Aprire le rianimazioni: analisi del vissuto percepito dagli infermieri in una struttura sanitaria complessa



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Indagine conoscitiva: analisi del vissuto percepito dagli infermieri di Area Terapie Intensive della Fondazione IRCCS CA’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico relativamente all’apertura e/o all’aumento dell’orario di visita delle Terapie Intensive


  • Problema

Dall’analisi della letteratura precedentemente riportata emerge, in sintesi, una forte evidenza ad aprire le Terapie Intensive, per tutti i benefici descritti; nonostante ciò, la maggioranza delle Terapie Intensive italiane rimangono chiuse con orari molto limitati.

L’Area Terapie Intensive della Fondazione CA’ GRANDA per l’eterogeneità dei pazienti ricoverati e per la presenza sia di Unità operative chiuse ed aperte si è prestata a diventare oggetto di osservazione per indagare il vissuto del personale infermieristico e le criticità percepite ed espresse relativamente all’apertura delle Terapie Intensive o all’aumento del tempo previsto per le visite.


  • Scopo

Indagare il vissuto del personale infermieristico dell’Area Terapie Intensive ed evidenziare le criticità relativamente all’apertura delle Terapie Intensive o all’aumento del tempo previsto per le visite.



  • Materiali e metodi

L’indagine è stata effettuata dapprima elaborando un questionario di quattordici domande strutturato in 2 parti:




  • Dati relativi alle Unità operative di appartenenza, al tempo di assegnazione in Terapia Intensiva, all’organizzazione dell’acceso dei visitatori in Terapia Intensiva.

  • Dati relativi al vissuto e ai comportamenti del personale infermieristico relativamente all’accesso dei visitatori in Terapia Intensiva.

Di seguito viene riportato il questionario somministrato agli infermieri:





  1. Sesso  M  F Età…………………….

  2. Da quanto tempo lavori in rianimazione? ……………………………………………………………………………..

  3. Qual è l’orario visita nel tuo reparto

 Fino a 3 ore

 Da 3 a 6 ore

 Più di 6 ore


  1. Ritieni adeguato alle esigenze dei parenti e dei pazienti l’attuale orario di visita?

 Si  No


Se no:

 aumenteresti l’orario di visita

 diminuiresti l’orario di visita


  1. Nel tuo reparto si fanno eccezioni all’orario di visita prestabilito?

 Si


 No
Se si, in quali occasioni fai delle eccezioni (più di una risposta)
 Pazienti giovani (bambini)

 Pazienti terminali

 Colleghi

 Quando il carico di lavoro lo consente

 Nel caso dei parenti che vengono da lontano

 Altro………………………………………………………………………




  1. In base alla tua esperienza, pensi che il paziente possa trarre beneficio dalla presenza dei familiari e/o persone significative?

 Si  No


Se no, perché? (anche più di una risposta)
 Aumenta la possibilità di trasmissione delle infezioni

 I parenti sono un ostacolo alle attività di reparto

 Diminuisce lo spazio a disposizione

 Aumenta l’ansia del paziente

 Altro………………………………………………………………………

Se si, perché? ( anche più di una risposta)

 Migliora la comunicazione tra paziente/parente /persona significativa

 Migliora la comunicazione parente/persona significativa/infermiere

 Il parente/persona significativa può tranquillizzare e rassicurare il paziente

 La presenza del parente/persona significativa può migliorare la compliance del paziente alle cure

 Altro………………………………………………………………………


  1. Durante la visita del parente modifichi il tuo piano e/o attività d’assistenza?

 Si  No


Se si, perché

…………………………………………………………………………………………………………..………………………………………………….………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………




  1. Quanto tempo dedichi alla comunicazione con i parenti in media in un turno?

 < 10min,  10-15min  > 15min (mattino)

 < 10min,  15-10min  > 15min (pomeriggio)

 < 10min,  10-15min  > 15min (notte)



