Approccio cognitivista



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12.11.2018
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Negli anni ’60 e ’80 i processi di apprendimento vengono studiati secondo un approccio cognitivista, che considera l’essere umano come un soggetto che trasforma, elabora, riduce, immagazzina e recupera l’informazione.

  • Negli anni ’60 e ’80 i processi di apprendimento vengono studiati secondo un approccio cognitivista, che considera l’essere umano come un soggetto che trasforma, elabora, riduce, immagazzina e recupera l’informazione.

  • Modello HIP: individuo simile a computer, ovvero come un “puro e semplice” sistema di elaborazione di simboli.

  • Centrali sono i processi di elaborazione dell’informazione e di memoria



Siamo dotati di memoria fin dalle prime fasi di vita: abituazione ad uno stimolo, condizionamento…

  • Siamo dotati di memoria fin dalle prime fasi di vita: abituazione ad uno stimolo, condizionamento…

  • Anni ’60: HIP (Miller Galanter, Pribram, 1960)  immissione dati (input)  abbandono o conservazione  elaborazione  generazione di risposte (output).

  • Numerosi modelli, il più noto è quello di Atkinson e Shiffrin (1968; più successive modifiche)





Magazzino sensoriale (meno di 1 secondo), dove le informazioni vengono mantenute per le primissime analisi

  • Magazzino sensoriale (meno di 1 secondo), dove le informazioni vengono mantenute per le primissime analisi

  • Magazzino a breve termine (qualche secondo, circa 30)

  • Magazzino a lungo termine (da pochi minuti ad anni interi). È quella che noi chiamiamo comunemente come “memoria”



Trattiene informazioni fedeli dagli organi di senso, ma per pochissimo tempo (m. iconica, ecoica le più studiate).

  • Trattiene informazioni fedeli dagli organi di senso, ma per pochissimo tempo (m. iconica, ecoica le più studiate).



Codifica le informazioni della memoria sensoriale

  • Codifica le informazioni della memoria sensoriale

  • Decide quali informazioni passare alla memoria a lungo termine e in che modo

  • Serve a ritenere le informazioni il tempo necessario per svolgere un lavoro o prendere una decisione

  • Prove di “span”: ricordare liste di numeri, lettere o parole  se diamo un senso agli elementi da memorizzare, ricordiamo più facilmente



Le informazioni che arrivano dalla MBT vengono ricodificate ed immagazzinate, per poi poter essere recuperabili.

  • Le informazioni che arrivano dalla MBT vengono ricodificate ed immagazzinate, per poi poter essere recuperabili.

  • L’immagazzinamento ed il recupero chiamano in causa specifici comportamenti strategici, es.:

    • REITERAZIONE
    • ORGANIZZAZIONE
    • ELABORAZIONE
    • RIEVOCAZIONE
    • RICONOSCIMENTO




E’ più facile ricordare un brano se:

  • E’ più facile ricordare un brano se:

    • le parti importanti sono frammezzate da parti secondarie;
    • sono presenti parti di spiegazione che giustificano delle conclusioni;
    • Sono presenti collegamenti logici tra le parti.
  • E’ più facile ricordare:

    • “Marco andò da Roma a Venezia”
          • oppure
    • “Marco partì da Roma e andò a Venezia per evitare di rivedere la sua ex”


ALCUNE DISTINZIONI (I)

  • Memoria episodica

    • Si riferisce a specifici eventi ed esperienze di vita
    • Contiene informazioni spazio-temporali che specificano dove e quando si è verificato l’evento
    • E’ organizzata cronologicamente
  • Memoria semantica

    • Si riferisce a conoscenze astratte e generali
    • Trascende le condizioni temporali e spaziali in cui la traccia si è formata
    • E’ organizzata in modo tassonomico e associativo


ALCUNE DISTINZIONI (II)

  • Memoria dichiarativa (sapere cosa) si riferisce alla conoscenza esplicita di fatti, come la definizione di una parola o le circostanze in cui abbiamo conosciuto una persona

    • E’ un tipo di conoscenza direttamente accessibile alla coscienza
  • Memoria procedurale (sapere come) si riferisce alle informazioni di cui facciamo uso nell’attuare un compito

