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ALLEGATO 1

LINEE GUIDA E PERCORSI TERAPEUTICI

PER LA REALIZZAZIONE DEL PERCORSO DEL

PAZIENTE RIABILITATIVO.
INTRODUZIONE
La Regione Piemonte ha costruito in oltre 20 anni di programmazione ed attività, un “Modello Piemontese di riabilitazione”, diffuso territorialmente ed articolato funzionalmente in livelli , modello che risulta coerente con i principi ispiratori del Decreto sui Livelli essenziali di assistenza ( appropriatezza clinica coniugata all’appropriatezza organizzativo-gestionale).

I provvedimenti in atto a livello nazionale e regionale riguardanti i livelli di assistenza, l’accreditamento degli erogatori di attività sanitarie e il contenimento delle liste di attesa, costituiscono occasione unica di confronto tra tutte le parti coinvolte nel realizzare il percorso di recupero a favore del disabile e richiedono una analisi coerente agli attuali scenari normativi – sociali – sanitari – riabilitativi a:





  1. garanzia dell’appropriatezza non solo della singola prestazione in modo astratto , ma di quella prestazione in relazione a quella tipologia di disabilità, in quella particolare fase clinica;




  1. garanzia dell’ accesso del paziente alla rete di strutture riabilitative ambulatoriali di I° - II° livello così come articolato all’interno della programmazione regionale, individuando e definendo priorità riabilitative e specificità di intervento ad elevata componente professionale;




  1. garanzia del percorso complessivo del paziente con l’ identificazione e la definizione delle risorse necessarie e del loro adeguato utilizzo per una corretta presa in carico riabilitativa;




  1. garanzia di outcome previsti e misurabili in termini di efficacia e di efficienza.



Il processo di accreditamento in atto definisce la rete delle strutture e delle attività riabilitative di I°- II°- III° livello in ambito regionale.

E’ quindi evidente che, in funzione dell’ accreditamento, ad ogni struttura sia richiesto di svolgere l’ attività propria del livello accreditato, quale risultante dalla D.C.R. n. 616-3149 del 22.2.2000 e s.m.i., tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili.

E’ in questo quadro, integrato dai provvedimenti di programmazione regionale, nonchè dalle direttive alle AA.SS.RR. per le attività di recupero e rieducazione funzionale, che vanno definite le linee guida e percorsi terapeutici in ambito riabilitativo ambulatoriale.

Specifico compito del medico specialista fisiatra è quello di collegare la menomazione ( quadro clinico-patologico ) con la categoria di disabilità , criterio già definito nel P.S.R., nella D.G.R. n° 40-28002 dell’agosto 1999 “ Direttive alle A.S.R. per le attività di Recupero e rieducazione funzionale” e nella D.G.R. 616 / 2000 per l’ accreditamento delle Attività di Recupero e rieducazione funzionale, come segue :


  1. DISABILITà CHE RICHIEDONO, PER LA GRAVITà DELLA NON-AUTOSUFFICENZA, PER INTENSITà E TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI TERAPEUTICO-RIABILITATIVI, IL RICOVERO ORDINARIO O DAY HOSPITAL IN AMBIENTE OSPEDALIERO SPECIALISTICO RIABILITATIVO.



  1. DISABILITà COMPLESSE CHE NON RICHIEDONO RICOVERO, MA UN INTERVENTO, PER COMPETENZA E/O ATTREZZATURE, ALTAMENTE SOFISTICATO.

  • Vasculopatie cerebrali

  • Sindromi demielinizzanti

  • Sindromi degenerative progressive SNC-SNP

  • Sindromi infiammatorie ed infettive

  • Traumatismi cranio-encefalici e midollari

  • Traumatismi del SNP




  • Conseguenze di patologie ortopedico-traumatologiche

  • Politraumi in fase di recupero

  • Dimorfismi del rachide

  • Fratture

  • Esiti di interventi chirurgici ortopedici

  • Esiti di ustioni




  • Conseguenze di patologie oncologiche

  • Esiti di mastectomia




  • Disfunzioni del Sistema Autonomo



  1. DISABILITà DI ENTITà RILEVANTE, CRONICHE O IN FASE DI STABILIZZAZIONE CHE RICHIEDONO UN INTERVENTO RIABILITATIVO NON COMPLESSO, Né INTENSIVO, MA PROTRATTO NEL TEMPO




  • Conseguenze di lesioni del SNC-SNP

  • Vasculopatie cerebrali

  • Sindromi demielinizzanti

  • Sindromi degenerative progressive SNC-SNP

  • Sindromi infiammatorie ed infettive

  • Traumatismi cranio-encefalici e midollari

  • Traumatismi del SNP




  • Conseguenze di patologie ortopedico-traumatologiche




  • Conseguenze di patologie oncologiche

  • Esiti di mastectomia




  • Disfunzioni del Sistema Autonomo



  • Conseguenze di patologie cardio-respiratorie

  • Patologie vascolari periferiche

Alcune disabilità di entità rilevante croniche e/o stabilizzate, generalmente conseguenti a patologie del SNC, possono necessitare di un intervento riabilitativo intensivo e/o complesso, periodico e ripetibile.





  1. DISABILITà DI ENTITà CONTENUTA, DI RECENTE INSORGENZA ED A RAPIDA SOLUZIONE.




  • Patologie ortopedico-traumatologiche

  • Esiti di interventi chirurgici monocompartimentali

  • Esiti di fratture monosegmentarie

  • Esiti di infiammazioni artro-mio-tendinee

  • Esiti di traumi distorsivi e lussazioni articolari


  1. DISABILITà CRONICHE STABILIZZATE DI ENTITà CONTENUTA, PER LE QUALI POSSONO ESSERE NECESSARI INTERVENTI RIABILITATIVI “DI MANTENIMENTO” O DI “PREVENZIONE DEL DEGRADO MOTORIO-FUNZIONALE ACQUISITO” E/O UN’ATTIVITà “DIDATTICO-INFORMATIVA”.



  • Patologie ortopedico-reumatologiche

  • Rachialgie in fase post-acuta, recidivante

  • Mono-poliartriti croniche

  • Coxartrosi, gonartrosi , ecc.

  • Psoriasiche, iatrogene, ecc.




  • Patologie metaboliche dell’osso

  • Osteoporosi, ecc.


  1. DISABILITà MINIMALI CRONICHE I CUI INTERVENTI RIABILITATIVI SONO CARATTERIZZATI PREVALENTEMENTE DA PRESTAZIONI DI FISIOTERAPIA STRUMENTALE.




  • Osteoarticolari degenerative (Poliartrosi) a prevalente componente infiammatoria/algica.





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