  1. Ti capita di comunicare informazioni sul decorso assistenziale del paziente?

 Si


 No

 A volte

 Mi astengo dal dare informazioni anche di tipo assistenziale



  1. In base alla tua esperienza quali informazioni l’infermiere deve fornire al parente?

 Stato di coscienza e capacità di comunicare al paziente

 Ritmo sonno veglia

 Decorso clinico

 Dieta

 Alvo, diuresi



 Decorso assistenziale

 Altro……………………………………………………………………




  1. In generale la presenza del parente in rianimazione è: (più di una risposta)

 Una fonte di ulteriore stress per l’infermiere

 Una fonte d’infezione per il paziente

 Un intralcio al lavoro dell’infermiere

 Una risorsa per il paziente

 Una risorsa per il lavoro dell’Infermiere

 Altro………………………………………………………………………


  1. Nel caso di morte “attesa” di un paziente, secondo te è giusto far restare il parente accanto al proprio familiare anche al di fuori dell’orario di visita?

 Si  No


Se si, perché?

………………………………………………………………………………...………………………………………………………………………………...………………………………………………………………………………...………………………………………………………………………………...


Se no, perché?

……………………………………………………………………………….……………………………………………………………………………….……………………………………………………………………………….……………………………………………………………………………….




  1. Pensi che l’elaborazione e la distribuzione ai parenti di una carta d’accoglienza specifica, supporta il personale sanitario nel processo di comunicazione con i parenti?

 Si  No


Se si, perché

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………


Se no, perché

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………




  1. Sono previsti incontri/riunioni multidisciplinari per discutere le criticità emerse durante il percorso clinico-assistenziale?

 Si  No



Elaborazione dati e presentazione risultati
La popolazione di riferimento sono gli infermieri delle Terapie Intensive.

Il campione è rappresentato dagli infermieri assegnati all’Area Terapie Intensive della Fondazione CA’ GRANDA Ospedale Maggiore Policlinico che risulta essere così strutturata:



  • Terapia Intensiva Generale sei posti letto, notizie ai parenti ore 13:00, ingresso ore 13:00 – 15:00;

  • Terapia Intensiva Post – chirurgica sei posti letto, notizie ai parenti ogni volta che le richiedono, ingresso ore 15:00 – 20:00;

  • Terapia Intensiva Neurochirurgia sei posti letto, notizie ai parenti ore 9:00, ingresso ore 17:00 – 20:00;

  • Terapia Intensiva Pediatrica quattro/cinque posti letto, notizie ed ingresso dalle ore 10:00 alle ore 23:00.

Il numero di personale infermieristico assegnato all’Area è di 56 unità. Il questionario è stato somministrato durante il mese di Gennaio 2010. I dati raccolti, (43 questionari compilati), sono stati elaborati e di seguito sono presentati in grafica:





  1. Sesso

Il 58% del personale infermieristico è di sesso femminile, mentre il 42% è di sesso maschile.


  1. Da quanto tempo lavori in rianimazione?

Questo grafico mostra che il 51% del personale ha un’esperienza che va dai 5 anni ad oltre 10 anni, mentre circa ¼ del personale ha un’esperienza compresa tra 1 e 5 anni, ed infine ¼ ha un’esperienza lavorativa inferiore a un anno.



  1. Qual è l’orario visita nel tuo reparto

I risultati mostrano gli orari di visita effettivamente adottati in Area Terapia Intensiva della Fondazione. Il 58% degli infermieri afferma che nel loro reparto l’orario di visita è fino a 3 ore, il 9% degli infermieri afferma che l’orario è compreso dalle 3 a 6 ore, invece il 33% afferma che i parenti in una giornata possono essere presenti in reparto più di 6 ore.



  1. Ritieni adeguato alle esigenze dei parenti e dei pazienti l’attuale orario di visita?



Se no:
Nel primo grafico emerge che il 72% degli infermieri ritiene che l’orario di visita, che in questo momento è in uso, sia adeguato alle esigenze dei parenti e dei pazienti ricoverati, mentre il 28% non ritiene che sia adeguato e vorrebbe che si aumentasse l’orario di visita.


  1. Nel tuo reparto si fanno eccezioni all’orario di visita prestabilito?


In questo grafico la quasi totalità del personale infermieristico fà delle eccezioni all’orario stabilito, solo il 2 % afferma di non fare eccezioni. I vari casi in cui si fanno delle eccezioni sono sotto elencati.