    • E’ un tipo di conoscenza tacita (non consapevole)
    • Non riguarda solo le abilità motoria


I bambini di pochi mesi fanno molte cose che implicano l’esistenza della memoria:

  • I bambini di pochi mesi fanno molte cose che implicano l’esistenza della memoria:

    • Abituazione dell’attenzione
    • Imitazione
    • Riconoscimento
    • Ricerca di oggetti nascosti
    • Condizionamento classico e operante


I bambini di 1-2 anni mostrano segni della presenza di strategie semplici, soprattutto per la localizzazione degli oggetti:

  • I bambini di 1-2 anni mostrano segni della presenza di strategie semplici, soprattutto per la localizzazione degli oggetti:

    • DeLoache, Cassidy e Brown (1979): già a 18-24 mesi i bambini impiegano strategie per ricordare anche se rudimentali (es. dell’oggetto nascosto da ricordare)
    • Flavell, Miller e Miller (1993): a 5 anni impiego spontaneo della reiterazione


L’expertise di un bambino in un particolare dominio può influenzare anche più di quanto non faccia la sua capacità di apprendimento generale

  • L’expertise di un bambino in un particolare dominio può influenzare anche più di quanto non faccia la sua capacità di apprendimento generale

  • Schneider et al. (1989) presentarono a bambini di 7, 9 e 11 anni una storia relativa ad una partita di calcio. I bambini erano stati classificati in esperti e non e con buone e scarse capacità di apprendimento. Risultati:

    • esperti ricordarono la storia meglio degli inesperti
    • l’expertise fu un migliore predittore della prestazione rispetto alla capacità di apprendimento generale
  • Questo che importanza ha nei processi di insegnamento/apprendimento?



Gli ulteriori sviluppi del cognitivismo si focalizzano proprio sul ruolo importante del contesto (biologico, fisico, sociale, culturale e tecnologico) entro il quale il soggetto si sviluppa  cognitivismo ecologico o “costruttivismo

  • Gli ulteriori sviluppi del cognitivismo si focalizzano proprio sul ruolo importante del contesto (biologico, fisico, sociale, culturale e tecnologico) entro il quale il soggetto si sviluppa  cognitivismo ecologico o “costruttivismo

  • Concetti chiave:

    • Legame interattivo soggetto-contesto
    • La conoscenza è una costruzione attiva del soggetto
    • Le realtà dipendono da chi le osserva/percepisce/costruisce


C. interazionista (Piaget, Ausubel):il soggetto esplora e interagisce con l’ambiente esterno.

  • C. interazionista (Piaget, Ausubel):il soggetto esplora e interagisce con l’ambiente esterno.

  • C. socio-culturale (Vygotsky, Leont’ev): l’interazione sociale ci dota di nuovi strumenti per apprendere, psicologia culturale

  • IL SOGGETTO COSTRUISCE ATTIVAMENTE LA CONOSCENZA



Interesse sui contenuti e sui processi

  • Interesse sui contenuti e sui processi

  • Elaborazione ed integrazione di prospettive differenti

  • Collaborazione nel processo di costruzione della conoscenza: co-costruzione della conoscenza

  • Interiorizzare una metodologia flessibile di apprendimento, che porti ad una gestione autonoma dei processi



Favorire lo sviluppo di una gestione autonoma dei processi di apprendimento

  • Favorire lo sviluppo di una gestione autonoma dei processi di apprendimento

  • L’adulto non trasmette dei contenuti, ma è guida e mediatore nei processi di apprendimento

  • Conoscere il proprio funzionamento cognitivo per saperlo gestire  METACOGNIZIONE



Non basta conoscere molte strategie, bisogna saperle utilizzare in modo flessibile e coerente con:

  • Non basta conoscere molte strategie, bisogna saperle utilizzare in modo flessibile e coerente con:

    • Caratteristiche personali (es. stili cognitivi)
    • Caratteristiche del compito (es. saper fare le equazioni o studiare un periodo storico)
    • Condizioni ambientali


Caratteristiche di sé, es: stili cognitivi



Caratteristiche di sé, es: stili cognitivi





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