistema nervoso;

  • Il principio del costruttivismo: la mente filtra le informazioni provenienti dall’ambiente esterno e produce risposte in funzione dei propri schemi di conoscenza e di azione;

  • Il principio del mentalismo: la psiche è organizzata in “modelli mentali” ovvero: schemi di conoscenza e azione che guidano il comportamento;

  • Il principio della elaborazione delle informazioni: la mente è un elaboratore d’informazioni così come lo è un computer



Jean Piaget

  • Jean Piaget (1896 – 1980) è stato uno psicologo, filosofo e pedagogista svizzero.

  • Ipotizzò che le funzioni mentali da lui intese: come capacità di risolvere problemi e di adattarsi all’ambiente, non fossero presenti fin dalla nascita, ma emergessero progressivamente sotto la spinta della maturazione del sistema nervoso.



La psicologia “genetica” di Piaget

  • Per Piaget l’intelligenza dell’adulto era l’ultimo stadio di un processo evolutivo che si svolge dalla nascita fino all’adolescenza (questo processo viene definito: ontogenesi);

  • La psicologia di Piaget viene detta Genetica intendendo con questo termine la descrizione degli Stadi fondamentali dello sviluppo intellettivo Ontogenetico;

  • La psicologia di Piaget viene detta anche Epistemologica perché cerca di individuare le condizioni che consentono alla mente di evolvere e di organizzarsi cognitivamente



Dall’osservazione sistematica al metodo clinico

  • Nelle sue indagini Piaget e i suoi numerosi collaboratori seguirono vari metodi:

  • Fecero ricorso all’osservazione sistematica delle attività spontanee del bambino (gioco, dialogo …);

  • Fecero ricorso a colloqui clinici (guidati dal ricercatore);

  • Fecero ricorso ad esperimenti che non si svolgevano in laboratorio ma nell’ambiente di vita del bambino.



Il metodo clinico

  • A questi tipi d’indagine Piaget aggiunse il metodo clinico che prevedeva: l’impiego del dialogo e l’utilizzo di materiale adatto al bambino e facilmente manipolabile (plastilina, asticelle, perline, modellini, recipienti, bamboline ecc …);

  • Il modo del bambino di manipolare il materiale rivelava anche il suo livello mentale;

  • Fu il modo diverso che i bambini hanno, a varie età, di manipolare il materiale, che indusse Piaget ad teorizzare uno sviluppo progressivo e differenziato delle funzioni mentali.



L’intelligenza

  • Secondo Piaget l’intelligenza si evolve da forme semplici, di natura concreta (pensiero concreto), a forme più astratte del pensiero (come la capacità di formulare ipotesi sulla realtà e compiere ragionamenti deduttivi);

  • L’intelligenza è una forma evoluta di adattamento, attraverso cui l’uomo conosce l’ambiente e interviene attivamente su di esso per modificarlo.



Adattamento e cambiamenti

  • L’adattamento è un processo che presuppone continui cambiamenti, in quanto l’esperienza pone al bambino che cresce bisogni nuovi da soddisfare e problemi nuovi da risolvere;

  • Per spiegare queste trasformazioni Piaget ha introdotto tre importanti concetti: schema, assimilazione e accomodamento.



Assimilazione e schema

  • Assimilazione significa incorporare un oggetto, una frase, un’idea, un’esperienza, un comportamento, sottoforma di Schema mentale, rappresentazione mentale;

  • Lo schema mentale: è una “immagine mentale” che trattiene i dati fondamentali di un’esperienza (li memorizza).

  • Attraverso l’immagine mentale il bambino (come l’adulto) può conoscere, riflettere, scegliere e orientarsi.



Accomodamento e equilibrazione

  • L’accomodamento implica invece una modifica degli schemi mentali (una ristrutturazione) quando l’esperienza di un bambino (o anche adulto) viene arricchita di nuovi elementi o contenuti;

  • L’equilibrazione: è il processo adattivo che ingloba l’evento nuovo e ristruttura i vecchi schemi mentali e le vecchie strategie di azione in modo tale che la novità si armonizzi con le conoscenze e i significati precedenti.