Se si, in quali occasioni fai delle eccezioni:


In questo grafico si evidenziano i casi per cui gli infermieri fanno delle eccezioni all’orario di visita ovvero:

    • Il 26% in caso di pazienti in condizione terminale

    • Il 22% fà eccezione in caso di pazienti giovani

    • Il 22% se i familiari arrivano da posti lontani

    • Il 20% se il carico di lavoro lo consente

    • Il 5% permette l’ingresso di colleghi

    • Il 5% permette l’ingresso per altre motivazioni: ogni volta che i familiari lo richiedono, pazienti difficili da gestire, accettazione appena avvenuta e in caso di pazienti svegli.


  1. In base alla tua esperienza, pensi che il paziente possa trarre beneficio dalla presenza dei familiari e/o persone significative?


In questo grafico emerge che il 98% degli infermieri ritiene che la persona ricoverata possa trarre benefici dalla presenza dei familiari, solo il 2% afferma che non possa trarre alcun beneficio.




Se si, perché?

Questo grafico mostra le motivazioni per le quali gli infermieri affermino che il paziente tragga benefici dalla presenza dei familiari, ovvero:


  • Il 33% crede che il parente lo possa tranquillizzare e rassicurare

  • Il 25% crede invece che il parente migliori la compliance delle cure

  • Il 21% pensa che migliora la comunicazione tra paziente e familiare

  • Il 20% crede che migliora la comunicazione tra parente e infermiere

  • l’1 afferma che riduce il senso di isolamento, abbandono e solitudine dei pazienti.



  1. Durante la visita del parente modifichi il tuo piano e/o attività d’assistenza?


In questo grafico emerge che l’86% del personale infermieristico non modifica il suo piano d’assistenza durante la visita del parente, invece il 14% lo modifica.

Sicuramente questo dato è influenzato dalla durata del tempo di visita che mediamente si fissa a 3 ore al giorno.


  1. Quanto tempo dedichi alla comunicazione con i parenti in media in un turno?




Questo grafico mostra il tempo che l’infermiere dedica alla comunicazione con il parente nel turno di mattina, il 46% dedica meno di dieci minuti alla comunicazione, il 26% da dieci a quindici minuti, mentre il 28% oltre i 15 minuti.

Quindi il 54% dedica oltre dieci minuti alla comunicazione con i parenti.


Questo grafico invece mostra la situazione nel turno pomeridiano, dove il 43% dedica oltre i quindici minuti, il 31% tra dieci e quindici, mentre il 26% dedica meno di dieci minuti alla comunicazione con i parenti.

Quindi il 74% dedica oltre dieci minuti alla comunicazione con i parenti.

Questo grafico mostra la situazione nel turno notturno, qui il 12% dedica oltre i quindici minuti, il 28% tra dieci e quindici, mentre il 60% dedica meno di dieci minuti alla comunicazione con i parenti.

Quindi il 40% dedica oltre dieci minuti alla comunicazione con i parenti.




  1. Ti capita di comunicare informazioni sul decorso assistenziale del paziente?

In questo grafico il 58% degli infermieri dà informazioni sul decorso assistenziale del paziente, il 2% non dà alcun tipo di informazioni, il 40% a volte dà informazioni, mentre nessun infermiere si astiene dal darle.



  1. In base alla tua esperienza quali informazioni l’infermiere deve fornire al parente?


Questo grafico mostra quale tipo di informazioni fornisce l’infermiere al parente durante il loro ingresso:

  • il 31% dà informazioni sul decorso assistenziale del paziente

  • Il 23% dà informazioni sullo stato di coscienza e capacità comunicativa

  • Il 15% dà informazioni sul ritmo sonno veglia

  • Il 14% sulla dieta che osserva il pazinete

  • l’11% sull’alvo e diuresi

  • il 4% dà informazioni di altro tipo ovvero: sulle attività invasive, sulle attività assistenziali rivolte al paziente e sulle esigenze dello stesso.

  • Il 2% dà informazioni sul decorso clinico.


  1. In generale la presenza del parente in rianimazione è:

Questo grafico mostra, secondo il punto di vista infermieristico, la presenza del parente cosa può rappresentare in rianimazione.

Il 10% pensa che sia una fonte di stress per l’infermiere, l’84% pensa che sia una risorsa per il paziente e per il lavoro svolto dall’infermiere, invece il 6% ha risposto che dipende da ogni singola situazione e che spesso l’ambiente spaventa i parenti al punto dal restare a guardare ed essere d’intralcio.




  1. Nel caso di morte “attesa” di un paziente, secondo te è giusto far restare il parente accanto al proprio familiare anche al di fuori dell’orario di visita?


Tutti gli infermieri sono d’accordo nel far entrare le persone significative al di fuori dell’orario di visita, in caso di morte attesa della persona ricoverata.





  1. Pensi che l’elaborazione e la distribuzione ai parenti di una carta d’accoglienza specifica, supporta il personale sanitario nel processo di comunicazione con i parenti?


Questo grafico mostra che il 95% degli infermieri sia d’accordo per la distribuzione ai parenti di una carta d’accoglienza per supportare il processo di comunicazione, solo il 5% non è d’accordo con questa distribuzione.



  1. Sono previsti incontri/riunioni multidisciplinari per discutere le criticità emerse durante il percorso clinico - assistenziale?


Questo grafico invece mostra se nell’unità operativa siano effettuate riunioni multidisciplinari per discutere le criticità emerse durante il percorso clinico – assistenziale. Il 56% dichiara che non si effettuano incontri, invece il 44% afferma che queste riunioni si effettuano.

Questo dato riflette la modalità di organizzazione dei diversi reparti in quanto in due di esse il personale medico ed infermieristico di guardia si riunisce durante il turno per condividere il percorso assistenziale della persona, mentre in altri due reparti questa modalità non è contemplata.

CONCLUSIONI
La letteratura evidenzia che nella quasi totalità delle Terapie Intensive italiane (99,6%) l’orario di visita adottato è molto ristretto, con una media di una sola ora al giorno per la visita11. Nonostante la separazione dai propri cari aumenti le sofferenze del paziente, arrecando anche ansia, paura, senso di solitudine e isolamento, insieme a carenza d’informazioni riguardo le proprie condizioni cliniche o i trattamenti peraltro invasivi, il personale infermieristico in alcuni studi ha espresso notevoli dubbi sugli effetti positivi dell’apertura di questi reparti. In particolar modo perché la presenza dei parenti interferisce con le cure, aumenta il carico di lavoro per l’équipe e limita l’efficienza della Terapia Intensiva stessa. Gli infermieri temono un’ulteriore mole di lavoro da dover gestire, con un rallentamento delle attività quotidiane e conseguente aumento dello stress lavorativo.
Dalla rilevazione effettuata con la collaborazione degli infermieri delle Terapie Intensive della Fondazione CA’ GRANDA Ospedale Maggiore Policlinico emerge che l’orario di visita applicato nelle Unità Operative è inferiore alle tre ore nell’arco dell’intera giornata, solo in Terapia Intensiva Pediatrica l’orario di visita supera le sei ore.

Nonostante, in tre delle quattro Terapie Intensive, l’orario di visita è di tre ore, la maggioranza degli infermieri (72%) lo ritiene adeguato alle esigenze dei familiari, mentre solamente il (28%) ritiene che non sia adeguato e sarebbe opportuno aumentarlo. La quasi totalità degli infermieri (98%), inoltre, ritiene che la persona ricoverata possa trarre dei benefici dalla presenza dei propri familiari, in quanto affermano possa tranquillizzarli e rassicurarli, migliorare la compliance alle cure, migliorare la comunicazione tra paziente e familiare ed infine migliorare la comunicazione tra infermiere e parenti. Dall’analisi dei dati si evince anche che l’infermiere considera i familiari e/o persone di riferimento una risorsa per il paziente ricoverato e una risorsa per il lavoro dell’infermiere; solamente per sette (10%) di essi è un ulteriore fonte di stress.