Gli Stadi di sviluppo dell’intelligenza

  • Uno dei temi centrali della teoria Piagietiana (ed è per questo aspetto che si definisce genetica), è: Bambino e Adulto sono il punto di partenza e il punto di arrivo dello sviluppo psicologico e intellettivo;

  • Piaget individua 6 stadi di sviluppo. I 3 primi stadi dello sviluppo mentale si susseguono dalla nascita fino a diciotto – venti mesi di età:

  • Stadio dei riflessi o meccanismi ereditari, delle prime tendenze istintive (alimentari) e delle prime emozioni. Alcuni riflessi garantiscono le funzioni vitali: respirare, deglutire, tossire, il riflesso di suzione, di girare il capo dalla parte del contatto fisico, il riflesso di deambulazione, il riflesso natatorio ecc …



Gli Stadi di sviluppo dell’intelligenza

  • Stadio delle prime abitudini motorie: il bambino conosce attraverso i sensi e i movimenti. Progressivamente scopre il legame mezzi – fini. Dagli 8 mesi in poi il bambino sviluppa un’abilità fondamentale: l’intenzionalità;

  • Stadio dell’intelligenza sensomotoria e pratica (anteriore al linguaggio): un’altra importante conquista sul piano cognitivo consiste nella rappresentazione mentale. Intorno ai 18 – 20/24 mesi incomincia a pensare rappresentandosi mentalmente un oggetto. L’oggetto continua ad esistere anche se in quel momento non lo vede: la permanenza dell’oggetto.



La permanenza dell’oggetto

  • La permanenza dell’oggetto significa che gli oggetti continuano ad esistere anche quando non si vedano,

  • Bambino di pochi mesi: se un oggetto gli cade per terra o gli viene nascosto davanti ai suoi occhi crede che non esista più;

  • Lo stesso bambino di circa 2 anni: se lo stesso oggetto gli viene nascosto davanti agli occhi, lo cerca;



Il pensiero rappresentativo

  • Tra 18 – 24 mesi il bambino riesce ad immaginare, cioè a rappresentare mentalmente azioni, per cui prima di agire immagina l’azione da compiere;

  • Con l’emergere del pensiero rappresentativo nasce anche un tipo di soluzione rispetto ai problemi simile all’insight descritto dagli Psicologi della Gestalt;

  • Il pensiero rappresentativo inoltre rende possibile “l’imitazione differita” ovvero: l’imitazione di modi di agire e comportamenti osservati dal bambino.



I tre stadi dello sviluppo dell’intelligenza

  • I tre primi stadi dello svipluppo mentale precedono la nascita del pensiero propriamente detto.

  • Lo stadio dell’intelligenza intuitiva o pre-operatoria e dei rapporti sociali;

  • Lo stadio delle operazioni intellettuali concrete;

  • Lo stadio delle operazioni intellettuali astratte.



Lo stadio dell’intelligenza intuitiva o pre-operatoria (da 2 a 6/7 anni)

  • Attraverso il pensiero rappresentativo il bambino compie notevoli progressi: sa immaginare le varie sequenze di azioni in vista di uno scopo;

  • Questa è la fase del gioco simbolico, ovvero: il bambino, tramite l’immaginazione, finge che un pezzo di legno sia una spada, oppure una scopa sia un cavallo ecc..

  • Il pensiero simbolico fa compiere poi notevoli progressi nell’acquisizione del linguaggio;

  • Tramite il linguaggio il bambino imparerà a comunicare il proprio mondo interiore.



L’egocentrismo

  • Una caratteristica tipica di questo stadio è poi l’egocentrismo (il suo apice è verso i 3 anni);

  • Egocentrismo è la difficoltà di valutare le situazioni dal punto di vista dell’altro;

  • Ad es.: Antonio ha un fratellino di nome Giovanni, ed è convinto che lui, Antonio, ha un fratellino, ma Giovanni non lo ha;

  • L’egocentrismo è una modalità del pensiero che non ha ancora sviluppato a pieno la distinzione tra il proprio io e quello dell’altro; e non è, quindi, da confondersi con l’egoismo.



Il linguaggio egocentrico

  • Fino a circa 4 anni (nelle ricerche di Piaget) il bambino può parlare senza sapersi ben mettere dal punto di vista degli interlocutori;

  • Piaget chiama tale linguaggio: linguaggio egocentrico tipico del periodo pre-operatorio;

  • Tale linguaggio è inefficace dal punto di vista della comunicazione perché non tiene conto del punto di vista dell’interlocutore;

  • L’altro tipo di linguaggio tipico della fase successiva (stadio delle operazioni concrete) il linguaggio diventa socializzato e il bambino entra in sintonia con l’interlocutore.



Stadio delle operazioni concrete: da 7 a 12 anni

  • Il periodo del pensiero reversibile. Reversibile: a) gli effetti di un’operazione possono essere annullati da un’operazione inversa; b) nello spostamento di un oggetto si sa tener conto non solo del punto di arrivo ma anche del punto di partenza;

  • Il termine operatorio: è presente la capacità di collegare volontariamente certi contenuti mentali con altri;

  • Il Linguaggio verbale viene usato in modo più puntuale per riferirsi a esperienze passate, anticipazioni sul futuro o persone e oggetti non presenti sul momento.