Alla domanda: “Quanto tempo dedichi alla comunicazione con i parenti, in media, in un turno?”, gli infermieri rispondono che il tempo dedicato è inferiore ai dieci minuti nei turni del mattino (46%) e di notte (60%), mentre nel turno pomeridiano i minuti dedicati a questa attività sono quindici (43%).

Nonostante gli orari regolamentati “limitati”, si fanno delle eccezioni all’orario di visita e di permanenza in caso di pazienti adolescenti, pazienti terminali, quando il carico di lavoro lo consente e in caso di parenti che vengono da lontano. Sono d’accordo anche nel far entrare i familiari in caso di morte attesa del parente perché lo ritengono un loro diritto, in quanto è giusto che negli ultimi momenti di vita sia accompagnato dignitosamente alla morte e per i familiari essere presenti in un momento così importante, essendo l’ultimo momento di vita del proprio congiunto. Ritengono anche che sia un momento importante nell’elaborazione del lutto. Gli infermieri (95%) considerano utile distribuire una carta d’accoglienza specifica o supporti informativi ai parenti per migliorare e rendere più efficace il processo di comunicazione. Grazie a questo supporto cartaceo si spiega in modo semplice e riassuntivo l’organizzazione e le regole di reparto in modo tale che il parente possa adeguarsi all’ambiente e alle situazioni che si possono verificare.

Inoltre, alla domanda in cui si chiede se sono previsti incontri/riunioni multidisciplinari per discutere le criticità emerse durante il percorso clinico – assistenziale, il 56% degli infermieri risponde che non sono previsti, mentre il 44% afferma che sono effettuati.

Questo dato riflette le modalità organizzative delle differenti Unità operative che comprendono l’Area Terapia Intensiva. Il personale infermieristico è motivato ad aprire o aumentare il tempo di visita in Terapia Intensiva essendo consapevoli dei benefici che questo cambiamento potrebbe portare. Nonostante ciò una considerevole percentuale (72%) dichiara che l’attuale orario è adeguato alle esigenze dei pazienti e parenti. Il cambiamento è difficile e si hanno notevoli dubbi e incertezze che a volte finiscono per far preferire lo stato attuale delle cose.

Altro punto su cui è importante focalizzare l’attenzione è il tempo dedicato alla comunicazione solo durante il turno del pomeriggio, la maggioranza del personale infermieristico dedica quindici minuti e oltre a questa attività che dovrebbe essere invece parte integrante del processo di cura e assistenza rivolto al paziente.

Non è facile “aprire” le Terapie Intensive e necessario un importante cambiamento culturale e una seria riflessione sul senso e la qualità dei rapporti con il paziente e la sua famiglia. Si tratta di una scelta che impegna ad individuare soluzioni originali per ogni singola realtà, che richiede periodiche verifiche, che ha bisogno di essere rinnovata e rimotivata nel tempo, anche in considerazione dell’elevato turn over dell’équipe infermieristica di rianimazione.

Rianimazione “aperta” non significa, però, rianimazione senza regole. Si tratterà quindi di chiedere, oltre alla massima attenzione per tutti i pazienti ricoverati, anche il rispetto di alcune semplici regole igieniche, di sicurezza e gestionali che ogni singola terapia intensiva potrà elaborare e modificare nel tempo sulla base di un lavoro di revisione critica del proprio operato.

E’ importante supportare il personale sanitario con strumenti utili a migliorare la comunicazione con i familiari, esempio: carte dia accoglienza, locali idonei a colloqui, supporti formativi (coesi per integrare le competenze comunicative).




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Il mio più grande ringraziamento lo rivolgo alla mia famiglia, a mio Papà Calogero, a mia Mamma Anna, a mio Fratello Massimiliano e ai miei Zii Franco e Angela per essermi stati vicini e per l’affetto che mi hanno dimostrato in questi tre anni nonostante la lontananza

Ringrazio la mia fidanzata Giovanna, nonché collega di facoltà e di studi, e tutta la sua famiglia per il sostegno che mi hanno dato in questi tre anni

Ringrazio la Relatrice e il Correlatore per avermi seguito e indirizzato nella stesura e discussione di questo elaborato

Ringrazio tutti i miei amici








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