Le conquiste logiche da parte del bambino

  • La scoperta delle invarianze quantitative: la quantità di una sostanza o il peso di un blocco di plastilina non cambiano quando ad esso viene data una forma diversa;

  • La scoperta della proprietà transitiva: se il bastoncino A è più grande di B e il bastoncino B è più grande di C allora il bastoncino A è più grande del bastoncino C.

  • Queste nuove capacità del pensiero permettono al bambino di: classificare la realtà, di disporla in serie, di imparare il concetto di numero e di compiere operazioni aritmetiche.



Lo stadio delle operazioni formali: 12 anni in poi

  • Il periodo del pensiero formale o ipotetico deduttivo;

  • Ora il ragionamento si basa su ipotesi e il pensiero logico diventa sempre più complesso;



Lev Semënovič Vygotskij fondatore della scuola Storico-Culturale

  • Lev Semënovič Vygotskij (1896 – 1934);

  • È stato definito il «Mozart della psicologia»;

  • Possiamo identificare tre fasi che hanno caratterizzato l’attività scientifica di Vygotskij.



Lev Semënovič Vygotskij

  • In una prima fase, dal 1915 e il 1927, Vygotskij si occupò principalmente di critica letteraria e Psicologia dell’arte e iniziò ad interessarsi all’applicazione della psicologia nell’educazione;

  • In una seconda fase, dal 1928 al 1931, da Vygotskij affrontò il problema della storicità delle funzioni psichiche con una serie di analisi critiche sulle teorie fisiologiche e psicologiche del tempo. L’opera più rilevante di questo periodo è la monografia Storia dello sviluppo delle funzioni psichiche superiori, terminata di scrivere nel 1931.

  • Nell’ultima fase, dal 1932 al 1934, Vygotskij si occupò di varie tematiche di psicologia, in particolare delle emozioni. Una monografia che ha avuto recente pubblicazione è Teoria delle emozioni (1982). Fra le più importanti opere pubblicate dopo la sua morte: Pensiero e linguaggio (1934), il capolavoro di Vygotskij. 



Differenze tra Vygotskij e Piaget

  • Vygotskij critica le fondamenta della teoria di Piaget minandone i due assi portanti:

  • Per Piaget lo sviluppo dell’individuo procede dall’individuale al socializzato. Il bambino, per Piaget, è inizialmente un essere individuale “egocentrico” con il tempo impara ad essere un essere socializzato;

  • Per la formazione del pensiero è fondamentale lo sviluppo del sistema nervoso del bambino e secondariamente l’azione educativa e culturale



Vygotskij

  • Il bambino è un essere fondamentalmente socievole e scopre precocemente che le parole e i gesti hanno una funzione pragmatica, ovvero: servono per comunicare un’intenzione;

  • Il linguaggio sin dalle sue prime manifestazioni, nasce come linguaggio sociale: la sua funzione primaria è subito la comunicazione, il contatto sociale;

  • Esempio quando nasce il gesto dell’indicare verso i 2 anni di vita.

  • Es.: “Il bambino cerca di afferrare un oggetto; non riuscendoci, inizia con le mani a protendersi verso questo. Il suo comportamento viene interpretato dagli adulti con intenzionalità e gli viene dato l’oggetto. Il bambino scopre che esiste una relazione tra indicare e l’ottenere l’oggetto.”

  • Scopre precocemente l’uso dei simboli per la comunicazione



Vygotskij e la funzione del linguaggio egocentrico

  • Qual è la funzione del linguaggio? Il Linguaggio è lo strumento che modella e da un ordine logico al flusso dei pensieri;

  • Il linguaggio egocentrico (a partire dai 3 anni circa fino ai 6 circa) per Vygotskij, contrariamente a quanto pensava Piaget, mantiene una funzione sociale;

  • Il linguaggio egocentrico (linguaggio ad alta voce) ha lo scopo di condurre un ragionamento, mettere ordine nella coscienza e dirigere un’azione.



Da linguaggio egocentrico a linguaggio interiore

  • Per il bambino il linguaggio egocentrico ha lo scopo di metterlo in contatto con i propri stati mentali, mettere ordine nei suoi pensieri e nelle sue azioni;

  • La fase successiva è il linguaggio interiorizzato ( dai 4 – 6 circa fino a completarsi verso i 7 anni circa), in questa fase il bambino è più consapevole di sé come distinto dagli altri ed usa il linguaggio per riflettere su se stesso e sui problemi che incontra





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